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Atypus sp. esperienza di allevamento


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Ciao a tutti,

da molti anni seguo Aracnofilia pur essendo stato silente, mi sono lasciato convincere ad iniziare a scrivere e spero di riuscire a mantenere tale "promessa".

Inizio questa nuova modalità con l'esperienza di allevamento che sto tentando in questo periodo.

Da circa un mese un amico mi ha fatto avere, dal vicino Ticino (CH), due esemplari di Atypus sp. (non ho ancora avuto modo di determinarli anche se sospetto siano Atypus muralis.).

Alloggiati in due terrari di circa 15X15X15 cm con due substrati diversi, in uno un fondo di noce di cocco e sopra del terriccio, nell'altro solo terriccio.

Entrambi gli esemplari hanno creato la loro tipica tela a calza la prima notte.

 

Uno dei due (il più piccolo) l'ha costruita attaccandola alla parete del terrario in plexiglass, l'altro sul terreno. Quest'ultimo faticava a predare con la tela "afflosciata" a terra. Dopo un paio di settimane ho deciso di estrarla per fargliene costruire una seconda che ha creato in una posizione più consona alla caccia (foto seguenti).
Ci sono molti dettagli interessanti che ho notato in questo breve periodo di convivenza, supposizioni che spero di confermare con relativa certezza in futuro. Innanzitutto le due calze sono lunghe 7-8 cm fuori dal terreno

 

2016_03_31-19_28_14_8c92e.jpg

 

Tuttavia sembra che, come scritto in bibliografia, il tunnel ipogeo possa essere profondo anche decine di cm, effettivamente l'esemplare più piccolo ha costruito quello che sembra un tunnel che percorre tutto il perimetro del fondo del terrario (indicativamente circa 30 cm). Sicuramente questa porzione profonda del tunnel viene utilizzata come via di fuga e per sopravvivere ai rigori invernali, ma potrebbe essere utile anche ad altro.

 

2016_03_31-19_27_36_dac52.jpg

 

Distruggendo la prima tela dell'esemplare più grande, ho notato una zona più larga del tunnel situata poco sotto il livello del terreno, credo che il ragno a caccia sosti lì, in attesa di sollecitazioni della calza esterna. Questa piccola "camera" credo consenta anche al ragno di girarsi comodamente (magari con la preda).

Tutto o buona parte del materiale di scavo è stato portato fuori ed accumulato alla base dell'apice della calza, formando un cono di detrito. La parte terminale della calza risulta chiusa in un caso ed aperta o debolmente chiusa, con pochi fili di seta, nell'altro. Credo che quella sia la zona di uscita del ragno per portare fuori il materiale di scavo e per uscire a defecare (le feci vengono sparate anche a notevole distanza).

 

Un tisanuro si avventura sulla calza dell'esemplare più grande.

 

2016_03_31-19_26_07_6126e.jpg

 

L'Atypus tenta il colpo ma è troppo lento e questa volta il tisanuro ha la meglio... ed anche io, mi rimane infatti campo libero per fotografare le zanne di questo esemplare conficcate nella calza.

 

2016_03_31-19_26_38_283bd.jpg

 

Un dettaglio dell'immagine precedente.

 

2016_03_31-19_26_59_0b864.jpg

 

Saluti, Luca

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Spettacolo, ragno interessantissimo. Complimenti per il reportage! :4fuu9h1:

 

Non ho mai visto discussioni sulla crescita e l'etologia di questo genere in cattività e sono curioso dei futuri sviluppi. Potresti scoprire - e te lo auguro - molte cose in merito. Sto poi notando che l'esemplare in foto ha una piccola zampa anteriore che si sta rigenerando e, tra le altre cose, sarebbe interessante vedere quanto impiega a rigenerarla del tutto.

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Grazie a tutti.

Effettivamente è una specie (anzi un genere) per cui mancano diverse informazioni biologiche ed anche di allevamento. Spero sarò un buon osservatore, perchè fin'ora non sembra (fortunatamente) necessario essere un buon allevatore. I ragni si sono apparentemente ben ambientati e paiono poco esigenti (vedremo se continueranno a rivelarsi tali anche in fase di muta, nel periodo invernale, ecc...).

