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Enotria

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  • Grado
    Lasiodora

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    Male

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  • Nome
    Andrea
  • Località
    Ferrara
  • Provincia
    Ferrara
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    Emilia Romagna

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138 visite nel profilo
  1. Enotria

    Grandone

    Era fermo dietro ad una porta in giardino, in mezzo ad una tela grossolana, di pochi fili. Molto grosso, specie il pancione. Per fotografarlo meglio l'ho messo in una scatola Petri, ma lui subito si è chiuso e non si è più mosso. Eppure non l'ho mai toccato, ad ogni modo ora vado a riportarlo subito a casa sua.
  2. Enotria

    Slitta automatizzata per fotografare

    Io credo che il vantaggio maggiore sia la facilità con cui si può modificare il programma per adattarlo meglio alle proprie esigenze o abitudini. Per questo motivo ho inserito tante note al programma: in pratica, ogni riga di comando ha la sua brava spiegazione. Pensate, ad esempio, ad un terrario da riproduzione, con lo spazio suddiviso in zone a funzionalità diversa, con diversa illuminazione e diverse condizioni climatiche. Magari collegato via WiFi con il vostro cellulare, in modo da verificarne le condizioni anche se si è da tutt'altra parte affaccendati.
  3. Enotria

    Slitta automatizzata per fotografare

    Ed allora, qualcuno di Voi, con un minimo di manualità, perché non ci prova ? I componenti principali costano 20 Euro, slitta compresa.​ Male che vada, farete un po' di pratica con Arduino, tanto vi farà sempre comodo utilizzarlo: controllo temperatura, umidità, illuminazione, irrigazione, alimentazione, ecc. ecc. ecc. ​
  4. Enotria

    Slitta automatizzata per fotografare

    Nel bracketing tu fai alcune foto attorno al valore misurato, le foto sono scattate un po' in più, un po' in meno. Alla fine si sceglie una unica foto, quella venuta meglio. La tecnica si applica principalmente sulla esposizione, ora alcune macchine lo fanno in automatico anche sulla messa a fuoco. La differenza principale è che nel Breck. tu utilizzi solo UNA delle tue foto, la migliore. Nello stack tu utilizzi TUTTE le tue foto, ciascuna ti da il meglio che ha focalizzato e, per somma di parti, ottieni una nuova foto che ha tutto a fuoco. La tecnica dello stack è utilizzata ormai comunemente: se guardi la vostra galleria, vedrai che buona parte dei migliori autori utilizza al meglio questo metodo. I migliori lavori utilizzano oltre cento scatti per ottenere una unica immagine ! Ecco perché la slitta in automatico può risultare comoda.
  5. Enotria

