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MattiaPof

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  1. Potrebbe anche non essere la disidratazione la causa di morte principale, considera che dopo non troppi giorni dalla morte il corpo di secca abbastanza per cui non me la sentirei di escludere a prescindere altre ipotesi. Normalmente assorbono liquidi mangiando, e solo raramente bevendo direttamente (questo può già indicare digiuni molto prolungati e inizi di disidratazione). Concordo poi sul fatto che è strano che se le condizioni gli fossero state avverse non abbia neppur avuto il tempo di "spostarsi".
  2. MattiaPof

    Tanti auguri a Gabriele!

    Anche se in ritardo, auguroni anche da parte mia
  3. Per quanto riguarda l'esemplare nella seconda foto si tratta di un maschio adulto di Araneus sp. molto probabilmente A. diadematus
  4. Il Genere Pardosa conta gli esemplari più numerosi tra i Lycosidae italiani, molte Specie sono simili tra loro e difficili da identificare senza guardare gli organi sessuali. Dato che riesci a far foto ad un buon ingrandimento (data la dimensione degli esemplari) prova a fare qualche foto all'epigino. In rete reperirai abbastanza facilmente i disegni con le varie descrizioni (tra cui araneae.unibe per i disegni e arachno.piwigo per le foto).
  5. Si, Pardosa sp. Non vedo i palpi del secondo esemplare ma direi che si tratta di due femmine, la seconda solo più magra della prima
  6. Attenzione a parlare di ripopolamento senza cognizione di causa. Si passa dal voler fare una buona azione al farne una sbagliata. Non so quanto ti convenga cercare di allevare tutti gli sling che ne usciranno, lo scoglio iniziale sarà soprattutto l'alimentazione.. io personalmente ti consiglierei come ti ha già detto Luigi di provare a tenere il cocoon alla temperatura esterna, e di osservare quando sarà il momento la schiusa in maniera controllata. Dopodichè procederei con in rilascio (possibilmente nel luogo in cui hai prelevato la femmina).
  7. La fare di premuta non è strettamente correlata alla perdita di peli urticanti, anzi. Colori generalmente più scusi, minor reattività e digiuno possono essere degli indici di premuta (anche se non rigorosi). Si impara a riconoscere se un esemplare è in premuta facendosi l'occhio su quella determinata Specie, oltre ai "sintomi" generali. Potrebbe anche essere stress. Due settimane non sono tantissime e dipende da molti fattori, ad esempio: come ti è arrivata, come la teneva chi te l'ha ceduta ecc.. Se l'opistosoma non si presenta sgonfio non mi preoccuperei più di tanto, c'è solo da pazientare.. Unico consiglio, fai attenzione a che tipo di prede fornisci.. ho letto che ha provato a dagli una mosca, cerca di evitare qualsiasi insetto prelevato in natura e fornisci solo cibo di allevamento.. questo minimizza il rischio di potenziali parassitosi trasmesse dalla fauna locale.
  8. Bè questo è abbastanza giusto, ma di riscontri in cattività ve ne sono parecchi. Il Genere Monocentropus è largamente allevato in cattività e sarebbe sciocco tralasciare tutte le osservazioni fatte (seppur in ambiente controllato). La carenza di studi a rigurdo non elimina automaticamente un comportamento abbastanza singolare per l'intera Famiglia. Mi sono limitato infatti ad esplicare la netta diferenza etologica tra i due Generi in esame, che in cattività è abbastanza tangibile.
  9. Il primo che ho citato pur trovandosi su i maggiori store on-line non è reperibile. L'odine mi fu annullato con successivo rimborso in quanto la casa editrice ha (a quanto pare) smesso di inviarlo. Questo almeno è quanto mi è stato riferito da ibs.it
  10. Personalmente non le definirei vere e proprie colonie. Poechilotheria come anche altri Generi si trova spesso a dover "convivere" con altri esemplari della stessa Specie (ovviamente per una questione logistica, è difficile che un esemplare si impadronisca di un intero albero) per cui si è sviluppata una tolleranza (e non convivenza) intraspecifica. Per cui se tutti gli esemplari dispongono dello spazio necessario e non entrano in competizione per il cibo continueranno a tollerarsi a vicenda. Ma restano pur sempre Specie territoriali e cannibali. La differenza con altri Generi che convivono nel vero senso della parola (es. Monocentropus spp.) sta nella cooperazione, non vedrai mai infatti due Poecilotheria cacciare insieme o dividersi un pasto. Detto questo, io solitamente congelo per qualche giorno il legno. assicurati che sia ben secco e magari prova a lasciarlo in un ambiente molto umido per un pò, in modo da controllare l'eventuale sviluppo di muffe.
