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Nel marzo 2013 fotografai per caso alcuni sling in dispersione di quello che identificai come Atypus sp. in un’area verde di Bologna. Ai tempi non diedi troppa importanza alla cosa (ero giovane ed inesperto!).

Qualche mese fa rivangando nell’archivio mi imbatto nelle foto e parlando con il buon Piergiorgio decidiamo che vale la pena di indagare.

Ricordando l’habitat in cui li avevo fotografati, alcune settimane fa iniziamo a cercare segni della loro presenza.

Gli sling nati dallo stesso ovisacco si arrampicano insieme sulla vegetazione circostante la tana della madre (Bellmann 2010), infatti la prima volta li avevo trovati aggregati su delle foglie di edera ad alcune decine di centimetri di altezza dal suolo su una particolare tela formata dai singoli fili di seta lasciati da ogni esemplare.

Dalla prima settimana di marzo, nella stessa area verde del 2013, notiamo diverse tele dalla struttura tipica, e nei giorni successivi con una buona dose di pazienza, riusciamo a trovare diversi gruppi di spiderling in dispersione, in ben due aree verdi bolognesi relativamente vicine tra loro (meno di un km).

 

L’habitat in cui abbiamo rinvenuto le “tele di dispersione” è caratterizzato da una fitta vegetazione erbosa e strisciante che si innalza di poche decine di centimetri dal livello del suolo, con ricorrente presenza di edera, sempre comunque in zone piò o meno alberate dove le basi degli alberi sono coperte dalla vegetazione.

 

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Le tele sono strutturate in una moltitudine di fili di seta prodotti da ogni sling, che si diramano da un centro comune collegando le foglie vicine.

 

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Gli sling si spostano avanti ed indietro su questi fili, andandone ad aumentare lo spessore e creando una fitta struttura setosa. Da quello che abbiamo potuto osservare, in pochi minuti gli sling si disperdono completamente, raggiungendo foglie sempre più lontane dalla zona di origine e sparendo poi in mezzo alla vegetazione, probabilmente diretti di nuovo verso il livello del suolo.

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Cercando nelle zone circostanti siamo riusciti ad osservare tre delle caratteristiche calze costruite dalle femmine adulte, lunghe pochi centimetri e sviluppate tutte e tre in posizione verticale addossate alla corteccia degli alberi alla loro base. Non escludiamo che le calze possano trovarsi anche appoggiate al suolo sotto la vegetazione, ma data la posizione e la presenza di molti detriti vegetali non siamo riusciti ad osservarne in questa posizione.

 

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Al fine di tentare un’identificazione più specifica ho prelevato un esemplare portandolo a casa per cercare di fare qualche macro spinta in condizioni controllate. Gli sling sono lunghi circa 3mm di body length, e confrontando le foto delle filiere con le tavole http://www.araneae.unibe.ch/data/874/Atypus_muralis siamo arrivati ad identificare la specie come Atypus muralis Bertkau, 1890.

 

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Concludo con questo esemplare di ragnaro intento nel suo caratteristico comportamento.

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Ragazzi, che report! Complimentissmi, davvero stupendo! <3 peccato essere in questa isola sperduta e non poter andare anche io a cercarli, sigh!

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Qualche foto fatta da me con smartphone il giorno prima, ad un'altra nidiata in ballooning, prima che Filippo portasse la strumentazione da fotografo:

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E le foto scattate ieri.

 

Prima calza, assolutamente invisibile se non si sa cosa cercare:

 

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Seconda calza:

 

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Un fotografo oltranzista all'opera:

 

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Per Jacopo: l'accrescimento è lento e le femmine adulte certamente vivono qualche anno ma non saprei dirti di più. Vedremo ;)

 

Per Luigi: direi di sì dai tentativi fatti fin'ora, senza la calza gli spiderling non riescono a cacciare. Non escluderei, ed anzi mi sembra plausibile, che un esemplare grandicello affamato se viene "imboccato" adeguatamente possa consumare il pasto ma, fuori dalla calza di seta, mi sembrano ragni davvero impacciati per catturare qualcosa autonomamente.

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