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PiErGy

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  • Compleanno 01/01/1987

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    Male
  • Location
    Pescara

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  • Nome
    Piergiorgio
  • Località
    Pescara
  • Provincia
    Pescara
  • Regione
    Abruzzo
  • Socio
    Socio Ordinario
  1. Il maschio è morto molti mesi fa, i maschi di questa specie non vivono a lungo una volta adulti; se ne avessi uno si potrebbe riprovare, la femmina ha anche mutato.
  2. Foto ad un maschio adulto. Rispetto alle femmine adulte la colorazione è più tenue e marroncina, senza riflessi blu. Le zampe sono più lunghe in proporzione al corpo e - in special modo su tibia e metatarsi di quelle anteriori - ci sono setae fitte ed evidenti. ​ ​
  3. Sì Mattia, lo avevo letto anch'io. Sarebbe necessaria qualche osservazione più mirata e su un campione di esemplari maggiore ma a me sembra ragionevolmente probabile dipenda da quello e consiglierei a chiunque voglia riprodurle - nel caso di non voler prelevare l'ovisacco - di offrire alla femmina un contenitore capiente. Aggiornamento: entrambe le femmine hanno mutato in questi giorni, han quindi finito con gli ovisacchi. Ho fatto qualche scatto a una femmina, adesso la colorazione è veramente appariscente e se ben illuminata è di un blu molto intenso ​ ​ ​Ho poi separato i piccoli dell'altro ovisacco: totale di 26 spiderling. Ma ho il sospetto che un paio di furbetti siano ancora tra le fessure della corteccia e il marasma di seta nel terrario della femmina.
  4. PiErGy

