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MattiaPof

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  1. Dato il costo irrisorio dei suddetti direi proprio di cambiarli, più per sicurezza nei confronti di possibili acari e parassiti vari. Personalmente cambio i cartoni delle uova ogni qualvolta mi ritrovo a pulire i contenitori delle blatte o chi per loro, ma ne ho una scorta spropositata
  2. Come dice il buon Gaborri si tratta di un Dipluridae e non di un Theraphosidae, per cui andrebbe spostato in "ALTRE FAMIGLIE". Fai attenzione poi in quanto Rurrenabaque non è la Specie, bensì la locality (molto spesso si tratta di Specie non identificate od addirittura neppure descritte ma comuni nel mondo hobbistico, Pamphobeteus sp. "Machala" ne è un chiaro esempio) L'esemplare è ancora uno sling, sia a giudicare dalla colorazione che dalle dimensioni (che ti consiglio di fornire secondo "standard" indicando la body length cheliceri e filiere escluse). La scatola dei grilli va benissimo per il momento. Sono abili costruttori di tunnel e sfruttano anfratti cortecce e simili, il terrario non è necessario che lo si sviluppi in altezza. In ogni caso in giro per la rete si trovano parecchie informazioni riguardanti Diplura sp. "Chi cerca trova"
  3. Fondamentalmente dipende da te, sono entrambe scelte valide escludendo la possibilità di sigillare ogni singolo pertugio di casa...
  4. Interessante, lessi in giro che è un comportamento usuale per questa Specie (ma forse un po tutto il Genere ) quello di divorarsi il cocoon.. chissà se non influisce proprio la stabulazione... Gli africani depongono duro Bellissima riproduzione! aspettiamo di sapere se ne sforna un altro
  5. Innanzi tutto benvenuto! Si tratta, nell'ordine in cui hai caricato le foto, di Zoropsis spinimana e Nuctenea umbriatica. Entrambi maschi adulti. Non lasciarti condizionare dalle dimensioni, sono innocui. In questo periodo è facile trovare per casa maschi erranti in cerca di compagne, sprezzanti del pericolo. Ti rimando a QUESTO articolo, nel caso in cui non l'avessi già letto, per avere un quadro più completo delle Specie che più comunemente si possono trovare in casa. Sappi in ogni caso che a parte il già citato nell'articolo Loxosceles rufescens solo Latrodectus tredecimguttatus lo affianca nella lista delle Specie di rilevanza medica. Ma quest'ultimo è quasi del tutto impossibile che si trovi in una normale abitazione (a meno che non si abiti in piena campagna in determinate zone o che non si sia trasportato in qualche modo) ed è molto schivo anche nel suo ambiente. In linea generale farsi mordere (da Specie che riuscirebbero effettivamente a farlo, ovvero quelle di dimensioni maggiori come Zoropsis) è comunque molto difficile, tendono alla fuga come primo meccanismo di difesa ed anche per dei bambini arrivare al morso è assai improbabile.
  6. Le illustrazioni non si discostano troppo, specialmente il Roberts: Altre invece convincono meno: Locket & Millidge Anche con le foto però si nota un certo dualismo: ed: Una foto dell'habitus, in ogni caso, non guasterebbe. Fonte foto
  7. Grazie del prezioso contributo! Il mercato di questi "giocattolini" è in effetti cresciuto notevolmente rispetto ai primi scarni e rudimentali modelli. Ricordo che ai tempi faticai come non mai per cercare un supporto regolabile "fatto a posta", gli unici reperibili erano fissi e poco funzionali, questo ne è un esempio. Anche a durabilità lasciavano il tempo che trovavano, tant'è che il mio mi ha abbandonato ormai da parecchio.. Mi piacerebbe vedere la profondità di campo al massimo ingrandimento e di quant'è l'escursione utile, minima e massima distanza di messa a fuoco dal campione. Se riesci a caricare qualche foto è cosa più che gradita. Era infatti quest'ultimo il punto più dolente di questo tipo di strumenti per l'utilizzo che intendevo farci, l'esiguo spazio di lavoro dopo un tot di ingrandimenti. Resta in ogni caso molto interessante l'applicazione nel focus stacking, e li molto dipende da come si processano poi le immagini (nel tuo caso ho l'impressione che devii più sull'HDR come risultato finito, correggimi se sbaglio). Insomma come soluzione casalinga a basso costo continuano ad essere interessanti per svariate applicazioni, dall'elettronica alla numismatica fino alle osservazioni biologiche di base. Sarebbe magari interessante un confronto tra questa soluzione ed un microstereoscopio "da campo" di quelli a basso costo (100-150€). P.S. L'ultimo esemplare che hai postato è un maschio adulto di Zoropsis sp.
