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ragno paralizzato da un pompilide


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eh già..purtroppo aggiungo..soprattutto perchè odio ogni tipo doi vespa..figurarsi una che se ne va in giro a cercare ragni da paralizzare per far crescere le sue larve..ma d'altronde questa è la natura..ed è giusto così probabilmente.. :)

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uno dei motivi per cui "non possono fare di più" di fronte a una vespa credo che sia il fatto che questa vola nelle vicinanze in modo irregolare, a brevi scatti improvvisi, così che il sistema dipercezione del ragno, basato sulle vibrazioni di terreno e aria, va in "confusione" e non riesce ad indentificare un punto in cui sferrare l'attacco... per cui si limita ad "alzare le braccia"...

 

Ad esempio, gli scorpioni per localizzare con precisione una preda devono avere due stimoli, ovvero due movimenti della vittima: il primo per individuarla, il secondo per "prendere la mira" e colpire... Infatti se con una pinzetta ci si avvicina ad uno scorpione irritato e si picchietta sul terreno, prima si mette in posizione nella direzione giusta, poi sferra l'attacco... se si continua a picchiettare cambiando posizione intorno all'animale, lui se ne sta li, con le chele all'aria, fermo... Credo che un discorso del genere possa valere anche per i ragni (anche se non ho mai verificato di persona...)

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uno dei motivi per cui "non possono fare di più" di fronte a una vespa credo che sia il fatto che questa vola nelle vicinanze in modo irregolare, a brevi scatti improvvisi, così che il sistema dipercezione del ragno, basato sulle vibrazioni di terreno e aria, va in "confusione" e non riesce ad indentificare un punto in cui sferrare l'attacco... per cui si limita ad "alzare le braccia"...

 

Ad esempio, gli scorpioni per localizzare con precisione una preda devono avere due stimoli, ovvero due movimenti della vittima: il primo per individuarla, il secondo per "prendere la mira" e colpire... Infatti se con una pinzetta ci si avvicina ad uno scorpione irritato e si picchietta sul terreno, prima si mette in posizione nella direzione giusta, poi sferra l'attacco... se si continua a picchiettare cambiando posizione intorno all'animale, lui se ne sta li, con le chele all'aria, fermo... Credo che un discorso del genere possa valere anche per i ragni (anche se non ho mai verificato di persona...)

ah beh certo,come no!onestamente non ci avevo pensato a questa spiegazione,davvero interessante aggiungo!! :)

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  • 5 anni dopo...

Mi piacerebbe riprendere questa vecchia discussione perché tratta, tra le righe, un interrogativo molto avvincente, non a caso sollevato già da Henry Fabre, ma che non ha ancora trovato una spiegazione chiara e condivisibile: perché i ragni subiscono in maniera così passiva la predazione da parte degli imenotteri Pompilidae.

 

Lascerei a parte la predazione da parte degli Sceliphron che avviene in maniera diversa. Questi Sphecidae predano ragni nettamente più piccoli di loro, che probabilmente avrebbero poche probabilità di sopravvivere anche se si impegnassero al massimo nella difesa e nel contrattacco. D'altra parte, la conformazione particolare degli Sceliphron (zampe lunghe e addome distanziato da un lungo peduncolo) consente loro di combattere col ragno tenendolo prudentemente lontano dal corpo.

 

I Pompilidae, invece, affrontano ragni più grossi e forti di loro in un corpo a corpo serrato e abbastanza prolungato (anche alcuni secondi); sembra addirittura che, a volte, siano loro stessi a proporsi come esca e provocare l'attacco del ragno per stanarlo (Segestria e simili).

 

Da cosa deriva questa loro sicurezza arrogante e questa apparente mancanza di cautela?

 

Se ricordo bene, Fabre ipotizzava (per poi criticarle) tre ipotesi:

1) Il Pompilidae riesce abilmente a sgusciare tra le zampe del ragno evitando di farsi afferrare con i cheliceri.

2) Il Pompilidae ha un esoscheletro robusto e senza fessure in cui il ragno possa infilare i cheliceri.

3) Il ragno, dopo aver catturato con le zampe il Pompilidae, rinuncia a morderlo per una sorta di repulsione.

