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Insetti e aracnidi sentono?


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Vorrei aprire un topic inerente all'oggetto.

 

Ho constatato che gli Euscorpius italicus (almeno i miei) non sentono..

 

Ho fatto molte prove ma non reagiscono a nessun tipo di rumore ne si spaventano.

 

Basta invece un piccolo soffio su di essi che scappano.

 

I Caimani invece ho constatato che sentono, perchè hanno risposto muovendosi e rintanandosi a tutti i miei segnali sonori.

 

Ho provato col battito di mani, con un fischietto e con la voce.

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Anche io ho fatto "test" auditivi con i miei ragni ma non ho riscontrato mai nessuna reazione, anche se poi bisognerebbe tener conto del perchè dovrebbero reagire.

 

La maggior parte dei ragni, finchè il pericolo non è imminente rimane immobile. Magari un rumore non è giudicato pericoloso abbastanza per darsi alla fuga, mentre la variazione di pressione provocata da un getto d'aria improvviso potrebbe fargli credere di essere entrati in contatto con un potenziale nemico.

 

Certo ne vorrei sapere di più sulle loro percezioni.

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Gli artropodi, in generale, non hanno un apparato uditivo paragonabile a quello dei "cordati", con un orecchio sensibile ai suoni ed alle onde sonore, quindi, assimilate a questi.

Una parte degli esapodi (insetti) , possono sentire i rumori ambientali, anche perchè necessari ad alcune funzioni importanti come la riproduzione (immaginiamo il ruolo del "canto "dei grilli per il riconoscimento sessuale). Hanno organi modificati (sensilli) che mimano le funzioni dell'orecchio medio dei vertebrati , compreso il ruolo relativo all'equilibrio, all'orientamento ed al rapporto statico con l'ambiente. Fra le fuinzioni dell'orecchio , infatti, non c'è solo l'udito, ma anche la "stereognosi" (conoscenza della posizione del corpo e dell'equilibrio). In molti artropodi poi, lo spettro di sensibilità agli stimoli sonori , causata da "strumenti" così diversi, è sensibilmente diversa dalla nostra. Infrasuoni (molto diffusi in natura) ed ultrasuoni sono nella banda di percezione più che i nostri limitati spettri sonori. La ragione? Evolutiva. Per un artropode è molto più utile "udire" un pipistrello ed il suo sonar, che Beethoven..... La struttura uditiva, in questo casio, è derivata dalla modificazione di strutture di base sensibili al tatto , inteso proprio come differenza di pressione in determinate zone del corpo.

 

Negli Aracnidi, tale senso è molto rudimentale. In pratica, non odono in modo paragonabile a ciò che noi possiamo immaginare. Ma sono spesso sensibili alla pressione che le onde sonore , soprattutto a bassa frequenza, producono. Il meccanismo è di tipo "tattile", sfuttando i "peli" e le deformazioni cui sono sottoposti. I "peli" degli artropodi , sono molto diversi dai peli dei mammiferi. Sono in pratica delle estroflessioni di chitina che portano alla base dei sensori. Lo sostamento di tali "peli" invia ai gangli informazioni su ciò che circonda l'animale.

Il senso tattile, anche estremamente raffinato, il senso termico,, pure molto sensibile, la sesibilità agli odori, intesa come chemocettoriale, descrivono il mondo circostante, sostuendo il senso dell'udito, in pratica , e vicariando la vista, molto modesta tranne cyhe in poche famiglie di ragni cacciatori. Diciamo che ragni e scorpioni vivono in un mondo di "pressioni" , odori e vibrazioni. Questo per loro è lo spettro per noi riconoscibile dei loro sensi. Non possono certoo riconoscere la musica e reagire a stimoli come la voce umana. Ma se vi avvicinerete, lo spostamento d'aria , darà loro molte più informazioni di quello che a noi vengono fornite allo stesso modo.

Ciao.

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Grazie Nonno ( posso chiamari cosi??) ;)

 

Mi chiedevo una cosa ...... tu hai detto che per loro la "tattilità corporea" è il senso più sviluppato. Mi chiedevo come mai allora, alcune volte, toccandoli con le pinzette sulle zampe posteriori, è come se non le sentissero. Risultato: non si muovono affatto finchè non le si tocca il fondoschiena. :rolleyes:

 

Altro fenomeno osservato.

Capita che , in mancanza di tempo, faccia cadere il grillo immediatamente dinanzi ai cheliceri della migale. Questo, senza quasi nemmeno toccare terra, si ritrova predato: (scatto fulmineo con riconoscimento della preda che cade dall'alto) Stupito di questo ho provato a fare la stessa cosa con un pezzettino di legno poroso (di misure comparabili al grillo) Il ragnetto ,sempre fulmineamente, si sposta senza tentare la predazione. Mi chiedevo dunque.....come fanno a distinguere un grillo da un legnetto in caduta libera????

 

Questo è il fascino di certe creature , bistrattate dall'uomo, che non riesce ad imitarle.... ;) :D

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Come ho già detto in altre occasioni, gli animali hanno una percezione del mondo attorno completamente differente dalla nostra... basti pensare alla linea laterale dei pesci, all'olfatto dei cani (che letteralmente "vedono" con il naso"), agli ultrasuoni dei pipistrelli e così via...

Negli artropodi, salvo casi particolari, la vista non è determinante, mentre possono esserlo il tatto o la capacità di recepire messaggi chimici estremamente raffinati e sottili... se a ciò aggiungi la capacità di reagire a questi messaggi in modo automatico, ossia non mediato dal cervello, non stupisce affatto che un ragno possa attaccare un grillo al volo e trascurare invece un frammento di legno...

