tongi
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Visto l'interesse suscitato dal "Gambero rosso della Luisiana" (Procambarus clarkii segnalo, per chi è interessato, il seguente volumetto: MAZZONI David, GHERARDI Francesca, FERRARINI Paola, Guida al riconoscimento dei gamberi d'acqua dolce. Greentime, Bologna, 2004, 34 pp. (8 €). [Greentime SpA, via Barberia 11, 40123 Bologna, tel. 051 584020] Il volumetto, che riporta anche una sintetica bibliografia, tratta comparativamente e con numerosi disegni le 8 specie di gamberi oggi presenti nelle acque dolci italiane: Gambero di fiumeAustropotamobius pallipes, Gambero di fiume europeo Astacus astacus, Gambero turco Astacus leptodactylus, Gambero rosso della Luisiana Procambarus clarkii, Gambero americano Orconectes limosus, Gambero della California Pacifastacus leniusculus, Marron Cherax tenuimanus, Yabby Cherax destructor tongi
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Lycosa ambigua - nuova specie spagnola
tongi ha pubblicato una discussione in RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Quale contributo al dibattito sulle Lycose italiane, segnalo il seguente lavoro apparso recentemente sulla rivista iberica di Aracnologia: BARRIENTOS José A., Lycosa ambigua sp. nov. (Araneae, Lycosidae), una nueva "tarantula" para la fauna Ibérica. Rivista Ibérica de Aracnologia, 9 (2004), pp. 23-29 tongi -
Euscorpius Giallo
tongi ha risposto a PiErGy nella discussione SCORPIONI & Co. - Conoscenza e Allevamento
Visto l'interesse per il genere Buthus segnalo il seguente recentissimo lavoro: LOURENçO Wilson R., VACHONT Max, Considération sur le genre Buthus Leach, 1815 en Espagne, et description de deux nouvelles espèces (Scorpiones, Buthidae). Rivista Ibérica de Aracnologia, 9 (2004): pp. 81-93 (con fotografie a colori) per la Rivista Iberica de Aracnologia consultare: http://entomologia.rediris.es/gia oppure http://entomologia.rediris.es/sea/publicac...s/ria/index.htm tongi -
Più che per combattere le zanzare le sostanze chimiche spruzzate sugli alberi servono probabilmente nella lotta contro varie specie di insetti "dannosi" per le specie arboree : tra questi l'Ifrantia americana (Hyphantria cunea, un l lepidottero originario del Nord-America arrivato nell'Italia nord-orientale negli anni '60 . Le larve sono polifaghe e si nutrono a spese di svariate latifoglie - anche di interesse alimentare o ornamentale - che possono letteralmente spogliare (per chi percorre, ad esempio, le strade tra Piacenza e Alessandria è facile osservare che le piante lungo le strade sono completamente prive di foglie). Nelle nostre regioni la farfalla in questione non ha praticamente nemici per cui si diffonde rapidamente (2 generazioni l'anno). tongi
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Nei canali di bonifica della bassa modenese e nel reggiano Procambarus clarki è ormai straordinariamente abbondante: con un solo colpo di retino si possono catturare anche 4-5 esemplari, alcuni anche di taglia notevole . La specie è presente in tutti i canali, grandi o piccini che siano. Per rendersi conto dell'abbondanza della specie è sufficiente guardare le rive dei canali quando le acque sono basse; l'aspetto è quello del "gruviera" tutto bucherellato dalle tane scavate dai crostacei. La capacità di diffusione e moltiplicazione di questo crostaceo decapode è impressionante; nello spazio di una decina d'anni ha invaso e colonizzato tutti gli ambienti della pianura disponibili. Recentemente ne abbiamo raccolto qualche esemplare anche nel basso Appennino modenese (Vignola, 125 m). L'ulteriore penetrazione in acque più a monte lo porterebbe a competere con l'autoctono "gambero di fiume" Austropotamobius pallipes con una probabile sostituzione. tongi
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potreste identificarlo? :)
una discussione ha risposto a tongi in RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Certamente Argiope lobata femmina. La specie è relativamente comune nell'Italia meridionale (in Puglia ad esempio); io mi sono imbattuto nella A. lobata anche in Toscana e in particolare nelle isole dell'Arcipelago toscano. La foto non lascia dubbi su questa bellissima specie tongi -
Identificazione Ragni Maltesi
