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Una questione semantica, ma non solo: I ragni mordono o pungono?

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A volte nelle discussioni, soprattutto su facebook, viene posta la seguente questione: i ragni mordono o pungono?

La ripropongo qui, allargando il discorso agli altri avvelenatori più famosi: imenotteri aculeati, ditteri ematofagi e predatori, emitteri vari, larve di Dytiscidae, larve di neurotteri Myrmeleonthidae, acari, scorpioni e chilopodi e, last but not least, serpenti rispettivamente proglifi ed opistoglifi.

Cominciamo dai casi facili. Gli imenotteri aculeati e gli scorpioni, evidentemente, pungono. Il pungiglione è unico, si trova all’estremità posteriore del corpo e viene fatto penetrare spingendolo in direzione assiale.

La questione, secondo alcuni, è più opinabile nel caso degli animali per i quali l’apparato pungente si trova nella bocca e consiste in mandibole e mascelle trasformate (ditteri ematofagi e predatori, emitteri vari, acari). Secondo loro, in questi casi, sarebbe corretto parlare di morso, perché il pungiglione è la bocca del soggetto e da lì passano il succo gastrico e poi i liquidi della preda. Io non condivido questa posizione e per me si tratta di punture.

Mi sembra condivisibile, invece, la definizione di morso nel caso delle larve di Dytiscidae e di neurottero, che pinzano la preda con le due mandibole cave, attraverso le quali iniettano il veleno e poi i succhi digestivi e infine succhiano i liquidi della preda.

Nel caso dei serpenti tutti parlano di morso, perché il movimento è quello, ma, secondo me, nel caso dei proglifi, sarebbe più corretto parlare di puntura. La vipera, per esempio, non stringe con le mandibole la preda, ma la colpisce solo con i denti superiori, che addrizza a 90° con la mascella e fa penetrare colpendo la preda con la bocca spalancata sfilandoli immediatamente dopo per evitare che si rompano.

Corretto, invece, parlare di morso nel caso dei serpenti opistoglifi, che hanno denti corti che iniettano il veleno durante il morso.

Nel caso dei chilopodi mi sembra corretto parlare di puntura, o, meglio, di doppia puntura. Infatti, nonostante che l’attacco sia portato chiudendo le forcipule a tenaglia, le forcipule stesse non hanno niente a che vedere con la bocca dell’animale, che ha mandibole fatte per rosicchiare. Le forcipule, addirittura, essendo zampe modificate, non partono neppure dalla testa, ma dal primo segmento successivo.

E i ragni? Il caso dei ragni mi sembra simile a quello dei chilopodi. I cheliceri non sono la bocca, che è una specie di semplice ventosa che si trova più in basso. Inoltre attraverso i cheliceri passa solo il veleno, mentre l’emissione del succo gastrico e l’aspirazione dei liquidi della preda avvengono direttamente attraverso la bocca. Quindi, i cheliceri sono sostanzialmente degli arti e non l’apparato boccale, e pungono invece di mordere.

Si potrebbe obiettare che i ragni masticatori, come Lycosidae, Zoropsidae ecc...usano i cheliceri per masticare la preda, e, quindi, i cheliceri per loro fanno parte dell'apparato boccale e sono finalizzati anche all'alimentazione. 

Che ne dite?

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Che i cheliceri fanno parte dell'apparato boccale.. in alcuni araneomorfi tra le altre cose sono predisposte dei dentini alla base dei cheliceri che facilitano la triturazione della preda. 

Mentre per migalomorfi non ne ho mai visti. 

A mio avviso i ragni (ma anche i serpenti), mordono :)

Se ci pensi il veleno in questi animali ha la primaria funzione di immobilizzare la preda per poi mangiarla. Mi viene spontaneo pensare che sia parte precoce della fase di nutrimento. Per cui direi bocca e dunque morso :) Ma è anche vero che sono estremamente ignorante in materia ;)

come al solito gran bel post Luigi. 

Potremmo inserirlo nelle FAQ che si mettono nel sito :)

 

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Prima di inserirlo, dobbiamo discuterne. 

Riconosco che la mia impostazione era volutamente un po' provocatoria.

Allego una foto di cheliceri masticanti, con dentelli, di Hogna radiata. 

2018_11_22-09_29_03_3c6ab.jpg

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Se ci pensi... un cinghiale morde o punge? Un cervo Punge... ma non morde. 

Io direi che fa parte dell'apparato boccale e quindi morde... così :)

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Si potrebbe cambiare il quesito: i cheliceri sono organi boccali o arti?

Sembrerebbero organi boccali, considerando anche le analogie con altri aracnidi, come scorpioni, psudoscorpioni, amblypigi, solifughi .....

Il caso degli opilioni mi lascia un po' perplesso, perché somigliano molto anche alle chele dei crostacei.

Comunque, nel caso dei ragni, tutto sommato, mi sembra più corretto parlare di morso, soprattutto se i cheliceri sono grandi e servono anche a catturare e trattenere la preda, meglio se la masticano pure.

