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Nuova aracnofobica arrivata


Isabella

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Ciao Isabella e benvenuta.

Se posso buttarla sul ridere, direi che la tua fobia ha salvato la vita a parecchi ragni, impedendoti di avvicinarti a "tiro di ciabatta"...

Ti consiglierei comunque un giro tra le schede del sito statico di aracnofilia per farti una cultura sull'argomento.

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Miglior contributo in questa discussione

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Ciao Isabella,

benvenuta sul forum.

 

Come dice Piergy, lo "schifo" verso certi animali è quasi sempre dovuto a un fattore culturale spesso affiancato a una buona dose di non conoscenza, intesa come scarsa informazione, riguardo per esempio la reale pericolosità di tali animali.

Recentemente ho avuto modo di lavorare con i bambini delle elementari, ho mostrato loro diverse specie di blatte e ragni e abbiamo avuto modo di affrontare il discorso sulle paure. I primi commenti erano quasi sempre "bleah, schiiiiifo, puzziddaaa!", ma la curiosità era talmente forte che tutti volevano comunque avvicinarsi per vederli meglio. Anche un bimbo che all'inizio era uscito dall'aula piangendo dopo aver visto l'exuvia di una migale non ha resistito e si è voluto avvicinare, aiutato dall'atteggiamento positivo e sicuro che mostravo verso le bestiole. Il risultato è stato un bombardamento di domande..e a fine "lezione" tutti, e dico TUTTI (maestre schifate comprese) hanno voluto accarezzare le Blabera fusca.

Spesso la paura dipende dal fatto che non siamo abituati ai loro movimenti e alle loro forme.

..è una paura a volte inconscia che non si può sempre vincere ma sicuramente migliorare..Io, per esempio, da quando ho iniziato ad avere a che fare con ragni, blatte, e altri aracnidi e insetti mi sono resa conto che la mia paura assurda verso le locuste sta migliorando..lentamente, ma si migliora.. LOL

 

Per quanto riguarda i ragni porta fortuna, mia nonna dice sempre "Ragno porta guadagno"..fosse vero!!! :unsure:

Bisogna però sempre contestualizzare l'ambito culturale perché mentre presso la cultura occidentale il ragno è visto come simbolo del male, o semplicemente del negativo, in altre culture (quella degli indiani d'America, per fare un solo esempio) è invece una figura positiva che dona la vita.

Quoto Arianna! Il ragno rappresenta anche l'astuzia o l'ingegno, questo per la sua abilità nel costruire la ragnatela, ma nel mondo occidentale lo vediamo praticamente sempre come simbolo negativo, compare nei bestiari medievali e nel cristianesimo rappresentava il demonio.

 

 

Il mio consiglio è quello di farti guidare dalla curiosità e osservare il più possibile!

Vedrai, il forum ti sarà utile.

 

Mara

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The Reaper: mi riferivo proprio alle tarantole DOC, che se non erro, hanno un morso non pericoloso ma moooolto doloroso :unsure: chiedevo il tuo parere perchè prima hai scritto che il tuo ragno ti sale sulla mano.. :lol:

Beh il dolore nel morso dipende dalla grandezza dei cheliceri del ragno, di sicuro se causato da una grossa Migale o un Araneomorfo di buone dimensioni, il dolore è molto più acuto..

 

Riguardo ai ragni sulla mano, bisogna distinguere in due fasce:

- la salita accidentale (il mio caso): io pulisco il barattolo, Holconia scatta di colpo e si fa una gita sul mio avambraccio, io la richiudo nel barattolo e finisce lì.

- la salita programmata: ciao, guarda la mia Tarantola ultima generazione del Dubai, ti faccio vedere che è innocua e che riconosce il padrone, guarda, guarda come sale sulla mia mano.

