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Taranto (TA) - Loxosceles rufescens


Biared96

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Il 14/09/2024 at 09:18, elleelle ha scritto:

Questo aumento è spiegabile solo con l'aumentata sensibilità al problema determinata dai mezzi di informazione?

Possiamo escludere, con approccio scientifico, che la popolazione all'interno degli immobili sia aumentata sensibilmente? Per esempio, grazie alla diffusione del riscaldamento?

E' corretto affermare con sicurezza che "Non è cambiato niente. C'è sempre stato e ci abbiamo sempre convissuto senza problemi?"

Cosa ne pensate?

Io credo che in assenza di un metodo di indagine scientifico sia impossibile rispondere, da una parte abbiamo così tante variabili in gioco e in più ci mancano (credo) i dati storici. Comunque, i riscaldamenti in casa li abbiamo da decenni e rimane comunque il fatto che questi generalmente sono accesi solo nella stagione invernale, per cui non lo vedo molto determinante come fattore di attrattività dei L. rufescens  verso le abitazioni. 

Anzi, potremmo anche osservare che le case ora sono più pulite e libere da insetti, per cui dovremmo trovare meno predatori.

Nel nostro database iniziamo ad avere un numero interessante di identificazioni, il tool che abbiamo sviluppato  (https://www.aracnofilia.org/i-ragni-locali/citizen-science-checkmap-dei-ragni-italiani/ ) lavora al momento solo sulla dimensione geografica, sarebbe interessante introdurre anche quella temporale @00xyz00 

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l riscaldamento domestico potrebbe avere un ruolo importante proprio aumentando la sopravvivenza dei Loxosceles in inverno rispetto alla mortalità che hanno in natura nelle aree fredde dell'Italia.

La minore quantità di insetti dovuta alle case più pulite potrebbe avere un effetto negativo, ma bisogna vedere di quali insetti si nutre Loxosceles. Per esempio, le lepisme non sembrano diminuite.

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Se posso vorrei dare il mio contributo a questa interessante discussione, da quando, da aprile, ho iniziato a riconoscere i loxoceles ne ho trovati ovunque, in casa e in case di altri. L’ultimo stamattina a casa di mio babbo, altrimenti al lavoro, a casa mia, a casa di amici , in un ristorante dove ero andato a pranzo, e anche alcuni conoscenti mi hanno inviato foto di ragni trovati a casa loro, risultati essere poi loxoceles. Ora, analizzando gli inverni degli ultimi anni, va detto che, i giorni in cui il termometro è sceso sotto allo zero si contano sulle dita di una mano, e vivo a 300 metri s.l.m , l’ultima nevicata seria è avvenuta nel 2018, quando fino al 2012 nevicava praticamente tutti gli anni. Sarebbe interessante capire a che temperatura muoiono i ragni che vivono all’esterno, perché in caso , sarebbe sicuramente un fattore significativo il riscaldamento globale . Altra valida teoria è quella che vede un mix di allarmismo social, giornalisti in combinazione dell’avvento di fotocamere ad altissima risoluzione montate sugli smartphone, spesso dotati anche di funzione riconoscimento insetti. 

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