Spero di darvi qualche aggiornamento a breve.

Saluti, Luca

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Ecco qualche news.
Contro quanto sospettavo, la galleria sotterranea non viene usata anche come "discarica", perlomeno non sempre. Stavo alimentando gli esemplari con tisanuri e qualche occasionale moscone, non ho mai trovato, fuori dalla calza, resti di questi insetti predati. Ad un esemplare ho offerto un omottero che è stato catturato, il giorno successivo sulla parte superiore terminale della calza ho trovato i resti di questo insetto.
Il secondo esemplare di Atypus, più piccolo, da diversi giorni rifiutava il cibo e mi sembrava non salisse nemmeno nella calza esterna anche se sollecitata dalla preda. Ieri ho trovato la muta di questo esemplare fuori dalla calza :)
Ecco due foto, una con il dettaglio del dente, nella seconda ho cercato di visualizzare la muta della filiera per capire se è possibile identificarlo, purtroppo risulta in parte "accartocciata" e non sono sicuro si possa determinare con certezza.

2016_03_31-19_29_48_92499.jpg

 

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Grande! Informazioni molto interessanti! ;)

 

Per chiarezza ed evitare problemi di interpretazione, mi sono preso la libertà di modificare la foto: ho numerato i segmenti della filiera così, sperando di non sbagliare; ho dubbi sul segmento in cui ho posto la suddivisione in rosso e sul perché ci sia quell'area scura (segnata col punto interrogativo) che non mi risulta di aver mai visto nelle foto degli esemplari conservati. Spero inoltre che il segmento terminale della filiera non sia parzialmente coperto da quell'arto che spunta in basso nella foto, ma direi di no:

 

2015_09_04-13_09_50_86913.jpg

 

Considerando valida questa divisione e seguendo la chiave di araneae.unibe: in Atypus affinis i segmenti delle filiere sono 3 e pertanto lo escluderei. In merito alle altre due specie, non so quanto sia visibile da un'esuvia la lieve suddivisione degli ultimi segmenti di quelle di Atypus piceus ma sarei molto più orientato su Atypus muralis (foto al centro) come avevi ipotizzato tu; anche la colorazione marrone dell'esemplare nella tua foto corrisponderebbe di più. Credo però che in entrambe le specie gli esemplari giovani tendano al marrone e pertanto il tuo osservare bene l'esuvia e darci un'ulteriore descrizione - come anche fare qualche altro scatto della regione terminale delle filiere - sarebbe utile per risolvere alcuni dubbi di cui sopra.

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Grazie mille Piergy per l'analisi ed i link, non ero mai capitato su questo sito con foto delle filiere, sempre solo disegni che, per quanto esplicativi, possono a volte essere fuorvianti sul reale aspetto. Non avevo mai intuito dalle tavole che gli ultimi due elementi fossero così poco distinti in A. piceus. Effettivamente questo individuo ha 4 elementi e gli ultimi due sono ben distinti. Direi quindi che si possa mettere il punto su A. muralis :)
Anche se non molto più esplicativa della precedente, aggiungo un'ulteriore foto della filiera (da muta).

