Lupo Inviato 13 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 13 Ottobre 2008 Sperando che sia il topic giusto e che non mi sia sfuggita una discussione già in corso, mi chiedevo: è possibile teoricamente (o è già successo) che.. 1) un animale esotico (visto il forum diciamo un ragno e per esagerare diciamo un Latrodectus mactans) venga introdotto (accidentalmente o no) in Europa? 2) possa sopravvivere abbastanza da.. fare guai? 3) possa (mi rendo conto delle probabilità scarsissime ma intendo in TEORIA) ibridarsi (spero si dica così) con qualche specie locale affine e prolificare (cosa?)? Saranno domande da figlio a papà ma le faccio lo stesso, se si può.. :rolleyes: . Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 13 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 13 Ottobre 2008 Domanda molto interessante Sì è possibile che un ragno non europeo possa sopravvivere se introdotto in Europa. Per esempio ci sono dubbi sull'insediamento di Loxoseles laeta (specie sudamericana) nel sud Italia. In Italia ci sono stati casi di Loxoscelismo e forse non sono da attribuirsi all'autoctono Loxosceles rufescens, ma appunto a L. laeta. Riguardo all'ibridazione delle specie: Innanzitutto bisogna dire che la natura ha escogitato vari modi per far si che due specie non possano ibridizzarsi. Esistono varie barriere le quali non permettono allo zigote di svilupparsi. Alcune sono per esempio l'incompatibilità dei genitali, l'incompatibilità genetica e quindi impossibilità di formare uno zigote, la formzione di uno zigote ma che poi non si svilupperà, formazione di un individuo sterile, stagione riproduttiva differente, ecc. Nonostante ciò è possibile che due specie differenti (ma "vicine" geneticamente appartenenti allo stesso genere) possano accoppiarsi. E' un caso rarissimo che di norma non si verifica in natura ma si verifica forzatamente in cattività. Altro caso rarissimo: uno dei requisiti per cui uno zigote possa formarsi è che le due cellule seminali abbiano lo stesso numero di cromosomi. Se per esempio una delle due ne ha uno in più, lo zigote avrà seri problemi e molto spesso non arriverà a maturazione, oppure non darà origine ad un esemplare sano e quindi la selezione naturale provvederà a toglierlo di mezzo (esemplare sterile). Può capitare però che la specie avente più cromosomi ne perda una quantità durante la fecondazione in modo tale da possedere poi lo stesso numero dell'altra specie. In questo modo il numero sarebbe uguale ed i cromosomi possono dividersi in coppie omologhe. L'individuo che ne nascerà quindi sarà fertile. E' da sottolineare che questo è dovuto ad una anomalia genetica, non è un caso frequente. Inoltre l'ibridazione tra animali è un qualcosa di raro poichè come ti ho detto ci sono molte barriere, mentre nel mondo vegetale l'ibridazione è un qualcosa di normale. In sostanza (scusa se mi sono dilungato troppo), una specie introdotta potrebbe prolificare solo in determinate circostanze: adattamento al clima, grande numero di esemplari della stessa specie ed inserimento in una nicchia ecologia preferibilmente non occupata da altre specie o da specie "forti" con cui "combattere" per il cibo. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Lupo Inviato 13 Ottobre 2008 Autore Segnala Condividi Inviato 13 Ottobre 2008 (Per Henry) "scusa se mi sono dilungato troppo"?? ! Beh, se dovesse ricapitare, ti.. autorizzo - in bianco - a rifarlo!! Grazie. P.S.(e modifica): però l'evoluzione delle specie ha fatto man bassa di queste rare casualità.. Certo, in tempi piuttosto lunghi.. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
elleelle Inviato 14 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 14 Ottobre 2008 Vorrei citare, tra i tanti, due esempi di "successi" (purtroppo, successi solo dal loro punto di vista) ottenuti da specie alloctone importate casualmente: la zanzara tigre e la formica argentina, che si sono installate in Italia in modo stabile e, nel caso della formica, anche soppiantando in parte le specie autoctone. Infatti, può succedere che alcune specie siano adattissime al nostro territorio, ma, per motivi storici, si siano evolute altrove. A questo punto, basta che pochi esemplari arrivino da noi per caso e, trovando condizioni favorevoli, come ad esempio mancanza dei loro predatori abituali, si riproducono in maniera incontrollabile. Non mi risultano invece casi di ibridazione, che, come ha spiegato bene Henry, incontra varie barriere, a meno che non si trattasse di varietà della stessa specie (ad esempio, cinghiali ungheresi introdotti dalle associazioni venatorie per cacciarli). Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
