Daniele21Rm Inviato 15 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 15 Ottobre 2008 Ma perche la Latrodectus tredecimguttatus ti risulta essere introdotta? Dato che il ragazzo chiedeva della vedova nera americana introdotta in Europa,ho solo voluto precisare che una specie di vedova nera è gia' presente sul nostro territorio,non ho mai detto che sia stata introdotta. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
aracnojak Inviato 15 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 15 Ottobre 2008 Quoto Gioele..io parlavo di ragni non nostrani presenti sulla nostra penisola.. L.tredecimguttatus ,invece,è un aracnide locale a tutti gli effetti..anche se imparentato,e pure strettamente,con le "vedove americane",è chiaro. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Lupo Inviato 15 Ottobre 2008 Autore Segnala Condividi Inviato 15 Ottobre 2008 Ma perche la Latrodectus tredecimguttatus ti risulta essere introdotta? Dato che il ragazzo chiedeva della vedova nera americana introdotta in Europa,ho solo voluto precisare che una specie di vedova nera è gia' presente sul nostro territorio,non ho mai detto che sia stata introdotta. Se il "ragazzo" sono io ( ..caffé pagato!), in effetti mi pare che le prime risposte (Henry, ecc) fossero più in argomento. Forse era mio compito spiegarmi meglio in corso d'opera MA ero troppo interessato anche alle altre risposte e le dita hanno dato precedenza agli occhi.. :rolleyes: Provo a farlo ora aggiungendo che, aprendo la discussione, mi (e Vi) chiedevo anche (forse troppo tra le righe, mea culpa..!) se l'evoluzione delle specie può essere stata e/o sarà accelerata/modificata da incontri che, senza navi, aerei, auto, treni, viaggi, cambiamenti climatici, ecc, sarebbero avvenuti in millenni o mai.. Ovvero: ragno/scolopendra esotici (serpente è lo stesso, ho aperto una discussione simile anche lì) in un container dall'Australia all'Italia che incontra un compatibile indigeno nel deposito e.. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
giogio80 Inviato 15 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 15 Ottobre 2008 Quindi un discorso molto più generale e aperto! Comunque per quanto riguarda l'evoluzione ci penseranno gli altri...certo che delle specie incontrino altre simili e ne nascano delle nuove mi fa un pò strano...il numero di accoppiamenti dovrebbe essere alto sempre tra meticci sennò si andrebbe solo a sporcare il matrimonio genetico delle due specie. Visto come spiegato da gli altri non è cosa facile! Penso che tramite aerei, navi, treni ecc sia più facile che una specie si adatti a vivere in terre dove difficilmente sarebbe arrivato...e se in numero considerevole e una volta acclimatatosi formi delle piccole comunità, che entrerebbero, quasi sicuramente in conflitto con le speci simili....cosi provocando la "sconfitta" di una delle due. Per come la vedo io...l'introduzione di specie non autoctone e più facile che diminuisca la biodiversità più che la aumenti creando nuove specie. Sicuramente si creano degli incontri che altrimenti non si verificherebbero e quindi la distribuzione e il popolamento di alcune specie sarà inevitabilmente cambiato in modo e ad una velocita impossibili naturalmente. Ma detto da me che sono un profano ha poca importanza! Aspetta che ne pensano i studiosi! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 30 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 30 Ottobre 2008 P.S.(e modifica): però l'evoluzione delle specie ha fatto man bassa di queste rare casualità.. Certo, in tempi piuttosto lunghi.. Solo ora vedo questa frase No, non è che le specie si sono evolute grazie all'incrocio di specie diverse. L'evoluzione è il fenomeno per cui vien applicata diciamo una sopravvivenza selettiva (maggior successo riproduttivo). Questa sopravvivenza selettiva è data da tre fattori: 1) Lotta per la sopravvivenza 2) una variazione (di tipo ambientale o genetico) 3) La variazione deve essere ereditata. Quindi: quando la variazione influenza l'esito per la lotta alla sopravvivenza, gli individui con caratteristiche vantaggiose sopravviveranno a scapito di quelli che possiederanno caratteristiche svantaggiose (incapacità quindi di riprodursi con sufficiente successo; incapacità di lottare per la sopravvivenza poichè solo gli organismi meglio adattati potranno competere tra loro). Il cambiamento può essere visto come un adattamento al mutare delle condizioni ambientali La variabilità può essere anche genetica: Può avvenire una variazione casuale all'interno del genoma di un individuo. Questa variazione potra comportare alcun effetto, oppure causare un handicap all'individuo (non potendo lottare per la sopravvivenza morirà senza lasciare discendenti) oppure ancora dare vita ad un organismo con caratteristiche migliori e quindi più alta probabilità di sopravvivere nella lotta alla sopravvivenza (si può dire che dispone di "armi" migliori). Quindi non è che le popolazioni si sono evolute grazie ad incroci, ma grazie a mutazioni puntiformi nel genoma, casuali insomma (le mutazioni non sono solo puntiformi (cambiamento di un nucleotide nella sequenza) ma può avvenire anche un cambiamento di una porzione di genoma più grosso causando nuove combinazioni geniche). Dimmi se non è chiaro qualcosa Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