    Slitta automatizzata per fotografare

    Quando si deve fotografare soggetti piccoli e da vicino diventa difficile mantenere a fuoco i vari piani della immagine. Per risolvere questo problema, si utilizza normalmente la tecnica dello stack: si fanno diverse foto successive, ciascuna mettendo a fuoco una parte diversa del soggetto. Una successiva elaborazione può così utilizzare solo le parti a fuoco di ogni foto, ricostruendo una unica immagine in cui tutti i suoi punti sono perfettamente focalizzati. Detta così sembra una faccenda semplice ma, nella pratica, occorre una notevole precisione e tanta tanta pazienza. Ci può venire in aiuto un semplice dispositivo che rende automatiche le operazioni più ripetitive, garantendo inoltre una precisione ed una costanza che altrimenti sarebbe impossibile. Si tratta di motorizzare una slitta mediante un motore controllato da un software, in questo modo ci è possibile posizionare il soggetto da fotografare, impostare l’intervallo fra gli scatti, eseguire questi spostamenti in modo manuale o automatico. Ho invece lasciato indipendente la gestione della fotocamera, in quanto non sempre queste sono predisposte per essere comandate da impulsi esterni, ciò non toglie che sarebbe molto semplice aggiungere un automatismo di scatto comandato da un comune relè. ​ ​ In questa versione la slitta fotografica è molto piccola, con la sua escursione di soli 70 mm. è adatta a fotografare piccoli soggetti ed a me serviva proprio così. Ciò non toglie che il sistema può comandare anche slitte molto più grandi, va solo dimensionata opportunamente la slitta ed il motore che la gestisce. Ma vediamo come utilizzarla. Due tasti spostano la slitta avanti ed indietro e la velocità di questo spostamento è regolato dalla manopola in alto a sinistra. L’altra manopola in alto, quella a destra, regola invece l’ampiezza di ogni singolo passo: più il passo è corto, più le foto saranno ravvicinate e numerose, ma la qualità del risultato finale sarà migliore. L’interruttore in alto a sinistra predispone per la gestione manuale o automatica dei singoli spostamenti. Se in manuale, premendo il tasto di Start viene eseguito un singolo spostamento e poi tutto si ferma, dandoci il tempo di controllare la zona a fuoco, scattare con tutta calma la foto, eventualmente ripetere la foto se non soddisfatti. Quando siamo pronti si preme di nuovo Start ed il ciclo si ripete. Se invece l’interruttore è spostato su Automatico, prima si accende il led rosso che avverte del prossimo spostamento, poi il motore esegue lo step, la luce rossa si spegne e si accende il led verde e suona il beep che ci da il via libera per scattare. Dopo due secondi, modificabili a seconda della vostra lentezza, si accende il led rosso, altro step e così via, fino a che non avremo fatto tutte le foto. ​ ​ Nell’esempio si vede il set con un trilobite pronto per essere fotografato e, di seguito, come appare in una foto singola. ​ ​ Invece, elaborando tutte le dieci fotografie scattate, si ottiene una immagine in cui tutte le varie parti del soggetto sono a fuoco: ​ ​ Con il medesimo programma di elaborazione è anche possibile ottenere un filmato che simula la visione da diversi punti di vista, vedi: https://youtu.be/0C4gZ0HGhoc In caso qualcuno fosse interessato a costruire una slitta per il proprio uso, i principali componenti sono una scheda Arduino Uno, un controller per il motore mod. EasyDriver e la slitta con il motore passo passo, per un costo complessivo di circa 50 Euro prendendo tutti i componenti originali. I principali collegamenti sono ben pochi: ​ ​ Ed anche il programma da inserire nella scheda Arduino è molto semplice (se lo vuoi usa il Copia/Incolla): /******************************************************** Mini Slitta per Macro Fotografia by Andrea Bosi 15/06/2016 *********************************************************/ int Flag = 0; // Variabile di servizio int Vel = 0; // Velocità dello spostamento int Delta = 0; // Entità dei singoli step boolean Auto = false; // Variabile di servizio void setup() { pinMode(2, OUTPUT); // Pin Direzione pinMode(3, OUTPUT); // Pin Passi da fare pinMode(5, INPUT); // Pin Giù pinMode(6, INPUT); // Pin Start pinMode(7, INPUT); // Pin Su pinMode(8, OUTPUT); // Pin LED Rosso pinMode(9, OUTPUT); // Pin LED Verde pinMode(10,OUTPUT); // Pin Buzzer pinMode(11,INPUT); // Pin Auto/Man } void loop(){ Vel = (1024-analogRead(5))/8 ; // Velocità di spostamento Delta=(1024-analogRead(4))/4 ; // Delta spostamento if (digitalRead(11)== LOW) Auto=true; else Auto=false; // Automatico o Manuale if (digitalRead (7) == LOW) { // Spostamento rapido step(LOW,5); } if (digitalRead (6) == LOW && Flag==0 && Auto==false) { muove(); // Step manuale Flag =1; // Evita la ripetizione } if (Auto==true) muove(); // Step Automatico if (digitalRead (5) == LOW) { // Spostamento rapido step(HIGH,5); } if (digitalRead(6)== HIGH) Flag=0; delay(Vel); } //============== Funzioni ======================== void step(boolean dir,int steps){ // Ruota il motore PP di steps passi, nella direzione dir digitalWrite(2,dir); delayMicroseconds(50); for(int n=0; n<=steps; n++){ // Singolo passo, eseguito steps volte digitalWrite(3, LOW); delayMicroseconds(150); digitalWrite(3, HIGH); delayMicroseconds(150); } } void muove() { digitalWrite(8,HIGH); // Accende led Rosso step(HIGH,Delta); // Attiva il motore per il Delta delay(50); digitalWrite(8,LOW); // Spegne il led Rosso digitalWrite(9,HIGH); // Accende il led Verde digitalWrite(10,HIGH); // Emette il Beep delay(10); // Durata del Beep digitalWrite(10,LOW); // Spegne il Beep delay(2000); // Tempo utile per scattare la foto digitalWrite(9,LOW); // Spegne il led Verde } Il prototipo è visibile su Come già ricordato, la slitta può avere dimensioni diverse, basta cambiare il motore passo passo con uno dalla potenza adatta. Ad esempio, di seguito il materiale pronto per realizzare una struttura molto più robusta, utilizzando una ottima tavola a croce della Proxxon ed un motore decisamente più potente: ​ ​ Se poi ne volete realizzare una copia per voi, sono a disposizione per chiarimenti e consigli.
  6. Enotria

