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Salve a tutti. Perdonatemi se mi iscrivo col solo intento di chiedervi un'informazione per poi sparire, ma spero che riuscirete a comprendere il mio problema.

Innanzitutto devo fare una premessa: io soffro di aracnofobia. "Soffro", perchè una fobia non è una semplice paura. Non provo ribrezzo o fastidio o schifo nel vedere un ragno, io perdo completamente la ragione ed agisco spinta da un istinto incontrollabile. Più di una volta ho rischiato addirittura la vita a causa di questa mia fobia, dal momento che, se mi capita di vedere un ragno in auto, sono capace di saltare addosso all'autista, anche se sta guidando a 100 all'ora in autostrada. So che la domanda che sto per farvi è un po' strana, ma spero che potrete aiutarmi, magari evitando di consigliarmi un bravo psicologo, chè niente hanno potuto ben due dottoroni.

Frequento la facoltà di biotecnologie a Napoli, immersa nel verde del policlinico. D'accordo, forse di verde non ce n'è poi tanto, ma è quanto basta per offrire una casa a numerose bestiole piene di zampe. Inutile dirvi che tortura sia per me passare accanto ad interminabili file di alberi, tutti pieni di ragnatele. Vabbè, perfino una come me se ne fa una ragione, quindi chiudo gli occhi e spero che non mi piovano in testa da qualche ramo. Il problema è che la struttura in cui devo (ahimè!) seguire le lezioni è ormai ricoperta anch'essa di ragnatele. Ci sono ragnatele sotto i banchi, sotto le sedie, sugli appendiabiti... se mai vedrete una povera disgraziata che segue la lezione cercando di farsi piccola piccola sull'unica sedia pulita di tutta la struttura, abbracciando compulsivamente borsa e giacca per salvarle dalla contaminazione... beh, quella sono io! Da quanto ho capito, su questo forum girano degli esperti appassionati di aracnidi. Ecco, la prima domanda che nasce è, ovviamente, questa: per quanto amiate queste bestiole, passereste mai la giornata in un ambiente del genere? Insomma, è accettabile l'idea che tutta una parete del bagno sia completamente ricoperta di ragni di ogni dimensione? Tralasciando il fatto che è semplicemente indecente che un edificio del policlinico sia così sporco, credo che ormai abbiate intuito il mio problema. L'altro giorno, mentre ero tranquillamente seduta in aula, durante una pausa, mi sono accorta che un ragno si stava calando proprio sopra la mia gamba. Salto, ma riesco a non urlare. Con la poca razionalità rimasta, decido di non scappare in fondo all'aula, perdendo un comodissimo posto tra le prime file, soprattutto dal momento che il ragno, calandosi, prima o poi sarebbe arrivato a terra e, nella mia mente malata, il posto più sicuro dove stare era quello da cui il ragno si stava allontanando. Bene, c'è da dire che il ragno non si stava affatto allontanando, stava tessendo una ragnatela alta 70 cm. Tanto di cappello, era un esserino microscopico! Io, comunque, c'ho messo tutta la pausa per capire che non aveva intenzione di allontanarsi e sono rimasta a guardarlo, naturalmente mantenendo la giusta distanza. Nel frattempo, i miei colleghi fumatori avevano aperto la porta che da sul giardino, facendo entrare una bella ventata di aria gelida che ha fatto oscillare pericolosamente il povero ragnetto. E qui accade l'impensabile: mentre quel cosino pendeva disperatamente dalla sua ragnatela, una specie di batuffolo di polvere camminava in direzione contraria al vento. Io sono ben consapevole che quanto sto per dirvi sembra assurdo, ma vi giuro che è accaduto davvero! Praticamente si trattava di "qualcosa" sottilissimo, quasi invisibile, grande quanto un'unghia. Aveva le zampe? Ovvio. Ma erano così sottili che non saprei dirvi quante fossero. Aveva un corpo? Forse. Aveva due punti grigi al centro che non avevano contorni ben definiti, ma sembravano due palline di polvere.

