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Perplessità e stranezze sulla scena italiana...


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andrea con questo post mi confermi l'idea che avevo espresso in precedenza.

aggiungo una nota un pochino inquietante: vero che mediamente chi alleva ragni ne sa qualcosina in più di chi alleva criceti (povere bestie i criceti... in che mani finiscon a volte...), ma ho notato che sempre più gente si avvicnia agli esotici e sempre più spesso alle fiere di paese, accanto a criceti e pescetti (ripeto: povere bestie! in che mani!) compaiono piccole iguane, cani della prateria ecc...

mah... speriamo bene gente...

qualche tempo avevo accompagnato volothar a prendere qualche grillo in un negozio di torino dove abbiamo assistito a una scena non proprio edificante: entra il classico ragazzotto lampadato e muscoloso, ma evidentemente sprovvisto di materia grigia e si compra una migale e un scorpione deserticolo (mica un pandinus, va sul pesante il tipo). prima di pagare racconta al negoziante che, lui non capisce proprio perchè, tutti i ragni che compra gli muoiono. continua dicendo che tutte le volte che va via un giorno o due, torna e trova il ragno stecchito. praticamente per carneza di affetto secondo lui.

mamma mia. se questo non è un caso isolato le cose non si mettono bene.

 

sì sono contusioni da pugno. e sì la cosa mi va benissimo. sono illuminato.

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Salve a tutti!

Il "post" di Fabio è di indubbio interesse e le sue perplessità mi trovano in totale accordo.

Però c'è da notare come la "scena" italiana sia ancora molto giovane; quasi "embrionale"; tranne qualche rara ed ottima "eccezionre" rappresentata da Fabio e da pochi altri, per cui bisogna mettersi nei "panni" di tutti questi "ragazzi/e" che si avvicinano adesso a questo mondo.

Penso che sia abbastanza prevedibile che costoro si rivolgano, a causa delle informazioni che riescono più facilmente a percepire (libri, internet etc. etc.)a quelle "specie" che a torto o a ragione vengono considerate più "rodate".

Sia che si tratti di specie più "gestibili" o di specie più "impegnative"

Ovviamente in questo anche i commercianti hanno la loro dose di responsabilità (che non credo vada confusa con una "colpa").

Indi per cui, suggerisco a Fabio e ad altri di dare "tempo al tempo" e di avere pazienza.

La italica situazione è in rapida espensione per cui SICURAMENTE anche i ragni che normalmente non vengono "capiti", presto saranno pienamente apprezzati.

Anche perchè, un ragazzo con la passione per gli "asiatici", magari oggi comprerà una "lividum", magari domani ne comprerà un'altra, però arriverà presto il giorno in cui sarà interessato ad un "thorelli" o ad un "sericeus".

Ci scommetto.

Quindi pazientiamo tutti un pò ed i risultati non tarderanno.

 

Anche per quanto riguarda i libri sono assolutamente della stessa linea di pensiero dell'ottimo De Vita.

 

Ragazzi, comprate quanti più libri potete e scrivete delle "mail" agli allevatori con più esperienza (italiani e stranieri); di solito sono veramente brave persone (quasi tutte... ;-) ) e rispondono con cortesia alle domande che gli si possono fare.

Ovviamente non "disturbate" nessuno per chiedere qualcosa cui potete dare una buona risposta seguendo altre vie (forums, internet, etc.) ;-)

 

Penso di aver espresso il mio pensiero in modo adeguato.

 

Regards.

Diego Nannuzzi.

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Concordo pienamente con tutto quello detto in precedenza.

Molta gente anzi la maggior parte della gente sì, si avvicina agli animali esotici al posto dei comuni animali domestici come cani e gatti ma lo fanno per curiosità o peggio perkè è un "esperienza nuova" e per farsi "bello" agli okki della gente.

Ho conosiuto un ragazzo ke alleva degli scorpioni arrivati dall'Africa ke gli ha portato suo zio, non sa dirmi ke specie sia ma gli ha messo della sabbia e del muschio in un terrario molto piccolo in proprozione al numero degli esemplari...metti ke siano pandinus gli muoiono solo per le condizioni di allevamento sbagliate.

Comunque questa discussione non è nata per criticare la gente ke alleva in modo sbagliato(perkè quello lo può fare benissimo un allevatore ke ama i ragni o gli animali ke alleva)bensì per capire non solo la scena italiana ma vedere perkè òa gente si avvicina a questo mondo. A volte si è contenti quando si scopre un nuovo appassionato ma poi ci si ricrede quando si scopre perkè voleva avere un animale esotico.

L'ho buttata giù molto velocemente perkè devo scappare ma spero di aver reso chiara la mia opnione ke alla fine è come quella di tutti.

