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Vi documento la riproduzione di questo piccolo Dipluridae americano, diffuso dal Brasile al Messico.
Come quasi tutti gli esponenti della famiglia e nonostante le piccole dimensioni (le femmine appena mature misurano sul centimetro e mezzo di corpo o poco più, i maschi sono più piccoli, sul centimetro), Ischnothele caudata è un attivo tessitore capace di coprire rapidamente di tela anche spazi molto grandi in proporzione alla sua taglia. Per la riproduzione ho scelto un minifaunabox (17 cm x 10 x 14 h) riempito con uno strato di 5-6 cm di torba umida: questi ragni non scavano con abilità e preferiscono utilizzare buchi o cavità già presenti nel substrato come rifugio... Volendo si può utilizzare un piccolo sughero/corteccia come riparo, è molto gradito ma non indispensabile.

Parametri principali: umidità sul 70% (un lato del contenitore più umido dell'altro) e temperatura sui 25° diurni e 22° notturni. Sembrano essere comunque ragni molto robusti ed adattabili.


Maschio adulto; corpo più affusolato di quello della femmina e pattern addominale più marcato:

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Qui si notano meglio i palpi ingrossati e gli speroni tibiali sulle zampe anteriori:

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Dopo aver inserito il maschio nel terrario della femmina, ha avuto luogo un corteggiamento piuttosto lungo (più di un'ora e mezza) con i due esemplari che tamburellavano e sfregavano le zampe sulla tela per comunicare. La copula vera e propria è stata brevissima, della durata di qualche secondo; dopo aver inserito i palpi, il maschio si è frettolosamente allontanato nella direzione opposta a quella del rifugio della femmina. L'ho comunque lasciato nella teca poiché ho notato una certa tolleranza; dopo qualche giorno li ho rivisti vicini che comunicavano tra loro, penso fossero intenti a corteggiarsi per accoppiarsi nuovamente ma non ho assistito alla copula.

Trascorsi una quindicina di giorni dall'accoppiamento, avvenuto a fine ottobre, la femmina ha prodotto un grosso ovisacco, protetto e nascosto dalla tela e da qualche frammento di substrato. Agli inizi di dicembre ho notato i piccoli, grandi circa 2 mm, spostarsi sulla tela:

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Dal 9 dicembre gli spiderlings hanno iniziato a nutrirsi di Drosophila hydei sulla tela della femmina; le drosofile vengono catturate per loro dalla madre (e somministrate, un po' schiacciate, da me):

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Dopo aver mutato (18 dicembre), hanno iniziato (22 dicembre) ad affacciarsi fuori dal faunabox e poi a disperdersi; per evitare fughe ho inserito il terrario all'interno di un altro contenitore più grande e ben chiuso.

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Ho accoppiato due femmine con uno stesso maschio: in entrambi i casi, poco prima della schiusa del primo cocoon (da cui sono emersi una ventina di piccoli), c'è stata la costruzione di un secondo ovisacco. Lo sviluppo è estremamente rapido: gli adulti di cui ho mostrato la riproduzione in questa discussione erano di 2°-3° muta agli inizi di agosto.

Volevo fare qualche foto anche alla femmina fuori dalla tela, per ora però non sembra fattibile senza disturbare lo sviluppo dei nuovi ovisacchi e dei piccoli.

:4fuu9h1:

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Complimenti Piergy!!

 

Sono ragni bellissimi :wub: e quasi impossibili da fotografare… :ph34r:

 

Avendo appena effettuato un accoppiamento, mi permetto di aggiungere qualche osservazione sulla fase del corteggiamento.

 

La sera fra il 4 e il 5 gennaio alle 22:30 ho inserito il maschio nel faunabox della femmina, freschissima di muta e intenta a mangiare una camola.

Ne è seguito un lungo periodo di immobilità, con lui a distanza di sicurezza e nascosto fra le zampe: in effetti appare tre volte più piccolo di lei, che inizialmente ha fatto solo un rapido movimento affacciandosi al tunnel superiore della tana, ma è subito tornata al suo pasto…

 

A mezzanotte è iniziata la vera e propria comunicazione: la femmina tamburella i pedipalpi da dentro il suo rifugio e rapidamente va ad affacciarsi per poi nascondersi, lui risponde dopo poco ma senza avanzare. Il tamburellare prosegue da parte di entrambi, uno scambio ai miei occhi quasi impercettibile.