Insomma, io SO di aver visto questo coso che si muoveva contro corrente, so che era vivo e che non si trattava di un semplice batuffolo di polvere, ma se l'avessi visto andare in direzione opposta, seguendo il vento, oppure se non ci fosse stato l'altro ragno appeso al filo a farmi capire che il vento c'era davvero ed era abbastanza forte da far volare qualsiasi batuffolo di polvere, quel "coso" sarebbe stato del tutto invisibile. A questo punto sono arrivata alla fatidica domanda:

esiste un ragno così sottile da non riuscire a distinguere nemmeno le zampe? Oppure, come suggeriva la mia amica, era una nidiata di ragnetti che stavano cercando di uscire da quella strana palla in cui sono avvolte le uova? Oppure (e lo spero davvero) si trattava di un altro animale?

Anche se so di sembrare folle, cercate di capire il mio punto di vista: io non riesco nemmeno a guardare il vostro banner senza sentirmi male, l'idea che esistano dei ragni "invisibili" mi fa stare malissimo.

Grazie mille per l'aiuto.

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Prova a guardare le foto di questa discussione

 

 

Elleelle, questa è pura terapia "d'urto" :lol:

Forse non troppo indicata nel caso della nostra amica.

A mio modesto parere una soluzione alla sua fobia dovrebbe prima passare per la conoscenza, si ha paura di ciò che non si conosce, si dice.

Ecco io partirei proprio da qui, prima con una lettura facile che risponda ai questiti di base: Cosa è un ragno? Come è fatto un ragno? E come si comporta? Niente di estremamente approfondito, solo ciò che basta per allenare la parte intellettuale del nostro cervello ad osservare questo esserino e magari cominciare a prendere il soppravvento sulla parte emozionale. (sembra facile..)

 

 

Poi, e solo poi magari passare alla "pratica", con un osservazione, sforzandosi di restare razionali, di un ragnetto in natura. Se alla fine si riuscisse a prendere in mano un Pholcus sp. (Nota per Sabrina: Assolutamente innocuo!) sarebbe il primo grande, e sottolineo grande passo, non già per conoscere gli aracnidi, cosa che passa in secondo piano in questo caso, ma per far stare meglio e vivere meglio la nostra amica.

 

Ciao!

 

PS:Io non ho mai visto ragni invisibili, ragni piccoli si, ma invisibili no. A ben vedere l'aver visto un ragno invisibile è già un evento! :4fuu9h1:

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Se posso... la fobia dei ragni è comunissima. Indagarne le motivazioni possibile, sebbene non semplice. Il problema però è un altro: al di là di capire perchè animali sostanzialmente innocui creano una tale pressione emotiva (il che , se ci pensi, potrebbe poi anche non interessarci) quello che importa sta negli effetti più che nella causa antropologica... Se la paura incondizionata per un ragnetto è in grado di farti stare fisicamente male, fare azioni che ti possano mettere in grave pericolo, non dormire di notte, non riuscire a stare seduta in un prato, allora la cosa migliore è agire e consultare uno psicoterapeuta.

 

A questo consiglio molti mi rispondono: "ma come ti permetti di darmi della psicotica?". No, non è così. Di questa cosa ne ho parlato con un paio di psicologi che mi hanno confermato che - essendo un problema ovviamente legato all'inconscio - è possibile agire di esso e, con un po' di pazienza, trovare e sbloccare l'ingranaggio inceppato. Perchè alla fine quella che conta è la qualità della vita. Per cui la questione diventa un altra: ragnetti ne troverai a migliaia, ogni giorno (sono dappertutto)! Se questo falso-problema ti può però rovinare l'esistenza è giusto, logico e corretto cercare un valido aiuto esterno. E risolvere la faccenda, cosa che ovviamente non potrai fare semplicemente arrivando a sopportare la vista di alcune foto... Se ci pensi il tuo messaggio qui è già una ricerca di aiuto.

 

Matteo

 

PS: il ragno invisibile è interessante, magari averne uno. Una volta una madre disperata mi telefonò convinta che dentro le vene (!!!) di suo figlio si fossero annidati dei ragni. E non sembrava una matta. Questo la dice lunga su dove può portare una fobia. Vedi che tu sei ancora ampiamente nella norma. :lol:

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Ciao Sabrina

 

Effettivamente è un po scandaloso che le aule non vengano pulite a dovere. Personalmente non mi interesserebbe se ci fossero troppe ragnatele, ma so che tutti non sono come me.

