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Vi posto qualche foto e un video di questa specie endemica del Sud Africa (Ndumo e Tembe Elephant). E' un ragno molto interessante per via della sua etologia e la struttura della tana che ricordano moltissimo quelle dei trapdoor spiders canonici. Gli esemplari sono quasi sempre al riparo in un cunicolo e catturano le prede fuoriuscendo rapidamente dall'apertura, chiusa da una botola morbida e sottile realizzata con seta e substrato. La colorazione di questo Theraphosidae è caratteristica, con i tarsi e i metatarsi di colore blu acceso specialmente nelle femmine adulte: il nome comune inglese "blue foot baboon" dato a questa specie non è certo casuale.

 

Ecco un paio di foto di un subadulto mentre si sta nutrendo al di fuori dal suo riparo:

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E' in realtà piuttosto difficile osservarli allo scoperto e, sebbene mi sia capitato di sorprenderli più volte in giro nelle ore notturne, se disturbati tendono a rientrare prontamente nel loro cunicolo. Più spesso gli esemplari sono totalmente nascosti o sporgono appena dall'apertura del tunnel con la sola estremità delle zampe, in attesa di una preda.

 

 

Foto della tana; in questo caso il cunicolo è poco profondo ed a forma di C. Vi sono due aperture, una praticamente invisibile, l'altra insolitamente con la botola sollevata:

 

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Aprendo la botola chiusa:

 

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Video di un esemplare mentre cattura un buffalo worm (Alphitobius diaperinus); la preda viene afferrata e trascinata all'interno del cunicolo con estrema rapidità:

 

https://www.youtube.com/watch?v=5a_KLInhexA

 

 

Vi aggiorno sulla crescita degli esemplari, cercherò di realizzare foto e video migliori ;)

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La tana con la botola la fanno in genere se gli si fornisce un setup liscio senza ripari o altro altrimenti tendono a usare questi ultimi diventando più "classici" come fossori.

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Grazie Fede! :)

 

Mac, non lo sapevo! Son giovani e le tengo "scoperte". Come da programma han fatto tutte la botola tranne un esemplare che ha realizzato quella struttura nelle foto con apertura doppia.

 

Avevo però visto foto come queste con esemplari che hanno delle cortecce nei terrari e che han comunque costruito la botola nelle immediate vicinanze del sughero. Quando cresceranno un po' proverò con dei setup leggermente diversi per vedere che combinano. ;)

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Come tutti i Theraphosidae resta sempre opportunista! :)

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Quanti bei progetti Piergy... :) E questa migale ha davvero dei colori splendidi! :wub:

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Davvero!

 

Non ho ben capito cosa stia combinando l'esemplare che aveva il cunicolo a C e la doppia botola. Ora gli ingressi del tunnel sono 3 e ha modificato la trapdoor, fissandola in modo che resti sempre aperta. C'è parecchia seta in giro.

Documento la cattura di un buffalo worm; purtroppo le foto in cui ha afferrato la larva e l'ha trasportata nel cunicolo sono sfuocate ma il tutto è durato solo il tempo necessario per i 4 scatti.

 

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2016_07_15-19_50_43_c130a.jpg

 

;)

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Vederlo in azione in quel modo è stato in effetti piuttosto spiazzante :D

 

Sì, tranne un esemplare che ha costruito un cunicolo a C con due botole entrambe chiuse, gli altri hanno tutti una sola entrata mimetizzata e ben chiusa da un'ampia botola.

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Nelle ore notturne gli esemplari si affacciano regolarmente dalla botola, con tarsi e metatarsi blu in vista, in attesa di una preda di passaggio:

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E' piuttosto curioso che la parte più colorata delle zampe e dei pedipalpi sia proprio quella che viene esposta fuori dal cunicolo: mi viene il fortissimo sospetto che le estremità degli arti con quel blu acceso possano avere qualche proprietà attrattiva nei confronti di alcune prede (chissà come le vede un insetto?) e sarei anche curioso di illuminarle con una torcia UV. Appena riuscirò a procurarmene una, proverò. :sisi:
Ho ovviamente tolto il coperchio del faunabox solo in serata per poterne fotografare una. Dopo un po', forse infastidito dall'intensa luce della torcia, l'esemplare è tornato all'interno della tana. Ho anche visto che ha usato le filiere, probabilmente per chiudere meglio la botola, passandole sul margine interno dell'opercolo.