 

Ovviamente la seconda fascia è quella promossa dai cretini ;)

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The Reaper, sarei molto curiosa di vedere una foto della tua bestiola! :rolleyes:

 

Anubis, sono d'accordo su tutto tranne sul fatto del "non conoscere", come ho già scritto precedentemente penso che l'aracnofobia non dipenda da questo, o meglio, magari dipende, ma una volta instaurata la paura non basta informarsi scientificamente per guarire.. proprio perchè, chi soffre di questa fobia sa benissimo che la paura non è dovuta ad all'eventuale idea di un morso (come ad esempio che so, per i serpenti..a me piacciono moltissimo, ma non so nulla di loro e se incontro un biscione per strada gli sto ben alla larga proprio perchè "non so" quello che potrebbe farmi, ma nonostante cio', non lo temo, non grido e non piango, evito solo di avvicinarmi per prudenza) ma proprio alla loro forma fisica. Per questo io temo anche i granchi, anche gli zanzaroni che sembrano ragni e qualsiasi altra cosa li ricordi... SEcondo me c'è qualcosa che va oltre alla cultura e la societa', che sicuramente influiscono, ma secondo me prima o poi se n'è uscira' qualche scienziato con la teoria che la loro forma visiva a 8 zampe causa un "conflitto" con i neuroni del nostro cervello :lol: Del resto se ci pensate, nessuno resta indifferente ad un ragno...c'è chi li ama, chi li odia, chi li schifa, chi sviene, chi li tortura, chi li alleva, chi li studia...ma in pochi ne sono indifferenti!

 

Spero comunque che questo forum possa aiutarmi magari nell'avvicinarmi al loro mondo..a tal proposito volevo farvi una domanda: volevo leggermi un po' di vecchie discussioni ma ho notato che ce ne sono poche rispetto ai numeri segnati sull'indice delle varie sezioni..è possibile o sono impedita io? :unsure:

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La tua paura nei confronti dei ragni è anche secondo me dovuta ad una influenza mediatica. Inoltre chi ha paura dei ragni (e tutti gli animali che gli assomigliano) non vedono un corpo, ma vedono solo delle zampe muoversi "a caso". La conoscenza risolverebbe il grosso: si comincerebbe a capire come si muove in verità un ragno, i suoi comportamenti e si riuscirebbe soprattutto a dargli una forma.

Tutti i film, le pubblicità e l'idea sbagliata della massa alimenta la tua paura.

 

SEcondo me c'è qualcosa che va oltre alla cultura e la societa', che sicuramente influiscono, ma secondo me prima o poi se n'è uscira' qualche scienziato con la teoria che la loro forma visiva a 8 zampe causa un "conflitto" con i neuroni del nostro cervello Del resto se ci pensate, nessuno resta indifferente ad un ragno...c'è chi li ama, chi li odia, chi li schifa, chi sviene, chi li tortura, chi li alleva, chi li studia...ma in pochi ne sono indifferenti!

 

Quella dei neuroni spero che sia uno scherzo :unsure:

 

Fidati, c'è molta gente a cui i ragni stanno indifferenti; Parlando in generale, la società ritiene "paurosi" i ragni proprio a causa di un messaggio sbagliato dei media: insomma non ragionano per esperienze vissute, ma per sentito dire. :lol:

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a tal proposito volevo farvi una domanda: volevo leggermi un po' di vecchie discussioni ma ho notato che ce ne sono poche rispetto ai numeri segnati sull'indice delle varie sezioni..è possibile o sono impedita io? :unsure:

quelo.jpg LOL

 

Scherzi e divinità della satira a parte, credo dipenda dal periodo temporale che è selezionato in basso, prova a mettere "tutte le discussioni", ti si dovrebbero aprire le porte della conoscenza ;)

Comunque se usi il tasto CERCA in alto a sinistra, puoi effettuare ricerche più specifiche.

 

The Reaper, sarei molto curiosa di vedere una foto della tua bestiola!

Della mia bestiola?

Se stai parlando della mia Holconia insignis, ecco qua.

 

holconiasplatterhb7.jpg

 

Zampe lunghe e scatti nervosi, non potrai non amarlo. :lol:

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L'aracnofobia (cioè la paura dei ragni) è un disturbo psichico inconscio e come tale non può essere controllato razionalmente da chi ne è affetto.