I ragni non sono il vero problema.. il vero problema sono molti altri parassiti o comunque altri "animaletti" nocivi alla salute.

 

Riguardo alla parte:

 

E qui accade l'impensabile: mentre quel cosino pendeva disperatamente dalla sua ragnatela, una specie di batuffolo di polvere camminava in direzione contraria al vento. Io sono ben consapevole che quanto sto per dirvi sembra assurdo, ma vi giuro che è accaduto davvero! Praticamente si trattava di "qualcosa" sottilissimo, quasi invisibile, grande quanto un'unghia. Aveva le zampe? Ovvio. Ma erano così sottili che non saprei dirvi quante fossero. Aveva un corpo? Forse. Aveva due punti grigi al centro che non avevano contorni ben definiti, ma sembravano due palline di polvere.....

 

....A questo punto sono arrivata alla fatidica domanda:

esiste un ragno così sottile da non riuscire a distinguere nemmeno le zampe? Oppure, come suggeriva la mia amica, era una nidiata di ragnetti che stavano cercando di uscire da quella strana palla in cui sono avvolte le uova? Oppure (e lo spero davvero) si trattava di un altro animale?

 

Delle uova o una massa di ragnetti di sicuro non erano.. Probabile che fosse un opilione, che non è un ragno ma sempre un aracnide.. ti posto una foto.. spero non ti "urti" troppo...

 

http://farm4.static.flickr.com/3629/332471..._c318926cbe.jpg

 

 

Comunque io rimango dell'opinione che le fobie e paure siano provocate da una concorrenza di fattori, di cui l'80% è costituito dall'ignoranza in materia e credenze; Un'esempio è la tua testimonianza (non prendertela eh, ti capisco), dove parli di masse informi di ragnetti che camminano.

 

Altra gente crede che i ragni possano morderti ed iniettarti le uova sotto pelle, che siano assetati di sangue e quant'altro.

 

Quello che c'è da capire come prma cosa è che non hanno alcun interesse a nuocere a te. Mordono solo (giustamente) se messi alle strette togliendogli ogni via di fuga.

Io prima di avvicinarmi a questo mondo non provavo alcun interesse, poi ho davvero cambiato il modo di vederli.

 

Credo inoltre che il problema maggiore degli aracnofobici sia la mancata localizzazione di una testa e varie parti in un ragno.. vedono (poi magari smentiscimi) solo una massa informe nera di zampe che si muovono..

Credo che se ci si informasse meglio sulle abitudini di questi animali molti luoghi comuni cadrebbero.

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Ti chiedo scusa per la provocazione della mia nidiata di ragnetti di 2-3mm di lunghezza .... :lol: :)

 

In effetti, per quanto possa sembrare strano, io sono un appassionato di ragni aracnofobo fin da piccolo.

Se un ragno esce dal barattolo in cui l'ho messo e mi sale sulla mano rischio di buttare per aria tutto .... :4fuu9h1:

 

Una chiave potrebbe essere questa: i ragni grandi, in certi casi, possono mordere e fare anche danni, ma si vedono abbastanza facilmente ed è molto difficile che ti "vengano a cercare"; i ragni piccoli e piccolissimi, tranne poche eccezioni, non sono pericolosi, e anche se ti camminano dentro il colletto della camicia non è un problema. Anche perché, in caso di ragni piccoli, se gli dai una pacca muoiono all'istante come le zanzare e non rischi che ti mordano prima di morire.

 

Io ho superato abbastanza bene la mia aracnofobia, ma comunque non passerei dentro un cunicolo stretto pieno di ragnatele di Tegenaria ...:

magari, col tempo .... :uups:

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Ciao,

mi dispiace per la situazione in cui trovi. Personalmente, non mi dispiacerebbe affatto essere circondato da ragni e ragnatele, anzi, t'invidio molto !! :D

 

Concordo pienamente con Enrico quando dice che probabilmente la tua fobia, come molte altre, derivi dalla mancata conoscenza delle effettive pericolosità dei ragni, nel complesso, assai scarse , credimi .

Tuttavia, se già hai provato con degli psicologi e non hai ottenuto risultati, non so quanto ti si possa aiutare qui .

