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MattiaPof

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Tutti i contenuti di MattiaPof

  1. Non so se per Latrodectus si possa parlare di "drappo a maglie fitte". Da quello che ho osservato la "cupola" superiore è abbastanza strutturata (ed è tra l'altro presente uno, o più, fori centrali) ma al contempo irregolare. L'immagine non rende per nulla giustizia, ma è quanto di meglio sia riuscito a fare
  2. Voilà Ho messo un titolo "ad cazzum" ovviamente cambiatelo come più si addice
  3. Bisognerebbe fare più osservazioni per tirare qualche somma e capire in che contesto assumono questa posizione. Si dovrebbe vedere come si comportano quando nelle vicinanze ci sono delle prede (più complesso in presenza di predatori), e se realmente le posizioni di riposo sono molteplici.. Volendo fare un ragionamento squisitamente speculativo, dato che assumono questa posizione "in piano", potrebbe la posizione assunta aumentare la superficie di contatto tra le sensille e la foglia (o chi per lei). Mi pare strano però che non ci siano pubblicazioni in merito se cosi fosse (e non ricordo di aver letto nulla al riguardo).
  4. MattiaPof

    Latrodectus

    Attenzione, quella che si legge in tabella come "lethality factor" altro non è che il rapporto tra la minima dose utile (LD50) e la quantità media di veleno estratta da un singolo esemplare (non la quantità di veleno inoculata per morso). Facendola semplicissima: se per assurdo prendessimo topi da 1kg, L. tredecimguttatus potrebbe idealmente iniettare la dose necessaria a 4 di questi "toponi", uccidendone poi 2. Viceversa L. geometricus a parità di toponi ne colpirebbe 2 uccidendone 1. Torno a dire che non si tratta di indici assoluti della reale pericolosità degli esemplari, ma di valori prettamente relativi alla quantità di veleno che ogni esemplare mediamente contiene (quantità che hanno una discreta variabilità nel tempo) in relazione all' LD50 degli stessi. Nulla di più. Per "stilare una lista" e comparare la reale pericolosità di queste specie i parametri da considerare aumentano, bisognerebbe tenere conto di quanto veleno viene mediamente inoculato per morso, l'incidenza degli stessi, il temperamento delle specie etc. Esattamente. L'articolo in questione è del '64, fino al 1990 v'era ancora chi la segnalava come sottospecie di L. mactans. L'obsolescenza sta più nell'utilizzo del parametro LD50 che nell'articolo in se, proprio in base alle criticità che questo indice si porta dietro.
  5. Il calendario Pirelli quest'anno ci fa un baffo! Bellissime foto ragazzi!
  6. Concordo, escludo la tanatosi. Quale poi possa essere il vantaggio nell'assumere questa peculiare posizione è tutto da vedere. L'ipotesi mimetica per me è la più probabile. Luigi in cattività lo hai mai osservato?
  7. MattiaPof

    Latrodectus

    Più o meno. LD50 sta per "lethal dose 50" ovvero indica la minima quantità di sostanza in grado di dimezzare la popolazione campione di soggetti alla quale viene somministrata. Solitamente viene indicata come la quantità di sostanza necessaria in relazione al peso del soggetto. Semplificata al massimo: se si iniettano 0,59 milligrammi di veleno (per ogni chilo di topo, per cui la reale quantità è molto minore) ad ogni esemplare di un gruppo di 6 topi, 3 di questi moriranno. A parità di peso delle vittime serve meno quantità di veleno prodotto da L. geometricus per uccidere "metà topi" rispetto a quello che servirebbe, ad esempio, di L. bishopi. Quindi più questo valore è alto, minore è la sua pericolosità. Resta il fatto che parliamo di quantità puramente indicative e che i test sono effettuati su topi.
  8. Lo so me ne rendo conto. Ma i vantaggi di avere discussioni di questo tipo separate sarebbero secondo me molteplici.. Bisogna provarci
  9. MattiaPof

    Latrodectus

    Strano, nell'articolo citano anche l' LD50. Ti lascio uno schema che confronta proprio questi valori tra alcune specie di Latrodectus: McCrone JD. Comparative lethality of several Latrodectus venoms. Toxicon 1964; 2: 201–203. Come puoi vedere se ci si basa sull'LD50 nei topi L. tredecimguttatus in quanto a tossicità relativa è seconda solo a L. geometricus.
  10. MattiaPof

    Latrodectus

    Ciao Lattanzelu, dove lo hai letto?
  11. Ma il caro vecchio sughero non vi piace proprio eh?
  12. Benvenuta Patrizia Confermo che si tratta di un esemplare di Micrommata virescens. Per le prossime identificazioni puoi usare l'apposita sezione IDENTIFICAZIONI e SEGNALAZIONI
  13. Piccolo O.T. Sarò pedante, ma continuo a ripetere che discussioni di questo tipo troverebbero più giustizia in "Conoscenza e Allevamento". @Paolina mi rivolgo specialmente a te, dato che i tuoi ritrovamenti lasciano spesso adito ad interessanti discussioni: dopo l'avvenuta identificazione non avere remore nell'aprire una nuova discussione nell'altra sezione per poi approfondire
  14. Benvenuto Frey, puoi usare l'apposita sezione per le richieste di identificazione: RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
  15. Io ti direi: guardando i genitali Sicuramente colore e disegno dell'opistosoma sono caratteri discernitivi. Non conoscendo però tutte le specie del genere mi rimetto a @Pepsis
  16. No, non annegano all'istante. Molti resistono anche per diversi minuti cercando di sfuggire al liquido, fino a che tubercoli e/o polmoni non sono completamente occlusi. P.S. ricorda di scrivere correttamente i nomi scientifici: Genere -> prima lettera maiuscola; specie -> prima lettere minuscola
  17. @Trollone ti ricordi la località di ritrovamento?
  18. Esatto, od anche il sesso. Ancora la genetica a volte fa strani scherzi: ho una Grammostola rosea di circa 1,5cm di corpo da circa 7 anni Nulla di cui preoccuparsi. Per la questione smithi - hamorii ti rimando alla risposta che ho dato in QUESTA discussione.
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