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Il nostro caro Claudio ci ha lasciati.


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Ospite Francesco

Caro Claudio, caro Vesubia, grazie di tutto (e sappiamo di cosa sto parlando).

Spero che il ragnetto alla fine tu lo abbia trovato. Ciao.

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Ospite luigi.ATI

E' con grande cordoglio, che ho appreso questa triste notizia, e nello stesso momento in cui ho finito di leggere il messaggio di Roberto F. non ho potuto fare a meno di manifestare la solidarietà mia e di tutta l'ATI agli amici e ai parenti di Claudio Arnò. Ho conosciuto di persona il Prof. Arnò a Cesena , nella terza riunione del comitato pericolosi, pur avendo avuto modo di scambiare con lui, in privato poche parole, netta è stata la sensazione che si trattasse di un grande, la sua scomparsa non è solo una perdita per l'aracnofilia italiana ma per tutta la terraristica.

Sono convinto che il modo migliore per onorare la sua memoria, sia quello di fare tesoro di quello che ci ha lasciato, un patrimonio di conoscenza e di entusiasmo col quale Lui ha convissuto fino a ieri.

 

 

Luigi Maiorano.

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Ciao Ragazzi,

è molto triste scrivervi e conoscervi (mi era capitato di incontrare il vostro sito nel corso un paio di ricerche su internet) in una circostanza come questa.

Non amo molto il mezzo telematico, le chat, i forum e tutto il resto ma questa è tutta un'altra questione.

Sono uno dei pochi tesisti che il mio e vostro "Grande Maestro" ha avuto nel corso delle sua carriera universitaria.

Era la fine del 1996 quando, su suggerimento del docente di Entomologia del Dip. di Biologia Animale di Torino, mi sono rivolto al Dott. Arnò per chiedere di svolgere la mia tesi di laurea sui ragni. L?ho conosciuto nello spazio angusto di un decadente laboratorio di chimica, ricordo l?incredibile soggezione, gli apparenti modi scostanti con cui mi illustrava la strada per raggiungere il suo studio, a Grugliasco. Poco dopo, raccontando dell?incontro e delle mie aspirazioni, mi tornano in mente le facce dei miei compagni, increduli nell?immaginare che la mia passione e il mio interesse mi avessero portato a chiedere di lavorare proprio con lui, descritto come un uomo ombroso, chiuso, riservato e scostante: "guarda che non farai mica una tesi da sei mesi..." mi ammonivano.

Non mi fermai ai commenti dei compagni, che in tutti e tre gli anni della tesi continuavano a chiedersi se stessi continuando, se non ero ancora impazzito, se ero così convinto di andare avanti.

L?impatto non è mai stato facile, i dialoghi erano ridotti all?osso, la mia paura di sbagliare unita alla soggezione che provavo nei suoi confronti spesso mi catapultavano in un mondo di pensieri, frasi pensate miliardi di volte prima di essere pronunciate e almeno in un paio di grossi "strafalcioni entomologici" che nascevano solo dall?inquietudine di averlo davanti...

Non mi sono mai fermato, continuavo a frequentare il suo studio tra un campionamento e una determinazione sbagliata (riga rossa e punto interrogativo sul cartellino di identificazione..), tra un senso dello humour molto personale ed un?arguzia fuori dal comune.

Ho imparato moltissimo, e a lui devo molto; non solo in materia di araneologia ma soprattutto in materia di scienza: il rigore scientifico, il rifiuto del ridondante e la ricerca dell'essenziale, del dato puro. O almeno, visto che di strada da fare ce n?è sempre molta, penso di avere avuto la possibilità di conoscere un uomo dalla personalità scientifica straordinaria, ma il Dott. Arnò non era solo questo.

In tre anni non penso di avere mai respirato tanto fumo (come ben saprete fumava moltissimo ? lo attesta anche la fotografia riportata nel sito...) tanta apparente indifferenza, celata da una scorza durissima e che veniva puntualmente smentita in modo evidente quando, con la pazienza di un padre mi insegnava ogni piccolo passaggio ("dal KOH all?acido acetico e poi di nuovo in alcol per un giro in clove oil"), ogni minimo dettaglio nelle operazioni di taglio o di montaggio dei vetrini.

Ricordo la sua cura nell'esaudire le mie richieste da tesista inesperto e indifeso, schiacciato dalla sua figura, che con ogni probabilità mai prima di allora si era misurata con un ragazzino che pur di lavorare su quel preciso argomento aveva scelto l'inquietante Dottor Arnò, il difficile carattere e l'enorme soggezione in cui riuscivano a sprofondare anche molti suoi colleghi.

E? a lui e a tutto ciò che mi ha insegnato che devo indirettamente la mia attuale posizione lavorativa, la mia gioia del mio lavoro, anche se precario, qui in università.

Nonostante l?affinità negli argomenti trattati e la mia grande ammirazione ho rivisto il Dott. Arnò stamattina, il volto tirato e il re degli scacchi tra le mani, dopo almeno tre anni. Non chiedetemi il perché sia passato cos' tanto tempo, chi lo conosce potrà capire. So che sapeva di me qui in Dipartimento, so che mi considerava "testardo e ambizioso", ma so anche che in cuor suo era orgoglioso di quello studente che è riuscito a laurearsi dopo avere passato con lui tre anni intensi nel suo laboratorio.

 

Probabilmente rimpiangerò per il resto della vita il fatto di non averlo più contattato, di non averlo ringraziato per tutto ma gli insegnamenti che mi ha fornito e l?ammirazione che continuerò a nutrire per lui sono ottimi rimedi al rimpianto.

 

Proprio oggi mi giunge una lettera dal caro Prof. Osella, grande amico del leggendario Paolo Marcello Brignoli. Ha visto un mio articolo sui ragni d?Abruzzo, mi chiede di aiutarlo nelle determinazioni di una buona parte del materiale destinato in origine al suo collega, rimasto chiuso ed inscatolato negli scantinati del museo di Verona per più di dieci anni.

Il Dott. Arnò ne sarebbe orgoglioso, a modo suo.

 

Ciao ragazzi, continuate così.

Che il "Grande Maestro" rimanga tra noi.

Un caro saluto.

Marco

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Davvero una notizia che non si vorrebbe mai ascoltare. Personalmente ho avuto il piacere di avere qualche scambio di vedute e mi aveva chiesto di aiutarlo nelle sue imprese titaniche. Per vari motivi non ho potuto accettare e adesso rimpiangerò per sempre questa occasione.

Lo ricorderò sempre come una persona davvero squisita

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Solo ora lho saputo sentite condoglianze alla famiglia.

Resterai sempre nei nostri pensieri e cuori non ti dimenticheremo mai...

addio nostro unico maestro

ci mancherai

non ci sono abbastanza parole per desrivere il nostro dolore.

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Ospite AlLe

Ho letto il post in ritardo, e tuttavia avrei preferito quasi non leggerlo, vista la tristezza che mi ha provocato.

Non spenderò tante parole, visto che purtroppo non l'ho mai conosciuto direttamente: le lascio a chi davvero avrebbe tanto da dire su questa persona che persino nelle poche righe di un'e-mail o in una replica nel forum sapeva dimostrare di essere speciale sia per il suo sapere, sia dal punto di vista umano.

 

Ciao Claudio. Ci mancherai.

 

Alessandro

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