Mi verrebbe di consigliarti di provare a studiare questi esseri, le loro abitudini, i loro comportamenti, potrebbe aiutarti a sapere con più precisione cosa hai di fronte e razionalizzare un pò più l'oggetto della tua fobia..

 

Ciao

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Grazie mille per tutte le vostre risposte. Mi sento un pochino più sicura all'idea che non esistano ragni così sottili da essere "invisibili".

Mi piacerebbe spiegarvi un po' meglio come vivo la mia aracnofobia, visto che siete stati così gentili da darmi tanti consigli. Innanzitutto vorrei riuscire a farvi capire come mi sento davanti ad un ragno, ma purtroppo è difficile spiegare un sentimento, soprattutto a persone che non l'hanno mai provato. Come vi ho già detto, il ragno non mi fa schifo o "paura" nel senso comune del termine. Non desidero nemmeno ammazzarlo (e, d'altra parte, non sarei mai capace di avvicinarmi abbastanza). Se, aprendo una qualsiasi pagina internet, mi compare inaspettatamente davanti la foto di un ragno, il mio cuore salta un paio di battiti, irrigidisco tutti i muscoli, mi viene l'affanno, il tutto prima ancora che capisca razionalmente che quello è un ragno. Quindi non si tratta della paura del morso, del veleno, delle zampe troppo numerose... Voglio chiarire bene questo concetto, che a mio parere è fondamentale per capire meglio cosa succede a chi ha una vera fobia: a me non fa paura il ragno grande, peloso e velenoso, io sono terrorizzata dall'IDEA del ragno. Se vedo una cosa microscopica sul muro e so che si tratta di un moscerino nemmeno lo considero, ma basta che io sia sfiorata dal sospetto che la cosa microscopica sia un ragno e vado nel panico. Non mi serve nemmeno la certezza di sapere che è davvero un ragno, mi basta il concetto. Così come sto male a vedere anche i disegni di ragni o cose che possono ricordare la loro forma.

Sicuramente non è il ragno in sè il problema, ma qualcos'altro che la mia mente non ha la capacità di affrontare. Purtroppo non sono riuscita a capire cosa sia e per il momento devo convivere con l'aracnofobia. Dei ragni, più di ogni altra cosa, mi fa paura la loro imprevedibilità. Possono essere enormi, microscopici, sottilissimi, pelosi... a parte il fatto che hanno tutti 8 zampe, il resto è estremamente variabile. Questa è la prima cosa che mi spaventa. Poi c'è un altro fattore importante: sono ovunque! Mentre si possono facilmente evitare scarafaggi, topi, serpenti o altre bestiole "antipatiche" piuttosto semplicemente, evitando ambienti sporchi, il ragno si trova anche in alberghi di lusso o in ospedali. Quindi io mi sento continuamente "minacciata", mi sembra di avere qualcuno pronto a pugnalarmi ad ogni angolo di strada. Perchè, come vi ho detto, la mia reazione alla vista di un ragno è proprio fisica, mi manca l'aria e tremo! Infine, e questo è proprio il motivo per il quale vi ho scritto, la vista di uno di quegli enormi ragni pelosi delle vostre foto (ebbene sì, le ho aperte! Mi sono nascosta dietro un quaderno, ma ce l'ho fatta!) non mi fa paura quanto quella dei ragni piccoli e sottili. Perchè, come diceva giustamente elleelle, i ragni piccoli ti entrano nella camicia e nemmeno te ne accorgi. Se si trovasse un ragno gigante nella mia aula, sarebbe ben visibile, controllabile, e forse gli studenti pretenderebbero anche un po' di pulizia. I ragni piccoli e sottili non si possono controllare, spesso nemmeno si vedono, nessuno si preoccupa se ne siamo invasi e se chiedessi aiuto a qualcuno dubito che troverei persone abbastanza comprensive da capire che ho una fobia.

Ho anche provato più di una volta varie terapie d'urto; solo per dirne una, ho passato un intero giorno a guardare foto e filmati di ragni. All'inizio ho ridotto al minimo la grandezza della finestra (lo confesso, l'ho fatto anche con le vostre foto) e ho guardato il ragno "a pezzi", per poi ingrandire lentamente ed abituarmi con calma alla forma dei vari ragni. Poi, quando mi sono sentita abbastanza coraggiosa, ho guardato i filmati. Alla fine della giornata mi sentivo malissimo, me li sentivo camminare addosso, non riuscivo a dormire, mi facevano male i denti tanto avevo contratto la mascella...

