Gamberone Inviato 20 Marzo 2013 Segnala Condividi Inviato 20 Marzo 2013 Ora che ho sbollito un pò la rabbia (ma non tutta ) posso spiegare cosa mi è successo... Femmina di Haplopelma lividum di circa 5 cm B/L (CB dalla Germania un grazie a Printer!) insomma non enorme mutata ad Agosto 2012 ( avendo anche spulciato bene A.boards e affini ho scoperto che le nascite sono più probabili con esemplari di taglia più modesta..) incontra il mio maschio tirato sù dalla seconda muta verso la prima metà Novembre sempre 2012 , teca 35-35-35 cm in vetro fatta ad hoc per l'occasione umidità 90-95% costante e temperatura ottimale. Dopo 2 tentativi di accoppiamento,ultimato il secondo osservo la femmina pulisrsi la spermateca con vigore, per cui decido di non tentare oltre la sorte e cedo il maschio.... Cocoon deposto la seconda metà di Gennaio 2012 e gelosamente custodito dalla femmina sempre nel profondo dei suoi cunicoli , per cui decido di lasciar fare tutto a lei! La madre gira sempre col bozzolo tra i cheliceri, si nutre una sola volta con un maschio adulto di B. dubia, il cocoon si gonfia col passare del tempo ( lo interpreto come un ottimo segnale.... ), ma dall'11 Marzo comincia a non considerarlo più e lo abbandona al suo destino, decido così di intervenire e il 16 Marzo scavando nella teca lo estraggo..... Risultato : circa una 40ina di uova marce , altre "disfatte" il tutto immerso in una "pastella" bianchiccia e informe! Onestamente non penso che l'incubarle avrebbe variato il finale, ma se qualcuno che ha più esperienza di me con la specie in questione ha dei consigli o può dirmi dove ho toppato sono ben grato! Speriamo nella prossima, anche se dubito si tratterà sempre di Haplopelma sp., magari se qualcuno ha un maschietto di P. auratus.... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Baffo Inviato 20 Marzo 2013 Segnala Condividi Inviato 20 Marzo 2013 Mi dispiace Gamberone per la tua perdita,vedrai che la prossima volta andrà meglio.ciao. Baffo Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
otticobiondo Inviato 20 Marzo 2013 Segnala Condividi Inviato 20 Marzo 2013 Ri-accoppiala ! E' un progetto appena iniziato... E ci sta che la prima esperienza riproduttiva di una femmina sia negativa. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
00xyz00 Inviato 21 Marzo 2013 Segnala Condividi Inviato 21 Marzo 2013 Successe la stessa cosa a me, identica come ti ho detto in privato. E i motivi son sempre ardui da capire. Io ad esempio avevo ipotizzato un'eccessiva umidità nel substrato e conseguente marciume delle uova. Ma come fare a capire se è stato questo il vero motivo? Non rimane che portarla rapidamente in muta, farla mutare e riprovare. Tanto maschi di solito se ne trovano. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
feyd Inviato 21 Marzo 2013 Segnala Condividi Inviato 21 Marzo 2013 Se era presente una gelatina all'interno dell'ovisacco mi verebbe da pensare ad una malformazione del guscio nelle uova, o ad una sua seguente scomparsa. Ora premetto che non ne so nulla, ma proprio nulla, delle uova di ragno ma se anche queste hanno un guscio calcareo, per quanto non duro, allora si potrebbe imputare ad un assenza di calcio nella madre o in un eccessiva umidita/acidita nel luogo dove le uova sono state tenute. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
