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topolini bianchi


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Ciao a tutti.

Sono davvero felice che questo topic abbia attirato l'attenzione di cosi tante persone (neofiti ed esperti), e che tutti abbiano espresso la propria opinione a riguardo. La mia posizione e' ben nota, in quanto gia' espressa alla pag. 2 di questo topic. Riprendo pero' il discorso per fare delle puntualizzazioni a mio parere doverose, e per cercare di rispondere ad alcune posizioni espresse sull'argomento.

Prima di tutto, vorrei manifestare la mia ammirazione per Diego e Fabio, i quali hanno dato un esempio di come la nostra passione per i ragni possa essere portata avanti in modi diversi, ma sempre con cognizione e rispetto per la natura. E soprattutto per la loro sincerita'. Poi proseguo chiedendomi come mai nessuno abbia colto il messaggio che ho lanciato nel mio post precedente (che pregherei di leggere per capire meglio questo dicorso). Mi spiego meglio: secondo il mio modesto parere, la questione topolino si / topolino no e' un falso problema, e come tale ha generato in alcuni considerazioni incoerenti( come il ns Enrico "Volothar a fatto notare). Io mi chiedo invece cosa c'e' a monte della questione sul topo come nutrimento. E cioe' quali sono le motivazioni che spingono una persona a voler vedere una tarantola che preda un roditore. E da buon sociologo (deformazione professionale) mi sono posto delle domande a riguardo. Ad esempio, perche' il nostro amico Rafael, che e' alla sua prima esperienza come aracnofilo, per giunta con un esemplare grande e dal caratteraccio , invece di postare domande sull'allevamento della geniculata, sulle sue abitudini, sulle sue necessita', onde aumentare le sue conoscenze, la prima cosa che ha fatto e' chiedere un parere su un topo??? Perche' appena arrivato a casa era ansioso di vedere un simile spettacolo? Spettacolo che non biasimo, se alla sua base ci sono sane motivazioni... Questo invece mi ricorda tanto (come gia detto), i ragazzi che si comprano cani aggressivi per poter camminare a petto in fuori per strada.

Come gia' si e' detto, alla base dell'hobby dovrebbe esserci una passione (di ordine puramente scientifico o meno) per un certo mondo animale. Una voglia di sapere cosa nasconde, di condividere esperienze e riflessioni. Se non c'e' quella (la passione), l'hobby diviene una congiiuntura, un diversivo, che presto stanchera'. E chi ne fara' le spese? Ovviamente una povera bestia..

Se poi, come qualcuno ha fatto per rigirare la frittata, vogliamo scomodare illustri pensatori (povero Nietsche, non lo merita...), allora va bene! Ma come dice Diego, non vorrei essere sofistico, e ricorrere a concetti di relativismo, realzionismo, utilitarismo (e chi piu' ne ha piu' ne metta) per mascherare puslioni decisamente piu' "terrene". Anche perche, con un paio di sillogismi, sarebbe semplice dimostrare anche la sacrificabilita' umana in nome del progresso...

Il punto invece, e' che ogni attivita', che sia un mestiere o un passatempo, prevede sempre una conoscenza, alle spalle. Altrimenti il fallimento e' dietro l'angolo. Ed io diffido, e diffido fortemente, di chi tale conoscenza la rifiuta.

Di qui il concetto di "responsabilita" cui mi sono riferito nel precedente post. Responsabilita' nei confronti dell'hobby e di cio' che significa per tutti noi,che aumenta quanta piu' esperienza accumuliamo nel nostro campo d'azione. E che deve servire ad aiutare chi ha bisogno, ma anche ad allontanare chi vuole speculare sulla ns attivita'. L'aracnofilia italiana ha gia' molti problemi e molti anni di ritardo rispetto al resto del continente. Per continuare a farla crescere in modo sano e rispettabile e' importante il contributo di tutti per il medesimo scopo. Non dico che chi ha esperienza debba avere un ruolo di educatore (sarebbe pretenzioso), ma di supporto e tutela si. Percio', se chi si accosta alla aracnofilia con approcci scorretti puo' essere spinto ad una riflessione, e' ns dovere farlo.