Quindi non si tratta di mancanza di informazione, anche se penso che documentarmi bene mi aiuterebbe a sentirmi più sicura. Per esempio, non avrei avuto paura che quel batuffolo semovente fosse una nuova, invisibilissima, specie di ragno. Però per curare questa fobia ci vuole ben altro. Prima o poi mi deciderò ad andare da uno bravo, soprattutto considerando che ho intenzione di trasferirmi in Svezia, dove c'è tantissimo verde e molto meno asfalto, e dove sicuramente avrò molti più incontri ravvicinati.

Anzi, approfitto della vostra gentilezza per chiedervi un altro paio di cose. Posso in questa discussione o devo aprirne un'altra? Vabbè, provo. Al massimo correggo e apro una nuova discussione.

Innanzitutto, ovviamente, vorrei sapere se in Svezia ci sono più o meno gli stessi ragni che ci sono in Italia, se ci sono specie più grandi e cose del genere. E poi vorrei davvero capire come fa a sopravvivere ormai da anni una famigliola di ragni nel mio sgabuzzino. La prima volta che mi è capitato di vederli ero piccola, così piccola che non arrivavo nemmeno all'interruttore della luce. Mi spaventai, girandomi urtai delle sedie e queste caddero bloccando la porta. Rimasi al buio, in uno spazio di 2mq, con la porta sbarrata e in compagnia dei ragni. Mi è capitata più o meno la stessa cosa a 22 anni e da allora non entro più in quel buco infernale. Solo che ogni volta che qualcuno prende qualcosa da lì (l'aspirapolvere, la vecchia stufa elettrica, le scarpe) io mi ritrovo la casa piena di ragni. Sono molto sottili, marroncini, con delle zampe lunghissime ed un corpicino piccolo piccolo. Come diamine fanno a sopravvivere da oltre 20 anni in un posto dove sicuramente non entrano insetti? Davvero non riesco a spiegarmelo! C'è da dire che, se non vengono tirati fuori con qualche vecchia cianfrusaglia, non lasciano mai la stanza.

Grazie ancora per le vostre risposte e la vostra gentilezza.

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Ciao

 

I ragni del tuo sgabuzzino appartengono molto probabilmente al genere Pholcus; sono ragni innocui.. tanto innocui da non poter bucare neanche la nostra pelle a causa dei denti troppo piccoli.

Se stanno lì probabilmente ci sono animaletti da predare.. come per esempio tisanuri o piccole farfallnine ecc.

 

Per me una buona documentazione, seria e precisa, sulle loro abitudini ti aiuterebbe molto a superare il problema..

I ragni sono sempre stati misticizzati.. rappresentati come animali feroci, privi di "senso", aggressivi.. quando invece non sono affatto così. Un metodo per me sarebbe scoprire a che specie appartengono i vari ragni che incontri, in modo da identificarli e dargli un nome (sapere il nome scientifico per poi documntarsi a riguardo con articoli e documentari).

 

Pure io da piccolo quando avevo sei anni chiamavo mio padre o mia madre perchè in bagno trovavo un Pholcus.. avevo paura, e non volevo stargli vicino.. Ora naturalmente li sposto fuori con le mani. Sono animali delicati e personalmente li reputo dotati di notevole grazia.

 

Un'altro passo per superare la paura è vedere la disposizione oculare di un ragno preso in considerazione.. Noi uomini diciamo che gli occhi sono lo specchio dell'anima.. magari assegnare un "viso" ad un ragno può essere d'aiuto.

Inoltre, come passo finale si potrebbe osservare il ciclo vitale di qualsiasi ragno casalingo..

 

 

Riguardo la svezia:

 

In Svezia i ragni sono più rari che in Italia nel periodo invernale.. appunto visto che le temperature sono più rigide che in Italia i ragni sono di dimensioni inferiori. Molte specie sono le stesse che sono presenti anche in Italia. I ragni sinantropici sono pressochè gli stessi come:

 

Tegenaria sp.