Il casi di Theridiidae, Pholcidae, Scytodidae ....  sono un po' più opinabili. 

 

Riguardo agli altri casi che ho citato prima, resto dell'idea che, per vipere e chilopodi sarebbe più corretto parlare di puntura.

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Il Foelix li definisce appendici, ma li mette nel paragrafo della bocca :)

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Me lo sono sempre chiesta anch'io, soprattutto vedendo i due buchini arrossati sulla pelle. Di fatto qual è la conformazione dei cheliceri di un ragno? Sono tutti appuntiti all'estremità o dipende dalla specie?

Laddove un arto (o appendice boccale che dir si voglia) venga infilzato a scopo predatorio o difensivo, preliminarmente all'inoculazione del veleno, è forse più corretto parlare di puntura, a prescindere dalla posizione dell'arto/appendice. Se a questo però segue uno stritolamento dell'insetto predato o della cute umana, la faccenda sta in mezzo tra puntura e morso. Ed è forse più corretto parlare di quest'ultimo.

Non so quanto possa valere il parere di un'inesperta ma vado molto a logica e mi capita  a volte di non sbagliare 😅

 

 

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E' quello che dicevo anch'io. Hogna e Zoropsis direi che mordono. Steatoda o Pholcus, forse, punge.

 

 

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Dilemma molto comune ed interessante!

Partiamo dalla definizione italiana di morso e puntura, i vari dizionari riportano questo:

Mordere

"Addentare, stringere con, o fra, i denti; afferrare fortemente fra i denti per offendere o ferire, con riferimento ad animali e anche all’uomo", "Afferrare fortemente con i denti per strappare, lacerare, ferire; morsicare"

Con significato estensivo viene riportato anche: "di insetti che pungono: lo ha morso una zanzara.", "Pinzare, pungere: le zanzare lo mordevano senza dargli pace"

Pungere

"Forare più o meno profondamente una superficie con un oggetto acuminato", "Ferire leggermente con un oggetto che ha l’estremità a punta, penetrando di poco nella pelle o in altra superficie"

Viene riportato anche, come sinonimo, pizzicare.

 

Già qui i due termini, nel nostro contesto, potrebbero tranquillamente essere intercambiabili tra loro. Potremmo però stabile che il termine "mordere" sia più consono all'utilizzo di denti e funzionale ad una masticazione della preda, mentre il termine "pungere" indichi una perforazione (con conseguente inoculazione di veleno) che nulla ha a che vedere con il nutrimento in senso stretto. Ma questa visione non mi convince appieno. Infatti:

9 ore fa, elleelle ha scritto:

Cominciamo dai casi facili. Gli imenotteri aculeati e gli scorpioni, evidentemente, pungono. Il pungiglione è unico, si trova all’estremità posteriore del corpo e viene fatto penetrare spingendolo in direzione assiale.

Fin qui possiamo concordare tutti che si tratti di punture.

9 ore fa, elleelle ha scritto:

La questione, secondo alcuni, è più opinabile nel caso degli animali per i quali l’apparato pungente si trova nella bocca e consiste in mandibole e mascelle trasformate (ditteri ematofagi e predatori, emitteri vari, acari). Secondo loro, in questi casi, sarebbe corretto parlare di morso, perché il pungiglione è la bocca del soggetto e da lì passano il succo gastrico e poi i liquidi della preda.

Nel caso dei Ditteri la letteratura si esprime così: "... Parti boccali atte a lambire, succhiare o leccare ... Mandibole delle femmine che succhiano sangue sono sviluppate (modificate N.d.R) in stiletti perforanti ..." In questi casi parlare di puntura è, a mio avviso, il modo più corretto per definire l'azione, nonostante avvenga per opera di (ex) mandibole.

10 ore fa, elleelle ha scritto:

Mi sembra condivisibile, invece, la definizione di morso nel caso delle larve di Dytiscidae e di neurottero, che pinzano la preda con le due mandibole cave, attraverso le quali iniettano il veleno e poi i succhi digestivi e infine succhiano i liquidi della preda.

Anche qui per i Coleotteri si parla di "... parti boccali pungenti ..." e per i Neurotteri "... Adulti con parti boccali pungenti e masticatrici ... Larve alcune perforanti e succhiatrici altre pungenti ...". Nel caso delle larve, (ma sempre a mio avviso, anche negli adulti) si può parlare di puntura.

10 ore fa, elleelle ha scritto:

Nel caso dei chilopodi mi sembra corretto parlare di puntura, o, meglio, di doppia puntura. Infatti, nonostante che l’attacco sia portato chiudendo le forcipule a tenaglia, le forcipule stesse non hanno niente a che vedere con la bocca dell’animale, che ha mandibole fatte per rosicchiare. Le forcipule, addirittura, essendo zampe modificate, non partono neppure dalla testa, ma dal primo segmento successivo.

Perfettamente d'accordo con quanto scrivi. Le forcipule non partecipano alla masticazione, di cui si occupano appunto mandibole e mascelle, ma tengono ferma la preda durante il processo. Essendo appunto zampe modificate pungono le prede, alla stessa maniera delle zampe anali.

