Vai al contenuto

tongi

Membri Onorari
  • Numero contenuti

    526
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di tongi

  1. "Due ragni dello stesso genere ma di specie differenti si possono accoppiare?" In genere l'accoppiamento tra specie diverse, anche se appartenenti allo stesso genere, non è possibile (vari meccanismi: fisiologici, comportamentali etc. lo impediscono). In alcuni casi, tuttavia, l'ibridazione tra specie molto affini è possibile, ma la prole si presenta in genere sterile: un esempio è rappresentato dall'incrocio tra un asino e una cavalla che da origine ad un "mulo" (l'incrocio inverso tra un asina e un cavallo da invece origine a un "bardotto"). Ibridazioni si verificano spesso anche nell'ambito degli uccelli (es. canarini) o tra specie diverse di rane (nel genere Rana, ad esempio, la Rana esculenta rappresenta l'ibrido tra R. lessona e R. ridibunda) Non mi risultano documentati casi di ibridazione nei ragni tongi
  2. tongi

    Auguri al boss dei boss...

    T A N T I A U G U R I MATTEO Paolo
  3. Non conosco bene il genere, d'istinto sarei propenso a classificarlo come D. cupreus anziché D. lapidosus, ma in effetti le ampolle anteriori dei ricettacoli seminali sono - seppure di poco - più larghe di quelle posteriori. Il parere di Francesca Di Franco sarebbe essenziale. tongi
  4. tongi

    Comportamento mosche

    Mi spiace di non poter citare osservazioni più recenti ; ho passato in rassegna tutti i miei libri di etologia e l'unico dove ho pescato qualche suggerimento sul comportamento delle mosche è stato appunto il Fraenkel & Gunn, un classico nel suo campo ma effettivamente un pò datato (la mia edizione è comunque più recente di quella citata da Lidia) tongi
  5. tongi

