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Impatto del progetto Route Nazionale RS 2014 sulla popolazione di Lycosa tarantula presente nella Tenuta di San Rossore.


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Carissimi,
nelle ultime settimane si è svolta, forse troppo silenziosamente, un'importante contrapposizione che vede protagonisti da una parte l' AGESCI, associazione nazionale scout cattolici, e dall'altra centinaia di naturalisti, biologi, accademici e presidenti di associazioni naturalistiche.
Per capire le motivazioni si fa presto: è previsto un raduno di 32.000 (trentaduemila) persone, con diversi campi per un totale di 11.000 tende, 1.400 bagni chimici,1.500 docce con scarico a perdere (è previsto l'utilizzo di circa sei milioni di litri d’acqua), altoparlanti e riflettori, palchi e tribune per concerti e proiezioni nonché chioschi per la vendita e distribuzione di generi alimentari ed equipaggiamento... Un immenso campo scout che prevederà settimane di allestimento e settimane per smontarlo.

Può un raduno del genere, in cui convergeranno scout da tutt'Italia, essere un problema? Dipende.
Aracnofilia e gli altri specialisti, e ci tengo a precisarlo visto che è stato messo in risalto su alcuni quotidiani online che hanno affrontato la tematica, non ha alcun pregiudizio verso gli scout e verso i loro raduni. Ne sono in campo divergenze politiche o religiose.
Solo uno sciocco potrebbe ignorare l'importanza che può rappresentare un incontro del genere per i giovani partecipanti: condivisione di esperienze, opportunità di crescita, fondersi con la natura come molti di noi fanno e hanno fatto da piccoli. Ne tantomeno l'animo naturalista ed ecologico che li caratterizza.
Ma come dicevo prima, tutto dipende... e infatti se la località scelta per il raduno non fosse idonea, o si fossero tralasciate informazioni importanti per valutarne l'impatto sull'ambiente, ecco sorgere un problema da non sottovalutare.

Il raduno in questione è stato previsto per il 6-10 agosto (4 giorni soltanto) nel Parco Naturale San Rossore-Migliarino-Massaciuccoli, e in particolar modo in quella prateria arida mediterranea in zona Selva Pisana...

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Vi ricorda niente? Esattamente! La stessa zona che abbiamo visitato nel Raduno 2012 e unica zona della tenuta ad ospitare un'isolata popolazione di Lycosa tarantula.

Quest'area è ufficialmente considerata "zona di transizione" e quindi non una delle zone piu protette e ricche di fauna e flora da conservare (come lo è il litorale o parti della foresta retrodunale). Ma allo stesso tempo non è nemmeno un'area priva di interesse, ed infatti, a seguito della tardiva notizia dell'evento, centinaia di naturalisti, biologi e botanici, si sono sollevati pubblicando documenti e petizioni. QUI troverete un documento che raccoglie tutte le osservazioni fatte dai vari specialisti sulle specie botaniche e zoologiche che risentiranno dei lavori derivanti dal raduno. Lavori ricordo che dureranno settimane precedendo l'evento e proseguiranno fino a settembre per lo smontaggio.

La polemica tra i vertici del Parco, Agesci e il gruppo promotrice della protesta di cui Aracnofilia e altri aracnologi italiani sono firmatari, è presto approdata sulle pagine delle testate giornalistiche locali. Con una rapida ricerca troverete molti articoli per chiarirvi meglio la situazione.
Nonostante questo, il clamore e le centinaia di persone interessate, nulla è stato fatto dall'ente parco che, nell'ultima conferenza dei servizi (28-maggio) ha confermato definitivamente il progetto.
Il fine primo della protesta, e della petizione che tutti dovrebbero firmare, non è annullare l'evento, ne denigrare le competenze dei vertici del parco. Tutti capiscono che dietro ad un evento del genere girino grosse opportunità, economiche e non solo.. Inutile prendersi in giro, l'evento serve sia ad AGESCI che al Parco.
L'importante invece è sollevare le problematiche, far capire a tutti che quell'area non è considerabile agricola e quindi priva di interesse naturalistico, e per quanto ci riguarda far conoscere la tipicità di quella popolazione di Lycosa tarantula. Aracnofilia non è un covo di bigotti animalisti, ne gridiamo allo scandalo se qualche animale soccombe di fronte all'attività umana, ma siamo pienamente convinti che sarebbe stato più razionale interpellare prima il comitato scientifico del parco, sentire le opinioni degli specialisti interessati (anche se, dando ragione ai vertici del parco, la legge non lo richiede), e sarebbe bastato spostare il campo scout in qualche area poco distante e veramente agricola.
Nessuno allora si sarebbe lamentato, apprezzando anzi senza polemiche l'importanza di un così grande incontro scout.

Ma ormai...
Il prof. Garbari, docente e gia presidente dell'associazione botanica italiana, ha minacciato quindi, insieme agli altri promotori, di ricorrere a denunce e segnalazioni agli organi internazionali interessati. Del resto è l'unica strada rimasta visto che ormai i lavori per l'allestimento del campo sono imminenti. Nel mentre decine di volontari della zona si sono impegnati a monitorare e documentare quotidianamente i lavori, così da evidenziare eventuali violazioni.

Aracnofilia ha già pubblicato e inviato a centinaia di contatti, forestale, regione e province, ente parco e comitato scientifico, specialisti e testate giornalistiche un proprio documento che troverete QUI
Ma serve di più e, insieme all'Associazione Italiana di Zoologia, all'Associazione Botanica, ad altre associazioni naturalistiche, si dovranno raccogliere firme per sostenere con più vigore le nostre ragioni.