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se il tuo animale, non risponde allo stimolo "pinzetta", è un chiaro esempio di "assuefazione", ovvero, dopo aver recepito lo stesso stimolo, ripetutamente nel tempo, l'animale lo ignora.(dopo un periodo di tempo, l'assuefazione scompare)

Il caso del grillo che viene attaccato immediatamete, lo ricondurrei invece allo spostameto d'aria che provoca cadendo (percepito dal ragno), speciamente nei pedipalpi, i settori con più recettori presenti nel corpo dell'animale.

Accompagnerei questo feomeno anche allo stato di allerta in cui si trova il ragno quando apri la gabbia per gettarvici dentro il grillo.

saluti

jekko.

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per sentire gli stimoli tattili ci vogliono i recettori.

se non ci sono, l'animalenon li "sente".

Vale anche per noi questo.......

La distribuzione negli artropodi non è unifiorme. Neanche in noi lo è, ma non ci sono zone grandi prive di sensori tattili.

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  • 13 years later...

Riporto alla luce questa vecchia ed interessante discussione.

Per caso guardavo il magnifico video che linko in basso. Il tizio ha un  pappagallo di nome Pandora il cui verso stridulo ha fatto girare il Salticidae di scatto al min. 0:55

Mi chiedo se con suoni particolari come quel verso o magari con un fischietto a ultrasuoni si possa educarli alla maniera di Pavlov, associando lo stimolo uditivo al cibo. 

Con Filistata non funzia, è un pensiero troppo cinofilo il mio? 😂

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A volte noi sottovalutiamo i sensi dei ragni perché non reagiscono agli stimoli, per esempio visivi o sonori.

Io credo che vedano e sentano abbastanza bene, ma che spesso decidano di non reagire per non dare nell'occhio. Spesso i ragni restano immobili e apparentemente indifferenti, salvo poi partire a razzo per attaccare una preda o per fuggire.

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17 ore fa, elleelle ha scritto:

A volte noi sottovalutiamo i sensi dei ragni perché non reagiscono agli stimoli, per esempio visivi o sonori.

Io credo che vedano e sentano abbastanza bene, ma che spesso decidano di non reagire per non dare nell'occhio. Spesso i ragni restano immobili e apparentemente indifferenti, salvo poi partire a razzo per attaccare una preda o per fuggire.

Che ci siano ragni più dotati di altri? Si sa, i Salticidae hanno un senso sviluppato della vista. Chissà, magari anche ad orecchie non sono secondi a nessuno 😏

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I Salticidae ci vedono bene, ma anche i Thomisidae, in particolare Synema globosum, a volte si portano subito dalla parte opposta del fiore se uno si avvicina per fare la foto. E senza bisogno che gli vada l'ombra addosso. Eppure i Thomisidae hanno occhi piccoli.

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33 minuti fa, elleelle ha scritto:

I Salticidae ci vedono bene, ma anche i Thomisidae, in particolare Synema globosum, a volte si portano subito dalla parte opposta del fiore se uno si avvicina per fare la foto. E senza bisogno che gli vada l'ombra addosso. Eppure i Thomisidae hanno occhi piccoli.

Verissimo, Luigi. Ricordo che quando mi avvicinavo a Paolina, il primo ragno (T. onustus) di cui mi sono presa cura la scorsa primavera, a volte (ma non sempre) allargava le zampe e si metteva nella posizione di attacco tipica.

Dobbiamo ad ogni modo riconoscere il fatto che certi Salticidae appaiono socievoli o meglio interattivi con gli umani (non tutti ovviamente, Phlegra o Euophrys per esempio sono assolutamente schivi). Un Theridiidae o un Pholcidae non avrebbero lo stesso comportamento, si danno alla fuga principalmente. Magari gli occhi dei saltatori, grandi ed espressivi come sono, rimandano a un non so che di umano, può essere che il mio giudizio sia fuorviato completamente da questo

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Verissimo, l'esemplare di Salticidae che ho fotografato ieri mi ha fatto impazzire perché invece di scappare saltava sull'obiettivo del telefono.

Su fatto di girarsi sentendo il suono di un uccello chissà se 1) è un caso oppure se 2) il ragno prova "paura" in quanto riconosce il verso di un predatore.

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  • 1 month later...
Il 1/4/2019 at 11:00, Darko ha scritto:

Su fatto di girarsi sentendo il suono di un uccello chissà se 1) è un caso oppure se 2) il ragno prova "paura" in quanto riconosce il verso di un predatore.

Non credo sia casuale, sai? Ci sono certi suoni che evidentemente arrivano a essere "sentiti" o meglio avvertiti dai ragni. Il verso di Pandora è molto stridulo, vibrante. Non so come si propaga esattamente ma credo che arrivi a destinazione creando una reazione.

Sto allevando Filistata insidiatrix da un po'. Nei primi giorni si aggirava per il terrario anche di giorno, bei tempi.... 🙄 Il caso ha voluto che la osservassi mentre il mio cane abbaiava. Ha fatto 4 bau consecutivi. Ad ognuno di questi abbai il ragno risaltava come se fosse spaventata o semplicemente "investita" dalle onde di propagazione di quel rumore cadenzato.

Naturalmente non ho potuto filmarla, ma vedremo se riesco in futuro a rifare questo esperimento. Sempre che esca da quel maledetto buco 😒

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