2015_09_04-14_20_58_07b77.jpg

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Grazie mille Henry e grazie anche a tutti gli altri.
Come dicevo per ora non trovo difficoltà particolari, i ragni si nutrono e si sono stabilizzati con la loro tela tipica senza problemi, ma navigo davvero nel buio. L'amico che mi ha portato i due esemplari ha provato lui stesso l'allevamento di un esemplare e, pur avendo utilizzato le mie stesse accortezze, ha perso l'esemplare. Dopo giorni che non vedeva movimenti nella calza, anche se stimolata dalla preda, ha provato (come gli ho suggerito) a rompere leggermente la tela per vedere se il ragno avrebbe riparato il danno e non è successo. Estraendo la calza ha trovato l'esemplare morto e rinsecchito.
Considerato che dopo la muta anche il mio esemplare non dava segni di vita mi sono "spaventato" e (poca esperienza mia con i ragni in generale ed i migalomorfi in particolare) ho provato ad estrarre la calza. Questa, lunga almeno 25 cm conteneva l'esemplare ancora vivo e vegeto che, come suggeritomi da Piergy, probabilmente stava solo in fase di post-muta e si sarebbe messo a caccia di lì a poco.
Riposizionato nella teca ha costruito la notte stessa una calza ed il giorno successivo si è nutrito.
Il giorno successivo una seconda sorpresa (in realtà me l'aspettavo di lì a poco), anche l'esemplare più grande ha mutato. Da una decina di giorni non si nutriva e non vedevo movimenti nella calza, anche in questo caso la muta è stata espulsa dalla sommità della calza. Ora sto rispettando dei tempi di attesa prima di tentare di nutrirlo nuovamente.
Non ho fotografato l'esemplare vivo "sradicato", sembrano molto stressabili fuori dalla loro tela. Ho colto però l'occasione di fare qualche foto alla muta dell'esemplare più grosso che dovrebbe aggirarsi sui 20mm di BL visto che dai cheliceri alla fine del carapace arriva a quasi 1 cm (la scala sul vetrino è di 1 cm).​

Nella foto si vede pure una filiera che conferma come Atypus muralis anche questo esemplare (sul Bellmann avevo letto che possono trovarsi in popolazioni miste e aspettavo la muta per confermare la determinazione di questo esemplare).

 

2016_03_31-19_33_21_cb738.jpg

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Ti rinnovo i complimenti per la foto. ;)

 

Scavano agilmente? Sei riuscito ad osservare il processo di costruzione della calza? Mi sorprende che impieghino così poco sia a scavare il tunnel (anche se magari solo abbozzato) che a costruire la calza, non l'avrei mai detto!

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Grazie Piergiorgio ;)
Pubblico anche la seconda foto rappresentativa dell'arsenale per cui sono conosciuti gli Atypidae. La calza esterna è "impanata" di substrato, a volte nemmeno troppo fine, ed il ragno suppongo che periodicamente irrobustisca l'interno con altra seta (inizialmente attraverso la calza è possibile scorgerlo, dopo diversi giorni non è più possibile vedere attraverso), l'effetto finale è che davvero assume un certo spessore ed è evidente la necessità di possedere zanne dimensionate per riuscire a perforare questo strato e raggiungere la preda.
L'unità di misura è la stessa, la scala graduata è lunga 1 cm.

2016_03_31-19_35_14_a4c7c.jpg

 

Ho osservato scavare un esemplare solo nel momento in cui si stava rifugiando, appena inserito nella teca. Sono piuttosto rapidi ed efficienti nello scavo. La costruzione della "prototela" è pure molto rapida. L'esemplare che ho osservato scavare, ha creato una piccola nicchia sotto il bordo di un "panetto" di radici di graminacea presente nel terrario. Da quella posizione semiprotetta ha iniziato a rivestire le pareti di seta. E' uscito ed ha percorso il bordo della teca per 4-5 centimetri trovando un angolo, deve essergli andata a genio la posizione (dietro un oggetto che creava uno stretto corridoio tra se stesso e la parete in vetro), così ha iniziato a procedere avanti ed indietro tessendo un abbozzo di calza esterna, nel giro di pochi minuti (direi una ventina o poco più) era protetto all'interno di questo velo di seta tubolare. Nella notte ho trovato parte del materiale di scavo, penso abbia creato un tunnel sotterraneo di 2-3 cm. L'altro esemplare ha un terrario decisamente più scarno ed in entrambi i casi in cui ha dovuto iniziare a costruire (all'arrivo e quando ho smantellato tutta la sua calza) ha percorso svariate volte il perimetro del contenitore (tanto da trovare una "pista" di seta molto visibile lungo le pareti. Una volta scelto il luogo di scavo ha creato una breve calza (4-5 cm) ed un tunnel di qualche centimetro (considerata la quantità di materiale estratto). Tutto questo in una notte e, come dicevo nel messaggio precedente, il giorno dopo la calza era già funzionale per la caccia.
Sono davvero delle macchine :D

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