Se poi, tale riflessione non si riesce ad ottenerla, nonostante gli sforzi, allora forse e' meglio la dissuasione....

Grazie per il tempo dedicatomi,

Cordialmente,

Marco

 

The "Haploman"

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Salve a tutti.

 

Carissimo Stefano.

Sicuramente sono d'accordo con la parte iniziale del tuo più recente "post".

Infatti, sono io il primo a ritenere il discorso "etico" come il primo tra gli "alibi".

Un alibi per i fautori (come me) dell'alimentazione "vertebrata" e i di lei detrattori (come te e moltissimi altri).

Ciò nonostante, ne io ne molti altri siamo rimasti insensibili davanti al fascino esercitato da tale "approccio"; nell’ argomentare le nostre posizioni.

Sicuramente ho già avuto modo di manifestarti, in alcune occasioni, la mia stima (come allevatore, ma soprattutto come uomo onorevole e dignitoso!).

Però, purtroppo, la seconda parte del tuo "post", mi lascia un po "freddo".

Non per le idee in se!

Idee che, in quanto tali, vanno rispettate "tout court" (usando licenziosamente un'espressione di "Matteiana memoria").

Io, almeno, le rispetto "in blocco".

Magari non le approvo "in toto", ma è bello così; non trovi?

Non vorrei divagare troppo però.

Ciò che mi ha lasciato "freddo", delle tue parole, è stato il fatto, che, leggendo il tuo "post", mi è sembrato che tu ti sia fatto prendere un po troppo la "mano".

Per concludere ti chiedo semplicemente: "non trovi che tra il bianco e il nero possano essere identificate e classificate numerose tonalità di grigio"?

Ti riconosco come una persona intelligente ed acuta, per cui penso che sia superfluo sottilizzare il fatto che non c'è, nelle mie parole, alcun "alone" di polemica.

Le polemiche sono cose da "popolo minuto", non si addicono alle persone onorevoli!

Vanno lasciate cadere.

Ma ne ho già parlato troppo, in effètti.

Però è meglio essere "cristallini".

 

Carissimo Marco,

Se ne avessi la facoltà pratica, controfirmerei in pieno ciò da te scritto nel "post" appena sopra posto!

Mi auguro sempre di più che ci possa essere in futuro l'occasione per incontrarci e discutere di ragni, ma anche e soprattutto di altro.

Me lo auspico.

Intanto posso ribadire, se ve ne fosse ancora bisogno, come, personalmente, l'osservare un terafoside predare e cibarsi di un vertebrato ovvero di un invertebrato, non MI dia alcuna soddisfazione "implicita".

Posso interessarmi alla tecnica predatoria, che, come già precedentemente chiarito, non cambia assolutamente nell'"affrontare"(vi prego di interpretare tale termine in senso "arbitrario"; non "iconico")una preda(perchè tale è)vertebrata o invertebrata che sia.

Dopo tanti anni, sono abbastanza adusa a tale visione.

L'importanza dei vertebrati (io uso solo roditori...mai rettili), PERSONALMENTE, la "vedo" nell'alimentare grandi specie in fase di sviluppo.

Soprattutto specie come il "Pelinobius muticus", che, per quanto MI riguarda, soffrono di un appetito piuttosto "regolare", ma purtroppo, a volte, piuttosto "dilatato" nel tempo.

Per cui, quando so che tale ragno deve mangiare, posso, saltuariamente, "risolvere" con l'uso di un topino vivo.

Però di questo ho già parlato nel "post" del giorno 08/11/2002 delle ore 13:02:17.

Lo ribadisco perchè, una domnda chiara e netta come la tua merita una risposta pronta e dotata di caratteristiche analoghe alla domanda!

Almeno spero che sia così.

Ovviamente non posso far altro che esporre un'idea MIA.