tongi ha risposto a davdand nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Fotografie stupende, congratulazioni! E' la terza volta che cerco di spedire questo messaggio, ma evidentemente "nonno" Ilic non è il solo ad avere problemi con i computers Se per caso ne arrivano tre insieme perdonatemi. Il ragno maltese delle foto è certamente una Lycosa, ma non mi azzardo a dire qauale specie sia esattamente. Per l'identificazione delle Lycose non basta un'identificazione "a vista", o il solo disegno dorsale e la colorazione ventrale, occorre un'osservazione attenta della morfologia dei genitali. In passato avevo iniziato uno studio delle grosse licose italiane e avevo fatto anche alcuni disegni che credo di aver regalato a Pepe di Lecce, poi il progetto è rimasto nel cassetto . Nel corso delle mie campagne aracnologiche in Italia mi sono sempre ed esclusivamente imbattuto in Lycosa tarentula che ho raccolto dalla Toscana alla Calabria e in varie isole (Tremiti, Arcipelago toscano etc.). E' probabile che anche l'esemplare maltese sia una "tarentula". Non mi sento di affermare che in Italia convivono anche altre Lycose (narbonensis, hispanica, oculata etc.) anche perché nessuno, che sappia io, ha affrontato il problema in maniera "scientificamente corretta" . Faccio una proposta. Perché l'Associazione non si fa carico di raccogliere dati "certi" sulla presenza del genere Lycosa in Italia con l'obiettivo di fornire un contributo - collettivo - alla comunità scientifica? Penso che questo rientri negli obiettivi che l'Associazione si è data e possa costituire un passo in avanti verso la redazione di una check-list dei ragni italiani attendibile. Da parte mia sono disponibile, quanto meno, per la raccolta dei dati di letteratura e per fungere da coordinatore tongi -
Problema Zecca
tongi ha risposto a Kaiser Scorpion nella discussione SCORPIONI & Co. - Conoscenza e Allevamento
Gli acari si conservano in alcool a 70-80% (va bene anche l'alcool denaturato che è al 96%). tongi -
Identificazione
tongi ha risposto a Sparkino80 nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Sono tutte opere di "divulgazione" che illustrano il mondo dei ragni in maniera più o meno approfondita, talora in modo semplice ma sempre scientificamente corretto. Servono a introdurre nel mondo dell'aracnologia. La più completa e ricca di informazioni è certamente il Bristowe, "The world of spiders". Non sono quindi manuali di identificazione come il Jones e il Roberts e tantomeno l'Heimer-Nentwig (Spinnen Mitteleuropas). Di opere divulgative ve ne sono molte altre, in inglese, francese, tedesco, russo etc, ma sono difficili da reperire anche perché stampate molti anni orsono e non più in commercio. Un'opera che tratta approfonditamente degli aracnidi e che meriterebbe leggere è Lucien BERLAND, Les Arachnides, Lechevalier, Paris, 1932 che credo ancora disponibile presso l'editore (almeno lo era fino a qualche anno fa). tongi -
Identificazione
tongi ha risposto a Sparkino80 nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Colgo l'occasione per segnalare altre due pubblicazioni (divulgative) abbastanza divertenti: MICHAEL CHINERY, "Spiders", Whittet Books, London, 1993 SIGMUND A: LAVINE, "Wonders of the spiders world", Dodd, Mead & Company, New York, 1966 (meno interessante) tongi -
Identificazione
tongi ha risposto a Sparkino80 nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Penso che sia una Marpissa (M. muscosa?) femmina. I maschi sono rari in estate, infatti, dopo l'accoppiamento che avviene in maggio-giugno, i maschi muoiono. Nei salticidi esistono complicati e spettacolari rituali di corteggiamento; ogni specie ne ha uno proprio. Per il corteggiamento usano soprattutto il primo paio di zampe e meno frequentemente i pedipalpi. Corteggiamenti altrettanto interessanti si osservano nei Lycosidi, ma in questo gruppo i maschi usano soprattutto i pedipalpi e meno le zampe. Un'introduzione al corteggiamento dei Salticidi (e dei Licosidi) la puoi trovare in: W. S. BRISTOWE "The world of spiders". Collins, London, 1971. oppure in KEN and ROD PRESTON-MAFHAM, "The natural history of spiders", The Crowood Press Ldt, 1996 una piacevole lettura in generale sui ragni: tongi PAUL HILLYARD, ""The book of the spider: from arachnophobia to the love os spiders", Hutchinson, LOndon, 1994 -
Identificazione Lycosidae
tongi ha risposto a Emanuele nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Grazie Emanuele, ma le indicazioni ecologiche che avevi dato, oltre alle foto, sono state di grande aiuto per arrivare all'identificazione Per quanto concerne Arctosa renidens per me è una specie non valida, l'olotipo è certamente una Alopecosa e non una Tricca o Arctosa. tongi -
Ancora Sui Licosidi...