    Angel Eye

    Gli angel eye sono fatti per le auto e quindi devono poter funzionare dagli 8 Volt della batteria semi scarica, ai 15 volt dell'alternatore che carica a vuoto. E così fanno, quindi un normale caricatore per telefonino che eroga 5,5 Volt non è in genere sufficiente. Però, permettimi un suggerimento: se gli aggiungi un booster come quello che ho indicato per l'illuminatore DIA, dal costo di 2 Euro, allora lo fai funzionare con quello che vuoi, anche con una piletta AA da 1,5 Volt !​ ​ Il regolatore che fa già parte dell'angel eye è un semplice limitatore a corrente costante, cioè mantiene limitata al giusto valore la corrente che lo alimenta sia al minimo, sia alla massima tensione.
  7. . Forse, per esaminare i ragni dentro al terrario senza disturbarli, potrebbe farvi comodo se il vostro stereo microscopio avesse una distanza di messa a fuoco molto maggiore. ​ ​ Allunghiamo la focale dello stereo microscopio In altre parole, guardiamo le stesse cose, ma da più lontano. Per la verità sembra un assurdo usare un microscopio e poi voler guardare più lontano, ma alcune volte ciò si rende veramente indispensabile. Pensate ad un appassionato di acquari che, da fuori, vuole fotografare dei particolari ingranditi, come fa ? Magari, l’acquario è spesso 30 cm. e la distanza di lavoro del suo stereo microscopio è di soli 10 cm., per cui c’è poco da fare, o mette a mollo lo stereo, o allunga la sua focale. Stessa cosa per i paleontologi che devono lavorare su un piccolo particolare con una sabbiatrice: o mettono dentro anche lo stereo a farsi le sabbiature, o allungano la sua focale. Ma anche i chimici o i biologi, che spesso devono operare dall’esterno di cappe aspiranti e che hanno bisogno di poter vedere ingranditi dei particolari degli oggetti in osservazione. Per non parlare poi dei medici che devono poter vedere ingrandito un punto in cui operano, ma non possono certo attaccarsi al povero paziente mentre lo affettano. Invece, la soluzione non è ne difficile ne costosa, basta aggiungere davanti all’obiettivo del nostro stereo una lente opportuna, purché divergente. ​ ​ Nella figura superiore vediamo cosa succede al nostro stereo se davanti all’obiettivo montiamo una lente negativa: Il soggetto “0” crea una immagine virtuale e molto più piccola “1” che è quella che noi mettiamo a fuoco, ma, in realtà, il soggetto vero “0” è molto più lontano. Interessante osservare che le lenti possono anche essere accoppiate, in tal modo aumentano ancora di più l’effetto di allontanamento. Lo si vede nella immagine inferiore in cui il nostro solito soggetto “0” viene prima rimpicciolito dalla prima lente formando l’immagine “1” e poi questa è ulteriormente rimpicciolita dalla seconda lente, che formerà la sua immagine virtuale in “2”. Queste sono, pressappoco, le regole dell’Ottica, facciamo ora qualche prova reale. Recuperiamo prima di tutto uno stereo microscopio con cui fare le prove: nel mio caso avevo un Nikon in revisione, la sua distanza di lavoro non è un granché, circa 80 mm. Poi andiamo in cerca delle lenti, ci servono delle negative con potenza fra 6 e 12 diottrie, ma il valore giusto lo deciderete voi dopo aver visto i risultati reali della prova. Ho già disponibile una vecchia lente da 6 diottrie negative, in più ho acquistato dalla Coma di Adriano Lolli una lente da -117 mm. ​ ​ Lo so, sono un po’ rogna, ma ho fatto apposta ad usare due unità di misura diverse: ricordate, la focale in metri è l’inverso delle diottrie e, del resto, se dovete fare dei calcoli, dovete usare le diottrie: il microscopio, senza alcun aggiuntivo, focalizza a 80 mm. Se aggiungo la lente -6d mette a fuoco a 154 mm. Con la lente -8,5d focalizza a 250 mm. Montando entrambe le lenti negative, quindi con circa -15d, metto a fuoco a 500 mm. Perdonate se le mie misure sono approssimate, ma lo stereo era in bilico sulla scrivania, con una mano tenevo ferme le/la lente davanti agli obiettivi, con l’altra mano spostavo su e giù il soggetto cercando il punto di miglior fuoco e con l’ultima mano (?) tenevo il metro per misurare la distanza di lavoro. Bé, più o meno, ma facevo proprio così. Lo scopo di queste note è solo quello di incuriosirvi e di spingervi a provare. A molti di noi sarebbe servito, almeno qualche volta, un microscopio che pur ingrandendo ci permettesse di operare lontano dal soggetto: bene, questa è una buona occasione per sperimentare. ​ E questi sono i miei piccoli serpulidi, fotografati dentro al mio acquario: ​
  8. Enotria