    Tanti auguri PiErGy

    Grazie a tutti!
  5. PiErGy

    Pavia (PV) - Zoropsis spinimana

    E' un maschio di Zoropsis spinimana. Trovi qui una scheda su questa specie.
  6. Penso di esserci! C'è qualcuno che sale in macchina da Bologna o Emilia Romagna? Che ci si organizza.
  7. Ciao, vi documento la riproduzione di questa specie piccola e bella del Gabon. La riproduzione è andata a buon fine ma non senza difficoltà. Avevo fatto accoppiare 3 femmine appena maturate, con altrettanti maschi adulti da due settimane, a fine giugno. Erano in barattoli di circa 12 cm di diametro e di una decina di cm di altezza. Ho fatto alcune foto dell'accoppiamento, tutte purtroppo di pessima qualità sia a causa del vetro che si frappone, sia del fatto che gli esemplari si arrestavano nel corteggiamento se la luce era troppo intensa. Il maschio ha poi spinto la femmina ad uscire dal cunicolo di seta fino a giungere al bordo del barattolo, più stretto e con vetro più spesso, peggiorando ulteriormente le cose. Spero comunque che si intraveda qualcosa. Questa foto è del 28.6.2017. ​ ​ Con tutte le femmine la cosa era andata a buon fine e dopo una ventina di giorni avevano deposto. Ma, dopo all'incirca un mese, tutte e 3 han divorato le uova proprio nel periodo in cui lo sviluppo delle larve sarebbe dovuto essere a buon punto. La cosa si è ripetuta con la stessa dinamica per le 3 femmine con altri 2 ovisacchi nonostante avessi provato parametri di umidità differenti. La temperatura in questi casi è sempre stata piuttosto alta, sui 27°-28°C. Le femmine, dopo essersi nutrite, continuavano a deporre ma senza finalizzare la schiusa. Dopo il terzo ovisacco divorato, ho ceduto una femmina ad Alvise e ne ho spostate 2 in mini faunabox di 17 x 11 x h14, incastrando una larga corteccia di sughero tra le pareti e lasciando uno spazio/cavità di 2-3 cm dal substrato. Le femmine, dopo aver costruito la ragnatela sotto e nei pressi della corteccia ed essere state nutrite con una camola della farina, hanno deposto il loro quarto ovisacco; dopo un mese - invece di divorare le uova - hanno entrambe ampliato la ragnatela e riempito di seta la quasi totalità del faunabox. Mi sorge il sospetto che il mangiare le uova da parte delle 3 femmine sia stato indotto dall'impossibilità di ampliare la tela, probabilmente la cosa viene fatta in vista della schiusa dell'ovisacco, avvenuta 10 e 12 giorni dopo quest'evento. Credo sia l'ipotesi del poco spazio sia quella più probabile, altre potrebbero essere la temperatura (l'ultimo ovisacco è stato deposto e incubato sui 24°) o il maggior ricambio d'aria che il coperchio del faunabox permette. Qualche foto: Femmina con ovisacco (il terzo deposto, 14.9.2017): nonostante la gran quantità di seta che questi ragni producono, l'ovisacco non è bloccato o vincolato alla ragnatela; è di forma sferica e resta costantemente al seguito della femmina che lo tiene ben saldo con cheliceri e pedipalpi. Viene anche agilmente spostato da una parte all'altra del cunicolo se il ragno si sente minacciato o se un lato del terrario ha parametri più idonei. ​ ​ Piccoli emersi dal quarto ovisacco (7.12.2017): ​ Piccoli sotto il sughero e tra la ragnatela (9.12.2017): li ho spostati poco dopo la schiusa ed erano ancora quasi tutti all'interno della matassa di seta che si intravede a destra nella foto che corrisponde a quello che era il cuore del cunicolo. Un consiglio spassionato: penso che gradiscano molto una corteccia come rifugio per la deposizione ma evitate di usarne una con troppe fessure o cavità... Ci ho messo un quarto d'ora a recuperarne 3-4 che si erano imboscati nei buchi del sughero. ​ ​La femmina, spostata temporaneamente in un barattolino per contaglobuli: misura poco meno di 2 cm, non son riuscito a scattare foto migliori perché sono ragni estremamente rapidi e scattosi e non volevo rischiare fughe improvvise. ​ Spiderling su parete del contenitore e su carta millimetrata: considerando le dimensioni degli adulti, quelle dei nuovi nati - sui 4 mm di corpo - non sono affatto piccole. ​ ​ ​ I piccoli non sono pochi, trattandosi del quarto cocoon: da uno sono emersi più di 20 spiderling (scriverò il numero preciso tra qualche giorno); l'altro ovisacco si è schiuso con un po' di ritardo ma se ne intravedono più di una dozzina. Sto aspettando a separarli perché vorrei vedere la modalità di dispersione e come interagiscono con quella ragnatela più ampia costruita dalla femmina. Per adesso sono ancora all'interno dell'imbuto di seta. Anche la terza femmina, quella che ho regalato, ha rideposto. Alvise mi ha detto che ha contato 32 uova. Quindi tutte e 3 le femmine sono arrivate al quarto ovisacco e la cosa mi ha sorpreso: anche se si son schiusi solo gli ultimi, non pensavo che dei Theraphosidae potessero arrivare a deporne così tanti. A questo punto non escluderei del tutto che possano farne ancora degli altri. Vi aggiorno!
  8. In teoria, per quanto se ne sa attualmente, non ci sono specie di Drassodes endemiche per la Sardegna. Le 4 specie note nell'isola sono segnalate anche per l'Italia peninsulare, ad eccezione di Drassodes rubicus (che è comunque noto anche per Francia, Spagna e Portogallo) di cui però non ho trovato buone foto dell'habitus.
  9. A prima vista avevo pensato anch'io a Cheiracanthium ma si vede molto poco chiaramente...
  10. PiErGy

    Buon Compleanno Martish!