Secondo le ipotesi più accreditate essa sarebbe un retaggio derivato dai nostri lontanissimi antenati (probabilmente antecedenti al genere Homo) che impararono a temere i ragni, verosimilmente in seguito a dolorosi morsi.

Gli stati emotivi sono controllati da un nucleo, detto amigdaloideo o più semplicemente Amigdala, che assieme ad alcune strutture deputate al controllo dell'olfatto costituiscono la paleocortex. Questa, assieme all'archicortex (Ippocampo), rappresenta l'allocortex cioè la prima corteccia a comparire nella filogenesi.

L'Amigdala quindi è una formazione molto primitiva.

Senza entrare troppo nei dettagli dei circuiti talamici, praticamente succede che gli stimoli provenienti dall'occhio e dall'orecchio arrivano al talamo e da qua vengono smistati e indirizzati sia alla corteccia (neocortex) che all'Amigdala (paleocortex). La prima è capace di elaborare in modo molto fine le informazioni, la seconda invece solo in modo grezzo. L'amigdala risponde molto più velocemente; il suo scopo è determinare se uno stimolo possa rappresentare un qualcosa di potenzialmente pericoloso e, nel dubbio, innesca tutti quei meccanismi atti a favorire la situazione detta di "attacca e fuggi"... Determinerà pertanto vasodilatazione nei muscoli scheletrici e nel miocardio, vasocostrizione nei distretti gastrointestinali, una scarica di adrenalina da parte del sistema nervoso simpatico e, quindi, tachicardia con conseguente aumento della gittata sistolica, proprio per favorire al massimo una situazione di attacco o fuga.

Mentre accade tutto questo, la neocortex sta rielaborando gli stimoli che le sono arrivati e se ritiene che lo stimolo che le è giunto dagli organi di senso per via talamica sia un falso allarme, alcune sua aree (i lobi prefrontali) intervengono per modulare e contenere le reazioni indotte dall'amigdala.

Un classico esempio può essere rappresentato dalla vista di una corda. L'impulso visivo nel momento in cui arriva all'amigdala (che crede di avere visto un serpente, quindi un potenziale pericolo) scatena le reazioni appena dette e solo quando lo stimolo viene rielaborato dalla neocortex cessa il segnale di pericolo.

Una scimmia con l'amigdala non funzionante (per resezione dei collegamenti) non riconosce come pericoloso un leone e non scappa. E' quindi una struttura importantissima ed indispensabile per la sopravvivenza in natura.

 

 

 

Alcuni psicologi sostengono che l'aracnofobia possa avere una qualche componente di natura sessuale...

Non so bene secondo quali strani ragionamenti possano sostenere una simile teoria.

Certamente anche le emozioni di natura sessuale vengono, almeno in parte, controllate dall'amigdala ma non penso che questo possa giustificare tesi del genere.

 

 

 

Ciò che potresti fare per cercare di controllarti meglio ogni volta che vedi un ragno è imparare a conoscerli. Leggendo il Forum imparerai tante cose e scoprirai che in Italia di specie pericolose ne esistono veramente pochissime e difficilmente le incontrerai. Così ogni volta che vedrai un ragno, anche in casa, probabilmente farai ancora un salto ma subito dopo, dall'alto della tua conoscenza aracnologica, penserai che si tratta solo di un innocuo ragnetto...

Benvenuta! :unsure:

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Secondo le ipotesi più accreditate essa sarebbe un retaggio derivato dai nostri lontanissimi antenati (probabilmente antecedenti al genere Homo) che impararono a temere i ragni, verosimilmente in seguito a dolorosi morsi.

 

Che vuol dire? Non è provato che la cultura sia ereditaria, forse vale per alcuni tratti dell'intelligenza. Ed inoltre in molte popolazioni i ragni non sono mai stati temuti: considerando che il genere Homo è nato in Africa e poi si è diffuso nel resto del mondo, un nativo americano o un aborigeno dovrebbero temere i ragni quanto noi. Eppure non è così, in molte culture vengono usati come alimento.