tongi ha risposto a hyles nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
E' una Trochosa (probabilmente T. terricola ma le Trochose sono difficili da distinguere anche al microscopio essendo maledettamente simili l'una all'altra tongi -
Grosso Licoside
tongi ha risposto a hyles nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Azzardo un'ipotesi: le grosse dimensioni (quelle che fanno pensare ad una Lycosa o ad una Hogna) e il ventre nero caratterizzano anche due specie di Alopecosa non molto comuni ma molto belle: Alopecosa fabrilis e Alopecosa inquilina. In queste specie il cefalotorace da solo misura circa 7 mm! Un carattere abbastanza indicativo dovrebbe essere la presenza di due macchie ovali nere nella regione anteriore dell'addome oltre alla banda lanceolata scura mediana. Un'altra Alopecosa (abbastanza comune) caratterizzata dal ventre nero è Alopecosa albofasciata, ma in questa le bande laterali non sono così evidenti come nelle foto postate. tongi -
Ragno Scalatore Tipo Zoropsis
tongi ha risposto a roccolucio nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Si, qualsiasi ditta che vende prodotti chimici lo commercia - ma in questo caso consiglio l'etere acetico. Se prendi un barattolo da marmellata (250 cc) e ci metti un poco di segatura (pulita e non molto fine, sotituibile con cotone idrofilo o anche semplicemente con carta da filtro spezzettata) e la inumidisci appena con l'etere (una decina di gocce) o il cloroformio e tieni il barattolo ben chiuso la tua camera da anestesia dura mesi. tongi -
Ragno Scalatore Tipo Zoropsis
tongi ha risposto a roccolucio nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Se puoi procurarti del cloroformio (attenzione è infiammabile), ma va bene anche l'etere acetico, un barattolo con un batuffolo di cotone inumidito di cloroformio e in pochi secondi il ragno è addormentato. Non lasciare il ragno nel barattolo altrimenti il poveretto passa a miglior vita . Dopo qualche minuto all'aria, il ragno riprende a muoversi tongi -
Determinazione Di Un Ragno
tongi ha risposto a migdan nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
P.S. - Mi dicono che l'olio di garofano si può forse acquistare anche nelle "erboristerie". tongi -
Identificazione Di Qualche Ragno
tongi ha risposto a Zappa nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Il primo è certamente una Arctosa, direi A. cinerea, a meno che nelle vicinanze non scorra un qualche torrentello di acqua dolce e allora potrebbe trattarsi di A. variana. Mi lascia un pò perplesso il fatto che se ne vedano in giro tanti perché A cinerea non è mai molto abbondante a differenza di A. variana. Escluderei invece A. perita, per la colorazione del cefalotorace che in perita tende al rossiccio Mi domando se il secondo potrebbe essere un Salticide (Salticus scenicus?) La fotografia potrebbe trarre in inganno circa la dimensione e disposizione degli occhi. Il terzo è, come già detto, S. thoracica. tongi -
Determinazione Di Un Ragno
tongi ha risposto a migdan nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
L'olio di garofano (Clove Oil, Oil of Clove) è commercializzato ad esempio dalla SIGMA-ALDRICH (www.sigma-aldrich.com) (n° catalogo C 8392). Un flacone da 100 mL costa circa 43-45 euro , ma un flacone serve per tutta la vita; basta metterne alcune gocce in una capsula (meglio in un vetrino da orologio perché è concavo e si ritrova meglio l'epigino) e dopo l'uso tappare accuratamente il recipiente affinché non entri la polvere; così lo stesso olio (che non evapora) può essere riadoprato per mesi. Il contenuto di un flacone può anche essere spartito fra più "utenti" dividendosi le spese In molte città dovrebbe esserci un qualche negozio che vende materiale per laboratorio e prodotti chimici e può essere più facile servirsi da questo (anche se i prezzi possono essere più elevati). Se poi avete un amico dentista chiedete a lui come procurarvi l'olio di garofano. L'olio di garofano è solubile in alcool per cui una volta che l'epigino è stato riposto in alcool (insieme all'animale dal quale è stato espiantato) l'effetto di schiarificazione scompare. Sconsiglio comunque di fare preparati permanenti perché l'epigino conservato in alcool può essere in qualsiasi momento osservato "non schiarificato" ovvero essere schiraificato nuovamente. Per quanto concerne l'acido lattico questo schiarifica i preparati ma ammorbidisce la cuticola per cui una volta che l'epigino viene pressato tra copri e porta-oggetto può subire deformazioni. tongi -
L.erythrognatha?
