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​​​I ragni sono sempre e comunque creature affascinanti. E' innegabile, anche agli occhi di chi ne è terrorizzato, che siano animali di curiosa struttura e dalle incredibili capacità.

Ci sono ragni che vivono sui ghiacciai, ragni che passano l'intera vita in un buco e ragni che si sono adattati a vivere una vita completamente acquatica. Ci sono ragni grandi come piatti da pizza e ci sono ragni che non raggiungono nemmeno il mezzo centimetro. C'è chi sta sugli alberi e chi vivesul pelo dell'acqua, sfruttando la tensione superficiale.. e potrei andare avanti per ore....

Oggi però parliamo di ragni imitatori. Si, perché tra le altre cose, questi incredibili animali hanno imparato anche ad imitare le formiche. In particolare questo comportamento è noto in alcuni generi appartenenti alla famiglia Salticidae (ma non solo), quei piccoli ragnetti che si incontrano spesso nelle case, quei simpaticoni con gli occhi grandi. Ecco, alcuni di questi ragni, come quello presente in foto (Leptorchestes sp.), hanno imparato ad imitare le formiche, questo comportamento viene definito con il nome di MIRMECOMORFISMO.

Ma come può essere utile questo comportamento?
Bé, è molto difficile arrivare ad una conclusione certa. Ad oggi sappiamo che può essere sfruttata sia come tecnica difensiva, sfruttando la scarsa appetibilità delle formiche agli occhi di predatori come vespe e uccelli, sia come tecnica offensiva, mimetizzandosi talmente bene da riuscire ad entrare nei formicai per predare le preziose larve. In entrambi i casi i ragni ne traggono dei vantaggi e questo basta a renderla una tecnica abbastanza comune quanto affascinante. Va da sé che per arrivare a sviluppare tali meccanismi ci voglia del tempo e molti tentativi.

Secondo voi è possibile/giusto ipotizzare si tratti di un comportamento che non ha a che fare con la sola espressione genetica, ma che in qualche modo sia anche frutto di una qualche "evoluzione cognitiva"? Me lo domando perché ieri è venuto fuori il discorso con un amico e ne risulta che la pensiamo in modo differente.

 

Nelle foto una femmina di Leptorchestes sp. (probabile L. mutilloides) caratteristica di aree mediterranee.

 

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In base a quello che osservato - visto che non ho conoscenze accademiche sulla materia - sono portato a pensare che il mirmecomorfismo abbia esclusivamente un'utilità difensiva.

Infatti, le formiche si regolano quasi esclusivamente sugli odori, tanto che formiche identiche, ma appartenenti ad una colonia diversa, di solito vengono attaccate a morte.

Del resto, nel formicai ci sono vari artropodi spazzini o predatori che vivono in perfetto accordo con le formiche pur avendo un aspetto diversissimo da quello delle formiche (addirittura dei Lithobiidae) e che l'unico ragno che ho incontrato dentro i formicai è uno Gnaphosidae (forse, genere Anagraphis) che non somiglia affatto ad una formica.

Vedi, ad esempio, qui:http://www.naturamediterraneo.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=164320

Non ho capito bene la distinzione tra evoluzione genetica e cognitiva. ​

 

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​​

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Se lo trovo lo posto. Ho letto che il mirmecomorfismo non è solo difensivo, ma sinceramente lascia un po perplesso anche me come un ragno possa effettivamente entrare in un formicaio dato che, come giustamente dici, comunicano tramite segnali chimici.

Quello che mi domando è: ci sono studi che possono affermare, o smentire, che Salticidae mirmecomorfi utilizzino, in modo più o meno consapevole, questo atteggiamento? Oppure è un comportamento dettato dal solo istinto, ed è quindi presente nei suoi geni senza che ne siano minimamente consci? In parole povere questi ragni utilizzano una qualche "intelligenza" per attuare un tale meccanismo o lo fanno punto e basta?

Se qualcuno avesse biblio in merito sarebbe bello :)





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Ciao Riccardo!! Grande! Bel focus! :4fuu9h1: :4fuu9h1: :lol:

Le domande sono interessanti e mi attivo per documentarmi meglio a riguardo.

 

Riguardo a quanto da te scritto, cosa intendi per evoluzione cognitiva? Credo di aver capito ma non ne sono sicuro

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Interessante!