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    • Da PiErGy
      Ciao a tutti,
      documento questo tentativo di riproduzione di Eucratoscelus pachypus che, purtroppo, non si è concluso con il lieto fine. Spero comunque che possa in qualche modo essere utile per chi in futuro cercherà di riprodurre questa specie.
      La femmina, piuttosto giovane e sui 4 cm di corpo, era stabulata in un faunabox medio (23x15x17) con un alto strato (9-11 cm) di torba di sfagno ed una corteccia di sughero posta obliqua su un lato e praticamente non utilizzata se non per tesserci sopra. Il ragno era lì già da molti mesi ed aveva costruito - come del resto gli altri esemplari che ho ed ho avuto - un profondo cunicolo; piuttosto particolare l'apertura, fortemente irrobustita con seta e torba e dalla forma ad imbuto.
       
      Gli esemplari si sono accoppiati due volte, la prima il 20 maggio e la seconda il 3 giugno. Sebbene la femmina fosse inizialmente ostile, il maschio in entrambi i casi non ha avuto problemi a bloccare con le zampe anteriori i cheliceri della femmina per poi inserire i bulbi con assoluta tranquillità. Questo è un breve video della prima parte di corteggiamento ed accoppiamento, durato in totale all'incirca un quarto d'ora:
       

       


       
      Esattamente 3 mesi dopo il primo accoppiamento, in data 20 agosto, la femmina ha costruito un'amaca di seta in corrispondenza del bordo dell'apertura del cunicolo e deposto le uova lì sospese. Questa foto è stata fatta durante la deposizione, è sfuocata ma non potevo rischiare di disturbare eccessivamente la femmina con più luce o aprendo il contenitore. Si vede la massa di uova appena deposte:


       
       
      Foto scattate in seguito, il 26 agosto, alla femmina che sorveglia l'ovisacco ultimato:




       
       
      Purtroppo, in data 16 settembre e non diversamente da come aveva già fatto l'anno precedente, la femmina ha mangiato le uova. Sono riuscito a osservarla mentre lo stava facendo: rimanevano solo 3-4 uova e le stava divorando; ho fatto una foto prima di intervenire e provare a recuperarle:
       


       
      Le uova, per quanto integre, apparivano comunque compromesse poiché ricoperte da una patina probabilmente dovuta ai resti delle altre che eran state mangiate. Il tentativo di incubarle artificialmente non è andato a buone fine. Mi viene poi il forte sospetto che non fossero comunque fertili e che la femmina se ne sia nutrita per questo motivo: penso sia piuttosto strano che in quasi un mese nell'ovisacco, a una temperatura alta (sempre superiore ai 28°C, mai oltre i 32°) lo sviluppo delle uova fosse così poco avanzato. Ho tra l'altro notato, qualche giorno prima, la femmina tamburellare sopra l'ovisacco in modo molto insolito, che non mi era mai capitato di osservare in un Theraphosidae. Non posso esserne certo ma non escluderei che fosse un modo per vagliare lo stato di salute di uova o potenziali larve.
       
      Dopo aver recuperato le uova, ho provato ad osservarle alla luce di una torcia per vedere se riuscivo a distinguere degli embrioni in formazione ma con scarsi risultati:
       

       

      Mi dispiace molto sia andata così, tra l'altro piuttosto inspiegabilmente. Nell'eventualità di reperire qualche maschio di questa specie, ci riproverò in futuro. Posterò a breve una foto della femmina su carta millimetrata per chiarire senza ambiguità le dimensioni dell'esemplare.
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