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Come si interagisce con le migali


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No, di fatto non si abituerà mai.

 

Sul libro " I ragni giganti" ad un certo punto c'è un asserzione in cui parla di un possibilie riconoscimento del momento del pasto quando si apre il terrario. IO dubito comunque che si tratti di un riconoscimento. Piuttosto di un po' di eccessiva curiosità.

 

Le migali sono delicate, come anche gli altri ragni. Il fatto che molte più persone le prende in mano non dipende dalla loro resistenza, ma forse dal fatto che se tenessi un Hogna radiata in mano nessuno ti considererebbe un eroe o simili. Questo sempre in merito a esibizionismo nelle migali...

 

Non so se mi sono spiegato. :wacko:

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Mi sto leggendo la sezione del forum dedicata alla bibliografia... e credo che presto comincerò a fare indigestione di libri (come sempre). Io leggo anche spangolo, francese ed inglese, quindi se ci sono suggerimenti anche in queste lingue sono più che graditi

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Non mi era neanche venuto per l'anticamera del cervello che qualcuno potesse essere preda di "esibizionismo da migale" :-) mi sembra assolutamente senza senso.

Ora mi sono più chiare certe scene!!

 

Per quel che mi riguarda passare una mattina intera nell'acqua per far abituare una murena di un paio di metri alla mia presenza... e poi vedere che sporge la testa e si fa toccare tosso il collo è una esperienza indescrivibile, non certo per il rischio (che è praticamente nullo) ma perchè è la sua curiosità che la porta ad interagire con me. Una volta sono stato "adottato" da una remora, che mi ha seguito attaccata alle gambe per ore... ero la persona più felice del mondo...

Oppure le tartarughe che appoggiano il naso sulla tua maschera, perchè sono curiose... non ha niente a che vedere con l'esibizionismo o con il rischio

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Pertinente domanda. Alla fine in rete c'è tanto materiale ed esempi contrastanti che il dubbio sorge spontaneo.

Dipende molto se la migale la consideri un essere selvatico o un "pet" all'americana.

Se leggi in rete vai sui forum americani e vedrai che loro hanno una filosofia diversa rispetto a quella europea e un modo molto più semplicistico di pensare certe corte (Il che non è sempre un bene). Basta leggere lo Schultz per rendersene conto (è anche colpa sua).

Comunque se leggi ad esempio sul forum Arachnoboards vedrai che una bella fetta di utenti considera "pet" o animale pseudo domestico una migale e asserisce che al ragno può piacere la manipolazione. Io penso sempre che a me non piacerebbe essere preso in mano da un gigante...pensa al tremore di una mano amplificata fino al livello di un terremoto. E pensa l'effetto di un terremoto su un essere abituato a basarsi sulle vibrazioni e agli spostamenti di aria per molte attività quotidiane.

Per quanto siano dall'aspetto "morbidosi e pelosini" sono pur sempre selvatici quindi se si ha voglia di coccole meglio prendersi un bel gatto. :054:

 

 

edit: Per le pulizie nel terrario dipende da quanto ingenti siano. Se sono la rimozione di un resto di cibo bastano pinze (mai a mani nude) e attenzione.

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Se leggi in rete vai sui forum americani e vedrai che loro hanno una filosofia diversa rispetto a quella europea e un modo molto più semplicistico di pensare certe corte (Il che non è sempre un bene). Basta leggere lo Schultz per rendersene conto (è anche colpa sua).

 

con lo Schultz intendi "The Tarantula Keeper's Guide" per caso? Perchè se è questo libro, per quel poco che ho letto finora, molti consigli sull'allevamento in effetti mi sono sembrati completamente opposti rispetto a quanto ho imparato ad esempio su questo e altri forum, anzi, alcuni mi sembrano veramente paradossali... :mah:

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Con lo Schultz intendo il libro e ciò che professa sul forum e cioè il famoso "dry with waterdish", il maneggiamento delle migali e la loro abilità di apprendere.

Per esempio questo commento fresco fresco

http://www.arachnoboards.com/ab/showthread.php?259787-Wild-caught-Vs-Captive-Breed&p=2250243&viewfull=1#post2250243

Poi uno può essere d'accordo oppure no per carità è libertà di pensiero. Però mi sembra che l'amore per le migali gli stia facendo avanzare ipotesi un pò azzardate.

