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Sindrome da Nematodi (ragno impazzito!)


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Allora fai così. Ci proviamo...

Con un siringa estrai un po' di emolinfa dal ragno. Lo puoi fare (ma fallo prima che puoi, per evitare che la degenerazione dei tessuti ci metta lo zampino) con una siringa, da una delle giunture delle zampe (dal di sotto, dove si vede la parte "chiara"). Prendine più che puoi e metti la siringa in frigo (non in freezer). Poi portatela dietro alla cena. Vedrò di venire su con un microscopio istologico e vediamo se riusciamo a capirci qualcosa... Se siamo fortunati becchiamo un nematode, lo disegnamo e poi lo confrontiamo con le chiavi di identificazione...

 

Oddio è una prova, sarà facile che non si trovi nulla. Ma magari si... sapere chi è il responsabile ci permetterà di fare ricerce mirate e capire quali sono le sue condizioni di vita ideale. Se non lo possiamo eliminare cerchiamo almeno di rendergli la vita meno agevole possibile.... [xx(]

 

Matteo

 

PS: fai delle foto - visto che Lorenzo ha la digitale adesso - a Riven. Più vicino che puoi a bocca e solco epigastrico. Cerchiamo di classificare tutto il materiale a disposizione.

 

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ARACNOFILIA.ORG -amministratore

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Prova comunque anche - con una spatolina - a prendere un po' del famoso rigurgito. Potrai allargare i cheliceri con un stuzzicadente (lo fai passare sotto tutti e due e tiri leggermente).

 

Conserva in frigo pure quello.... (se ce la fai a prenderlo)

 

Matteo

 

 

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Ospite graegra

Tutta la mia solidarietà a Kristal; bruttissima esperienza!

Premetto che per le paranoie ho un vero talento, ma mi vengono in mente due cose:

a)per ridurre le probabilità di contaminazione delle prede, ho visto in commercio un mangime per grilli; non si potrebbero "quarantenare" le prede alimentandole solo con mangime? Il livello di sicurezza potrebbe alzarsi un pò [;)]

b)Spero di non andare fuori argomento, ma a proposito di alterazioni del comportamento, personalmente sospetto che gli antiparassitari per cani e gatti, che spesso agiscono sul sistema nervoso degli artropodi, siano pericolosi per i ragni di casa se ci si dimentica di lavarsi le mani dopo una carezza a Fido. E' vero che un ragno è molto più grande di una zecca, ma alla lontana sempre parenti sono....dai oggi e dai domani, magari ci scappa l'intossicazione cronica...[:D][:D][:)].

Ciao a tutti

gra(zia)egra(mmostola)

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Ospite Schock

Prima di tutto volevo dire a Krystal e a Lorenzo che mi dispiace tantissimo per la loro Riven.

Io sono su questo forum da un paio di mesi e mi dispiace fare le condoglianze ad una persona sempre disponibile e altruista come lo è la "nostra" Krystal e ad una persona come Lorenzo "satanika" che nelle poche volte in cui ho avuto la possibilità di parlargli (via forum o mail) mi è sembrato molto disponibile e anche parecchio competente. Mi dispiace davvero di non poter essere presente alla cena di stasera per conoscervi di persona.

Volevo proporre una cosa:

SO che per molti di noi (me compreso) nutrire aracnidi (scorpioni e ragni) con piccoli roditori è una eventualità molto rara se non inesistente, ma in questi casi non potrebbe essere di aiuto (x il discorso sangue umano che faceva Krystal)?

Oppure ho detto una stronzata colossale?

 

 

 

 

Ciao

Roberto

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I parassiti riescono a resistere ai succhi digestivi dell'animale "vittima" e possono trasferirsi dall'apparato digerente al resto dell'organismo. La stessa cosa non si può dire per il sistema immunitario di una preda. Impossibile pensare che i linfociti di un mammifero possano essere mangiati e quindi passare nell'organismo del predatore e funzionare per debellare parassitosi o malattie.

Magari fosse così!

 

Invece ritengo che ci si debba concentrare sulla prevenzione, sia evitando la contaminazione, sia rendendo i nostri amici più resistenti.

Porto un esempio ittico: molti ciclidi hanno praticamente sempre dei nematodi detti comunemente "vermi alle branchie", se il pesce è in forma questi nematodi si mantengono in numero contenuto e non danno problemi, ma se il pesce subisce stress (lunghi viaggi o peggioramento delle condizioni dell'acqua), il pesce si indebolisce ed i nematodi proliferano, e di conseguenza si può arrivare fino al decesso.

 

Un'ultima cosa: qualcosa non mi convince nella storia di Riven e la cavalletta: mi sembra davvero un periodo troppo breve una settimana dal pasto al decesso, continuo a pensare che i parassiti ci fossero già da molto tempo e che l'episodio della cavalletta sia solo una coincidenza, mi sbaglierò ma non riesco a convincermi.

 

Andrea.

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