aracnojak Inviato 14 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 14 Ottobre 2008 Tra le specie che sembra si stiano insediando nel nostro territorio,o meglio,che si vocifera inizino ad essere presenti con qualche esemplare,possiamo annoverrare il già citato Loxoscosceles laeta , Latrodectus mactans , Macrothele sp. (in questo caso v'è qualche certezza in più.. vedi il recente ritrovamento di Macrothele calpeiana ..) e Argiope trifasciata .Ripeto che per la maggior parte si tratta di casi da verificare. ciao Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
chewbacca Inviato 14 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 14 Ottobre 2008 Tra le specie che sembra si stiano insediando nel nostro territorio,o meglio,che si vocifera inizino ad essere presenti con qualche esemplare,possiamo annoverrare il già citato Loxoscosceles laeta , Latrodectus mactans , Macrothele sp. (in questo caso v'è qualche certezza in più.. vedi il recente ritrovamento di Macrothele calpeiana ..) e Argiope trifasciata .Ripeto che per la maggior parte si tratta di casi da verificare.ciao e dove sono state fatte queste segnalazioni? si sa di preciso? pura curiosità... e un pò di paura di trovarmi una Latrodectus mactans in giardino :rolleyes: Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
The_Reaper Inviato 14 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 14 Ottobre 2008 Vorrei citare, tra i tanti, due esempi di "successi" (purtroppo, successi solo dal loro punto di vista) ottenuti da specie alloctone importate casualmente: la zanzara tigre e la formica argentina, che si sono installate in Italia in modo stabile e, nel caso della formica, anche soppiantando in parte le specie autoctone. Oltre a questo "caso" che forse è uno dei più eclatanti: Trachemys scripta: Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 14 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 14 Ottobre 2008 concordo con Pierpaolo.. Trachemys scripta è una vera e propria piaga; comperate alle fiere di paese vengono poi liberate nei fossi in campagna dove portano all'allontanamento le specie nostrane come Emys sp.. Se ne trovate qualcuna segnalatela alla forestale mi raccomando. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
elleelle Inviato 14 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 14 Ottobre 2008 E' vero. Io avevo citato due casi di immigrazione fortuita, ma ci sono molti altri casi dovuti al rilascio di animali di allevamento - pratica molto cara agli animalisti meno competenti . Simile a quello della tartaruga è il caso del gambero rosso americano (Procambarus) che sta soppiantando il nostro gambero verde (Austropotamobius); lo scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis) che sta portando all'estinzione lo scoiattolo rosso europeo (Sciurus vulgaris); la nutria (Myocastor) che non minaccia nessuna specie autoctona corrispondente, ma minaccia gli ecosistemi dei fiumi in genere. Tutti animali di allevamento che persone di buon cuore hanno generosamente liberato in natura ..... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
The_Reaper Inviato 14 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 14 Ottobre 2008 la nutria (Myocastor) che non minaccia nessuna specie autoctona corrispondente, ma minaccia gli ecosistemi dei fiumi in genere. Mamma mia la nutria ormai è diventata la mia compagna d'avventure alla guida, visto che spesso per andare al lavoro percorro stradine di campagna utili evitare il traffico mattutino, e inevitabilmente le mie due ruote motrici si "relazionano" con questi roditori.. Le prime volte, senza internet che mi spiegasse che erano arrivate a far compagnia alla nostre classiche "pantegane", tornavo a casa e dicevo che avevo raschiato dei castori... Mi ricordo che un giorno lo andai a segnalare a un ambulatorio veterinario del mio quartiere, e lì mi spiegarono che eran nutrie, e che i castori se ne stavano bellamente altrove Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