 

Venendo ai ragni, vero è che non sono strutture boccali propriamente dette (tanto che, sempre dal Foelix, in fase embrionale i cheliceri si trovano dietro l'apparato boccale e si spostano in avanti durante lo sviluppo. Segno del fatto, facilmente riconducibile anche ai loro antenati, che si tratti di appendici via via modificate e specializzate) ma partecipano attivamente alla masticazione in buona parte delle specie. Nelle specie in cui invece non vi è masticazione il foro creato dai cheliceri è funzionale alla nutrizione, in quanto è da li che successivamente verrà digerita e succhiata la preda (a differenza di quanto succede con i chilopodi).

A questo punto però potremmo dire anche che il foro fatto dalla zanzara è funzionale alla sua nutrizione.... insomma sarebbe un serpente che si morde la coda 😋 (citazione non del tutto casuale).

Credo che si vada più per convenzione che per associazione semantica dei due termini. Da nessuna parte, ne in letteratura ne altrove, si sente parlare di "puntura di ragno" ma sempre e solo di morso. Anche vedendo i termini inglesi: to bite (mordere) e to sting (pungere) sono in molti casi intercambiabili tra loro, ma per convenzione la zanzara ci punge e non ci morde.

Non metto bocca sui serpenti proglifi, ma la tua osservazione è in effetti molto interessante.

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Siamo d'accordo, tranne che su larve di Dytiscidae e di Myrmeleontidae (l'analogia con i ragni esiste solo per le larve, perché gli adulti masticano).

In quel caso si tratta di mandibole che servono per nutrirsi e anche per trattenere la preda oltre che per iniettare veleno.

Anche se sono appuntite, io parlerei di morso. La predazione da parte di una larva di Dytiscus ha la stessa dinamica della predazione da parte di una larva di Ocypus, a parte che una avviene in acqua e una in aria. Dopo il morso la prima inietta e succhia, la seconda mastica, ma l'azione del morso è identica.

P.S. Ricordavo male la distinzione dei serpenti. In effetti, quelli con denti veleniferi anteriori si dividono in Proteroglifi e Solenoglifi, e quelli che pungono colpendo con la sola mascella superiore e denti eretti senza stringere sono i Solenoglifi, tra cui le vipere.

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33 minuti fa, elleelle ha scritto:

In quel caso si tratta di mandibole che servono per nutrirsi e anche per trattenere la preda oltre che per iniettare veleno.

Ma le larve succhiano direttamente dalle due mandibole modificate, analogamente a quanto fa un Dittero. Se per il dittero parliamo di puntura dovremmo farlo anche per le larve di Dytiscidae. Sbaglio?

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E' diverso. 

Nei ditteri le mandibole si sono trasformate in strumento pungente che non espleta più l'azione di mordere. Nel caso degli altri le mandibole sono rimaste a forma di mandibole e si chiudono sulla preda.

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3 ore fa, elleelle ha scritto:

E' quello che dicevo anch'io. Hogna e Zoropsis direi che mordono. Steatoda o Pholcus, forse, punge.

 

 

Credo sia valido anche per Amblyocarenum sp. Quando li stuzzicavo con una cannuccia, le si avventavano contro e la mordevano stringendola. Magari molto dipende dalle dimensioni oltre che dalla conformazione dei cheliceri. Più sono grandi e più ampia è la presa del lembo di pelle con conseguente dolore

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13 minuti fa, elleelle ha scritto:

le mandibole sono rimaste a forma di mandibole e si chiudono sulla preda.

Vero, ma qui si aprirebbe un'altra questione: le larve di ditisco masticano le prede? Se consideriamo l'apparato boccale masticatore, come ci suggerisce il nome, dovremmo dire di si.

Ma nei ditisciti, neurotteri, psocotteri etc. l'apparato boccale è si masticatore, ma modificato. Tanto che di vera e propria masticazione non si parla, ma si parla di apparati che succhiano e perforano (seppur non specializzati e trasformati come i ditteri).

A mio avviso a questo punto sarebbe corretto parlare di morso quando, oltre a perforazione ed inoculazione, vi è masticazione propriamente detta (ed è il caso dei ragni, seppur non tutti è bene approssimare). E di puntura nel caso in cui non vi sia masticazione.

Per fare un esempio molto sciocco: noi umani mordiamo (e questo è chiaro), ma se esistessero i vampiri (lol) dotati di canini modificati ed atti a perforare e succhiare dovremmo parlare di puntura e non di morso. E questo porta alle vipere, secondo questo ragionamento sarebbe davvero corretto parlare di puntura più che di morso, anche se continua per pura convenzione a suonarmi strano..

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Io direi che "condizione sufficiente" perché si parli di morso è che lo strumento di cui parliamo mastichi, però, non è una "condizione necessaria".

Per esempio, un anfibio o un pesce non masticano, ma mordono, nel senso che chiudono le mandibole addosso alla preda per afferrarla e mangiarla.

P.S. Il caso del vampiro somiglia molto al caso dei ragni: i canini perforano e la bocca aspira

 

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