Mi auguro che altri, soprattutto le/la persona/e da te, giustamente, menzionate, dimostrino pari "prontezza" e "schiettezza".

Spero fortemente che tale persona/e voglia/no sfruttare il proprio sacrosanto "diritto di replica"; altrimenti, come tu ben sai e mi insegni, la tua impressione sul suo/loro "conto", rischierà di diventare una "verità assodata e comune".

Ma questo non è giusto.

Penso inoltre, come te, che l'enucleare teorie etiche e sillogismi vari, diventi troppo spesso la rotaia sulla quale corre l'alibi più bieco.

Ciò riguarda (potenzialmente) TUTTI!

 

Caro amico, sicuramente è innegabile l'importanza che la "previa conoscenza" ha sul successo del progetto.

Sottolineo questo, anche perché, vorrei collegarmi ad un tema che tu hai sollevato e che non è assolutamente privo di interesse.

Il nostro "hobby" (termine veramente riprovevole!)è in espansione!

Con tutto ciò che ne consegue.

Purtroppo!

Personalmente ricevo quotidianamente "e-mails" di gente che vuole comprare animali; cosa piuttosto improba; visto che, pur avendo riprodotto varie specie, non ho mai venduto neanche mezzo animale in vita mia!

Purtroppo, molto più raramente ricevo richieste di "informazioni".

Informazioni che fornirei, nel mio piccolo (of course), con la massima disponibilità ed apertura.

Questo fenomeno, non so se riguardi solo me, ma deve far riflettere.

In base a ciò io ti/vi chiedo:

"Siamo sicuri che l' "hobby" in Italia non vada bene così com'è"?

Vi prego di non fraintendermi.

Io sono il primo a ritenere fondamentale l'informazione.

Siamo certi, però, che "calcando troppo la mano", non si rischi, un po tutti, di finire con il voler "raccogliere proseliti" a tutti i costi.

Ritengo, personalmente, che ad oggi le "proporzioni" che il nostro comune interesse riveste in Italia, siano perfette!

Siamo proprio certi di voler rendere l' "aracnofilia", "italica", un’attività di proporzioni "teutoniche"?

Io, personalmente, temo che così facendo, finiremmo come la numerosissima "schiera" di "erpetofili"; che con il passare del tempo danno luogo a biechi localismi e a faide interne come nel peggiore dei "B movies".

Date un'occhiata al forum del famoso sito "www.serpenti.it", ahimè, per farvene un'idea.

Se, fino a tre anni fa, qualcuno mi avesse detto che l'"erpetofilia" in Italia sarebbe finita così gli avrei dato del pazzo visionario...invece...

Io sono il primo che si augura che altre persone si avvicinino a questa passione, ma sottolineo PASSIONE.

Ovviamente, con l'umiltà, la dedizione, ma soprattutto il buon senso che si conviene.

Ovviamente non voglio essere "apocalittico"!

Ma non mi sta neanche bene di giocare il ruolo dell' "integrato".

Tra il bianco e il nero ci sono varie tonalità di grigio.

Ricordate?

Per finire, io mi auguro che ciò che cresca "indiscriminatamente" in Italia sia la qualità degli allevatori, non il numero di persone che seguono la "moda".

Mi auguro che a crescere sia la qualità degli animali (che per giunta è già discreta…), non il loro numero e il loro "pregio"!

Anche perché, qualcuno definisce alcune persone di questo "forum" come "esperti".

In alcune occasioni addirittura io sono stato considerato come tale!

La cosa non mi esalta assolutamente!

Piuttosto mi esalta l'idea che arrivi qualcuno VERAMENTE più bravo e competente degli "esperti" attuali.

Ma personalmente ritengo cha questa sia l'opinione "dominante" tra tutti gli "esperti" d'oggi, almeno spero.

Spero di non avervi annoiato troppo.

Con amicizia.

Diego Nannuzzi.

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Salve a tutti.

 

Per quanto riguarda l' argomento topo si/topo no, dal basso della mia inesperienza, la questione mi sembra semplice.