 

 

Una scimmia con l'amigdala non funzionante (per resezione dei collegamenti) non riconosce come pericoloso un leone e non scappa

 

Molte scimmie e la totalità degli erbivori non scappano in automatico o hanno terrore alla vista di un predatore, al limite si pongono in allerta o gli prestano attenzione, la fuga si ha quando un leone sta tentando un agguato o è mimetizzato tra l'erba. E' comunissimo vedere leoni che si abbeverano con accanto degli erbivori, questi ultimi non fuggono perché riconoscono che il predatore non sta cacciando. Insomma, non mi sembra così semplificabile la cosa...

 

L'aracnofobia (cioè la paura dei ragni) è un disturbo psichico inconscio e come tale non può essere controllato razionalmente da chi ne è affetto.

 

Ciò che potresti fare per cercare di controllarti meglio ogni volta che vedi un ragno è imparare a conoscerli. Leggendo il Forum imparerai tante cose e scoprirai che in Italia di specie pericolose ne esistono veramente pochissime e difficilmente le incontrerai. Così ogni volta che vedrai un ragno, anche in casa, probabilmente farai ancora un salto ma subito dopo, dall'alto della tua conoscenza aracnologica, penserai che si tratta solo di un innocuo ragnetto...

 

Boh, mi sembra un controsenso.

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"Leggendo il Forum imparerai tante cose e scoprirai che in Italia di specie pericolose ne esistono veramente pochissime e difficilmente le incontrerai."

 

(scusate, non so fare le citazioni!)

A proposito di cio' ribadisco il fatto che la presunta pericolosità di un ragno non c'entra nulla con l'aracnofobia, almeno a livello inconscio. So benissimo che sono innocui, so benissimo che se mi venissero addosso non mi farebbero un bel nulla,ne sono pienamente consapevole. Ma questo non riduce il terrore, l'orrore e l'angoscia che provo davanti ad un ragno... Chi non è aracnofobico insiste a credere che noi temiamo i ragni credendo ci possano mordere, ma non è affatto così.... Preferirei essere punta da qualsiasi altro insetto e dover correre in ospedale, piuttosto che essere sfiorata dal più innocuo ragno che esista.. non so se mi spiego. E' qualcosa di incotrollabile.... Forse sì, conoscerli a fondo (ma proprio a fondo) potrebbe essere utile, lo spero ma non sono pronta a scommetterci soprattutto perchè ogni individuo la vive a modo proprio.

The Reaper tu sei stato fortunato..pero' tu stesso, se non erro, nella tua prima risposta hai scritto che quando eri aracnofobico , non lo eri di tutte le specie ma solo alcune....e già mi sembra una sindrome più leggera, più curabile rispetto alla mia (come infatti è stato), che le temo tutte. E mi sa che io davanti al tuo ragno morirei di infarto, quelli che scattano sono proprio i più spaventosi! :unsure: la parola "scatto" associata a "ragno" mi fa tremare al solo pensiero! hehehe

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Che vuol dire? Non è provato che la cultura sia ereditaria, forse vale per alcuni tratti dell'intelligenza. Ed inoltre in molte popolazioni i ragni non sono mai stati temuti: considerando che il genere Homo è nato in Africa e poi si è diffuso nel resto del mondo, un nativo americano o un aborigeno dovrebbero temere i ragni quanto noi. Eppure non è così, in molte culture vengono usati come alimento.

 

Ma infatti non ho mai nominato la cultura... Si sta parlando di stati emotivi. Eventualmente il fattore culturale interviene dopo, nel momento in cui diventano un alimento.

Quando un predatore non prova a mangiare un animale con colori sgargianti non lo fa necessariamente perché ne ha già assaggiato uno e si è disgustato ma perché sa istintivamente che è bene non farlo.

 

 

Molte scimmie e la totalità degli erbivori non scappano in automatico o hanno terrore alla vista di un predatore, al limite si pongono in allerta o gli prestano attenzione, la fuga si ha quando un leone sta tentando un agguato o è mimetizzato tra l'erba. E' comunissimo vedere leoni che si abbeverano con accanto degli erbivori, questi ultimi non fuggono perché riconoscono che il predatore non sta cacciando. Insomma, non mi sembra così semplificabile la cosa...