    Comportamento mosche

    L'ipotesi di Matteus mi sembra convincente. Altra spiegazione plausibile è che i due occhi vengano stimolati in maniera differente dalla luce riflessa dal lampadario (non necessariamente acceso) per cui l'insetto è portato ad adottare un comportamento definito "orientamento circolare". In altre parole l'occhio rivolto verso il lampadario riceve una stimolazione luminosa maggiore di quella che colpisce l'altro occhio per cui l'insetto tende a mantenere un volo curvilineo anziché rettilineo (un approfondimento di questi problemi si possono trovare ad esempio, in: G. S. Fraenkel e D. L. Gunn, "The orientation of animals" New York, Dover Publ., 1961) tongi
  6. La foto è alquanto scura e il disegno addominale può essere solo intuito; potrebbe trattarsi di Araneus alsine (meno probabile A. quadratus). L'areale di distribuzione di questa specie sembra limitato all'Italia settentrionale, ma la Toscana potrebbe rientrarci comodamente. Un invito: quando segnalate un ragno o chiedete un aiuto per l'identificazione sarebbe auspicabile che venisse indicata la località esatta di cattura (o osservazione), la data e (eventualmente) qualche sintetica indicazione sull'habitat. Questi dati potrebbero risultare molto utili per aggiornare e correggere la checklist dei ragni italiani che ormai dimostra tutti i suoi anni. Grazie :rolleyes: tongi PS Beniamino vedo solo ora che sei "pisano" un fervido BENVENUTO da un altro pisano
  7. Tutta questa storia mi convince sempre di più che occorre al più presto aprire nel Forum una sezione in cui inserire tutti nuovi ritrovamenti per la fauna italiana (ovviamente solo quelli assolutamente sicuri). La sezione dovrebbe essere organizzata per famiglie e generi. Ogni segnalazione dovrebbe rigorosamente riportare luogo (georeferenziato ?) e data di cattura, notizie sull'habitat e quant'altro rilevato sulla specie, nome/i del raccoglitore/i e di chi ha effettuato l'identificazione, la documentazione fotografica. L'inserimento nella sezione dovrebbe essere autorizzato (fatto) esclusivamente da una persona qualificata e autorizzata. In questo modo vedremmo "giorno per giorno" crescere le conoscenze sulla aracnofauna italiana e valutare l'importanza dell'Associazione in quest'opera di raccolta dati. Credo che l'utile che i Soci (ma non solamente loro) potranno ricavare da un'operazione di questo genere sia grandissimo, come pure ne beneficerà l'immagine dell'Associazione nel suo complesso, mentre il costo è praticamente zero! tongi
  8. L'orientamento nelle foto dei genitali è spesso molto importante per il riconoscimento specifico; se il palpo o l'epigino sono girati o sono inclinati l'immagine che se ne ricava può essere molto diversa e fuorviante. Ciò premesso, per quanto riguarda la specie in questione sarei propenso ad attribuirla a "Pirata tenuitarsis perché l'ampolla dei ricettacoli seminali (le palle scure che si vedono ai due lati) tendono a collocarsi sull'asse della base dell'epigino e non ad angolo con questa come in P. piraticus. Buone illustrazioni di queste due specie sono in: Michelucci R. e Tongiorgi P., 1975, Pirata tenuitarsis Simon (Araneae, Lycosidae): a widespread but long-ignored specie. Bull. Brit. Arach. Soc., 3: 155-158. Meno probabile è che si tratti di P. piscatorius o di P. latitans. Pirata tenuitarsis e Pirata latitans sono ambedue molto comuni in Italia tongi
  9. Forse è proprio Araneus angulatus , almeno è la specie che più assomiglia al ragno fotografato (ma quanto è scura la foto ). Per quanto riguarda la checklist dei ragni italiani è da prendersi con le molle e non c'è da fare affidamento sui dati riportati tongi
  10. Con foto così scure il rischio di fornire una diagnosi sbagliata è grande. In ogni modo penso si tratti di un Lycosidae (i così detti 'ragni lupo' ben rappresentati dalla Lycosa tarantola ), e più precisamente di una Alopecosa. Visto che siamo in Sicilia, non mi meraviglierei poi se si trattasse di una Alopecosa kuntzi, specie propria dello Yemen ma che è stata ritrovata anche in Sicilia a Siracusa, a Brucoli, a Trapani: Isola Marettimo, in luoghi soleggiati, pietrosi, con scarsa vegetazione, in prossimità del mare. Il disegno del cefalotorace con la banda mediana larga e con i margini sinuosi è abbastanza caratteristico. tongi
  11. La zona dove si rinviene Lycosa è quella striscia chiara (sabbiosa) che attraversa all'incirca perpendicolarmente la foto tra Cascine vecchie e Cascine Nuove. In particolare sul lato sinistro (rispetto alla foto), cioè quello ad ovest verso il mare, anche perché sul lato destro c'è una pista per cavalli da corsa e non vi si può accedere (almeno per un gran tratto) tongi
  12. Certamente "guardare" e "non toccare", soprattutto perché l'area si trova all'interno di un "parco" ed è necesario rispettare la fauna e le normative del parco L'accesso al pubblico è concesso solo la Domenica. tongi
  13. Matteo la fotografia in coda alla "canzone degli aracnologi" non ritrae P. Bonnet bensì G. H. Locket (a cui si devono - fra l'altro - i bei volumi su "British Spiders") appena posso, ti invierò alcune foto che ritraggono insigni aracnologi tongi
  14. Molto interessante il Lycoside fotografato da Emanuele. A prima vista sarei del parere che si tratti di una Arctosa (questi ragni tendono ad assumere colorazioni mimetiche in relazione all'ambiente in cui vivono; ad esempio, Arctosa sanctarosae, che vive sulle spiagge coralline del Golfo del Mexico, è caratterizzata da una splendida colorazione rosa che la confonde assolutamente con il substrato). Esemplari di Arctosa (cinerea perita ma anche variana con colorazioni dell'addome molto chiare sono relativamente comuni, ma l'esemplare della Sardegna mi lascia perplesso. Mi piacerebbe poterlo osservarlo direttamente o vedere il disegno dei genitali. tongi