    Tantissimi auguri anche qui!
  11. Ciao Luigi, c'è questa discussione piena di ottimi suggerimenti in merito: http://forum.aracnofilia.org/topic/17895-salemi-tp-amblyocarenum-sp-suggerimenti-su-come-distinguere-amblyocarenum-e-cteniza/ Secondo me il modo più facile per distinguere gli immaturi e le femmine adulte di questi generi è controllare le spine sulle zampe anteriori: Cteniza presenta robuste spine, Amblyocarenum non ne ha di evidenti (ma attenzione perché le ha sui pedipalpi). I maschi adulti sono ben diversi e basta guardare la lunghezza dei pedipalpi.
  12. Grazie Faby! Per Gaborri: già, rimuovere l'ovisacco sarebbe stata la cosa più prudente da fare o, in alternativa, spostare la femmina e lasciare l'ovisacco nel terrario. Ma osservavo comportamenti positivi della femmina che, oltre a sorvegliare le uova, periodicamente rafforzava l'ovisacco con nuovi strati di seta. Dopo aver visto il temburellare sull'ovisacco mi ero deciso a vedere lo svolgersi del tutto il più naturalmente possibile. Foto della femmina su carta millimetrata: ​
  13. Ciao a tutti, documento questo tentativo di riproduzione di Eucratoscelus pachypus che, purtroppo, non si è concluso con il lieto fine. Spero comunque che possa in qualche modo essere utile per chi in futuro cercherà di riprodurre questa specie. La femmina, piuttosto giovane e sui 4 cm di corpo, era stabulata in un faunabox medio (23x15x17) con un alto strato (9-11 cm) di torba di sfagno ed una corteccia di sughero posta obliqua su un lato e praticamente non utilizzata se non per tesserci sopra. Il ragno era lì già da molti mesi ed aveva costruito - come del resto gli altri esemplari che ho ed ho avuto - un profondo cunicolo; piuttosto particolare l'apertura, fortemente irrobustita con seta e torba e dalla forma ad imbuto. Gli esemplari si sono accoppiati due volte, la prima il 20 maggio e la seconda il 3 giugno. Sebbene la femmina fosse inizialmente ostile, il maschio in entrambi i casi non ha avuto problemi a bloccare con le zampe anteriori i cheliceri della femmina per poi inserire i bulbi con assoluta tranquillità. Questo è un breve video della prima parte di corteggiamento ed accoppiamento, durato in totale all'incirca un quarto d'ora: ​ Esattamente 3 mesi dopo il primo accoppiamento, in data 20 agosto, la femmina ha costruito un'amaca di seta in corrispondenza del bordo dell'apertura del cunicolo e deposto le uova lì sospese. Questa foto è stata fatta durante la deposizione, è sfuocata ma non potevo rischiare di disturbare eccessivamente la femmina con più luce o aprendo il contenitore. Si vede la massa di uova appena deposte: ​ Foto scattate in seguito, il 26 agosto, alla femmina che sorveglia l'ovisacco ultimato: ​ ​ Purtroppo, in data 16 settembre e non diversamente da come aveva già fatto l'anno precedente, la femmina ha mangiato le uova. Sono riuscito a osservarla mentre lo stava facendo: rimanevano solo 3-4 uova e le stava divorando; ho fatto una foto prima di intervenire e provare a recuperarle: ​ Le uova, per quanto integre, apparivano comunque compromesse poiché ricoperte da una patina probabilmente dovuta ai resti delle altre che eran state mangiate. Il tentativo di incubarle artificialmente non è andato a buone fine. Mi viene poi il forte sospetto che non fossero comunque fertili e che la femmina se ne sia nutrita per questo motivo: penso sia piuttosto strano che in quasi un mese nell'ovisacco, a una temperatura alta (sempre superiore ai 28°C, mai oltre i 32°) lo sviluppo delle uova fosse così poco avanzato. Ho tra l'altro notato, qualche giorno prima, la femmina tamburellare sopra l'ovisacco in modo molto insolito, che non mi era mai capitato di osservare in un Theraphosidae. Non posso esserne certo ma non escluderei che fosse un modo per vagliare lo stato di salute di uova o potenziali larve. Dopo aver recuperato le uova, ho provato ad osservarle alla luce di una torcia per vedere se riuscivo a distinguere degli embrioni in formazione ma con scarsi risultati: ​ Mi dispiace molto sia andata così, tra l'altro piuttosto inspiegabilmente. Nell'eventualità di reperire qualche maschio di questa specie, ci riproverò in futuro. Posterò a breve una foto della femmina su carta millimetrata per chiarire senza ambiguità le dimensioni dell'esemplare.
  14. Concordo con te, la foto non è chiarissima ma sembrerebbe lui.
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