 

La terza ipotesi sembra smentita dai vari filmati che si vedono in rete, in cui non sembra che il ragno rinunci a mordere all'ultimo momento. Resta sempre la possibilità che dia un morso simbolico, più per spaventare e respingere l'imenottero che per ucciderlo; come se avesse paura delle sue ritorsioni nel caso lo mordesse a fondo e in maniera prolungata. A questo proposito, ho fatto personalmente qualche esperimento offrendo ad un'Hogna radiata delle prede disgustose e le ha sempre morse con foga, salvo mollarle subito dopo.

 

La seconda mi sembra improbabile e mi sentirei di escluderla. Nelle foto che ho postato si vede uno Xysticus che ha predato un Pompilidae e i suoi cheliceri sono andati a segno come con qualsiasi altro imenottero. Il Pompilidae, probabilmente, era in caccia di piccoli Lycosiidae e credo non abbia affrontato lo Xysticus, ma sia stato attaccato lui di sorpresa. Peraltro, come si vede dalla sequenza delle due foto, il Pompilidae non era stato "freddato" dal veleno dello Xysticus, ma si muoveva ancora, seppure in maniera scoordinata. D'altra parte, se pensiamo a ragni dai cheliceri potenti come Hogna radiata o Olios argelasius, sembra veramente difficile che non abbiano un'azione devastante sull'avversario, anche indipendentemente dal veleno.

 

La prima ipotesi mi sembra quella più attendibile, anche se lascia molto perplessi. Di fatto, i Pompilidae hanno nelle zampe degli speroni particolarmente lunghi e affilati, che potrebbero essere utili per tenere a distanza il ragno; chi più, chi meno, hanno le zampe con un profilo tagliente e seghettato, che potrebbe servire allo stesso scopo. Inoltre, i Pompilidae sono particolarmente abili nel muoversi agilmente a piedi (mentre sono dei mediocri volatori).

Resta il fatto che la loro muscolatura è infinitamente più debole di quella dei ragni che catturano. Inoltre, chi come noi è abituato a osservare i ragni, ha chiaro quale strabiliante velocità e coordinazione di movimenti un ragno sa imprimere alla sue zampe (a volte, a tutte e 8!) quando attacca.

Qualcuno ha parlato di un balletto che il Pompilidae farebbe intorno al ragno per disorientarlo, ma non è sempre così. Io ho visto personalmente la lotta con una Segestria e non ci fu nessun balletto; il ragno usci a tutta velocità come una locomotiva dal tunnel e afferrò decisamente il Pompilidae con le 4 zampe anteriori, salvo che dalla mischia uscì battuto.

Il Pompilidae potrebbe essere abile nel presentare direttamente il pungiglione al ragno che attacca in modo da riuscire a pungerlo un attimo prima che lo morda e l'esoscheletro dell'addome potrebbe essere particolarmente scivoloso rendendo difficile la presa dei cheliceri .....

 

Che altro ci possiamo immaginare?

 

Nel frattempo, qualche studioso ha presentato una spiegazione convincente e definitiva?

 

 

 

 

 

pompilidaeexysticus1.jpg

 

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pompilidaeexysticus2.jpg

 

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Gli speroni e le zampe dentellate del Cryptocheilus sp. che caccia l'Hogna radiata. Da notare anche i tarsi particolarmente lunghi che potrebbero avere anche loro una funzione nella caccia, oltre che nella corsa veloce.

 

 

cryptocheilussperoni.jpg

 

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Veramente interessante elleelle! :sisi: una curiosità, esistono per caso vespe che cacciano chilopodi e mantoidei? Inoltre, se non ho letto male, esistono alcune specie che cacciano artropodi non predatori come i coleotteri, giusto?

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Le cosiddette "vespe solitarie" cacciano un po' di tutto. Non mi risulta che ce ne sia qualcuna che caccia i chilopodi, anche perché penso che dovrebbe avere un'attività notturna, e non ne conosco che caccino mantidi italiane, ma la varietà di prede è notevole. Si va dagli ortotteri, compresi i grillotalpa che vanno cacciati sotto terra, ai coleotteri, agli emitteri, ad altri imenotteri, ai ditteri ecc...

Comunque, il caso dei Pompilidae è unico, non ci sono altri imenotteri predatori che caccino prede così forti e combattive come i ragni.

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  • 9 anni dopo...

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