  15. All'inizio di settembre, nella discussione su "Un ragno della Calabria" Tommy.73 aveva posto alcune domande circa l'oscillazione elastica della tela di Argiope da lui osservata al suo avvicinarsi, Avrei voluto rispondere allora sul significato di questo comportamento ma impegni accademici mi hanno costretto ad occuparmi di altri problemi. Anche se gran parte delle risposte l'hanno già date "migdan", "i-lang" e "matteus" credo utile trascrivere un brano tratto dal volume Spiders of the World di Rod & Ken Preston-Maphan (Bladford Press, 1984): "It has already made clear that the most frequently used method of defence in orb web spiders is simply to hide away in a retreat constructed to one side of the web. If, however, it is disturbed when in the centre of its web, the orb web spider may react in a number of ways. Most frequently it makes a headlong dash for the security of the retreat but some spiders seldom seem to do this and, instead, let go of the web and fall to the ground on the end of their life-line, where they lie with their legs pulled in to their sides. As many of these spiders are mottled in greys and browns, they become virtually invisible amongst the detritus on the ground below the web. The third and most unusual method of defence involves the rapid vibration of the web as the spider sits at it centre. The oscillations are at such high frequency that the occupant of the web becomes a blur and, presumably, under these conditions, it would be nigh on impossible for a bird hovering in front of the spider to pick it off the web with its beak. The huge Nephila spiders also employ this tactic and this can be alarming even to a human being as the giant long-legged spider vibrates into a blur in the centre of its enormous yello web". Aggiungo inoltre che: "The incorporation into the web of a stabilimentum consisting of zig.zag bands of shining white silk is common within the Araneid genus Argiope. For many years, it was thought that its function was to strengthten the web [da cui il nome] or else to help conceal the spider, which often sits head downwards in the centre of the stabilimentum. Some neat experiments in the USA have established that their function is quite the reverse, for they actually advertise the presence of the web to birds, which frequently fly into webs lacking stabilimenta because these web are so difficult to see. The contruction of the web uses a considerable amount of the spider's protein supply and, if it is subsequently destroyed by a bird accidentally flying through it, then its constituent protein is lost to the spider, for spiders recycle protein by eating old or damaged web ..." Chiedo venia per questo lungo messaggio ma pensavo utile fornire, anche se in ritardo, una spiegazione chiara del fenomeno tongi
  16. Notizie sui ragni dell'Indonesia sono reperibili in MURPHY Frances and JOHN "An introduction to the spiders of South East Asia", Malaysian Nature Society, 2000 (625 pp., 60 ill. bianco-nero, 32 tav. a col., amplissima bibliografia), Tra le specie cavernicole sono citate specie appartenenti alle famiglie: Amaurobiidae Heteropodidae Leptonetidae Liphistiidae Ochyroceratidae Oonopidae Con qualche indicazione in più, si potrebbe cercare di risalire almeno alla famiglia o, possibilmente, al genere. tongi
  17. Benvenuto anche da parte mia Ennio!!! Foto stupenda! Mi sarebbe piaciuto di osservarne di così belle quando ho iniziato ad occuparmi di ragni molti anni orsono; con immagini così belle da guardare l'apprendimento sarebbe stato più rapido mentre alloran avevo solo delle tremende e incomprensibili descrizioni in latino, o tedesco o russo .... CONGRATULAZIONI tongi
  18. Il ragno della prima foto potrebbe essere Araneus angulatus quello della seconda uno Gnaphosidae (le filiere sono chiaramente cilindriche mentre negli affini Clubionidi sono coniche): 18 generi, 145 apecie, un pò troppe per tentare una identificazione a vista! In ogni modo guarderei soprattutto ai generi Zelotes o Haplodrassus tongi
  19. Lo strano comportamento della mantide "cannibale" Una mantide compie nel corso del tempo diverse attività (si muove, caccia, mangia, si riproduce ecc.). Affinché le diverse attività si svolgano "armonicamente" il cervello (= gangli protocerebrali) invia in continuazione messaggi ai gangli sottoesofagei e questi ai gangli toracici che controllano il movimento del corpo e delle appendici. Se si estirpano i gangli protoracici, l'animale compie azioni "in contrasto tra loro" come aggrapparsi e contemporaneamente cercare di camminare. Se oltre ai gangli protocerebrali si estirpano anche i gangli sottoesofagei, l'animale resta immobile. Kenneth Roeder (Nerve cells and insect behavior. Harvard University Press, 1963) ha dimostrato che i messaggi che il cervello della Mantide invia ai gangli sottoesofagei sono di tipo inibitori. A seconda dei messaggi pervenuti i gangli sottoesofagei possono a loro volta bloccare o sbloccare l'attività dei gangli toracici. Nei maschi la situazione è un pò diversa, perché se si asporta tutta la testa ad un maschio "maturo", compaiono una serie di movimenti spontanei (generati dai gangli toracici non più inibiti dal cervello) che gli fanno "ruotare" il corpo e costringono l'addome a "muoversi ritmicamente" su e giù. Tutto ciò fa sì che un maschio che "ha perso la testa" a causa di una femmina (che cioè dopo averlo catturato gli ha mangiato la testa), possa "montarla" efficacemente. Infatti, le zampe del maschio, grazie al movimento di torsione del corpo non più inibito dagli impulsi provenienti dal cervello, vengono a contatto con il corpo della femmina (che lo sta mangiando) e vi si avvinghiano saldamente. Le contrazioni dell'addome faranno poi sì che il maschio ...... porti a compimento il compito che la natura gli ha affidato. E' ovvio che la femmina "cannibale" prende così "due piccioni con una fava": viene fecondata e non rischia di essere a sua volta mangiata dal maschio. La femmina inoltre si procura una preda succolenta e altre sostanze utili per la futura prole. Spero, nella sinteticità, di essere stato chiaro tongi
  20. Francesco, se hai problemi a trovare il lavoro mandami una e.mail e ti faccio la fotocopia tongi
  21. tongi

