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Tempistica "liquefazione" prede


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Come sempre premetto che la mia esperienza e' troppo recente e basata su pochissimi esemplari, ma ho subito notato che l'Acanthoscurria geniculata che sto stabulando e' il predatore piu veloce nel liquefare le prede fra tutti i miei ragnetti.

 

Quindi mi chiedo se siano mai state condotte delle ricerche di questo tipo. I veleni e gli enzimi che liquefano la preda sono ampiamente studiati da quello che ho capito, quindi qualcosa ci sara'....

 

Eppoi si scopri' che la famiglia degli Uloboridae sintetizzava le prede piu' velocemente delle altre specie! :ph34r:

 

 

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Dipende anche dalle dimensioni! Ricordati che uno dei parametri per aumentare la velocità di digestione è la dimensione dei frammenti da digerire! Utilizzando i cheliceri più grandi, il ragno in questione avrà maggior effetto di smembramento a parità di preda! ;)

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Sì, e la velocità di liquefazione dipende anche dalle prede su cui verte maggiormente l'azione predatoria del ragno: ad esempio, immagino che i fluidi digestivi di Argyroneta e Araneus differiscano tra loro e l'azione digestiva dei due generi non sia facilmente paragonabile. Comunque concordo sul fatto che nel caso di Acanthoscurria e dei Theraphosidae in generale sia soprattutto l'azione meccanica dei cheliceri a velocizzare il processo.

 

In merito agli Uloboridae, questo articolo è molto interessante.

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Comunque in tutti i casi le prede vengono "succhiate", giusto?

 

Io ho fatto un veloce paragone fra Acanthoscurria geniculata e Avicularia amazonica o Poecilotheria metallica ad esempio, avendo piu o meno tutti le stesse dimensioni, con prede delle stesse dimensioni. In ogni caso esce sempre vincente la A. geniculata.

 

Immagino che una ricerca puntuale dovrebbe perlomeno verificare le dimensioni precise del predatore, delle prede, tipo di prede e talmente tanti altri parametri, giusto per citarne alcuni.

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Si esatto ci sono molti fattori da considerare. :) comunque sì la preda viene succhiata, ma attenzione, non dalle zanne eh (molta gente qui si confonde), ma dalla faringe posta tra i cheliceri.

 

Ps: perché un off topic? Sposto in un'altra sezione ;)

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Comunque, se sei curioso di queste tematiche e mastichi bene l'inglese, "Biology of spiders" del Foelix non affronta precisamente questo argomento ma approfondisce davvero molti aspetti più generali a riguardo.

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Secondo me quel testo li è il migliore. Dice davvero quasi tutto e già il fatto che su dieci pubblicazioni nove lo citino ti dice tutto ;)

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