Offrire roditori, o rettili ai teraphosidi, può essere giusto se questo viene giustificato da una utilità che il ragno in questione può riceverne. Poi chiunque è libero di usare le prede che crede più opportune.

Affrontare la parte "etica" del discorso, può anche essere un errore, quello con cui mi sono trovato in disaccordo in questa discussione sono atteggiamenti del tipo "mi piacerebbe molto dare un topo in pasto al mio ragno", che ribadisco essere secondo me un approccio sbagliato a questo hobby (passione anzi, per me, come spero per la maggior parte di voi si tratta di una passione, ma di certo è nata e cresciuta lentamente, prima con l'amore e l'interesse per il mondo animale e per la natura, poi con la curiosità che porta ad avvicinarsi ad un tipo di animale molto "insolito" ecc. Non ho usato il termine "hobby" per indicare "leggerezza" nell'avvicinarmi a questo mondo).

Poi il fatto che io ritenga un topo diverso da un grillo può anche essere solo un problema mio, solo "immaginando" questa povera bestia terrorizzata che si contorce in bocca ad un ragno mi vien da pensare "se si può evitare lo evito" senza voler sessuare nessun angelo.

 

Infine mi è piaciuta molto la spontaneità di Dany, complimenti.

 

Con sincerità.

Rik.

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Rieccomi qui...

Poco da aggiungere cmq.

Solo ringraziare Diego, che se "parto per la tangente" mi "riprende al volo"[;)] (a volte mi entusiamo troppo e forse tendo ad esasperare dei concetti. Il cenno sulla dialettica Apocalittici/Integrati e' corretto, e non vorrei essere sembrato troppo netto).

E puntualizzare che se ha volte definisco "hobby" la nostra passione e' semplicemente perche' e' termine molto diffuso nella terminologia anglosassone. E poi sono a corto di sinonimi[:D]

 

Un saluto "alla Dany", la cui spontaneita' e schiettezza ho molto apprezzato anch'io...

Ciao ciao,

Marco

 

The "Haploman"

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Vorrei rispondere al mex di Rafael.

Innanzi tutto una domanda. Cosa significa che le gazzelle "quelle sì che soffrono"? Va un po' in contrasto col senso del tuo post, non trovi?

E poi non so quanto sia meglio morire sotto l'azione di un veleno paralizzante che comincia a corroderti dall'interno.

Riguardo al mammifero in pasto ad un ragno, a mio parere, se sia una crudeltà se ne può discutere, ma non puoi negare che la scena che si presenta risulti estremamente cruenta e raccapricciante.

Io non voglio adeguare la natura ai miei schemi etici, voglio solo evitarmi cose che mi risultano spiacevoli e che, nella fattispecie, sono inutili. È il motivo, come avevo già detto, per cui non ho un serpente, sebbene mi piacerebbe moltissimo.

Per me il "bene" è mantenere l'animale in condizioni ambientali ideali. Che non vuol dire naturali, di certo non mi va di sottoporlo ai rischi che corre in una foresta.

Ed infine ricordati sempre che qui siamo in un forum dove ciascuno di noi cerca di apprendere qualcosa da tutti gli altri, sia questi un capoccione come Ste, Matteo o FabioDV, sia un "analfabeta" come me. Quindi sparare sulla non competenza di "molti" mi sembra estremamente fuori luogo, tanto più che viene da una persona al suo primo ragno.

Apprezzata la sincerità, un po' meno la fretta con cui sicuramente hai cliccato su "Submit Reply"...

 

Ciao

Danilo

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" Anche perché, qualcuno definisce alcune persone di questo "forum" come "esperti".

In alcune occasioni addirittura io sono stato considerato come tale!

La cosa non mi esalta assolutamente!

Piuttosto mi esalta l'idea che arrivi qualcuno VERAMENTE più bravo e competente degli "esperti" attuali. "

 

In base a cosa definisci uno esperto o meno?