tongi ha risposto a EffeCi nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Da escludere senz'altro il genere Alopecosa perché in questo genere la banda mediana chiara del cefalotorace è molto ampia e a margini più o meno paralleli, mentre nella specie in questione è stretta e affilata anteriormente. Potrebbe trattarsi di una Pardosa del gruppo monticola (in particolare Pardosa blanda ma anche P. palustris. tongi -
Determinazione Di Un Ragno
tongi ha risposto a migdan nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Alcune osservazioni sulla preparazione dei ragni per l'identificazione specifica. 1) non sempre è possibile arrivare a determinare una specie, anche quelle più grosse, basandosi solo sul disegno del corpo (soprattutto se si tratta di esemplari conservati in alcool che hanno perso la colorazione o questa appare diversa da quella di un esemplare vivo). In molti casi le differenze tra due specie sono molto piccole per cui occorre ricorrere all'esame microscopico (es. Arctosa variana - A. cinerea; Tricca alpigena - T. lamperti). Per quanto riguarda l'osservazione dell'epigino (genitali esterni): 1) negli esemplari di medie o grosse dimensioni (es. Pardosa, Zoropsis etc) l'osservazione può essere agevolata allontanando i peli che ricoprono l'epigino e l'area scleritizzata circostante. Per questa operazione è safficiente l'uso di un ago manicato (un bastoncino di legno di balsa con innestato all'estremità un ago sottile). 2) se l'osservazione dei genitali esterni non fosse sufficiente occorre rimuovere l'epigino (occorre un microscopio binoculare o una lente molto forte) per mettere in evidenza i genitali interni (vulva, ampolle seminali etc.). Il ragno viene appoggiato sul dorso, e con un ago manicato (o un paio di pinzette molto sottili: quelle da orologiai sono ottime) si incide la cuticola intorno all'epigino fino a sollevarlo e distaccarlo dal corpo. Sempre servendosi dell'ago manicato occorre ora rimuovere quanto più possibile dei tessuti (muscolatura) che avvolgono i genitali interni. E' un'operazione molto delicata, per cui occorre una mano ben ferma e molta pazienza perché è facile rompere le ampolle seminali (ma con un pò di pratica si impara rapidamente). E' bene lavorare con il ragno e l'epigino immerso in alcool per evitare che secchi e riflessi fastidiosi) A questo punto l'epigino verrà trasferito in una capsula petri o in un vetrino da orologio in in cui è stato versato qualche goccia di "olio di garofano" (quello che usano i dentisti) e in pochi minuti il preparato sarà sufficientemente schiarito per consentirne l'osservazione al microscopio (non sono necessari forti ingrandimenti). L'epigino verrà "montato" su un vetrino porta-oggetti e coperto con un vetrino copri-oggetti insieme ad una goccia di olio di garofano (l'alcool evapora troppo rapidamente). Al termine dell'esame l'epigino verrà recuperato sollevando dolcemente il copri-oggetti e trasferito nella provetta insieme all'esemplare da cui è stato prelevato. Per evitare di perdere l'epigino è consigliabile inserirlo in una microprovetta (va bene anche un tubicino di platica lungo 4-5 mm) chiuso con un batuffolo di cotone. Anche nell'identificazione dei maschi occorre per lo più osservare la morfologia del palpo. Non sempre si riesce a osservarla lasciando il palpo attaccato all'esemplare (l'osservazione può richiedere tempo, il palpo deve rimanre in una determinata posizione per poterlo confrontare con i disegni tratti dalla letteratura, le mani devono essere libere per sfogliare i libri etc.). E' utile quindi staccare un palpo ( in genere si stacca il palpo sinistro, ovvero il destro nell'animale osservato dal ventre) e si pone in una capsula di petri contenente dell'alcool. Un accorgimento per tenere il palpo fermo evitando che anche un piccolo urto gli faccia cambiare posizione, è ricoprire il fondo della capsula con un foglio di carta bibula (o da filtro) o meglio con foglio di carta "nera" che evita i riflessi della luce (ottima è quella usata per avvolgere la carta fotografica). Con le pinzette si allargano leggermente le fibre della carta e nel solco così formato si colloca il palpo orientandolo secondo le necessità. Al termine il palpo verrà riposto insieme all'esemplare, consigliabile è riporlo, come per