 

Sì, concordo del tutto con Luigi. Ho sentito dire e ho letto moltissime volte che il mirmecomorfismo possa essere un modo per mimetizzarsi e ingannare le formiche ma trovo sia un'ipotesi davvero poco sensata (non mi pare sia mai stata dimostrata come cosa), in larga parte incentrata sul modo di vedere degli esseri umani; una formica percepisce il mondo in modo molto diverso dal nostro e di certo, per ingannarla e passare inosservati, il senso della vista non è quello su cui puntare. Probabilmente lo scopo specifico di questo mimetismo varia anche a seconda dei ragni che l'adottano; nel caso presente, va anche notato che i Salticidae mirmecomorfi - almeno da quanto ho visto, provando con vari generi di formiche - non apprezzano particolarmente le formiche come prede.

 

Riguardo lo scopo difensivo, secondo me è qualcosa da approfondire. E' pieno di predatori che catturano saltuariamente le formiche o che sono altamente specializzati nel predarle, quindi il mirmecomorfismo non dovrebbe essere una forma di protezione veramente efficace in linea generale. Ma credo che offra dei vantaggi notevoli in alcuni casi: ad esempio, tra i più efficaci e specializzati predatori di ragni (anche Salticidae), ci sono molte vespe solitarie: confondersi con successo con una formica offrirebbe una grande protezione. Ricordo di aver letto questo riferimento alle vespe solitarie su qualche libro o articolo, se ricordo qual è lo segnalo.

 

Potrebbe anche essere una forma di mimetismo aggressivo utilizzata per ingannare le prede; molti insetti predati abitualmente dai Salticidae (ditteri, lepidotteri, imenotteri) ci vedono piuttosto bene e probabilmente tendono a spostarsi/fuggire con minor reattività di fronte a una sagoma "conosciuta" come quella di una formica, da cui probabilmente anche un insetto si aspetta un certo comportamento che viene poi disatteso a vantaggio del ragno mirmecomorfo. Non so se qualcuno ha fatto ricerche in merito.

 

Sull'evoluzione cognitiva... Neanch'io ho capito che intendi. Se ti riferisci a una forma di apprendimento individuale, secondo me ragni dalla vita così breve come gli Araneomorfi mirmecomorfi non hanno forse neppure il tempo necessario per apprendere. Se intendi modifiche evolutive a livello di comportamento, non ho letto niente in merito ma suppongo sia la norma; in fin dei conti la selezione naturale lavora anche a livello dei comportamenti e il ragno con quelli più adatti e funzionali in un determinato contesto è quello che riesce più facilmente ad evitare i predatori, riprodursi e a diffondere i suoi geni.

 

 

 

Edit: il mirmecomorfismo come protezione verso Sphecidae e altre vespe solitarie è in "Biology of spiders" del Foelix.

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Sì, concordo del tutto con Luigi. Ho sentito dire e ho letto moltissime volte che il mirmecomorfismo possa essere un modo per mimetizzarsi e ingannare le formiche ma trovo sia un'ipotesi davvero poco sensata (non mi pare sia mai stata dimostrata come cosa), in larga parte incentrata sul modo di vedere degli esseri umani; una formica percepisce il mondo in modo molto diverso dal nostro e di certo, per ingannarla e passare inosservati, il senso della vista non è quello su cui puntare. Probabilmente lo scopo specifico di questo mimetismo varia anche a seconda dei ragni che l'adottano; nel caso presente, va anche notato che i Salticidae mirmecomorfi - almeno da quanto ho visto, provando con vari generi di formiche - non apprezzano particolarmente le formiche come prede.

 

.......

 

 

......

 

 

 

Edit: il mirmecomorfismo come protezione verso Sphecidae e altre vespe solitarie è in "Biology of spiders" del Foelix.

 

 

Cosa dice in merito il Foelix nel libro?

