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Mastigoproctus giganteus


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Ti accontento subito... :D

 

Cominciamo col dire che i telifonidi di cui il Mastigoproctus giganteus costituisce il maggior rappresentante con i suoi 65 mm sono degli Aracnidi e come tali predatori. Vive nei territori desertici o semidesertici del Messico e di alcuni stati americani, tipo California, New Mexico, Texas e Nevada. Caratteristici sono

i pedipalpi simili a quelli degli scorpioni, la coda filiforme che spruzza una sorta di acido puzzolente ed irritante e le prime paia di zampe molto sottili e sensibili alle vibrazioni.

 

Teoricamente la detenzione in Italia è vietata, dico teoricamente perché velenoso non è, però è pur sempre un Aracnide che può causare "danni". Da noi non ne ho mai visti in vendita. Hanno un certo commercio negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna e penso anche in Germania. Sono molto richiesti, per lo meno in Europa...Tempo 2 giorni e tutti quelli del mio negoziante di fiducia (inglese) erano esauriti. Quindi non sono mai riuscito a prendermene uno. I prezzi non sono elevati. Equivalenti a quelli di un Pandinus imperator.

 

Ho visto foto di gente che li manipolava. ;)

 

Al momento non mi viene in mente nient'altro...

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Quali danni? Ho maneggiato un sacco di Uropigi e non è mai capitato che abbiano spruzzato l'acido come difesa... addirittura ho sentito dire che in cattività non è mai successo a nessuno... e poi anche se lo facessero non è peggio di quallo che può succedere con delle formiche piuttosto irritabili...

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Fabio non voglio assolutamente polemizzare però se arriva una spruzzata negli occhi c'è poco da scherzare... Bisogna andare all'ospedale e di corsa...

 

Questo eventuale remoto rischio non implica che non siano magnifici aracnidi da allevare, legislatura permettendo.

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Vabbè anche ingoiarsi un'Argiope allora...

 

Non giudichiamo gli animali per quattro cose lette su internet o qualche libro approsimativo... Francio che ha anche avuto dei Mastigoproctus può confermare io ho sempre avuto a che fare con dei Typopeltis sp. del Sud est asiatico. Comunque è risaputo che anche nel caso fantascientifico in cui l'acido acetico entri in contatto con gli occhi basta lavare con acqua... ;)

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Principalmente le mie informazioini a riguardo di Mastigoproctus giganteus provenivano da "Bugs-Mania" della Orbis Publishing (pubblicato in Italia dalla DeAgostini) che non consulto da parecchio tempo ma con il quale mi sono "fatto le ossa" da piccolo. Non è sicuramente paragonabile ad un testo universitario (o all'esperienza diretta degli allevatori) però per correttezza sono andato a controllare e cito ciò che dice a riguardo dello "spruzzo":

"La mira del telifonide è molto precisa: uno di questi invertebrati è riuscito a colpire il viso di un osservatore a più di mezzo metro di distanza! L'acido spruzzato ha provocato al malcapitato una spiacevole sensazione di soffocamento, lacrimazione e un forte bruciore alla pelle. Gli stessi effetti si producono probabilmente sui predatori naturali dell'animale".

Può essere che la notizia riportata sia falsa però ho semplicemente riportato quello che diceva. Sicuramente da parte mia le informazioni fornite erano in buona fede; non volevo creare allarmismo inutile! ;)

 

Già che ho il libro sotto mano riporto anche il trafiletto sull'acido...Sostanzialmente dice che il liquido spruzzato è composto da acido acetico (quello che si trova nell'aceto ma meno concentrato) e acido caprilico.

 

 

Typopeltis sp...Sì, ho capito quale è. In Thailandia regolarmente vendevano anche questi nelle teche per i turisti. E sono stati spesso motivo di litigio fra me e i commercianti. Pensate l'ignoranza...Tagliavano via la coda filiforme che è una delle caratteristiche principali.

 

 

Fabio, chiaramente non era una critica; lo sai che ti stimo e mi fido di quello che dici. Sei un allevatore veramente esperto! :D

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La sua formula bruta, se mai, è C2H4O2. Già dalla formula, comunque, (è l'acido carbossilico più semplice dopo il formico) si deduce che l'acido acetico è solubile in acqua: la catena alifatica, ovvero il componente idrofobo, è costituita da un singolo residuo metilico (CH3), sul quale prevale decisamente la polarità del gruppo carbossilico (COOH).

L'acido acetico è infiammabile, irritante e volatile: per questo in laboratorio è obbligatorio maneggiarlo sotto cappa aspirante. Ma per poche gocce di una soluzione acquosa diluita di CH3COOH (perché di questo stiamo parlando) il rimedio indicato da Fabio (il lavandino) è la panacea di tutti i mali.

 

P.S. Il testo della legge, almeno per ora, non prevede distinzioni tra i vari Aracnidi, quindi direi che è il caso di aspettare metà Settembre.

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kaiser anche tu facevi bugs mania della deagostini?anche io ce l'ho....schede non approfonditissime ma per un bambino fatte bene.....mi interessavano da piccolo in particolare:"come allevare una tarantola","come allevare millepiedi","come allevare insetti stecco" che per adesso ho tutte e le specie... :(

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Sì scolopendro, tutto sommato non era niente male...

 

 

Dainele, mi interessa molto un chiarimento a proposito, e dato che sei molto ferrato in Chimica vedrò di sfruttare l'occasione. Allora, il mio dubbio era proprio questo...Perché dicono che la formula dell'acido acetico (acido molto debole) è CH3COOH e non C2H4O2 che come numero e tipo di atomi è uguale? Non capisco dove sia la differenza...Veramente...Mi stupisco infatti che la scrivano così. Mi sai dire il perché?

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CH3COOH è la formula di struttura del composto, tu invece avevi parlato di formula bruta, che consiste nell'assegnare ad ogni atomo l'indice stechiometrico, a prescindere da dove e come è legato.

La formula di struttura fornisce informazioni molto più approfondite di quella bruta: composti che si differenziano anche nettamente a livello strutturale possono condividere la formula bruta (e sono detti isomeri).

Vi segnalo un link in cui potete trovare rudimenti di teoria di chimica organica ed esercizi utilissimi (e a mio avviso anche divertenti :( ):

 

http://www.bdp.it/~trends10/targeon/vanna/organica/

 

P.S. L'acido acetico è debole per definizione, in quanto non si dissocia completamente in ioni se posto in soluzione acquosa, ma non "molto" debole, se rapportato agli altri acidi organici.

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Visto che si parla di animali che "spruzzano".....

Io una volta sono stato "bombardato" da un Carabus intricatus appena raccolto da terra e la ricordo come una esperienza assai poco divertente: di colpo mi sono sentito come se mi avessero spruzzato della lacca per capelli negli occhi e nel naso... solo che l'odore era assai peggiore (chetoni? aldeidi?) e bruciava da matti.

Ho passato un quarto d'ora con la faccia a mollo nel lavandino, dopodichè avevo gli occhi arrossati, il naso in fiamme e l'odore pessimo mi ha accompagnato per un paio di giorni... :angry:

Vi è mai capitato qualcosa del genere?

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