  8. Cerco di dare il mio contributo per trovare il bandolo della matassa. Gli esemplari egregiamente riprodotti da Piergiorgio provengono da due differenti esemplari accoppiati con il medesimo maschio. Premetto che in totale gli esemplari in mio possesso sono stati 7, di cui 1 femmina (aimé) WC e 2 femmine CB nonché 4 maschi (3 di questi provenienti dallo stesso cocoon, probabilmente il medesimo delle 2 femmine se dovessi fidarmi di chi me l'ha vendute ) La riproduzione è avvenuta tra uno dei 3 "fratelli", una delle femmine CB e la WC. I restanti 2 maschi e l'altra femmina non riprodotta sono conservati sotto alcool. la femmina WC è morta (presumo di vecchiaia date le imponenti dimensioni) ma non ho potuto conservarla se non "essiccata" cosi come il maschio che è perito con l'ultimo piacevole incontro. L'esatta provenienza della femmina WC purtroppo non è nota. La differenza cromatica tra WC e CB (continuo cosi per non far confusione) è stata da subito notevole, soprattutto per quanto riguarda la colorazione del cefalotorace con un patter nero più marcato e scuro in CB e più grigio e "sfuocato" in WC. Come diceva Pier ho notato, seppur molto lentamente, una progressiva tendenza al grigio man mano che la femmina aumenta di dimensioni; non nego però che possano essere impressioni che lasciano il tempo che trovano (e tra l'altro non posso neppure fornire un confronto fotografico tra i vari stadi) dato che l'ultima femmina CB ancora in vita (quella riprodotta) non ha ancora perfettamente la stessa colorazione della WC ne tanto meno le stesse dimensioni. Femmina WC ​ ​ Femmina CB "gravida" ​ ​ Femmina CB "ora" ​ ​ Aggiungo anche le foto del maschio usato per la riproduzione ​ ​​ ​ Ora, basandomi sui lavori di Gallon (2002) dalle chiavi che fornisce possiamo affermare che si tratti di Pterinochilus spp.: dalle lunghe setae dei cheliceri, dalla morfologia delle prime due gambe e dei palpi. ​ Carattere distintivo che discrimina P. lugardi dal resto di Pterinochilus spp. ad eccezione di P. vorax e P. simoni è la caratteristica forma della spermateca, con la presenza di lobi terminali verso l'esterno: ​ ​ ​ ​ ​A sua volta "Both sexes of P. lugardi are separated from P. simoni by the absence of a longitudinal line of stiffened setae on the prolateral face of the palpal trochanter" P. simoni ​ ​ P. lugardi ​ ​ Mentre per discernere tra le femmine di P. lugardi e P. vorax è necessario confrontare la dimensione ed il tipo di scopula dei cheliceri: P. vorax ​ ​ P. lugardi ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​Per quanto concerne invece la differenza tra i maschi di P. lugardi e P. vorax provvederò a fornire le foto appena mi sarà possibile l'uso dello stereomicroscopio (comprese misure ed una foto della spermateca più chiara). è comunque apprezzabile nell'ultima foto del maschio la tipica morfologia del metatarso sulla prima gamba. Per quanto riguarda in fine la questione cromatica a mio avviso potrebbe benissimo trattarsi di lievi variazioni interne alla Specie, essendo distribuita in un areale abbastanza considerevole. Variazioni già note all'interno del Genere come del caso di P. murinus sono abbastanza palesi e marcate. Sempre Gallon (2008) in un altro lavoro assimila Harpactirella flavipilosa a P. lugardi. Nel lavoro di Lawrence (1936) si può leggere come la colorazione sia descritta più giallina che "pale grey": "Colour. Carapace and appendages yellow, abdomen light brown above with some darker chevron markings, yellow below. Carapace, legs and abdo- men covered with yellow hairs." Purtroppo la qualità delle foto non è altissima, cercherò di portare qualche dato in più Referenze Gallon, R. C. (2002). Revision of the African genera Pterinochilus and Eucratoscelus (Araneae, Theraphosidae, Harpactirinae) with description of two new genera. Bulletin of the British Arachnological Society 12: 201-232. Gallon, R. C. (2008). On some poorly known African Harpactirinae, with notes on Avicuscodra arabica Strand, 1908 and Scodra pachypoda Strand, 1908 (Araneae, Theraphosidae). Bulletin of the British Arachnological Society 14: 232-246. Lawrence, R. F. (1936). Scientific results of the Vernay-Lang Kalahari Expedition, March to September 1930. Spiders (Ctenizidae excepted). Annals of the Transvaal Museum 17: 145-158.
