Vai al contenuto

Recommended Posts

PER CHI NON LO SAPESSE ANCORA :)

Nemesia pedemontana fotografata in provincia di Vercelli.

2016_03_31-13_57_38_775ae.jpg

Questa specie di Nemesidae (ma non solo lei) è stata recentemente descritta da Decae, A.E., Pantini, P. & Isaia, M.
La pubblicazione, avvenuta su Zootaxa , è del 23 Dicembre 2015 e la si può trovare su ResearchGate a sotto questo titolo:

A new species-complex within the trapdoor spider genus Nemesia Audouin 1826 distributed in northern and central Italy, with descriptions of three new species (Araneae, Mygalomorphae, Nemesiidae)

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie mille! Davvero complimenti per le sempre splendidi fotografie e ricerca dei soggetti :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Figurati :)

Grazie Gabriele, queste bestiole le ho relativamente vicine a casa :D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie della segnalazione Riccardo! E bella macro :D

In che habitat l'hai rinvenuta?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Che bella notizia! Non sapevo che fosse uscito... Fa piacere vedersi nei ringraziamenti e sapere di aver contribuito un minimo. :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

  • Discussioni

  • Contenuti simili

    • Da Ser Bricc


      ​​

      ​​

      ​​

      ​Salve a tutti, vorrei chiedervi un aiutino per questo esemplare di ragno, io sono riuscito ad arrivare alla famiglia dei Salticidae ma più in la non riesco ad andare ( almeno credo che sia di quella famiglia, non essendo un esperto sono andato per logica vedendo la corporatura e come si muoveva ).
      Data: 9/4/2018 ( fotografato alle 20:00 )
      Luogo: Piemonte, a Vercelli ( 133,189 metri sul livello del mare )
      Habitat: fotografato in casa
      Dimensioni: non sono riuscito a prendere delle precise dimensioni ma ho inserito come riferimento la grandezza della banda colorata del tappeto ( 1,5 cm)
      Mi scuso se le foto non sono un gran che ma non ho proprio un'attrezzatura per ragni così piccoli :-( spero comunque che si possa arrivare ad una identificazione abbastanza precisa
      vi ringrazio per l'aiuto
    • Da Andricus
      Nuovo arrivo direttamente da Fiano Romano.
       
      I trapdoor sono sempre stati la mia passione, ma la difficoltà nel reperirli e i prezzi spesso alti mi avevano fatto desistere dall'allevarli. Finalmente sabato ho avuto la possibilità di trovarne uno a buon prezzo.
       
      Mi è stato venduto solo con la dicitura "Black Trapdoor", quindi non avevo idea neanche della famiglia di appartenenza, ma fortunatamente mi è venuto in aiuto il lavoro "The Spider Infraorder Mygalomorphae (Araneae): Cladistics and Systematics" di Robert J. Raven che mi ha permesso di identificarlo come un Idiopidae del genere Gorgyrella.
      Gli occhi antero-laterali dislocati in avanti rispetto agli altri rendono caratteristica la sottofamiglia Idiopinae tra tutti i "trapdoor", poi i cheliceri con una proiezione mediale e le tibie III non scavate permettono di riconoscere il genere Gorgyrella. A breve proverò a cercare qualche lavoro per identificare la specie, ma temo che questo gruppo debba essere revisionato prima di poter dire qualcosa a riguardo.
       

      ​​


      Come terrario sto utilizzando un barattolo in plastica riempito con una decina di centimetri di torba mista a vermiculite, creando al centro un foro di partenza per la tana. Tengo il tutto abbastanza secco data la provenienza di questi animali, ma saltuariamente mando un po' di acqua sul fondo tramite una cannuccia, in modo tale che in caso di necessità il ragno possa scendere e trovare l'umidità richiesta, come farebbe in natura.
       



      ​​
      Purtroppo tentare una riproduzione temo sia praticamente impossibile data l'estrema difficoltà di reperire maschi. Inoltre anche si riuscisse a reperire un maschio di Gorgyrella, sarebbe veramente arduo riuscire a capire se sono entrambi della stessa specie.
    • Da Faby
      Ciao a tutti, condivido con voi degli scatti del 1° settembre 2016 e la mia piccola avventura con Cteniza sauvagesi, a Villasimius:

      "Villasimius, presso la vecchia fortezza. Sono impegnata a cercare botole, quando due uomini sulla sessantina incuriositi mi chiedono cosa stessi guardando. "Ragni" rispondo io. "Vuole vedere?" faccio avvicinare uno dei due uomini illuminando la botola aperta con la torcia del mio telefono, per scorgere il ragno al suo interno, che nel frattempo si era approssimato vicino all'entrata incuriosito dal mio trafficare. Il signore resta tra lo stupito e l'impaurito. "Che grossi!" esclama. Gli mostro delle foto nel telefono, di Cteniza e Amblyocarenum, trovate su google, gli racconto qualche cosa su di loro, li chiamo "ragni botola". Parliamo di ecologia, di rispetto per la vita, di come osservare questi splendidi e innocui animali. Saluto, mi sposto. Più tardi, tornando indietro, li incontro nuovamente con le rispettive mogli. Mi chiedono se in quel punto dove ci troviamo si trovano altre tane " voglio mostrarle a mia moglie, non ci crede!". Gli spiego che in quel punto il terreno è diverso ed è più difficile notare le tane, e mostro alla moglie queste foto. Anche lei sembra sorpresa, non ne aveva mai visti prima. Li saluto nuovamente. Passano alcuni minuti e decido di andar via. Passando in macchina incontro ancora quei signori con le mogli, lungo strada. Il primo signore chino sul versante a bordo strada, il secondo, poco distante, mi dice sorridendo:"sta cercando le botole!". Sorrido, e saluto, e penso a quanta soddisfazione e felicità mi abbia messo il fatto di aver fatto appassionare un uomo ai trapdoor. E magari a tutti i ragni! A mio modo oggi ho fatto un po' di divulgazione scientifica ".​

      Nelle foto qui sotto, alcuni dettagli delle tane chiuse perfettamente mimetizzate, e delle stesse dopo essere state aperte. Si vede bene lo spesso coperchio tronco-conico costruito con del terriccio e foderato con un denso strato di seta, così come l'interno della stessa tana. L'incontro con questi ragni è sempre un'esperienza esaltante .
       
      ​​
       



      ​​

      ​​

       
      La foto qui sotto è stata schiarita e contrastata per mettere in risalto la figura del ragno all'interno della tana, ma è sgranata perché comunque le condizioni allo scatto non erano buone, era completamente buio ed era difficile illuminare l'interno della tana con i pochi strumenti a disposizione (due cellulari).
      ​​

      ​​
       

      ​Buona serata a tutti .
    • Da tzn
      Buongiorno a tutti,
      vediamo se mi ricordo ancora come si fa
       
      Son stato contattato ieri dal cliente di un mio amico che mi chiedeva aiuto nell'identificazione del ragno in questione, dopo aver visto la foto mi sono accordato per andarlo a recuperare.
      Direi verosimilmente M. calpeiana ma nel titolo del tred mi son fermato al genere.
      Come si intuisce guardando l'addome non era in ottima forma, decisamente disidratato, denutrito e infreddolito. Dopo una notte di stabulazione corretta è tornato con l'addome bello turgido ed ha iniziato ad intelare.
       
      Veniamo alla schedina.
       
      Data: 29/03/2016
       
      Luogo: Rosta in provincia di Torino.
       
      Posizione e microhabitat: h7:00 am. Recuperato sulla strada in discesa che porta nel garage di una villetta a schiera. Zona residenziale con campi e case con giardino nei dintorni. A poche decine di metri dal luogo del ritrovamento il vicino di casa aveva da qualche giorno tolto il tessuto non tessuto dall'albero di ulivo che orna il giardino. E' verosimile che il ragnaccio abbia passato l'inverno lì protetto e che sia stato forzatamente stanato nel momento della rimozione delle protezioni antigelo dalla pianta. Al momento del ritrovamento si presentava indebolito e dai movimenti rallentati.
       
      Dimensioni: 2cm di corpo circa.
       


      ​​


    • Da Skaval
      Ciao a tutti utenti di Aracnofilia,

      come molti di voi ho sempre avuto una passione sfrenata per il mondo naturale, in particolare per gli aspetti zoologici, ancor più in particolare per quella fauna schernita dai più: rettili anfibi e aracnidi.

      Iniziai ad interessarmi seriamente di aracnologia proprio con il supporto di questo forum, circa 5/6 anni addietro.

      Ad oggi ho realizzato un lavoro per il Parco Fluviale del Po e dell'Orba, una ricerca per comprendere se Dolomedes plantarius fosse presente, o meno, in una determinata area all'interno di un SIC. Ora, siccome è proprio da qui che ho cominciato, mi piacerebbe condividere con voi il mio piccolo e umile contributo relativo all'araneofauna italiana.

      Allego dunque un link su cui è possibile visualizzare il pdf del mio lavoro:

      http://www.aracnofilia.org/Condivisione/Cavalcante%20R_2015_Relazione%20Indag.%20Aracnologica%20D.%20plantarius_%20Parco%20Po%20Vc%20Al_.pdf


      Un saluto a tutti e un ringraziamento allo staff!
      Riccardo
×

Informazioni importanti

Utilizzando questo sito, acconsenti ai nostri Terms of Use.