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tongi

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Tutti i contenuti di tongi

  1. Segnalo per gli interessati (Regaleco, Scolopendro ....) il recente lavoro: DECAE Arthur E. & DI FRANCO Francesca, 2005 - Nemesia sanzoi Fage, 1917 (Araneae, Nemesiidae) first description of the male and some additional information on the female, distribution and biology of the specie. Bulletin of the British Arachnological Society, 13 (4, marzo 2005), pp. 133-137.
  2. tongi

    Identificazioni varie

    Concordo con migdan e il prof. Bertolini: il geofilomorfo è quasi certamente Himantarium gabrielis, specie relativamente comune sotto le pietre o i vasi da fiori ... (i Miriapodi in senso lato sono stati d'altra parte il gruppo sistematico che il mio prof. mi disse di studiare quando mi iscrissi all'università e incominciai a frequentare l'Istituto di Zoologia, ma che poi abbandonai per dedicarmi all'etologia dei Lycosidi ). L'imenottero è la comunissima Xylocopa violacea che si vede spesso volare lungo le staccionate alla ricerca di legno (cellulosa) che le serve per costruire il nido. Il fiore rosa potrebbe essere un'orchidea
  3. Congratulazioni ai genitori ma soprattutto tanti tanti auguri a Emma di crescere sana e felice :claps: :claps: Paolo
  4. Bellissime foto :claps: ce ne fossero di simili per tutti i ragni italiani non avremmo più problemi di identificazione (o quasi! )
  5. Se è un Lycosidae, propenderei per una Trochosa sp.
  6. Eh Lidia, pensavi di farla franca... :clown: TANTI TANTI TANTI AUGURI :claps:
  7. A giudicare della foto potrebbe trattarsi di Nephila clavipes (famiglia Tetragnathidae), specie largamente diffusa dal sud degli Stati Uniti fino all'Argentina. Nell'America meridionale vivono altre due specie di Nephila (N. sixpuntata, diffusa in Brasile, Paraguay e Argentina, e N. cornuta del Paraguay). Tutte le altre specie di Nephila (circa una trentina, con numerose sottospecie) vivono nell'Africa centrale e meridionale, in India, Cina meridionale, Giappone, Australia, e sud est asiatico. Le Nephila sono comunque dei bellissimi ragni.
  8. Anche il Padreterno ha dei limiti caro Ilic . In ogni modo, e con tutte le riserve possibili e immaginabili, la descrizione della faccia ventrale dell'addome mi fa pensare ad una Alopecosa albofasciata (Bruelle). Una colorazione del ventre più o meno nerastra è abbastanza comune nei lycosidi ma le due bande bianche (che dalla fessura epigastrica convergono verso le filiere?) sono abbastanza indicative. Detto questo - per non fare la figura di un PIV e dall'empireo essere precipitato negli inferi, taccio :claps:
  9. Si è vero, niger è sinonimo di cinnaberinus (e non "cinnamberinus") anche se la maggior parte delle citazioni compaiono come Eresus niger. Di questa specie, comunque sono state descritte diverse sotto-specie il cui valore tassonomico è ancora da verificare, a testimonianza che le conoscenze relative a questa specie sono ancora lontane da considerarsi definitive.
  10. Sono specie diverse dello stesso genere Eresus appartenente alla famiglia ERESIDAE (che comprende un centinaio di specie ripartite in 10 generi). Il genere Eresus - diffuso per lo più nel bacino mediterraneo e in medio oriente - conta circa 17 specie e un cospicuo numero di sotto-specie
  11. PiErGy! di Harro Buchli ho i seguenti lavori. Se ti interessano posso fotocopiarli e inviarteli per posta - Observations préliminaires sur le rythme d'activité et la biologie de Nemesia caementaria Latr., Vie et Milieu, XII (2), 297-304, 1961 - Note préliminaire sur l'accouplement des araignées mygalomorphes Nemesia caementaria, Nemesia dubia et Pachylomerus piceus (Ctenizidae), Vie et Milieu, XIII (1), 167-178, 1962 - Quelques observations concernant le cycle de dévelopment chez la Mygale maçonne Nemesia caementaria Latr. (Mygalomorpha), Comptes rendus des séances de l'Académie des Sciences, 251, 2773-2775, 1960 - Notes préliminaires concernant le comportement de chasse et le rythme d'activité de la Mygale maçonne Nemesia caementaria Latr. Rev. Ecol. Biol. Sol. II, (3), 403-438, 1965 Buchli era una persona molto simpatica e gioviale, che mi ha fatto scoprire le Nemesie nell'Orto Botanico di Pisa proprio sotto la finestra del mio laboratorio!!! Putroppo è morto molto giovane di ritorno da una campagna di ricerche di Nemesie in Spagna Paolo
  12. Nei ragni il riconoscimento tramite messaggi chimici a distanza (feromoni) non è molto diffuso (e poco studiato); in genere le informazioni vengono trasmesse e percepite tramite i fili di seta (chemocezione per contatto), in particolare le informazioni legate all'incontrop dei sessi. In alcuni lycosidi, ad esempio, i maschi rispondono al contatto della seta deposta dalla femmina. Ma spesso la risposta non è neppure specie-specifica, perché i maschi sono attratti dalla seta deposta da femmine appartenenti ad una specie diversa di quella del maschio. Di chemocezione nei ragni si è occupato a lungo il francese B. Krafft. Per questo non credo che sia molto efficace sotterrare il terrario della femmina e usarlo come trappola a feromoni Maggiori informazioni in : Tietjen William J. & Rovner Jerome S., Chemical Communication in lycosids and other spiders; in: WITT PeterN & ROVNER Jerome S. "Spider communication. Mechanism and ecological significance", Princeton University Press, New Jersey, 1982 (cap. 7, pp. 249-279)
  13. Sconsiglio l'uso della formalina poiché è ormai correntemente classificata tra le sostanze cancerogene (anche se molti di noi hanno per anni maneggiato animali conservati sotto formalina e hanno immerso le mani nei contenitori pieni di questo fissativo ) . Se uno ha piacere di conservare il ricordo di un esemplare, la conservazione in alccol è la soluzione migliore.
  14. tongi