 

 

C'è caso e caso... Basta schioccare le dita e uno stormo di passeri si leva in volo...

Comunque una scimmia con l'amigdala non funzionante non scappa neanche se un leone prova a sbranarla.

 

 

 

Boh, mi sembra un controsenso.

Non è che si possa curare completamente l'aracnofobia. Quello è solo un modo per cercare di controllarsi ed evitare gli attacchi di panico...

Se poi conosci una cura infallibile, ti ascolto... :unsure:

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Quando un predatore non prova a mangiare un animale con colori sgargianti non lo fa necessariamente perché ne ha già assaggiato uno e si è disgustato ma perché sa istintivamente che è bene non farlo.

 

Questo non è propriamente vero; lo dimostra il fatto che nelle popolazioni con modelli e mimi - che seguono una forma di mimetismo batesiano - le proporzioni siano sempre relativamente costanti: nel caso di 2 farfalle, quella pericolosa (modello) sarà sempre più abbondante di quella innocua (mimo): nel caso la situazione si ribaltasse, l'efficacia della colorazione aposematica perderebbe colpi. Un uccello inesperto, giovane o affamato tende a cacciare anche gli esemplari variopinti. Altro esempio tipico dei testi di zoologia: tra le 3 forme di serpente corallo - una mortale, una velenosa, una innocua - il modello è la forma velenosa, peraltro sempre la più diffusa, che mordendo ma non uccidendo un eventuale predatore lo avvisa del significato della colorazione. La forma mortale e quella innocua sono più rare e hanno popolazioni più diradate.

 

Non so se si sono avuti altri studi in proposito, mi baso su libri anche un po' datati.

 

'è caso e caso... Basta schioccare le dita e uno stormo di passeri si leva in volo...

 

Sì, ma quello che citi non è un comportamento prestabilito né dettato da forme ancestrali di paura: infatti leggiucchiando il diario di bordo di Darwin sul Beagle, ad esempio, si avranno infiniti casi di animali selvatici e di uccelli che non vengono spaventati dall'uomo. Ricordo un passo in cui Darwin - in un ambiente vergine - si ritrova uccellini sulle spalle. La paura degli uccelli nei confronti dell'uomo è stata incisa successivamente, dalla caccia e altri comportamenti poco ortodossi nei confronti di questi animali.

 

Sulla cura per l'aracnofobia non ho proprio idea, ci vuole uno psicologo... :unsure:

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Ero tentato di cancellare l'intervento di shelob, lo lascio per precisare una cosa: è assolutamente sbagliato e superficiale suggerire l'uso di farmaci senza visite né un'accurata diagnosi da parte di una persona competente. Una terapia adeguata - per i casi di fobia grave (e non credo una modesta fobia dei ragni lo sia, altrimenti l'80% degli italiani si farebbe di psicofarmaci) o problemi simili - è compito esclusivo di un esperto. E non esiste che in un forum di aracnologia si prescrivano antidepressivi, diamine. :unsure:

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oh signur!

è stata posta una questione, è stata analizzata a vari livelli, con punti di vista concreti, filosofici, letterari, psicologici, comportamentali, biologici, ironici, ecc...ho solo fornito un altro punto di vista, un altro approccio ipoteticamente/paradossalmente possibile con la leggerezza e un tono volutamente provocatorio che si potesse adattare alla discussione...

spero per chiunque che il fatto di leggere il nome di un farmaco in un forum di qualunque tipo non determini automaticamente che:

1) chi legge abbia una malattia

2) chi legge abbia bisogno del farmaco citato

3) chi legge pensi di aver ricevuto una prescrizione di quel farmaco

4) chi legge si rechi in farmacia

5) la farmacia darà a chi legge un farmaco sulla base di quanto letto su un forum

 

cmq a scanso di equivoci voglio ribadire che LEGGERE IL NOME DI UN FARMACO IN UN FORUM NON E RIBADISCO NON COSTITUISCE DI PER SE' PRESCRIZIONE!!!! E' NECESSARIA LA RICETTA!!!

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