  9. In ogni caso sul Bellmann Scytodes thoracica è presente, sebbene non sia la stessa Specie al Genere saresti arrivato. Si trova tra le prime pagine tra l'altro
  10. Benvenuto Andrea, facci sapere quale libro fotografico stai traducendo giacchè
  11. Benvenuto Moreno Purtroppo non c'è molta scelta nei testi identificativi in italiano, "Guida ai ragni d'Europa" di H. Bellmann è una buona guida fotografica per un primo approccio all'identificazione delle Specie più diffuse.
  12. Ciao, si tratta di Menemerus semilimbatus. Fai attenzione alla corretta compilazione della schedina ed alla scrittura dei nomi scientifici.
  13. Bel ritrovamento Giuseppe, magari postala anche in "IDENTIFICAZIONI e SEGNALAZIONI"
  14. Ho avuto modo di avere tra le mani una copia della versione aggiornata. Confermo quanto detto da Piergy riguardo all'aggiunta di nuove Specie, non c'è ne sono. Foto e disegni sono nello stesso numero e la qualità della brossura è la medesima. Dovendolo ristampare hanno però aggiornato tutta la nomenclatura, l'indice è molto più fruibile e privo di mancate traduzioni come il precedente.. Per chi ha già la prima versione è abbastanza superfluo a mio avviso acquistare anche la nuova, dato che, a parte la nomenclatura (e l'immagine di copertina con Cheiracanthium che sostituisce il buon Synema ) il testo è il medesimo.
  15. Concordo con macbaffo, inoltre come temperamento la Specie non si discosta poi tanto dallo standard dei Teraphosidae. Non sono d'accordo con questo accostamento. In primo luogo perché Chromatopelma è da tempo appurato che non abbia nulla di "semi-arboricolo" (la fitta pavimentazione di tela permette agli esemplari di spostarsi agilmente su fondi sabbiosi). Inoltre, come già detto da Piergiorgio, la mole di tela non è paragonabile tra i due Generi. Il set-up è ottimo
  16. Non c'è nulla di cui preoccuparsi, tranquillo. La posizione che noti nelle prime foto postate è semplicemente una routine di pulizia, non ha niente a che vedere con la posizione che assumono una volta morti. è perfettamente normale, dopo una muta, trovare l'esemplare che fa stretching. Distende ed allunga le zampe. Per quanto riguarda la temperatura è normale che si sposti verso uno un punto più caldo (che in questo caso è dato dalla piastra) è per questo importante creare un certo gradiente, in modo che l'esemplare abbia una certa "scelta" sulla temperatura. Il fattore pulizia e stretching post muta non sono correlati alla temperatura. Il Genere Grammostola è abbastanza resistente a variazioni di temperatura ed umidità per cui tranquillo, i paramenti vanno più che bene. Buon allevamento
  17. é sempre un bel ritrovamento L'esemplare in questione, come si può notare dal bordo bianco intorno alle macchie rosse, non è ancora adulto. Mi dispiace per il "set" fotografico, capita a tutti.. ti rifarai tranquillo
  18. Rinnovo i miei complimenti, per la schiusa ed anche per le foto Queste piante grasse in miniatura son proprio belle
  19. Dario lo sapevamo tutti che prima o poi quei teschi ti si sarebbero ritorti contro
  20. Rinnovo i miei complimenti anche qui, aspetto con ansia i video
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