00xyz00 Inviato 21 Marzo 2013 Segnala Condividi Inviato 21 Marzo 2013 Le uova di ragno sono naturalmente prive di guscio. i ragnetti infatti non escono dalle uova ma sono le uova stesse che si trasformano in ragnetti. La situazione è piu complicata, non è certo una mancanza di calcio. Le uova vengono deposte ricoperte da una sostanza gelatinosa e viscida che ha la funzione di diffondere al meglio lo sperma (il quale viene rilasciato durante la deposizione), di favorire la fuoriuscita delle uova dall'utero e infine di unire le uova tra loro una volta essiccata. Ecco, giusto per far vedere http://www.tarantulasdemexico.com/images/ovi%20smithi2.JPG Le condizioni termoigrometriche, successivamernte alla chiusura dell'ovisacco con la tela, ne determinano il corretto sviluppo: se troppo caldo e asciutto le uova si disidrateranno seccandosi, se troppo umido le uova marciranno, se troppo freddo le uova rallenteranno eccessivamente lo sviluppo deteriorandosi, etc... La madre in questo frangente cura l'ovisacco ruotandolo ed eventualmente spostandolo in zone con condizioni ambientali ottimali. Di solito si toglie il cocoon alla madre per evitare tutte queste variabili. Si prende il cocoon, si apre, si mettono le uova in incubatrice la quale ha umidità e temperatura controllate. Viceversa, lasciandolo alla madre, le cose possono andare storte. Fa parte del gioco Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gamberone Inviato 21 Marzo 2013 Autore Segnala Condividi Inviato 21 Marzo 2013 Però il gioco è più bello se mammà fa il suo lavoro anche in cattività, e devo ringraziare Carlo per un sacco di consigli comunque sia andata! Sapevo bene che il calcio è l'ultimo dei problemi, ma per quanto riguarda l'umidità.... più che imitare il clima della zona stessa dell'animale non potevo fare, anche perché la femmina gestisce da sé il cocoon e non avendolo mai portato in superfice ( dove presumo ce ne sia meno...) e avendo mantenuto parametri stabili posso giusto fare mea culpa per quanto riguarda le tempistiche di riproduzione in natuta, e quindi di non aver rispettato le condizioni al momento in una data regione, senza neppure sapere l'effettiva e precisa provenienza degli animali implicati. Vedrò di migliorarmi la prossima volta! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
00xyz00 Inviato 22 Marzo 2013 Segnala Condividi Inviato 22 Marzo 2013 Non c'è nulla da ringraziare Giacomo :D La verità è che noi "tentiamo" di imitare le condizioni ambientali. In natura queste variano puntualmente da luogo a luogo e da giorno a giorno. A seconda della zona climatica, le deposizioni e le nascite avvengono in concomitanza con periodi piu o meno umidi, magari con condizioni dissimili da quelle medie che si usano in teca. Pensiamo al periodo freddo che alcune specie vogliono per predisporsi all'ovulazione, o alla schiusa dei cocoon nel periodo in cui c'è sovrabbondanza di prede. Sicuramente ad esempio in natura il substrato è piu drenante che dentro ad una teca, evitando ristagni dannosa, e probabilmente l'umidità atmosferica media è piu costante, mentrre noi riusciamo ad avere alte umidità relative costanti solo bagnando abbondantemente il substrato.... Insomma, le variabili son tante e non è possibile analizzarle tutte in una sola casistica. La prossima volta sarebbe logico cambiare qualcosa, magari mantenere il substrato un po piu secco, o scaldare un po piu la teca per accelerare il processo embrionale. E si prova. Oppure si tira via l'ovisacco, si piazza in incubatrice con termostato e igrometro, e via... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Bomba Inviato 23 Marzo 2013 Segnala Condividi Inviato 23 Marzo 2013 spiacente Gambero ma ho fiducia in te e sono convinto che la prossima volta andrà meglio... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ivo Inviato 25 Marzo 2013 Segnala Condividi Inviato 25 Marzo 2013 in questi casi un terrario molto grande potrebbe aiutare? diciamo nel quale la tana abbia più sviluppo in modo da esserci un po' più di differenze in umidità e temperature. in alternativa come si fa a togliere un cocoon da una H. lividum rintanata ?dai Gambero ritenta!!!! dai che ce la fai!!!! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
tzn Inviato 26 Marzo 2013 Segnala Condividi Inviato 26 Marzo 2013 Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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