Ciao

Marco[:D]

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Io son daccordo con Diego: l'aracnofilia italiana è ancora allo stato embrionale. Molte specie di aracnidi non sono conosciute. E' ovvio che se ad un certo punto io, quasi dilettante, voglio provare a cimentarmi con qualche cosa di difficile, mi cimenterò con specie magari difficilissime ma gia "rodate" da altri. Se invece prendo una specie nuova, può essere facile finchè volete, ma non ho la sicurezza data dall'esperienza. Forse nel mondo dell'aracnofilia manca un po' di coraggio nell'affrontare nuove specie. Secondo me è possibile allevare anche specie completamente nuove, senza avere nessuna info. Bisogna documentarsi molto in particolare sull'ambiente di provenienza ed essere molto attenti, se non si sa con che animale si ha a che fare.

Io sto seguendo questo pensiero con gli scorpioni: l'allevamento di questi aracnidi è molto meno diffuso di quello dei terafosidi, devo per forza "buttarmi" a capofitto, anche sul web info non ce ne sono.

Con questo non voglio dire che si possono allevare aracnidi anche senza esperienza: anzi… per avere idea di come si possa allevare una specie nuova bisogna avere una buona conoscenza degli aracnidi. Capisco anche le cautele di chi ritiene che sia meglio allevare specie gia note senza “buttarsi” in nuove avventure.

Ma se nessuno si butta, progressi non se ne fanno, no?

 

Il pericolo maggiore per l’aracnofilia italiana nascente (e la terrarristica in generale) secondo me è il problema sollevato da Nausea: il dilagare di fiere e negozi rischia di diffondere la nostra passione nel mondo degli “spacconi”. Due sabati fa sono andato al Reptilia a Milano: c’era dentro un coatto che chiedeva se il toglievano il veleno ai ragni… poi a chiesto info sugli scorpioni :“qual è quello che diventa più grosso?” :-((

Poi se ne è andato via tutto contento con un serpentello in mano… povero serpentello… E sentendo i commenti dei negozianti “c’è sempre più gente che compra ragni”… son convinto che il 90% di quei ragni finiscono in mani sbagliate.

 

Saluti

Matteo.

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Non credo che qui ci sia qualcuno affine a "quel coatto - " -grandissima espressione. Io ho visto solo appassionati – chi più, chi meno - con molta voglia di informazione che, com’è ovvio, vanno raramente ai negozianti.

 

Una cosa però. A me sembra che l'interesse nelle specie un po' insolito ci sia, almeno per i terafosidi. E' vero che forse in Italia le rufilata/thorelli hanno attirato meno dello P. regalis, ma forse è statosoltanto un caso, perchè le miranda e le subfusca me le chiedono spesso....

Sono in tanti invece ad avere meno dimestichezza con altre cose, come gli scorpioni, gli araneomorfi etc.. Ma ci vuole tempo. Il forum e lo scambio di idee ci aiuteranno tutti.

 

Francesco

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Non mi aspettavo una situazione del genere, Fabio. Sicuramente ci sono delle "tendenze", se così le possiamo chiamare, ma non credevo che fossero così estreme.

 

Vi racconto la mia esperienza.

 

Un mese fa ho deciso di acquistare un ragno e ho deciso per un arboricolo del genere Poecilotheria. Nell'annuncio scrissi di avere preferenze per una regalis. Perché proprio una regalis? Adesso non so dirvelo. Forse perché sul libro di Caratozzolo ci sono due belle foto? Forse perché è la specie di Poecilotheria di cui si parla di più? Boh!

Ma, quasi inconsciamente, ero andato "in fissa".

Però in me non c'era assolutamente una mancanza di "voglia di conoscenza", tutt'altro. Se mi fossi trovato ad una fiera e mi avessero detto: "perché non ti prendi una rufilata?" molto probabilmente avrei accettato.

Rimane il fatto che il primo impulso è stato per la specie "famosa".

 

Non so in quanti altri possa essersi messo in azione questo meccanismo.

 

Forse l'abbattimento delle barriere ad opera di Internet non ha sortito proprio l'effetto "giusto". Forse ha favorito la nascita di una sorta di "classifica", di indice di gradimento in cui a i primi posti si sono assestati quei determinati generi.

Porto sempre avanti la mia esperienza (per quello che può valere, ma è l'unica fonte che ho!): leggendo il forum da quasi un anno a questa parte, il ragno che mi è rimasto più impresso per la quantità di volte che veniva nominato è la Teraphosa blondi. In questo modo penso che si possa sviluppare un maggior interesse verso quel genere piuttosto che verso un altro per vari motivi: perché si potrebbero scambiare informazioni ed esperienze con un maggior numero di persone, ad esempio.

E magari, perché no, anche un po' di pigrizia.

 

Questa è la mia opinione, ripeto, scaturita dalle esperienze di uno che ha 3 ragni da un anno.[:D]

 

E poi sono sicuro che già con questo topic parecchi cambieranno modo di pensare.