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Sì, concordo del tutto con Luigi. Ho sentito dire e ho letto moltissime volte che il mirmecomorfismo possa essere un modo per mimetizzarsi e ingannare le formiche ma trovo sia un'ipotesi davvero poco sensata (non mi pare sia mai stata dimostrata come cosa), in larga parte incentrata sul modo di vedere degli esseri umani; una formica percepisce il mondo in modo molto diverso dal nostro e di certo, per ingannarla e passare inosservati, il senso della vista non è quello su cui puntare. Probabilmente lo scopo specifico di questo mimetismo varia anche a seconda dei ragni che l'adottano; nel caso presente, va anche notato che i Salticidae mirmecomorfi - almeno da quanto ho visto, provando con vari generi di formiche - non apprezzano particolarmente le formiche come prede. Riguardo lo scopo difensivo, secondo me è qualcosa da approfondire. E' pieno di predatori che catturano saltuariamente le formiche o che sono altamente specializzati nel predarle, quindi il mirmecomorfismo non dovrebbe essere una forma di protezione veramente efficace in linea generale. Ma credo che offra dei vantaggi notevoli in alcuni casi: ad esempio, tra i più efficaci e specializzati predatori di ragni (anche Salticidae), ci sono molte vespe solitarie: confondersi con successo con una formica offrirebbe una grande protezione. Ricordo di aver letto questo riferimento alle vespe solitarie su qualche libro o articolo, se ricordo qual è lo segnalo.

Potrebbe anche essere una forma di mimetismo aggressivo utilizzata per ingannare le prede; molti insetti predati abitualmente dai Salticidae (ditteri, lepidotteri, imenotteri) ci vedono piuttosto bene e probabilmente tendono a spostarsi/fuggire con minor reattività di fronte a una sagoma "conosciuta" come quella di una formica, da cui probabilmente anche un insetto si aspetta un certo comportamento che viene poi disatteso a vantaggio del ragno mirmecomorfo. Non so se qualcuno ha fatto ricerche in merito.

Sull'evoluzione cognitiva... Neanch'io ho capito che intendi. Se ti riferisci a una forma di apprendimento individuale, secondo me ragni dalla vita così breve come gli Araneomorfi mirmecomorfi non hanno forse neppure il tempo necessario per apprendere. Se intendi modifiche evolutive a livello di comportamento, non ho letto niente in merito ma suppongo sia la norma; in fin dei conti la selezione naturale lavora anche a livello dei comportamenti e il ragno con quelli più adatti e funzionali in un determinato contesto è quello che riesce più facilmente ad evitare i predatori, riprodursi e a diffondere i suoi geni.

Concordo con quanto dici Piergy. Anche per me viene difficile immaginare che una formica possa farsi in qualche modo ingannare da un ragno, soprattutto se questo utilizza come forma di inganno un display comportamentale basato sulla vista. Sto comunque cercando informazioni in merito. Segnalo appunto questo articolo LIVING WITH THE ENEMY: JUMPING SPIDERS THAT MIMIC WEAVER ANTS (che ho appena trovato e di cui ho letto per ora solo l'abstract) . Nel link qui sotto il pdf da ReserchGate. Sono anche d'accordo sul fatt che possa trattarsi di un mimetismo utile ad ingannare prede diverse dalle formiche

https://www.researchgate.net/profile/Ximena_Nelson/publication/232696738_Living_with_the_enemy_jumping_spiders_that_mimic_weaver_ants/links/0c96051e1db1767212000000.pdf

 

Voglio inoltre specificare che per quanto riguarda la mirmecofagia non mi riferisco nello specifico a Leptorchestes ma, più in generale, a "ragni mirmecomorfi". Sono comunque in cerca di bibliografia utile a comprendere meglio questo affascinante comportamento per capire se qualcuno ha approfondito il discorso seriamente, con metodo scientifico.

 

Sulla questione cognitiva: quel che mi domando, ma forse siamo più sulla filosofia, è se il ragno possa avere una percezione consapevole del fatto che questo comportamento possa in qualche modo agevolarne la sopravvivenza, o, come è più facile che sia, se questo comportamento è dettato dalla semplice espressione genetica, senza che l'attore ne sia minimamente consapevole. E' un comportamento che è avvenuto per caso (quindi i ragni che per caso svilupparono tale comportamento aumentarono la loro fitness) o è un comportamento evolutosi non per caso? Non è necessario che questo comportamento venga insegnato, basta che questi riescano a sopravvivere e riprodursi, trasmettendo quindi i geni che danno al ragno la capacità di esprimere tale comportamento. Forse non sapremo mai la risposta e forse non riesco nemmeno ad esprimere al meglio il concetto :mah: Avrei altre considerazioni in merito ma devo prima elaborarle :mah: :wacko: La sistematica è sicuramente più facile :sisi: Se questo diventa un discorso "fine a se stesso" direi che ci possiamo tranquillamente concentrare sulla questione mirmecomofismo mirmecofago o mirmecomorfismo non mirmecofago? :)

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Non si potrebbe provare con qualche sperimento? Magari creando una colonia a parte di ragni... e poi metterli vicino ad un formicaio per vedere come si comportano in età avanzata?