 

 

 

Fabio De Vita

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Secondo me, non esiste un Esperto, ne tantomeno una definizione di esperto.

Uno puö essere piu o meno esperto di me, e questo lo definisco in base alle mie esperienze paragonate con quelle di un altro.

Questa e la mia idea.

Saluti

Matteo

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Sono d'accordo con Diego (ultima parte del suo discorso) per ciò che mi può riguardare personalmente, ma non allargherei il discorso al "generale"

 

Per ciò che mi riguarda, molte volte, sul forum, mi trovo attaccata addosso un etichetta di presunto "esperto" che assolutamente non merito, né voglio e ho mai voluto.

 

E esattamente come auspica, spero anche io che il gruppo si arricchisca sempre più di personaggi di grande esperienza che possano aiutare il nostro piccolo mondo a crescere

 

E questo in supporto ad alcuni che già ci sono e che io considero personalmente persone di grandissima esperienza e che tanto hanno da insegnare... a tutti, me compreso!

 

Questo che sia chiaro! Non credo che insinuare discredito sia un buon sistema per migliorare le cose. MAI

Matteo Grotto

 

****ARACNOFILIA****

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[8)][8)][8)][8)]

E ddddai che mi fate arrossire!

[8)][8)][8)][8)]

 

Però volevo anche esprimere un parere su quest'ultima questione del "esperto" / "non esperto":

dal punto di vista di un neofito (io per esempio) non è che chiunque ti dica una cosa che tu non sapevi incarna il Dio totem degli aracnofili, ma poichè l'esperienza è un concetto ascendente, dire che una persona è esperta può anche intendersi come "più esperta di"... noi.

Posto questo prendo ad esempio Fabio DV (sempre lui... è solo che avendolo tirato scemo per 1/2 ora a Tropicalia ce l'ho più presente): alleva ragni da 10 anni... se non è almeno un po' esperto... Fabio, mi devi troppo dare i numeri del lotto perchè ci devi avere un c..o infinito!!!

Poi prendo Francesco che alleva in particolare le Poechiloterie... (era di fianco a Fabio[:(]) se Fabio nei suoi 10 anni non ne avesse mai allevate, sebbene con minimo scarto, sarebbe probabilmente "meno esperto" e così via.

Non confondiamo esperto con zoologo o etologo o meglio ancora aracnologo (esiste, vero?[:)])! Soprattutto laddove si tratta di pratica e non solo di teoria, l' "esperienza" è una logica conseguenza dell'attività perpetrata con successo (e magari qualche errore) e nel tempo, quindi, in un certo senso, inevitabile.

Ultimo punto è la freddezza del mezzo di cui ci serviamo per comunicare. Io sto scrivendo a dei nomi, ma a livello umano non so veramente A CHI sto scrivendo... quindi mi posso basare solo sul forum e... mi potreste biasimare se ne definisco l'amministratore un esperto? Perchè, potrebbe essere un neofita? Uno che non ne sa nulla?

Mi sa che sono un po' O.T. ... perciò la smetto.

Ciao a tutti

Daniela

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Ciao!

 

Daniela ma sei la fidanzata del ragazzo di Piacenza che mi ha preso un Cyriopagopus thorelli? Non ricordo chi sei esattamente... [:I]

 

Con le Poecilotheria mi sono fermato circa due anni fa perchè ho preferito darmi ad altri generi... comunque ho riprodotto con successo due volte le P. ornata e una volta le P. formosa... [:)]

 

 

 

Fabio De Vita

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Salve a tutti.

Mi vorrei riferire a Matteo e a Fabio.

Non volevo sollevare una discussione sul significato di "esperto".

Infatti tale termine (e concetto) l'ho utilizzato, inserendolo all'interno di un concetto più vasto.

Sul quale, secondo me, bisognerebbe veramente discutere.

L'argomento, in realtà, è nato in risposta al "post" di Marco, che ha accennato al "problema" (che problema non è ...) della "situazione italiana".

In realtà io ho solo espresso una speranza, non dei giudizi.