Caro Fabio, quello che hai scritto può non avere senso ma sicuramente ha dato una bella "botta" alle classifiche e agli indici di gradimento![:D][:D]

 

Ciao

Danilo

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Qui tra noi su questo sito no, di "coatti" come quello sopra non mi pare ce ne siano. Ma io dico: in quanti al di fuori del gruppo di aracnofili (non dico solo frequentatori del forum, dico aracnofili di tutta italia) sono veramente interessati ai conoscere veramente gli aracnidi? Sempre nel negozio a Milano, il negoziante aveva detto che fino a pochissimo tempo prima aveva moltissimi sling di Grammostola. A chi sono stati venduti tutti quegli sling? E' possibile che fino a qualche anno fa i ragni non interessassero a nessuno e ora si trovano moltissimi "appassionati"? E se anche fosse vero che tutte le persone che comprano un ragno sono veramente appassionate, dove sono tutti? Io non ne conosco molti...

 

Con questo non voglio dire che non bisogna diffondere la nostra passione, anzi... bisogna però diffondere in egual modo la conoscenza di questi animali. A me sembra che per ora, come stanno le cose in Italia, si stia diffondendo molto la "moda" del ragno, ma non la passione e la voglia di conoscere questi animali.

Solo un esempio: quanti libri esistono in Italiano sui ragni? DUE!!!

Chi glie lo dice al "coatto" che le grammostole non sono sanguinari tritacarne ma tranquillissime mangiatrici di grilli?

 

Sicuramente questa ondata modaiola fra un po' di anni passerà, quando allevare ragni non sarà una cosa "da pazzi" ma una cosa da persone normali, così i "coatti" cercheranno qualche cosa di meglio con cui bulleggiarsi.

 

P.S. Chiedo scusa a chi si potesse sentire offeso dal mio utilizzo del termine "coatto". Sapete a cosa mi riferisco, non voglio indicare nessuno.

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Io sono convinto che un bello scorpione che diventa grosso come il mio pitone che ho libero in salotto sia meglio della Grammostola rosea media che ho nel tinello insieme alla specie Peciloteria faschiata che il mio amico Giuseppe giura che diventa grossa come una mano (ma la mano di un uomo o di una donna? GUardate che è differente!) e che allevo assieme nello stesso terrario con il Psalmopeus erminia (che ho comprato perchè ha lo stesso nome di mia nonna...e anche i suoi peli!) spaiderlin, almeno si fanno compagnia come quando avevo le tartagughine con le orecchie rosse che poi ho liberato nel torrente sotto casa.

 

Dai ragazzi, lasciatemi nella mia idiozia! Matteo, sei autorizzato a cancellare sto post idiota scritto da un idiota quale io sono! :-)

 

Ciaoooo

 

Emanuele

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Forse è un'idea troppo radicale,ditemi che ve ne pare:

Non Vendere!!

Vi spiego così si capisce quel che intendo,sennò detto così pare un delirio.

Prima però vi racconto anche una mia storia.

Allora,cinque mesi fa in un noto negozio di Milano entra un ragazzo,all'apparenza interessato e affascinato dagli aracnidi in generale e dai Terafosidi in particolare,pare una brava persona,uno che nn tratterebbe mai un animale in modo superficiale,condannandolo a morte certa.Vuole la Grammostola,il suo primo ragno.Ebbene,nonostante tutta la buona volontà,io fossi stato il venditore nn avrei dato quel ragno ad una persona che,benchè motivata e affascinata ecc,mancava di una cosa importantissima,anzi fondamentale come la preparazione.Almeno il minimo necessario per allevare decentemente una Grammostola rosea.

La preparazione cribbio.Allevare solo ciò che si è in grado di allevare.Io sono contrario ai totali salti nel buio da parte del comune appassionato,per forza giustificati,invece, per gli allevatori seri.Proprio per questo motivo un appassionato(nn mi considero affatto un allevatore lasciando il titolo a chi è degno di meritarlo)come me,nn si cimenterà mai con generi sconosciuti,poichè a causa della sua scarsa esperienza,la paura di condannarli a morte certa è maggiore di qualsiasi altra cosa.Penso sia per questo motivo che alcuni nn "osano" con questi ultimi,preferendo le "rodate"(nn per me) H.lividum e P,regalis.

 

Sono d'accordo sul fatto che in Italia ci siano solo 2 libri e che in effetti siano troppo pochi ma ,almeno per cominciare,se uno nn vuole sbattersi[V] per cercare altre fonti,sono fondamentali.Almeno si capisce che un ragno nn va tenuto nel truciolato,per esempio,con una vaschetta di tarme,come un cane!,che deve bere,l'umidità,ecc ecc ecc.Diavolo,se uno che nn sa niente e nn ha fonti li vede in queste condizioni nei negozi(nn lo stesso negozio di prima ehh[;)])una volta a casa li tratterà allo stesso modo col risultato che gli creperanno di sicuro!Infatti è altrettanto vero,poi,come dice Matteus che allevare ragni è oramai un pò la moda del momento,speriamo piuttosto che passi in fretta.