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Vi invitiamo quindi a sottoscrivere l'appello inviando una mail con il vostro nominativo all'indirizzo

sbi@dbe.unifi.it

specificando nell'oggetto "Petizione Parco San Rossore - Aracnofilia"

Ringraziamo tutti voi per il sicuro appoggio, vi invitiamo a diffondere la partecipazione e ringraziamo di cuore il prof. Garbari che si sta impegnando tanto nella missione e il prof. Tongiorgi per averci messi in contatto.

Lo Staff

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Ma è assurdo pensare di accampare 30000 persone in un Parco Naturale! ho letto la lettera agli enti completa...è impossibile che venga autorizzata una cosa del genere in un area con siti di nidificazione e riproduzione di specie così importanti e protette. Non possono rimanere indifferenti davanti all'evidente importanza del sito.

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Su molti giornali sono arrivati commenti e risposte anche da parte dell'ente parco e degli scout. Tutti rispondono dicendo che il raduno ha un'importanza notevole, umanamente e didatticamente parlando, e che gli scout di solito lasciano i posti dove campeggiano piu puliti e in definitiva migliori di come li hanno trovati.

Qui nessuno vuole negarlo!

Io ci tengo a puntualizzare, e invito anche gli utenti a seguirmi in questo, che il problema non sono i giovani ragazzi scout che passeranno li 4 giorni pagando soldi,pregando e cantando in cerchio, imparando a stare insieme e a convivere con la natura. La nostra paura non è riferita agli scout che, sicuramente, non danneggeranno le le nidificazioni o le Lycosa con volontarietà e premeditazione.

 

Il problema grosso, vero, sono le settimane di lavoro che porteranno all'allestimento del campo, con probabili transiti di camion o camioncini, gru per raggiungere gli alberi e appendere riflettori e altoparlanti, autobotti per i bagni chimici, le tende che copriranno il terreno per molti giorni e quindi le tane di Lycosa, i palchi e le strutture che, pesanti, sicuramente potranno far crollare i cunicoli scavati nella sabbia, i migliaia di litri d'acqua che verranno consumati e poi dispersi in quelli che secondo loro sono fossi quando in realtà sono zone acquitrinose o lame retrodunali ricche di fauna. Questi sono i problemi a cui non sono state date risposte ne sono stati valutati in sede di studio di incidenza.

 

I ragazzi scout arriveranno li perchè gli organizzatori hanno previsto quel posto, non per loro scelta, pagheranno i loro 200 e passa euri di quota (per 32.000 partecipanti..) e si divertiranno 4 giorni. Chi dovrebbe tutelare un'area protetta, sito di interesse comunitario e regionale, non sono i singoli ragazzi scout ma chi dirige il parco e chi gestisce questi raduni. Senza contare il precedente.. come si potrà domani rifiutare un raduno di qualsiasi tipo composto da 2000 5000 10000 persone se oggi è stato avvallato senza problemi un raduno plurigiorno da 32000?

Nessuno vuole negare il raduno, ne di farlo nella splendida tenuta, ma non possiamo nemmeno non evidenziare il problema! E come noi centinaia di specialisti, anche molto illustri, si pongono il problema dell'effettivo impatto.

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Scusate se scrivo di nuovo comunque secondo me potrebbero spostarsi in altri posti perché noi ogni anno troviamo degli spazi aperti che sono anche il doppio di questi

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Capisco sul serio le buone e oneste motivazioni di tutti i coinvolti ( sinceramente! ) ma sintetizzando come è possibile che ci si muova con una tale massa di persone senza considerare l'impatto ambientale, almeno in una zona ricca e particolare come un' oasi faunistica? Il mio sarcasmo è proprio sul giuramento scout citato prima e aggiungiamo che vorrei capire come sia possibile avere l'assenso a tutto ciò in questa zona ?

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Forse sarebbe utile se qualcuno che conosce bene la zona indicasse un'area alternativa dove fare il raduno.

 

Così il dibattito si sposterebbe sulla valutazione delle due alternative, mentre ora, di fatto viene presentato strumentalmente dagli organizzatori come una scelta tra raduno sì e raduno no.

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Luigi, i promotori hanno piu volte scritto e passato le loro indicazioni e suggerimenti ai diretti interessati. Io stesso ho girato il nostro documento a tutti i contatti possibili del parco, dal direttore al consiglio scientifico alle autorità forestali della zona. Solo la presidente del consiglio scientifico mi ha risposto su decine di mail mandate.

Garbari e gli altri si sono resi disponibili per confronti e hanno sperato fino all'ultimo che qualcuno rinsavisse e spostasse l'evento in zone limitrofe. Cosa che con l'ultima Conferenza dei servizi, nonostante tutti i documenti in loro possesso, non hanno fatto.

Chi è della zona, e molti sono quelli che conoscono bene il parco e si son fatti promotori della lamentela, affermano che ci sono svariate aree facenti parte nominalmente del parco ma effettivamente agricole, incolte o coltivate, che potrebbero ospitare l'evento. Immagino però che quelle zone sarebbero state interessate da altre problematiche, non di ordine naturalistico quanto economico viste le settimane previste di lavori....

Ripeto che nessuno si è schierato con un secco NO al raduno, quanto invece con un NO al raduno con le modalità e siti scelti i quali, pur non essendo le aree piu delicate della riserva, sono sempre all'interno del parco e ospitano flora e fauna sensibile.

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