    Illuminatore DIA per stereo microscopio

    Forse una sezione dedicata alla parte tecnica della vostra attività non guasterebbe. Il forum è ben sviluppato per la parte biologica, mi sembra invece carente per la parte più tecnica della vostra attività: ad esempio una sezione sui terrari (gestione, auto costruzione, suggerimenti), sugli strumenti ottici che utilizzate per vedere (stereo microscopi e microscopi) e per riprendere (fotografia e derivati: filmati, time lapse, ecc.). Naturalmente, lo scopo finale sarebbe quello di rendere più completo il Forum e meglio bilanciati i vari argomenti trattati, pur senza disperdere energie ed interesse su troppi campi.
  9. Enotria

    Angel Eye

    . I led sono centinaia, di tipo COB ed allungati (circa 5 mm l'uno) ed immersi in una plastica trasparente di supporto dello spessore di 8 mm. Il fissaggio penso sia ad incastro, probabilmente delle mollette lo tengono in posizione. Da notare che per aumentare il rendimento luminoso, sul fondo, sotto ai led, corre una banda di materiale altamente riflettente che proietta in avanti la luce che altrimenti andrebbe persa. Nella foto questa banda la si vede bianca ed illuminata, ma risplende per la luce del mio microscopio, in realtà l'anello era decisamente spento. ​ ​
  10. . Bravissimo elleelle, grazie per i chiarimenti e complimenti per le belle foto che hanno così integrato autorevolmente la discussione.
  11. Enotria

    Angel Eye

    Certamente i miei interventi sono molto spesso OT, ma penso che non siano poi del tutto fuori luogo, in fin dei conti microscopi e altri strumenti ottici sono alla base della vostra attività. E poi, io credo, anzi spero, che il vostro interesse non sia così circoscritto e chiuso in se stesso, per cui anche il leggere di ALTRI usi alternativi dei vostri strumenti possa essere interessante e poi, non si sa mai, magari apre nuove possibilità a qualcuno di voi. Hai visto mai !
  12. Enotria