  11. Non hai specificato il tipo di preda, con cosa li alimenti? Ci sono prede più attive ed altre che tendono ad interrarsi, e nascondendosi lasciano a digiuno l'esemplare. Se è un pò disidratato te ne accorgi appena nebulizzi, si butta immediatamente sulle goccie d'acqua. fai molta attenzione perchè pur potendo restare molto tempo senza mangiare la disidratazione come saprai è più letale della "fame" (calcola che assorbono i liquidi prevalentemente mangiando). Ti consiglio di provare prede un pò più attive, come Drosophila, neanidi di lateralis o microglilli. prede che muovendosi si fanno notare di più rispetto a tarme e simili.
  12. Infatti, spero che almeno non te l'abbiano fatta pagare per una T. blondi dato che anche la differenza di prezzo è notevole. Personalmente cambierei anche posizione al terrario (oltre che prendere uno più piccolo), lasciarlo nei pressi di una finestra non è il massimo per degli animali prettamente lucifughi. Sempre per una questione di stress, che come ti ha già scritto Gaborri, incide e non poco.
  13. Ciao e benvenuto, gli igrometri analogici (soprattutto quelli economici) non hanno un gran tasso d'affidabilità e man mano che passa il tempo la condensa crea abbastanza problemi tenendolo all'interno di un terrario. sarebbe bene se riuscissi a prenderne uno digitale con sonda, molto più versatile e preciso. Detto ciò, Grammostola rosea è un ragno molto resistente e per questo spesso consigliato a chi si avvicina all'allevamento dei Terafosidi; riesce a tollerare senza eccessivi problemi sbalzi di umidità e temperatura, ma questo non significa però che non si debba prestare attenzione.. anzi. Qualche dettaglio in più su come la stabuli puo senz'altro esserci d'aiuto, ad esempio: usi un riscaldamento? a che temperatura la tieni? quante volte nebulizzi o bagni il sub-strato ed in che quantità? Con il cavetto riscaldante accesso dopo aver nebulizzato vi è un repentino aumento dell'umidità relativa dovuta all'evaporazione, se non c'è un buon ricircolo d'aria all'interno del terrario questa persisterà anche per giorni.. ed arriviamo al punto saliente, quante prese d'aria ha quel terrario? Per me il tuo è più che altro un problema di ricircolo d'aria, con un terrario che dispone di areazione ad "S" la situazione migliora di molto.. Inoltre vedo delle piante all'interno del terrario, qualora fossero vere te le sconsiglio per delle Specie deserticole.
  14. Facci sapere se riesci a reperirlo. L'autore, Riccardo Groppoli, ha tenuto un corso di Aracnologia presso l'Univiversità di Pavia, uno dei suoi testi "Aracnologia. Classificazione e studio degli aracnidi. Biologia, ecologia e rapporti con l'uomo dei ragni" era propedeutico al corso. Purtroppo a quanto pare è però irreperibile. Non ero a conoscienza di quest'ultimo lavoro, se riesci a prenderlo potresti magari fare una piccola "recensione".
  15. Discussione molto utile, purtroppo le carenze in Latino a volte si fanno sentire
  16. Un report davvero molto interessante con ottime foto, complimenti! non ci sono molte testimonianze di allevamento di questo Genere. Potresti magari fornirci qualche dato sull'alimentazione, come ad esempio frequenza e consistenza dei pasti. Questo in relazione, magari, alla dimensione dell'opistosoma. Ovviamente presumo che non li veda più di tanto passando la maggior parte del tempo rintanati. Hai pensato magari di provare a fornirgli più spazio in verticale? anche per verificare quanto effettivo spazio utilizza per la costruzione del tunnel. Tienici aggiornati, complimenti ancora
  17. Esatto, dalle dimensioni e dalla colorazione dovrebbe essere un maschio
  18. Molto interessante ad abbastanza pratico, tranne per la gestione della torba e delle neanidi (soprattutto per le micro tarme). non c'è il rischio di buttare anche loro insieme alla torba?
  19. Ottima testimonianza, spero possa aiutare molti a scindere la vera e propria fobia dal semplice timore o ripugnanza, dato che spesso, soprattutto per questi animali, sento un'abuso della parola "fobia". Ho apprezzato molto anche i riferimenti scientifici che danno, a mio parere, un'alone di serietà in più L'unica cosa che a mio avviso si poteva evitare era di citare le migali, in "riuscire a toccare una migale senza più alcuna paura" soltanto perché, a mio avviso, potrebbe passare un messaggio sbagliato. anche se, come esempio di estremizzazione ci sta tutto.
  20. Ciao, non ho mai tentato l'allevamento di questo Genere in cattività, ma non dovrebbe presentare eccessive difficoltà. In natura li puoi trovare nella loro tipica tela al di sotto di pietre o cortecce, e solitamente l'ho sempre rinvenuto in ambienti più o meno umidi. Prova a stabularlo in un contenitore non troppo grande con torba umida ed un pezzo di sughero in orizzontale.
  21. Devo dire che foto così belle di esemplari nel loro habitat non ne vedo tanto spesso, complimenti davvero!
  22. Veramente bello, complimenti
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