Non vendere,quindi,fintanto che la persona interessata nn dimostri un minimo di conoscenza al negozionte o all'allevatore del caso.In questo modo,cominciando col documentarsi,anche e soprattutto sui ragni gia "rodati" beninteso(solo per il fatto che se ne vendono di più),si aprirà prima o poi la strada anche verso altri generi che finora sono stati trascurati in favore di altri.

 

Loris

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Sarebbe l'ideale, ma vaglielo a dire al negoziante di fare come dici tu, così lui si perde il 90% degli acquirenti di aracnidi...

 

Quello che intendo io con "buttarsi a capofitto" non è buttarsi nella totale ignoranza. Prima di poter "saltare" è NECESSARIO un periodo di esperienza durate il quale si capisce di che tipo di animali si tratta, si comprendono le loro esigenze. Solo DOPO si può provare con nuovi generi.

Spero che sia chiaro: non intendo dire che chi non sa niente di ragni può partire e allevare Eucratoscelus... voglio dire che dopo un po' di esperienza si può provare con specie nuove.

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IL SUCCESSO DI ALCUNE SPECIE AL POSTO DI ALTRE RIFLESSIONI SEMISERIE

Grammostola rosea: Costa poco (meno di entrare in discoteca), si trova facilmente (chi me lo fa fare di girare in lungo e in largo per un ragno), facile da tenere (la metto al chiuso gli do da mangiare e amen se vive bene, se crepa amen... pochi soldi) è un ragno tranquillo (sai che figata tirarla fuori a mani nude quando sono presenti i miei amici e amiche[8D]).

Poecilotheria regalis: se ne sente parlare molto (è un ragno veramente alla moda), è bello (non come quelle grammostole da dilettanti), è grande e aggressivo (Wow che figata!!!).

Haplopelma lividum: è aggressivo (si voglio una bestia con le palle) ha un veleno potente (si voglio una bestia che si sappia far valere) è un ragno da eroi(non potrebbe essere altrimenti ho un ragno aggressivo, velenoso, veloce, e sono qui tranquillo a bere una birra con gli amici che mi guardano esterefatto).

Theraphosa blondi: è grande (voglio vedere cosa mi dicono quando sapranno che ho il ragno più grande del mondo), mangia molto (che serate a vedere il bestione che si fa fuori 20 gr. di topo), è un ragno mitologico (si il mangiatore di uccelli, il re dei regni, che bello!!!!)

Queste riflassioni umoristiche ma vi assicuro non più di tanto, hanno un fondo di verità, questi ragni hanno magari più successo degli altri per i seguenti motivi:

1) Se ne sente parlare molto

2) Si trovano molte schede ed info anche in italiano (non tutti sanno o vogliono sbattersi con l'inglese)

3) Si reperiscono facilmente

4) Ognuno ha delle caratteristiche che gli rende per vari motivi più cercati degli altri (basso costo, bellezza, fama, dimensioni)

 

Quanto scritto (sono andato a ruota libera) è frutto di una rapidissima riflessione fatta con cinismo, ripensando a quello che fino ad ora ho potuto vivere e vedere in questo settore.

 

 

 

EMah77.gif

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Emanuele ha ragione...

L'esibizionismo è una brutta piaga come dicevo nell'altro post.

Quanto si spende e quanto ci si sbatte per portare a casa una Grammostola col suo terrarietto? Molto ma molto meno che portare a casa un serpente, soprattutto se un boa o un pitone.

Quindi è anche economicamente vantaggioso diventare aracnofilo( mai termine è stato usato più a sproposito), poi chi se ne frega se quello che faccio vedere ai miei amici non è veramente la vedova nera ma una Grammostola pulchra! ( a questo mi è capitato di assistere veramente, che tristezza!!! )

 

Ciao Ciao

Aleli

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No non credo che Rick si riferisse a quello, Andrea....

Rick è contrario all'aracnofilia d'allevamento, e basta... Secondo lui, visto come va il mercato dei ragni, l'hobbista (tutti gli hobbisti) alla fin fine "pesano" su leve pericolose che possono contribuire all'estinzione di una specie.

Anche se poi si deve arrendere al fatto che l'inquinamento e la distruzione dell'ambiente fanno piazza pulita in un giorno del numero di ragni esportato dai paesi di origine in un anno!

Però la questione è una questione di principio. Rick intendeva questo.... in linea di principio non vede di buon occhio gli appassionati che allevano in cattività a qualunque livello!

 

Teo

 

º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°

ARACNOFILIA.ORG -amministratore

º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°

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