Ad ogni buon conto, mi allineo alle idee proposte da "Matteus" e Daniela.

Non credo che la cosa si possa "vedere" in maniera differente.

Anche se, comunque ritengo, PERSONALMENTE, che la parola "esperto", venga utilizzata in maniera "innocente", ma "viziosa", infatti non credo che sia adatta per "identificare" nessuno degli utenti di questo forum.

Mi spiego.

Ritengo che tale definizione sia veramente troppo "pretenziosa".

Penso che gli unici che possano e debbano, a ragione, essere considerati "esperti", siano gli scienziati.

Tutti gli altri, non credo che possano, in sincerità, considerarsi altro che degli "amatori"; dei "dilettanti".

Attenzione, ho detto "dilettanti", non "sprovveduti"!

Ovviamente con le dovute e giuste differenziazioni tra persona e persona.

Chiaramente; "diamo a Cesare quel ch'è di Cesare"!

E' per questo, che ribadisco, come la mia speranza sia che tutti possano diventare "amatori" sempre migliori.

Magari da tutto questo, potrebbe "nascere" qualche "esperto".

Ok, battute (ma neanche tanto)a parte, Fabio, mi ha domandato la mia opinione sul significato di "esperto".

Ok, Fà!

Secondo me un, vero, esperto, è chi segue un progetto dall'inizio alla fine; ovviamente "uscendo di casa".

In più, secondo me, per esserlo, ci vogliono assolutamente;"spirito di osservazione" ed intuizioni sulle quali lavorare.

In più vorrei dire a Marco, che non è mio interesse ne, soprattutto, diritto, il "recuperare" ne lui ne altri, se si dovesse verificare qualche "caso" di "partenza per la tangente"!

In più, il tuo "post", rileggendolo, mi sembra sicuramente schietto, ma educato e moderato.

Buona giornata.

Diego Nannuzzi.

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Sottoscrivo quanto detto da Diego qui sopra, ma credo convenga considerare un aspetto del discorso non di secondaria importanza. Cioe' il fatto che un forum dovrebbe avere soprattutto un ruolo "divulgativo", quindi essere fruibile a chiunque vi si accosti. Altrimenti non potrebbe avere quel ruolo di condivisione delle conoscenze et esperienze che si propone di avere. Se allora condivido concettualmente la sua precisazione su cosa identifica davvero un esperto (so cosa significa postulare un ipotesi e ricercare sul campo per trovarne conferma... ;-)), ritengo pero' che sia spesso conveniente limitarsi a considerare certi termini per il "senso comune" che viene loro attribuito, cosi' da scongiurare il rischio di rendere il forum una sorta di circolo elitario.

Cordialmente,

Marco

 

P.S: x Diego: Quando ci prendiamo un caffe' (o un aperitivo) e scambiamo quattro chiacchiere?

 

 

The "Haploman"

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Ospite Satanika

Anche se sono in ritardo intervengo ugualmente.

Probabilmente questo interminabile discorso si sarebbe concluso con un paio di interventi se il problema non fosse stato spostato su altri argomenti che finora sono stati trattati "con i guanti".

 

Domanda:" e se do da mangiare dei topi al mio ragno gigante? "

Risposta:" Nessuno ti impedisce di farlo, ma non serve a molto e porta potenzialmente parecchi svantaggi (la sterilità del substrato alterata, possibili ferite al ragno, ecc.). In alcuni casi puoi farlo <inserire qui esempi>; in linea di massima te lo sconsiglio".

 

Qui la discussione sarebbe finita...

 

Invece sono stati inseriti (velati o meno) altri aspetti come la moralità e simili, cercando di impostare la prima parte del "dibattito" nel contesto: i buoni "chi non usa vertebrati" contro i cattivi "chi li usa" e arrivando infine ad un punto in cui tutti si sentono a posto con la propria coscienza e nessuno si sente offeso.