 

Come farebbero ad insegnarlo questo comportamento? Ci sono delle osservazioni sui cocoon e la loro schiusa in natura??

 

Mi sembra interessante l'argomento, bisognerebbe capire se ci sono spunti bibliografici decenti come appunto dici tu.

 

Intanto vedo magari cosa dice la Bibbia :)

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Sì, concordo del tutto con Luigi. Ho sentito dire e ho letto moltissime volte che il mirmecomorfismo possa essere un modo per mimetizzarsi e ingannare le formiche ma trovo sia un'ipotesi davvero poco sensata (non mi pare sia mai stata dimostrata come cosa), in larga parte incentrata sul modo di vedere degli esseri umani; una formica percepisce il mondo in modo molto diverso dal nostro e di certo, per ingannarla e passare inosservati, il senso della vista non è quello su cui puntare. Probabilmente lo scopo specifico di questo mimetismo varia anche a seconda dei ragni che l'adottano; nel caso presente, va anche notato che i Salticidae mirmecomorfi - almeno da quanto ho visto, provando con vari generi di formiche - non apprezzano particolarmente le formiche come prede.

 

.......

 

 

......

 

 

 

Edit: il mirmecomorfismo come protezione verso Sphecidae e altre vespe solitarie è in "Biology of spiders" del Foelix.

 

 

Cosa dice in merito il Foelix nel libro?

 

 

Il Foelix a pag. 313 scrive:

 

 

Overall, we must conclude that ant mimicry in spiders has mainly a protective function. This is also supported by the observation that the antlike Myrmarachne species rarely become victims of sphecid wasps, in contrast to the more typicallooking jumping spiders (Edmunds, 1978, 1993).

 

Cita dei lavori che forse varrebbe la pena recuperare. Ad ogni modo, le 3-4 pagine del Foelix sul mirmecomorfismo sono tutte molto interessanti. Riporta anche due casi di mirmecomorfismo aggressivo:

 

 

The only example of an “aggressive mimicry” is the crab spider Aphantochilus (Oliveira and Sazima, 1984) and perhaps the antlike Amyciaea, which lures ants by her movements before seizing them (Hingston, 1927; Mathew, 1954).

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Si parla di dinamiche complesse ed ovviamente non è facile estrapolare delle risposte alle domande che ci si pone, anche ideando appositi esperimenti stiamo solitamente riducendo le variabili ma isolarle, con la possibilità di ottenere un dato certo, è quasi impossibile. Le variabili sono tante (prede, predatori, habitat, etologia, ecc...) ed ognuna gioca un ruolo nella spinta evolutiva che conduce i ragni verso la mirmecofagia, mirmecofilia o mirmecomorfia. Fatte queste necessarie premesse (banali per tutti, forse, ma indispensabili a mio avviso), credo sia abbastanza pacifico che la mirmecomorfia abbia davvero poco a vedere con l'idea di essere riconosciuti dalle formiche come un appartenente alla colonia, Luigi e Piergiorgio hanno già specificato come risulterebbe inutile questo "approccio" verso un ospite (la colonia) che sfrutta perlopiù segnali chimici.

L'aspetto "da formica" è molto più utile per sfuggire ai predatori. Quando Piergiorgio dice

 

E' pieno di predatori che catturano saltuariamente le formiche o che sono altamente specializzati nel predarle, quindi il mirmecomorfismo non dovrebbe essere una forma di protezione veramente efficace in linea generale. Ma credo che offra dei vantaggi notevoli in alcuni casi: ad esempio, tra i più efficaci e specializzati predatori di ragni (anche Salticidae)