l'epigino, in un tubicino di vetro o di platica. TIPO - il termine si adopera solo per l'esemplare (maschio o femmina) su cui è stata fatta la decsrizione originale. Il tipo è quindi uno solo e dovrebbe essere conservato in un museo (meglio) o presso l'autore. PARATIPI - si indicano come paratipi gli esemplari raccolti insieme al Tipo e che sono eventualmente serviti all'autore per descrivere la specie. Se il Tipo dovesse andare perduto può essere designato al suo posto uno dei Paratipi (NEOTIPO) LOCOTIPI- per locotipi si intendono esemplari di una specie raccolti nella stessa località dove fu raccolto l'esemplare Tipo di quella specie e quindi presumibilmente appartenenti a quella stessa specie Scusatemi se ogni tanto faccio il "professorino" e .... buon lavoro tongi -
Identificazione Lycosidae
tongi ha risposto a Emanuele nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
In relazione al Lycosidae raccolto e fotografato da Emanuele escluderei senz'altro un'attribuzione al genere Hygrolycosa (H. rubrofasciata) perché la sua presenza in Italia è tutta da dimostrare (i dati di letteratura sono poco attendibili o errati). Escluderei anche il genere Acantholycosa perché si trova solo a notevole altitudine (al livello dei ghiacciai) e perché è facilmente riconoscibile per le numerose (6-8 paia) e lunghe spine che ricoprono la faccia ventrale della tibia del I e II paio di zampe. Da quanto è possibile giudicare dalla foto, un'attribuzione a Tricca lamperti (ma il nome della specie è stato cambiato alcuni anni orsono) è plausibile (si confronti ad esempio con la foto del Bellmann a pg. 162 dello Atlas Spinnentiere Europas). Io ricordo di aver raccolto (1968) A. lamperti in Val d'Aosta ) a La Thuile in un bosco di larici e abeti e in Val di Susa a 2500 m. E' comunque una specie piuttosto rara. Mi piacerebbe avere più informazioni su l'ambiente dove Emanuele ha trovato i suoi esemplari e se possibile vedere uno schizzo dell'epigino. L'identificazione è comunque tutta da confermare ... ovviamente! tongi -
Ancora Io
tongi ha risposto a hyles nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
A me sembrerebbe una Alopecosa aculeata per la mancanza (o quasi) delle bande chiare laterali del cefalotorace. E' specie relativamente comune anche se non abbondante. La specie può essere confusa con Alopecosa albofasciata (abbastanza comune) che si distingue però per la faccia ventrale dell'addome chiaramente nera. Escluderei A. cuneata perché in questa le fasce laterali del cefalotorace sono invece ben evidenti e la tibia del maschio appare evidentemente e inconfodibilmente ingrossata (unico caso nelle Alopecose italiane). tongi -
Identificazione Licoside
tongi ha risposto a H.Lividum nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Proprio non so! A prima vista l'aspetto farebbe pensare ad una Trochosa, soprattutto per le zampe che sembrano piuttosto 'robuste'; ma il disegno del cefalotorace non è proprio quello di una Trochosa[ (la banda chiara dovrebbe infatti risolversi anteriormente in una sorta di forchetta a 3 denti convergenti in prossimità degli occhi); mentre ricorda molto di più quello di un Pirata (es. P. latitans) in cui la banda assume anteriormente la forma di una V). Oltretutto le dimensioni dei Pirata sono nettamente più piccole di quelle delle Trochose. Contro l'ipotesi Pirata è invece il disegno addominale: nei Pirata l'addome è sempre scuro con delle macchie puntiformi bianche sempre ben evidenti. E' tutto .... tongi -
Strane Tele
tongi ha risposto a Sparkino80 nella discussione RAGNI ITALICI/EUROPEI – Conoscenza e Allevamento
Ho cercato su vari testi (Theodore H. SAVORY, "The spider's web", London 1952; William A. SHEAR, "Spiders Webs: Behavior, and Evolution", Stanford University Press, 1986; 1932; E. NIELSEN, "The biology of spiders, with special refernce to the Danish fauna", Copenhagen, 1932; Maurice THOMAS, "Vie et moeurs des Araignées ...", Payot, Paris, 1953; Lucien BERLAND, "Les Arachnides ...", Lechevalier, Paris, 1932; ...) ma non ho trovato niente che aiutasse a identificare in un ragno il costruttore dei tubicini sericei. E' più probabile che l'artefice dei tubicini sia un insetto, forse un microlepidottero (tipo tignole). tongi
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