Solo mezz'ora più tardi la femmina ha intrapreso una danza a tratti sempre più frenetica: vibrava le zampe nella tana e poi compariva da entrambe le entrate, quasi alternativamente, usando quella inferiore per sfilare davanti al maschio (situato in posizione sopraelevata). Gli intervalli fra i tempi di sosta nel rifugio e le corse erano sempre più ravvicinati. Il maschio era avanzato solo di poco, e la chiamava con i pedipalpi se scompariva troppo a lungo.

Verso le 2:00 lui ha iniziato a descrivere un piccolo cerchio che s'interrompeva davanti alla femmina, che infatti aveva preso a sfilare deviandogli sempre più vicino (per poi scappare!).

Dopo tre giri su sè stesso e l'ennesima sosta della femmina è avvenuta la copula (breve!)

I due si sono immediatamente separati e il giorno dopo la Signora era intenta a finire la sua camola...

 

Essendo la mia prima riproduzione e quindi da assoluta neofita, la cosa che più mi ha stupito è con quanta accortezza la femmina si è impegnata per far capire al maschio di non rappresentare una minaccia... :)

 

Queste foto (pur essendo orride) spero siano d'aiuto per chiarire le dinamiche

 

Questa è la tana della femmina vista dal retro:

 

 

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Questo è il faunabox visto dall'alto: la mappa vorrebbe mostrare il percorso della femmina dalla sede della tana verso le due uscite; quella superiore con sosta e quella inferiore che permetteva la sfilata sotto al maschio; la "x" è il luogo dove è avvenuto l'incontro.

 

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Spero che tutto ciò possa essere di interesse… E ovviamente ringrazio Piergy per il sostegno e per i ragni! :lol:

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Grande Marta, molti dettagli del complesso corteggiamento mi erano proprio sfuggiti. Incrocio le dita per la deposizione e la schiusa, se riesci tienici aggiornati sulla situazione e le tempistiche! ;)

 

 

Esemplari di un altro ovisacco, più recente; si accalcano assieme su una drosofila (Drosophila hydei), invisibile sotto la massa di ragnetti:

 

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Grazie mille ragazzi! :lol:

 

Vi annuncio con fierezza che l' Ischnothele caudata ieri pomeriggio ha costruito un grosso ovisacco, grande quanto lei!

Ovviamente è accaduto mentre ero al lavoro e non ho potuto osservare il processo... Ne deduco che sia in possesso di una copia dei miei turni... :wacko:

 

La posizione strategica è accanto alla tana, fissato alla parete del faunabox! :wub:

 

Spero di riuscire produrre foto accettabili nei prossimi giorni!

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  • 2 weeks later...
  • 2 weeks later...

Ieri ho notato strani movimenti in prossimità dell'ovisacco e… Oggi è comparso il secondo! Da quanto ha scritto Piergy dovremmo essere prossimi alla schiusa! ^_^

Ma secondo voi è "normale" che la madre stia straiata sull'ovisacco usandolo tipo amaca?! Negli ultimi giorni è successo, per un attimo ho temuto avesse deciso di distruggerlo o mangiarlo… Invece pare di no… :uups:

Comunque vi tengo aggiornati!

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    • By Henry
      CLASSIFICAZIONE:

      Sottordine: Mygalomorphae
      Gruppo: Haplogynae
      Famiglia: Dipluridae
      Sottofamiglia: Diplurinae
      Nome scientifico: Linothele megatheloides (Paz & Raven, 1990)

      CENNI TASSONOMICI ED ANATOMICI:

      Il genere Linothele fu determinato da Karsh nel 1879 in seguito alla scoperta della specie L. curvitarsis.
      Collocato nella sottofamiglia Diplurinae per la presenza sulle unghie tarsali di due file di denti, questo genere differisce da quelli appartenenti alla sua stessa sottofamiglia (Diplura sp., Harmonicon sp. e Trechona sp.) per l’assenza di organi stridulatori (Lyra) sulle maxille.
      Una caratteristica di Diplurinae, che si ricontra anche in Ischnothelinae, è la presenza di spine modificate dalla forma verrucosa (Cuspules) sulle maxille ma non sul labium.