 

Scytodes sp.

 

Steatoda sp. e altri appartenenti alla sua famiglia cioè Theridiidae

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Mi sembra interessante la storia dello sgabuzzino da piccola. Avevi la fobia già da prima o potrebbe essere nata (o essersi aggravata) in quell'occasione?

Io ricordo che quando ero piccolissimo (2-4 anni) spesso i miei parenti, per impedire che mi facessi male andando in soffitta o in cantina, mi dicevano che "c'erano i ragni" e credo che abbia cominciato a temerli per quello.

Come ti hanno già suggerito, se fossi in te proverei a documentarmi; per esempio, consultando le schede in questo sito, oppure consultando la galleria di quest'altro sito, che frequentiamo anche noi:

http://www.naturamediterraneo.com/forum/ga...Araneae#Araneae

 

Se cominci a dare un nome ai ragni e impari come vivono le varie specie, credo anch'io che potresti passare quanto meno da una paura irrazionale ad una razionale (solo delle specie pericolose o mordaci). Nel frattempo, impari anche la terminologia e l'anatomia dei ragni e impari a riconoscere un ragno da ciò che non è.

Vale la pena di provare, prima di impegnarsi in un percorso di psicoterapia.

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Henry, hai ragione, i ragni che vivono in casa mia sono proprio quelli! Dunque se sopravvivono significa che ci sono altri inquilini nello sgabuzzino. Bisognerebbe pulirlo per bene, allora. Peccato che io non ci entri da almeno 4 anni! :D

Paradossalmente, più i ragni sono piccoli e sottili, più mi fanno paura... mentre, strano a dirsi, non ho paura di quelli che aderiscono completamente al muro. Quelli che non hanno le zampe ad angolo. In questo forum pieno di persone preparatissime, mi sento una cretina a parlare così, ma non conosco termini più tecnici.

Se non ne avessi paura, suppongo che apprezzerei anch'io la grazia dei ragni. Nutro un profondo rispetto per quelle forme di vita che consideriamo "inferiori", come le formiche, che sanno però organizzarsi, adattarsi, sopravvivere meglio degli esseri umani. Se posso evito di uccidere qualsiasi forma di vita e anch'io accompagno gli "ospiti" fuori casa prendendoli in mano. Lascio perfino campo libero a quelle rare invasioni di formiche, visto che, se sono riuscite ad entrare in casa mia, a trovare lo zucchero a 1 mt da terra e ad entrare nel barattolo, se lo sono ampiamente guadagnato! Solo con i ragni proprio non riesco a familiarizzare e un po' mi dispiace. Però, perdonami, ma cercare gli occhi di un ragno è semplicemente troppo per me! Io inizio ad urlare anche solo se vedo un puntino nero sul muro... e poi per vedergli gli occhi dovrebbe essere enorme e allora sarebbe il MIO ciclo vitale ad interrompersi bruscamente.

Sono felicissima di leggere che i ragni svedesi sono più piccoli e più rari. Poi c'è chi dice che non è il paese perfetto! :lol:

 

Elleelle, io sono nata aracnofobica. Non ricordo nessun evento traumatico legato ai ragni, ma ricordo bene che ne ho sempre avuto paura, tanto che ho ancora impressi nella mente tutti gli episodi di contatto diretto, che risalgono anche ai 4-5 anni. Del resto della mia infanzia ricordo poco e niente, ma ho una mappa completa di tutti i luoghi del mondo in cui ho visto un ragno e, a modo mio, li ho pure classificati.

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Allora forse dovresti provare con una bella migale colorata !! :uups:

Visto che ti spaventano più i ragni piccoli di quelli grandi potrebbe essere un' idea.. :lol:

 

Scherzi a parte, per curiosità, hai mai provato a vedere che effetto ti faccia osservare un ragno in terrario ? Mi spiego : trovarti nelle vicinanze di un ragno che però sia sotto controllo, rinchiuso e quindi non in grado di nuocere, ti disturba allo stesso modo ? Il fatto che sia sotto controllo, è ugualmente terrorizzante per te ? Potrebbe essere interessante scoprirlo qualora non l'avessi già fatto.. :D

 

Ciao .

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