aracnojak Inviato 14 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 14 Ottobre 2008 Tra le specie che sembra si stiano insediando nel nostro territorio,o meglio,che si vocifera inizino ad essere presenti con qualche esemplare,possiamo annoverrare il già citato Loxoscosceles laeta , Latrodectus mactans , Macrothele sp. (in questo caso v'è qualche certezza in più.. vedi il recente ritrovamento di Macrothele calpeiana ..) e Argiope trifasciata .Ripeto che per la maggior parte si tratta di casi da verificare.ciao e dove sono state fatte queste segnalazioni? si sa di preciso? pura curiosità... e un pò di paura di trovarmi una Latrodectus mactans in giardino :rolleyes: Prevalentemente a Cuneo e dintorni....!!! Non ti ritroverai nessuna Latrodectus mactans in giardino,tranquillo :rolleyes: .Per lo più nel Sud Italia,eccezion fatta per Macrothele sp. che invece è stato rinvenuto anche al nord.Approfitto per ricordare che si tratta di un ragno timidissimo e per nulla aggressivo.Vi sono pochi casi di morso nei Paesi in cui questo animale è presente,figurarsi se sia il caso di preoccuparsi qui... AGGIUNTA: io invece,la prima volta che m'imbattei in una nutria,la classificai,esaltandomi,lo ammetto,per un topone di fogna gigante !!! e resto convinto ne esistano di quelle dimensioni.... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
chewbacca Inviato 14 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 14 Ottobre 2008 Prevalentemente a Cuneo e dintorni....!!! ah ok se sono a Cuneo non c'è problema! è a 60km da casa mia! vorrà dire che mi accontenterò delle Steatoda, ne trovo a bizzeffe in bagno! sono ragni puliti a quanto pare! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Daniele21Rm Inviato 15 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 15 Ottobre 2008 Vorrei precisare che una specie di vedova nera come saprete è gia' presente in Italia,la vedovane nera Mediterranea (Latrodectus Tredecimguttatus) soprattutto lungo le coste tirreniche,anche nei pressi di Roma stessa. Sempre a Roma,si osservano gruppi di pappagalli ormai perfettamente ambientati,che girano per la citta',in particolare presenti nelle ville di Roma e lungo il parco dell'Appia Antica,e in alcune di queste si sono anche riprodotti;spessissimo li ho visti. Appartengono al genere Parrocchetto dal collare e Parrocchetto monaco,ma non so' se siano nocivi per gli altri uccelli locali. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
giogio80 Inviato 15 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 15 Ottobre 2008 Ma perche la Latrodectus tredecimguttatus ti risulta essere introdotta? Comunque anch'io ho notato a Roma i Parrocchetto dal collare sull'Appia, a San Giovanni(mura latine) e a Villa Borghese e Ciconvallazione Cornelia....a casa mia e un continuo aggiornamento di avvistamenti. Per le Trachemys la maggior parte sono Trachemys scripta elegans, ormai illegali perche sta sostituendo l'autoctona Emys orbicularis, ma a Roma nei laghetti delle ville come Villa Panphili e Villa Ada ce ne sono a decine! Certo che siamo usciti un bel pò OF eh! Mesà che è meglio spostare la discussione! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
The_Reaper Inviato 15 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 15 Ottobre 2008 Ma perche la Latrodectus tredecimguttatus ti risulta essere introdotta?Comunque anch'io ho notato a Roma i Parrocchetto dal collare sull'Appia, a San Giovanni(mura latine) e a Villa Borghese e Ciconvallazione Cornelia....a casa mia e un continuo aggiornamento di avvistamenti. Per le Trachemys la maggior parte sono Trachemys scripta elegans, ormai illegali perche sta sostituendo l'autoctona Emys orbicularis, ma a Roma nei laghetti delle ville come Villa Panphili e Villa Ada ce ne sono a decine! Certo che siamo usciti un bel pò OF eh! Mesà che è meglio spostare la discussione! Mah, potremmo al massimo "ampliarla", visto che l'argomento sta decollando bene e non è così lontano dal concetto del thrad iniziale Magari un moderatore può rinominarla a dovere! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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