 

non sono pienamente d'accordo, anche essere unn ragno non è molto efficace :) è pieno di predatori che si mangerebbero più volentieri un tipico e grassoccio ragno piuttosto che una striminzita e secca formica. Comunque sempre di spinte evolutive parliamo, dipende dal contesto. Predatori opportunisti, generalisti o specifici. E' proprio la presenza/assenza dei diversi attori a dirigere. Di fronte ad un predatore opportunista (inteso che si nutre di artropodi, formiche comprese) forse è meglio somigliare ad una formica e puntare sull'opportunita di ridurre la probabilità di essere pescati tra migliaia di esemplari. Mentre, come dice Piergy, di fronte a predatori specializzati (vespe solitarie, per esempio) nella cattura di ragni diventa utile somigliare ad altro... ma, anche qui, dipende. Le dinamiche preda/predatore spingono con forza l'evoluzione e la selezione può portare a super-specializzazioni con predatori in grado di decifrare il mimetismo (fino ad un suo ipotetico ulteriore perfezionamento).

 

Riguardo al discorso sulla consapevolezza del ragno e sull'apprendimento sono fortemente titubante. Credo sia molto più probabile che la selezione abbia plasmato determinati comportamenti (anche se complessi ai nostri occhi) in una coevoluzione insieme alle formiche. Non dubito che i ragni siano in grado di fare collegamenti, come l'apprendimento semplice, ma ipotizzare che il singolo individuo possa imparare a muoversi da formica osservando le formiche è troppo per me. Anche perchè l'apprendimento in itinere procede per tentativi ed errori ed in questo caso "l'errore" è rischiosissimo: predazione da parte di un predatore che non c'è cascato oppure aggredito dalle formiche che hanno scoperto l'intruso... quindi è una forte controselezione sui geni dell'individuo, non tanto un atteggiamento sbagliato che potrà essere corretto la volta successiva. :)

 

Ho un articolone molto interessante ma non posso (o non sono capace) di caricarlo qui. Chi lo vuole mi mandi una mail che lo giro volentieri oppure ditemi come fare :D

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anche essere unn ragno non è molto efficace :) è pieno di predatori che si mangerebbero più volentieri un tipico e grassoccio ragno piuttosto che una striminzita e secca formica.

 

A me la cosa che ha sempre stupito è proprio il fatto che, almeno nei casi dei Salticidae, non sia solo una vaga somiglianza morfologica ma anche di movenze simili e delle zampe anteriori ad imitare antenne. Voglio dire, questi ragni ci investono non poche risorse ed è questo che mi perplime, ci deve essere una forte selezione per questa forma di mimetismo. Ho trovato questo articolo, in cui ci sono altri spunti interessanti e considerazioni (qui, nell'ambito dei predatori, si parla anche di protezione verso gli uccelli).

 

 

 

Credo sia molto più probabile che la selezione abbia plasmato determinati comportamenti (anche se complessi ai nostri occhi) in una coevoluzione insieme alle formiche. Non dubito che i ragni siano in grado di fare collegamenti, come l'apprendimento semplice, ma ipotizzare che il singolo individuo possa imparare a muoversi da formica osservando le formiche è troppo per me.

 

Sì, sono assolutamente d'accordo.

 

 

Per l'articolo, se è senza copyright o comunque liberamente divulgabile, puoi inserire il collegamento dopo aver caricato il documento su qualche sito di hosting o, se lo ritrovi già disponibile online, semplicemente linkandolo. ;)

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Esatto Piergy,

è probabile che la spinta evolutiva sia molto potente proprio per la mediamente alta inappetibilità delle formiche (acidi formici e sostanze repellenti), per il rischio dei piccoli predatori di cadere essi stessi vittime delle formiche che tenterebbero di predare, per il trade-off tra sforzo di cattura e energie ottenute predando una formica, per nascondersi agli occhi di predatori specializzati di ragni dall'aspetto tipico. I costi di questa scelta ci sono: non possono accumulare grosse scorte di cibo come fanno altri Salticidae (altrimenti perderebbero la somiglianza con le formiche), la strategia riproduttiva ne viene condizionata, non possono diventare strateghi R (nel comune senso del termine, con moltissimi piccoli, dovranno produrre poche uova) e sono condizionati dalla presenza delle formiche che imitano (soprattutto se sono mirmecomorfi mirmecofili). Evidentemente, però, il gioco vale la candela.

Ieri sera non trovavo il link all'articolo a cui mi riferivo, ora c'è quindi eccolo ;)

http://downloads.hindawi.com/journals/psyche/2012/151989.pdf

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