    Procambarus clarkii

    Francesco! le tre specie di gamberi non segnalate per la fauna italiana sono Cherax tenuimanus volgarmente MARRON originario del sud ovest dell'Australia e importato in Eutopa e in Italia per attività di acquacoltura sperimentale (il che vuol dire che prima o poi compare anche nei corsi d'acqua) Cherax destructor, YABBY, originario dell'Australia anch'esso esportato in Italia per pratiche di acquacoltura. Pacifastacus leniusculus, o Gambero rosso della California. La specie originaria del nord-America e Canadà è stato introdotto in Europa sin dal 1860 dopodiché si è stabilito in Svezia, Finlandia, Francia, Spagna e Isole Britanniche dove ha sostituito la spacie autoctona Astacus astacus e si va rapidamente diffondendo. In Italia è stato segnalato in acque libere della provincia di Bolzano (Brunico, 1994). Ne è stato tentata l'introduzione in provincia di Alessandria e in Calabria. tollera anche le acque più fresche dei corsi d'acqua di media montagna e quelle a modesta salinità. Per quanto concerne il vecchio Australopotamobius pallipes sembra che in realtà si tratti due diverse specie geneticamente distinte: A. pallipes presente esclusivamente nell'Italia nord-occidentale, e A. italicus (quest'ultimo con quattro diverse sottospecie: italicus italicus, italicus carinthiacus, italicus carsicus, italicus meridionalis) diffuso nel resto della penisola. Le due specie convivono in alcuni corsi d'acqua dell'Appennino ligure Questo è tutto quello che so tongi
  22. per quanto mi consta, in Italia, in tempi recenti, si sono occupati di Trogulidi il prof. Italo Marcellino dell'Universigtà di Catania (Dipartimento di Biologia animale, via Androne 81, 95124 Catania) ma ora in pensione, e il dr. Claudio Chemini del Centro di Ecologia Alpina del Monte Bondone (Viote del Monte Bondone, 38040 Trento). Il dr. Chemini è una persona gentile e disponibile a cui ci si può rivolgere tranquillamente per avere informazioni su questi aracnidi. Sui Trogulidi aggiungo un paio di 'curiosità': i piccoli sono spesso assai differenti dagli adulti tanto che in passato sono stati spesso classificati in generi differenti ; non c'è invece dimorfismo sessuale. L'accoppiamento avviene "faccia a faccia"; sembra che i maschi competano per il possesso della femmina . i trogulidi vivono sul terreno (spesso anche in ambiente cavernicolo) e si mimetizzano molto bene con questo perché le numerose 'papille' che rivestono il tegumento trattengono particelle di terra, conferendo all'animale un'aspetto terroso' sono esclusivamente carnivori e prediligono prede vive tongi
  23. attenzione che se si diluisce l'alcool denaturato (non quello puro "per liquori") al di sotto di una certa percentuale (circa 60%: 6 parti di alcool 4 d'acqua distillata: va bene quella che si usa per i ferri da stiro) si può formare un precipitato biancastro, opaco. E' quindi opportuno calibrare la diluizione tra il 70% e l'80% tongi
  24. tongi

    Procambarus clarkii

    Procambarus è commestibilissimo. In Louisiana viene venduto regolarmente al mercato (se ne calcola almeno 4 pouns (libbre) a testa (circa 1 kg) a testa perché c'è veramente pochino da mangiare ma il divertimento è tanto ). Quelli delle nostre acque, come stato detto, sanno spesso di fango a causa dell'ambiente in cui vivono e anch'io sconsiglierei di mangiarli se non dopo averli tenuti a lungo in acque pulite. Per quanto concerne il "siluro", se cucinato opportunamente, non è proprio da disprezzarsi La pesca del "siluro" in molte regioni (ad esempio in Emilia-Romagna) non è gravata da limitazioni ed anzi è incentivata per tentare di contenere il moltiplicarsi e l'espandersi della specie che ormai si cattura anche nei canali più piccoli (e non solamente in Po o nei grandi fiumi come avveniva fino qualche anno fa) tongi
  25. Si è alcool etilico a 96%, solo che per usi scientifici, per risparmiare, si usa un alcool denaturato senza coloranti e denaturato con prodotti diversi da quelli usati per denaturare l'alcool per uso medico. L'operazione di denaturazione viene effettuata, su richiesta, direttamente dalla Finanza su alcool acquistato dal laboratorio autorizzato. Il costo alla fine è lo stesso di quello denaturato comune perché non caricato dalle elevate tasse che gravano su quello che si usa per i liquori tongi
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazioni importanti

By using this site, you agree to our Terms of Use and Privacy Policy..