    Tanti auguri a...

    AUGURISSIMI :claps:
  15. tanti tanti auguri !!!!! anche se ritardatari
  16. I grandi cheliceri "divergenti" depongono effettivamente per il genere Pachygnatha, verosimilmente P. degeeri
  17. tongi

    Il "Jones"

    Dick JONES, (The Country Life Guide to) Spiders of Britain and Northern Europe, Newnes Books, The Hamlyn Publishing Group Division, Feltham, Middlesex (England), prima edizione 1983 (320 pp., 350 ill. a col.) (non so se ci sono state edizioni successive, ma penso di sì; migdan potrà dare tutte le informazioni per procurarselo, non è raro e non dovrebbe costare molto)
  18. tongi

    Tanti auguri a...

    AUGURI ! ! ! :59: Paolo
  19. Belle foto e molto dimostrative, complimenti
  20. Pensavo di acquistare il libro direttamente avendo ancora un piccolo conto negli USA, ma a questo punto mi unisco alla cordata .... !!!!! Paolo
  21. Alla luce delle nuove foto sono sempre più convinto che si tratti di una Pardosa proxima, anche se le bande chiare del cefalotorace dovrebbero presentarsi spezzate in 3-4 tacche e non continue come appaiono nelle foto; alternativamente l'affine Pardosa cribrata ma in questo caso la colorazione di fondo del corpo dovrebbe avere un riflesso "verdastro". Terza ipotesi Pardosa agrestis (del gruppo della Pardosa monticola), non molto comune e abbastanza variabile nella forma delle bande chiare. In ogni modo complimenti per le foto.
  22. Un sincero benvenuto ricco di attese per la promozione dall'aracnologia :rolleyes: Paolo
  23. tongi

    Pyrrhocoris apterus

    Diapausa (dal Dizionario del Regno Animale, a cura di Benedetto Lanza, Mondadori, 1982) "Periodo di stasi spontanea, indipendente dalle condizioni ambientali esterne, che negli insetti determina l'arresto dello sviluppo embrionale, larvale o pupale, o l'arresto dell'attività riproduttiva nell'adulto; di regola la diapausa ha luogo durante l'ibernazione o l'estivazione; il termine è anche usato per indicare lo stato di inattività che in vari animali si interpone fra due periodi di vita attiva e, talora, impropriamente, per indicare fenomeni analoghi alla vera diapausa, ma determinati da fattori ambientali esterni" Per quanto concerne Pyrrhocoris, fare attenzione al fatto che nelle aggregazioni di questo insetto, comuni ad esempio sotto le cortecce dei platani, sono presenti, spesso in gran numero, anche esemplari di altri due Emitteri eterotteri molto simili a Pyrrhocoris apterus: Spilostethus saxatilis (Scopoli, 1763) e Lygaeus equestris (Linnaeus, 1758).
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