Jump to content

Platymeris sp.


 Share

Recommended Posts

Visto che recentemente si è parlato di questi straordinari insetti, inserisco nel forum un mio vecchio lavoro del 1999, leggermente rivisto, già pubblicato sul sito di un mio amico anni fa e ancora online.

 

Colgo l'occasione di ringraziare il Sig. Mirko Rizzi che cura le guide degli animali esotici di Super Eva che senza chiedere il permesso a nessuno e non mettendo nemmeno crediti sfrutta tutt'oggi questo articolo e altri di Francesco nel suo sito spacciandoli per suoi... è interessante come la gente si spacci per esperta sfruttando il lavoro e lo studio di anni di persone che hanno davvero la passione per la fauna minore...

 

Non voglio essere polemico ma visto che facendo una semplice ricerca con Google su questo argomento viene fuori anche quella pagina volevo solo chiarire nel caso a qualcuno venissero dubbi...

 

Grazie

 

Fabio De Vita g51.gif

Link to comment
Share on other sites

PLATYMERIS BIGUTTATA & PLATYMERIS RHADAMANTHUS

(Reduvidi giganti africani o cimici assassine giganti africane)

 

HABITAT: ben distribuiti dal centro al sud Africa, arbusti, bassa vegetazione, anfratti, tronchi caduti in savana arida.

 

DESCRIZIONE: Emitteri della famiglia dei Reduvidae di circa 4 cm. entrambi identici come morfologia e dimensione, differiscono solo per il colore delle zampe e nelle due macchie che si trovano sulle elitre, nel P. biguttata le zampe sono a bande gialle e nere e le macchie sono bianche mentre nel P. radamantus sia le bande delle zampe che le macchie sono rosse, per entrambi il colore di base è nero lucido. Al momento della nascita le ninfe di entrambe le specie hanno testa e torace neri e l'addome rosso, con lo sviluppo il colore muta in quello sopra descritto, le ali compaiono solo con l'ultima muta.

 

TERRARIO: sia le ninfe sia gli adulti, se ben alimentati, possono essere tenuti in comunità con un ridottissimo rischio di cannibalismo, l'unico suggerimento è quello di non tenere insieme individui di dimensioni diverse per evitare spiacevoli sorprese. Esiste un minimo cannibalismo tra le ninfe appena nate, per esperienza personale consiglio di tenere separati uno per uno gli induvidui molto giovani e di metterli insieme solo dopo la seconda muta.

I Platymeris sp. non necessitano di molto spazio, un terrario 30x20x20 è più che sufficiente per cinque adulti, a questo scopo i "fauna box" sono perfetti. Il terrario deve avere come substrato della sabbia molto fine e deve essere arredato con diversi nascondigli, i migliori sono sicuramente i pezzi di sughero.

 

CONDIZIONI DI ALLEVAMENTO: i Platymeris sp. necessitano di una temperatura di circa 25/27° C ed essendo animali di savana hanno bisogno di un clima secco. Una leggerissima vaporizzazione con uno spruzzino una volta la settimana è più che sufficiente per soddisfare il loro fabbisogno idrico.

A differenza della stragrande maggioranza degli invertebrati allevati in cattività, i Platymeris sp. non soffrono di problemi durante la muta causati della scarsa umidità.

 

NUTRIMENTO: i Platymeris sp. sono eccezionali cacciatori d'agguato, quando avvistano una preda la puntano avvicinandovisi furtivamente e quando sono ad una distanza adeguata con un balzo l'afferrano piantando il loro rostro (apparato boccale) nelle parti molli della preda, una volta paralizzata con la loro saliva, la digeriscono dall'interno fino a succhiarla completamente e lasciando solo l'esoscheletro.

Le ninfe appena schiuse vanno nutrite con piccolissime camole del miele (Galleria mellonella) o della farina (Tenebrio molitor), larve di mosca, moscerini della frutta (Drosophila melanogaster o meglio le Drosophila hidei che sono leggermente più grosse e non sono in grado di volare) oppure grilli molto piccoli. La dimensione della preda sarà poi adeguata allo sviluppo delle ninfe fino ad arrivare allo stadio adulto nel quale potrà tranquillamente consumare caimani (Zoophobas sp.), grilli adulti e blatte. E' importante sapere che le ninfe appena nate e quelle fresche di muta non mangiano immediatamente, sarà opportuno aspettare tre o quattro giorni prima di somministrare loro il primo pasto.