 

In linea di massima mi sento concorde con quello che hanno "scitto" la maggioranza di voi, ma voglio aggiungere qualcosa:

 

Ci possono essere molte motivazioni (giuste o sbagliate) per cui una persona si può avvicinare al "mondo dell'allevamento dei ragni giganti" (come ci fanno notare Caratozzolo e de Vosjoli nei rispettivi libri). Dopo aver acquistato il primo terafoside c'è chi molla (dopo aver soddisfatto le proprie curiosità morali o amorali che siano) e chi si appassiona. Ma chiedetevi cosa stavate pensando quando avete acquistato il vostro primo "ragnone". Cosa vi ha spinto ad avvicinarvi a questo mondo ? Non credo che TUTTI i presenti possano sinceramente sostenere che la spinta iniziale è stata una "genuina" passione per la natura , una passione sfrenata per gli invertebrati iniziata eoni or sono, per le sconvolgenti emozione che trasmette passare una giornata guardando un aracnide di grandi dimensioni chiuso in uno scatolotto che se ne sta li fermo e ogni tanto si muove.

Non è questione di essere "malati mentali, adolescenti con una virilità alterata o psicopatici", l'essere umano è di natura estremamente curioso. Pensate a quando avevate 6-8 anni e ve ne stavate in giardino a giocare con gli insetti e piccoli vertebrati che accidentalmente (e sfortunatamente) entravano nel vostro raggio d'azione. Pensate a tutte le azioni immorali e crudeli di cui ci siamo macchiati e che ora siamo qui pronti a condannare.

 

Do per scontato che tutti voi abbiate degli amici.

Do anche per scontato il fatto che alcuni dei vostri amici non abbiano assolutamente nulla a che fare con "il magnifico mondo dei ragni giganti".

(premetto che sto parlando a livello personale)

Quando una persona "ignorante" entra nella stanza adibita all'allevamento dei nostri animali (miei e di Daniela aka Krystal) può reagire in diversi modi:

Li guarda un minuto e se ne và

Li guarda mezzo minuto e se ne va perchè ha ribrezzo/paura/"fobia"

Se li gurda un pò e comincia a fare domande.

 

Quando (come nelle maggior parte dei casi succede) ci troviamo di fronte alla terza ipotesi le domande sono più o meno sempre le stesse:

Sono velenosi?; Ma se ti scappano?; Cosa gli dai da mangiare?

Seguite poi dalle più comuni in stile "Ma prechè proprio una tarantola?" o "Ma che compagnia vuoi che ti faccia una tarantola?".

Se poi a questa perona date un pò di confidenza è quasi inevitabile che il discorso finisca su "Quando gli dai da mangiare?; mi fai vedere?"

Ora, non credo assolutamente che sia una domanda strana o da perona "mentalmente instalibe". E' solo frutto della curiosità (spinta anche da come la "tarantola" sia sempre stata presentata dal mondo del cinema/TV).

Oltretutto mi è anche capitato osservare persone rimaste visibilmante "deluse" dal veder cacciare un terafoside :"Ma come, tutto qui?"

La questione è solo inquadrare meglio le cose. Una persona che vuole vedere una tarantola cacciare aspettandosi una macabra carneficina non è malata o moralmente deviata.

La "sindrome di Dio" che a volte può affliggere un'allevatore nel momento della scelta del grillino da dare in pasto alla propria "macchina per uccidere a otto zampe" potrebbe mettere in allarme qualche psicologo, ma francamente non mi preoccuperei nemmeno di questo.

 

Come contributo "mirato" alla discussione posso dirvi che la scorsa settimana o potuto osservare una Blondi che si pappava un topo. Non è un bello spettacolo. E' molto più impressionante ( a parer mio ) che vederlo fare da un ofide.

Però se vi piacciono le macabrate siete liberissimi di alimentare così la vostra migale.

Secondo me è solo questione di curiosità. Poi, se durante lo "spettacolo" sentite uno strano formicolio al basso ventre...beh...a quel punto forse è il caso che cominciate a preoccuparvi. ^___^

 

Saluti

Skompenso aka Rokko Satanika

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