      ​​
      Questa peculiarità ci permette di distinguerli dagli Hexathelidae, i quali presentano Cuspules sia sulle maxille che sul labium.
      Le rimanenti sottofamiglie, Euagrinae e Masteriinae, non presentano invece Cuspules su queste componenti boccali.
      N.B: Le Cuspules - carattere che si osserva in molti migalomorfi – costituiscono, con la loro presenza e la loro collocazione, indizi fondamentali per l’identificazione della famiglia di un dato campione.

      DISTRIBUZIONE:

      Le specie appartenenti al genere Linothele sono distribuite diversamente su tutta la zona equatoriale del continente sudamericano.
      Nello specifico, Linothele megatheloides popola la foresta pluviale colombiana attorno ed ad ovest di Bogotà, con una piccola distribuzione anche a nord e sud, tuttavia non vengono segnalati esemplari ad est; questo ragno quindi presenta un areale di diffusione abbastanza circoscritto, tanto che non è ancora stato segnalato in Brasile, Venezuela e in altri stati confinanti aventi comunque condizioni climatiche e geomorfologiche simili a quelle colombiane.

      ABITUDINI:

      Linothele megatheloides è sicuramente uno dei ragni dalle più spiccate capacità tessitorie.
      Produce infatti un fitto strato di tela, che va a formare vari tunnel e corridoi tra le radici e le cavità preesistenti nel terreno, per poi espandersi ampiamente all’esterno (sono state osservate in natura ragnatele aventi un’area di anche 2 m quadrati). Le vibrazioni, causate da una eventuale preda sul lenzuolo sericeo, si espandono fino al rifugio del ragno destando la sua attenzione.
      Questa tecnica di caccia assomiglia molto a quella adottata dai ragni appartenenti alla famiglia Agelenidae, ma, come si potrà vedere, la consistenza della seta e l’architettura del riparo sono completamente diversi.
      Linothele megatheloides è un ragno schivo e poco aggressivo: alla minima vibrazione o spostamento d’aria corre a nascondersi nella tana. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è anche abbastanza attivo: lo si può spesso scorgere mentre è intento sistemare la tela con le sue enormi filiere, pratica eseguita anche durante le ore di luce dato che non ha problemi a cacciare anche di giorno.
      La tecnica di caccia consiste nello sfruttare la consistenza della seta che, essendo leggermente appiccicosa, elastica e dalla trama fitta, rende difficoltosi i movimenti dei malcapitati insetti (come blatte o grilli) poiché provoca una resistenza meccanica sulle zampe, trattenendo la preda per le spine o comunque per altre strutture anatomiche. Bisogna sottolineare, però, che alcune blatte, a volte, riescono a liberarsi dall’abbraccio mortale della seta; ciononostante il ragno accorerà ugualmente, facendo, come al solito, brevi ma rapidissimi scatti di “assestamento”, al fine di capire bene il luogo d’origine delle vibrazioni trasmesse attraverso la tela.

      AGGRESSIVITA’ E VELENO:

      Come detto in precedenza, Linothele megatheloides non è un ragno aggressivo; in una sola occasione, quando dovevo spostare di terrario un esemplare maschio adulto, questo ha assunto la classica posizione difensiva ritirandosi velocemente nella tana poco dopo.
      Riguardo al veleno non posso scrivere molto poiché non ci sono dati che mostrino il suo grado di tossicità.
      Mi limito ad affermare che questo tipo di ragno può predare anche grossi insetti: in tal caso, esso scatterà in avanti affondando rapidamente e più volte le zanne nella preda per poi ritirarsi ed attendere che il veleno faccia effetto. E’ un ragno che rischia poco, che non ingaggerà mai un “combattimento” con la propria vittima.

      VELOCITA’ DI CRESCITA E DIMENSIONI:

      Non ha un metabolismo accelerato, la velocità di crescita quindi si può definire media.
      Per raggiungere la maturità sessuale gli sling muteranno 10-11 volte nell’arco di un anno e mezzo.
      I maschi raggiungono i 3 cm di bodylength (escludendo le filiere) e vivranno ancora per 8 mesi. Le femmine sessualmente mature misurano 3.5 cm di corpo. Esse continueranno a mutare fino a superare anche i 5 cm di corpo (sempre escludendo le filiere lateroposteriori che, in tal caso, misureranno 2.5 cm) e potranno vivere oltre i 5 anni (non si sa bene quanti anni possano vivere).