Si tenga presente che quelli elencati sopra sono animali da pasto comunemente venduti nei negozi di animali o di articoli per la pesca e che nel limite del possibile bisogna evitare di somministrare ai propri Platymeris sp. insetti catturati in natura, a meno che si sia certi che nella zona di raccolta non siano stati usati pesticidi o diserbanti.

 

VITA E RIPRODUZIONE: un Platymeris sp. nell'arco della sua vita passa attraverso cinque stadi da ninfa prima di diventare adulto. Se alimentato bene e tenuto alla giusta temperatura dalla sua nascita impiega cinque mesi (o meno) per diventare adulto, facendo in questo periodo cinque mute con cadenza all'incirca mensile.

Arrivato allo stadio adulto la riproduzione può avvenire sia tramite accoppiamento sia per partenogenesi. Non esiste un evidente dimorfismo sessuale, anche se con un po' di pratica, si può notare che il maschio ha il corpo leggermente più affusolato della femmina, inoltre con un analisi più approfondita della parte inferiore si può notare che l'apertura dove sono presenti gli organi riproduttori sono molto diversi, nel maschio è presende una specie di "scudo".

E' interessante inoltre notare che il maschio durante il corteggiamento produce dei sibili con il suo rostro.

La femmina, nell'arco della sua vita, può deporre diverse decine d'uova che possono essere interrate, inserite nelle fessure del legno o semplicemente fatte cadere a terra. A questo proposito voglio evidenziare l'utilità della sabbia a grana finissima come substrato, infatti, dal momento in cui si cominciano a vedere delle uova è opportuno setacciare la sabbia per toglierle tutte almeno una volta ogni 15 giorni. Le uova sono nere per il P. biguttata e marrone rossastro per il P. radamantus, entrambe con un opercolo bianco attraverso il quale uscirà la ninfa al momento della schiusa. A differenza delle cure per gli individui formati, le uova vanno tenute in una scatola ben aerata con della carta assorbente o sabbia umida sempre ad una temperatura di 25° C. Questo fa presupporre che in natura le uova si schiudono durante la stagione delle piogge. Se tenute a queste condizioni, impiegano dai 20 ai 30 giorni (molto di più se la temperatura è troppo bassa) per schiudersi dando alla luce piccole ninfe di circa 3 mm. Le uova che presentano ammaccature o sembrano schiacciate non sono fecondate e quindi non si schiuderanno.

 

NOTE: i Platymeris sp. non vanno maneggiati perché possono facilmente mordere piantando il loro rostro nella pelle provocando un forte bruciore senza però nessun'altra conseguenza. Inoltre bisogna prestare attenzione a non avvicinargli troppo il viso perché sono in grado di spruzzare la loro saliva ad una certa distanza, che a contatto con gli occhi provoca un forte bruciore.

 

Fabio De Vita g51.gif

Link to comment
Share on other sites

L'articolo è molto interessante e ben fatto! [B)]

 

Vergognosa invece è l'opera di ricopiatura di tal Mirko Rizzi. Ci sono varie scopiazzature anche da Aracnofilia, oltre che le vs. che sono palesi!

 

Ho provveduto a mandare una mail di diffida direttamente a DADA.

Matteo

 

º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°

ARACNOFILIA.ORG -amministratore

º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°

Link to comment
Share on other sites

Hai ragione Teo... ma la mia era solo una premessa visto che cercando sul web viene fuori anche quel sito...

 

Non vorrei che questo topic sfociasse nella polemica riguardo le violazioni di copyright di altri siti...

anche se per qualcuno ci vorrebbe una cura particolare... [:64] [:49]

 

Scusate nel frattempo ho corretto delle ripetizioni e lettere rimaste nella tastiera... Ah, la fretta... [:D]

 

Fabio De Vita g51.gif

Link to comment
Share on other sites

  • 6 years later...

ho letto la scheda e avrei 1 domandina da fare :4fuu9h1: .

 

la temperatura anche la notte va tenuta sui 25/27° ?

Link to comment
Share on other sites

Se si allevano a temperature basse, o con poco cibo, rallentano il loro metabolismo e quindi impiegano piu tempo a crescere. Non sono molto esigenti come animali quindi si adattano bene anche a temperature inferiori. Il gradiente termico giorno/notte viene tranquillamente sopportato e quindi non c'è nessun problema in merito.

Link to comment
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
 Share

  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.
×
×
  • Create New...

Important Information

By using this site, you agree to our Terms of Use and Privacy Policy.