 

Si Andro all'inizio spiazza però ha il pregio (o il difetto) di essere un modo semplicissimo a prova di "American Idiot" per molte specie. Pensa che lui consiglia di tenere le Haplopelma sp. all'asciutto con il ciotolino dell'acqua. Data la stagionalità dei monsoni lui dice che le Haplopelma sp. sopportano mesi con forte umidità. Qui si dice che sopportano i mesi di siccità perchè si tiene conto del terreno, umidità notturna ecc. A volte sembra davvero la storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

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Con lo Schultz intendo il libro e ciò che professa sul forum e cioè il famoso "dry with waterdish", il maneggiamento delle migali e la loro abilità di apprendere.

Per esempio questo commento fresco fresco

http://www.arachnobo...l=1#post2250243

Poi uno può essere d'accordo oppure no per carità è libertà di pensiero. Però mi sembra che l'amore per le migali gli stia facendo avanzare ipotesi un pò azzardate.

 

Si Andro all'inizio spiazza però ha il pregio (o il difetto) di essere un modo semplicissimo a prova di "American Idiot" per molte specie. Pensa che lui consiglia di tenere le Haplopelma sp. all'asciutto con il ciotolino dell'acqua. Data la stagionalità dei monsoni lui dice che le Haplopelma sp. sopportano mesi con forte umidità. Qui si dice che sopportano i mesi di siccità perchè si tiene conto del terreno, umidità notturna ecc. A volte sembra davvero la storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

 

come le Avicularia, che richiedono tassi di umidità medio-alti in teoria, se non sbaglio il libro dice invece che possono essere tenute anche senza substrato, perchè il ragno tanto non scende quasi mai a terra... Ci sono rimasto quando l'ho letto... :mah:

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Ma quello se ci pensi è comprensibile. Se ti basi sul fatto che i veri arboricoli non stanno a 40 cm da terra come nei terrari ma sugli alberi o su qualsiasi struttura elevata ti sorge spontaneo pensare a cosa gli serva il substrato. Se lo usi come fonte di umidità ti serve ma se invece usi una vaschetta dell'acqua lo potresti anche togliere. Se tu consideri il terrario una piccola porzione di habitat lo puoi immaginare vicino a terra oppure in mezzo alle fronde degli alberi. Però l'effetto finale è poi quello che si vede da quella foto in bianco e nero del libro. La stranezza del terrario forse deriva anche dal fatto che siamo bipedi terrestri abituati a vedere il terreno :uups:

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Io non credo sia tanto una questione di pensiero... cioè, puoi pensare quello che vuoi, ma i fatti sono fatti, la scienza è scienza. Secondo me confondono l'adattamento sensoriale con qualcosa di più. L'Aplysia di Kandel docet.. di recente hanno rilevato una memoria sensoriale anche nella Mimosa pudica. Ma adattamenti del genere si possono osservare anche nei ragni nostrani.. Di solito per spostare i ragni quando devo aprire i mini-terrari o fare ordine utilizzo un bastoncino lungo e sottile.. Le prime volte che lo faccio, sfiorando appena l'opistosoma, la reazione è fuga immediata, se invece avvicino il bastoncino al cefalotorace la reazione di solito è l'attacco dello stesso o il blocco con le zampe anteriori. Dopo un po' di tempo però il ragno diventa "insensibile" o quasi a questi stimoli: sfiorarlo sull'opistosoma gli fa fare solo un passetto avanti, non attacca il bastoncino se si toccano le zampe anteriori ecc.. Questo comportamento l'ho rivelato soprattuto nei Lycosidae e in Zoropsis spinimana, mentre non così nella Steatoda paykulliana, che si è rivelata sempre aggressiva a questo tipo di approccio, sia se toccata da dietro (usava le zampe posteriori come per mobilizzare la preda) che davanti (attacco diretto).

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Spleen hai ragione ho usato "apprendere" un pò troppo in modo generico. Non mi addentro sul tecnico perchè non ho le competenze, però anche io credo che anche le migali abbiano capacità di apprendere altrimenti si sarebbero estinte da un pezzo. E poi già osservandola nel tempo lo si capisce.

Quello che contesto dal post dello Schultz è quel desiderio di contatto tra uomo e migale e il presupposto che si possa addomesticare.

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