    Angel Eye

    E' una delle ultime mode dei led, un cerchio luminoso che si monta attorno ai proiettori delle auto incorniciandone le forme. Il risultato è più o meno coreografico, ma non è quello che importa a noi. Interessante è invece il basso costo di questi anelli di led, la loro forte luminosità e lo spessore minimo, che ci permette di montarli un po' ovunque vi sia bisogno di luce diffusa e potente. Come al solito li trovate su eBay, vedi n. 331786027188, io ho preso il diametro minore: ​ E' completo di regolatore a corrente costante e così può venire alimentato da qualsiasi tensione da 8 Volt fino ad oltre 24 Volt. Perfetto per dotare di luce uno stereo microscopio che ha una base sottile, infatti il suo spessore è di appena 8 mm. ​ ​ oppure ogni volta che ci serve una illuminazione dello stereo senza ombre: ​ ​ ma anche collegato alla fotocamera, perfetto per immagini macro: ​ ​ Naturalmente sono solo suggerimenti, ma spero vi possano tornare utili. n.b.: nelle immagini la luminosità è stata tenuta al minimo possibile per non abbagliare.
  13. Una dispensa di ragni Vado per prendere una nuova mina per la matita e scopro che sopra il porta mine si è formata una struttura, apparentemente di fango plasmato ed essiccato. ​ ​ Immagino che dentro vi sia qualcosa ed allora con un disco abrasivo ed il Dremel ho aperto una piccola finestrella. ​ ​ Dentro vi sono ammucchiati una decina di ragni, apparentemente in ottimo stato di conservazione, quasi fossero ancora vivi. ​ ​ Io so ben poco di ragni, ma a furia di documentari visti per TV posso immaginare che una mamma premurosa abbia preparato con cura una confortevole culla per i suoi neonati, riempiendo la cavità di ragni vivi, ma parassitizzati ed aggiungendo alla fine il suo prezioso uovo. Non so quale sia questa previdente mammina, certo che questo vuol dire veramente “avere la pappa fatta”.
  14. Enotria

    Illuminatore DIA per stereo microscopio

    Il tutto è stato racchiuso in un anello di tubo per edilizia da 80 mm, tagliato per una altezza di 30 mm circa. ​ Una volta verniciato di nero l’anello, sono stati fissati i componenti con colla termica. Il risultato è piuttosto compatto e, dato il minimo spessore, si presta ad essere montato su qualsiasi microscopio. ​ Con questo il nostro illuminatore è terminato, ora possiamo esaminare i vetrini di biologia o una scatola Petri piena di larve e, per merito della visione stereoscopica, sentirci anche noi immersi fra ditischi ed alghe colorate. ​ ​
  15. Enotria

    Illuminatore DIA per stereo microscopio

    . Nella illuminazione degli stereo microscopi non sempre è prevista la diascopia, l’illuminazione per trasparenza, eppure in certi casi è assolutamente indispensabile. Lo è se noi vogliamo vedere dei vetrini biologici, dove si può usufruire di un basso ingrandimento per visioni panoramiche. Indispensabile per un filatelico o per un collezionista di carta moneta, per la possibilità di osservare le filigrane o semplicemente per osservare i micro crostacei o le larve presenti nelle acque stagnanti. Per non parlare poi della possibilità di osservazioni in luce polarizzata, dove l’illuminazione per trasparenza è condizione indispensabile per la visione. Ho voluto fare un illuminatore da utilizzare con qualsiasi microscopio stereo, semplicemente appoggiandolo sulla base e alimentandolo con una qualsiasi tensione fra 5 e 12 Volt (o 220 Volt di rete) e dal costo minimo, compreso tra i 3 ed i 6 Euro. La soluzione più semplice ed immediata è l’utilizzo di uno spot da incasso a led COB, in questo modo ho una luce potente e ben diffusa, pur con uno spessore minimo di soltanto un paio di centimetri. La scelta è un led COB da 3W rotondo e con un diametro di circa 90mm, ad esempio eBay n. 251439416397 o simile. Abbinato al led vi è già compreso l’alimentatore se lo utilizziamo mediante la rete luce. ​ ​ Se intendiamo usarlo con la tensione di rete abbiamo quindi già tutto, se invece lo vogliamo alimentare con una tensione compresa fra i 5 ed i 12 Volt, dovremo procurarci un booster, in quanto per innescare necessita di una tensione molto più elevata, di 40 Volt e più. In tal caso ci procuriamo un piccolo survoltore, ad esempio eBay n. 391790274246 del costo di un paio di Euro o qualsiasi similare. ​ ​ Attenzione a non invertire l’entrata con l’uscita del booster e regolare il trimmer in modo che con la tensione disponibile il pannello si accenda alla giusta luminosità. Come si vede sono state tagliate le orecchie per il fissaggio e le relative molle in quanto inutili, in modo da assottigliare al massimo lo spessore. (Continua)
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