      DESCRIZIONE:

      Finora Linothele megatheloides è stata considerata la specie più grande del suo genere, ma sembrerebbe che L. gaujoni possa superare di poco le sue dimensioni.
      I due sessi, nella fase subadulta, sono quasi indistinguibili.
      I maschi, dopo l’ultima muta assumono una struttura più allungata; questi cambiamenti coinvolgono principalmente la conformazione di arti e filiere lateroposteriori, mentre i cheliceri risultano più piccoli e stretti rispetto a quelli delle femmine.
      Il dimorfismo tra i due sessi non è molto marcato: in entrambi i casi le zampe sono ricoperte da fitti peli di colore blu scuro, il prosoma nelle femmine è dorato mentre nei maschi tende leggermente al marrone e risulta essere più folto ai lati; sia per quanto riguarda i maschi che le femmine il prosoma è attraversato da zone nere prive di peli che si diramano partendo dalla fovea estendendosi anche ai cheliceri.
      Con l’ultima muta, come è di norma tra i migalomorfi, sui palpi del maschio si vengono a formare i classici emboli, mentre nella parte inferiore delle tibie del primo paio di zampe, si formano due grossi tubercoli provvisti alla propria sommità di una “megaspina”: queste strutture verranno utilizzate per bloccare la femmina durante l’atto riproduttivo. Da sottolineare che queste spine non sono delle vere e proprie apofisi, ma normali spine ingrossate.
      Come tutti i Diplurinae, Linothele megatheloides presenta scopule sui tarsi, caratteristica che comunque non gli permette di scalare le superfici lisce poiché i micropeli che le costituiscono non sono sufficientemente fitti e frastagliati, caratteristica che si osserva invece nei Theraphosidae.
      Inoltre la struttura delle zampe è, a mio avviso, molto particolare: i tarsi sono curvi e molto lunghi, quasi quanto i metatarsi e le tibie, e risultano anche molto flessibili e mobili (si possono infatti piegare anche verso il basso in un movimento apparentemente innaturale dell’articolazione) poichè presentano una evidente pseudosegmentazione.

      ALLEVAMENTO:

      Linothele megatheloides in genere sfrutta tutto lo spazio che gli viene fornito.
      Andando controtendenza, questo genere necessita di larghi spazi per crescere: è bene fornire terrari grandi anche ad esemplari giovani perchè se cresciuti in spazi stretti tendono a rimanere piccoli.
      Non è quindi problematico scegliere il terrario dalle dimensioni adatte poiché, anche se gli viene fornito uno grosso, lo riempirà di tela ugualmente.
      Io tengo una femmina maturata da poco in un terrario di 20x25x15 h; una femmina più vecchia di 5 cm può stare tranquillamente in un terrario 40x30x25h o più (non ci sono limiti).

      E’ un ragno che non necessita di alte temperature: di solito rimane nella zona avente 22-23 gradi centigradi, evitando quella più vicina al cavetto che arriva a 25 (e più) gradi centigradi. Gli sling possono essere tenuti anche a 24 gradi centigradi ma è sempre bene creare un gradiente di temperatura per far sì che il ragno possa spostarsi liberamente nella zona più o meno calda.
      Il terrario deve avere circa 3-4 centimetri di torba umida o molto umida (comunque ho notato in questo ragno una notevole resistenza allo stress idrico) e anche uno o due pezzi di sughero posti diagonalmente, in modo che l’animale possa ripararsi sotto.
      N.B: se le pareti del terrario sono bagnate L. megatheloides ha difficoltà a creare la complessa architettura di tela perché, a causa dell’acqua, la seta fa fatica ad aderire (problema che si può risolvere tenendo aperto per un po' il contenitore).

      RIPRODUZIONE:

      Nelle settimane precedenti all’accoppiamento, è bene innalzare l’umidità nel terrario della femmina al fine di renderla recettiva, poiché sembra che il periodo di riproduzione in natura coincida con l’incremento dell’umidità relativa, che in Colombia va da aprile ad ottobre.
      Se la femmina è ben nutrita l’accoppiamento non presenta problemi. Bisogna dire però che si sono verificati casi in cui la femmina ha aggredito il maschio amputandogli varie zampe.
      Per riprodurre questa specie si consiglia di disporre di un terrario relativamente ampio, in modo tale che il maschio possa arretrare se la femmina si mostra restia all’accoppiamento.
      Si comincia prelevando il maschio, mettendolo successivamente in un contenitore più piccolo; una volta calmo, lo si invita ad entrare nel terrario della femmina (se non ci si sente sicuri si pone direttamente tutto il barattolo): lui inizierà subito il corteggiamento tirando con colpi decisi - tramite i primi due paia di zampe - la tela. Se la femmina è recettiva uscirà leggermente dalla tana tirando anch’essa la tela con le zampe, se non lo è, uscirà con fare deciso allontanando il maschio.
      Quando il maschio è sufficientemente vicino, tocca leggermente la femmina con le zampe per poi invitarla ad alzarsi verticalmente in modo da potersi accoppiare. Durante la copula, che dura poco tempo come in tutti i migalomorfi, il maschio tiene ben salda la femmina tramite le spine tibiali. Una volta finito l’accoppiamento, la femmina si limita ad allontanare il maschio (anche se nel mio caso non si è verificato alcun gesto aggressivo da parte della femmina che si è limitata a ritirarsi con calma nella tana).
      Dopo 4-6 settimane, la femmina produce un cocoon al livello del terreno di circa 2,5 cm di diametro, in una zona del terrario che precedentemente ha ripulito dalla tela. La seta utilizzata, che isola le uova dall’umidità, viene applicata in più strati fino a formare una grossa massa compatta.
      La femmina, nel periodo di incubazione delle uova che risulta di circa 30 giorni o poco più, si disinteressa del cocoon, trascorrendo la maggior parte del tempo in una zona diversa del terrario.
      Una volta sviluppati, usciranno dal cocoon circa 160 sling che rimarranno nella zona costruendo piccole tele a se stanti, mentre diventeranno aggressivi tra loro dopo la seconda muta.

      BIBLIOGRAFIA E RINGRAZIAMENTI:

      ->A NEW SPECIES OF LINOTHELE FROM COLOMBIA (ARANEAE, MYGALOMORPHAE, DIPLURIDAE)
      Nicolas Paz S.
      Robert J. Raven


      ->ASPECTOS DE LA BIOLOGIA REPRODUCTIVA DE LINOTHELE MEGATHELOIDES
      Nicolas Paz S.

      ->THE SPIDER INFRAORDER MYGALOMORPHAE (ARANEAE): CLADISTICS AND SYSTEMATICS
      (BULLETIN OF THE AMERICAN MUSEUM OF NATURAL HISTORY; Volume 182, article 1)
      Robert J. Raven


      Un ringraziamento speciale va a Bastian Drolshagen (esperto di Dipluridae) senza il cui aiuto questa scheda non avrebbe potuto prender forma.


      Naturalmente ditemi se ci sono perplessità dubbi ecc.

      Ciao
    • By Andricus
      Ciao a tutti ​
       
      Spero di fare cosa gradita condividendo con voi la crescita di questo sling di terza muta di Harmonicon oiapoqueae, specie descritta molto recentemente* su una coppia adulta e un esemplare immaturo raccolti in Guyana Francese.
       
      L'esemplare misura circa 8mm di corpo e circa 20mm di legspan. Purtroppo dare misure precise di un animale così schivo e veloce non è affatto facile.
       

      ​​


      Il terrario per ora consiste in una scatoletta 15x10x8(h) cm. Per arredarlo mi sono attenuto alle note ecologiche presenti nella descrizione, secondo le quali questa specie costruisce un tappeto di tela attaccato ai rami di alberi e cespugli che confluisce in un tunnel centrale che continua per circa 15cm nel terreno. Di conseguenza ho messo nel terrario circa 5cm di torba in cui ho fatto una piccola buca, coperta con un pezzo di sughero, aggiungendo poi dello sfagno per fornire i supporti cui attaccare la tela e per mantenere l'umidità richiesta da questa specie.
       


      A quanto pare ha gradito molto la tana preparata sotto al sughero, costruendo però un ripiano di tela sospeso e non il tubo riportato nelle note ecologiche. Ha inoltre attaccato diversi fili di tela tra i "rametti" di sfagno, creando un abbozzo del tappeto di tela tipico di questo gruppo.
       

       
      L'esemplare mi è arrivato ieri mattina e si è ambientato praticamente subito, predando già il pomeriggio stesso due piccoli maschi alati di formiche.
       
      * Drolshagen B. & Backstam C.M. 2011. Notes on the genus Harmonicon F.O.P.-Cambridge, 1896 (Araneae, Dipluridae) with description of a new species from French Guyana. ZooKeys 112: 89-96.

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