elleelle Inviato 30 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 30 Ottobre 2008 Quoto in pieno. Quelli che noi chiamiamo "incroci" nel linguaggio comune (cani, cavalli, galline ecc...) in realtà sono frutto di accoppiamenti tra animali della stessa specie, magari provenienti da paesi diversi o da percorsi di selezione particolari. Per quel che ne so, specie diverse non si accoppiano o, se lo fanno, di solito hanno discendenti sterili (come il mulo). Ciao Luigi Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Lupo Inviato 30 Ottobre 2008 Autore Segnala Condividi Inviato 30 Ottobre 2008 Chiaro, Henry, grazie ! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
giogio80 Inviato 30 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 30 Ottobre 2008 Per quel che ne so, specie diverse non si accoppiano o, se lo fanno, di solito hanno discendenti sterili (come il mulo). Ciao Luigi Dici bene, di solito!Ma non è sempre cosi...cane e lupo ad esempio possono incrociarsi dando figli in grado di prolificare ed è solo uno dei tanti incroci che non danno vita a ibridi sterili. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 30 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 30 Ottobre 2008 Non credo che ci siano molti altri casi. E comunque questo è un caso particolare.. Una cane domestico a che specie e a che genere appartiene? Io ho trovato questo: Clicca qui Da quello che ho capito viene classificato come Canis lupus (e poi tutte le subspecie, varietà ecc). Canis lupus è anche il nome scientifico del lupo grigio. Ora, mettendola così, essendo della stessa specie non dovrebbe essere una cosa particolare. Però sempre in quel sito dicono che il cane domestico non ha problemi a produrre prole fertile anche con: Canis rufus, Canis latrans e Canis dingo. Questa è una eccezione, dovuta allo stesso numero di cromosomi. Sono specie già affermate che non hanno evidentemente barriere forti al fine di preservare la specie. Questa cosa non è favorevole per queste specie poichè il flusso genico (geni in entrata ed in uscita da una popolazione di individui) tende ad uniformarle limitando la loro evoluzione ed il loro adattamento all'ambiente. C'è anche da dire che un coyote (Canis latrans) non si accoppierà mai con un Canis lupus a causa di una distribuzione geografica differente. Quindi la specie viene preservata (siamo stati noi a provare, evidentemente, se le due specie sono interfeconde). Inoltre ci sono altre barriere che non si limitano esclusivamente alla genetica, ma si espandono anche alla sfera comportamentale (mi è difficile pensare che in natura un Canis lupus maschio avente a disposizione degli esemplari femminili della propria specie voglia e riesca ad accoppiarsi senza problemi con una femmina di Coyote per esempio). Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
giogio80 Inviato 30 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 30 Ottobre 2008 Pensa te, io credevo fossero specie differenti a tutti gli effetti non solo sotto specie! Comunque non ho mai detto che si crea una nuova specie ansi se leggi il mio intervento ancora precedente , lo escludo! Però quello che intendevo è che due specie diverse ma dello stesso genere, non sempre generano figli sterili. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 30 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 30 Ottobre 2008 Sì ma infatti, solo il cane domestico è una "sottospecie" del lupo grigio selvatico. Il coyote (Canis latrans) appartiene allo stesso genere ma è una specie diversa (non è una sottospecie). Quello che dico io è che appunto questa possibilità di incrocio tra due specie differenti è possibile ma è un caso raro. In ogni caso in natura non succede poichè i loro areali di distribuzione sono diversi e quindi non si troveranno a contatto. Inoltre come già detto, nonostante sia possibile che si accoppino e che diano progenie fertile, a tutti gli effetti è molto difficile anche se gli areali di distribuzione delle due specie fossero vicini poichè barriere comportamentali le manterrebbero distinte (come già detto un maschio di una specie avente a disposizione femmine della propria specie, difficilmente o mai si accoppierà con una femmina di un'altra specie comunque compatibile geneticamente in natura). Comunque un po' vero quello che dici. Nell'accoppiamento tra cavallo e asino tutti i figli muli maschi sono sempre sterili ma a volte può capitare che, per perdita di un cromosoma omologo ( e qui rientra la anomalia genetica rarissima di cui si è parlato un po' di post fa), nasca una femmina fertile (questa cosa però è ancora in via di studio e ci sono varie linee di pensiero a riguardo). Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
giogio80 Inviato 30 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 30 Ottobre 2008 Si allora ok, dicevamo le stesse cose, solo che mi sono espresso più che male nel mio intervento! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Henry Inviato 30 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 30 Ottobre 2008 Certamente però c'è da precisare che: non è che "non sempre" generano figli sterili; Praticamente mai generano figli fertili, e se li creano succede in cattività, ad opera dell'uomo. Però quello che intendevo è che due specie diverse ma dello stesso genere, non sempre generano figli sterili. Inoltre, nonostante per alcune generazioni in cattività due specie di Canis sp. possano riprodursi dando alla luce figli fertli, credo che dopo non molte generazioni si creino delle gravi anomalie a livello genetico per cui gli esemplari non sopravvivono (ma è solo un'ipotesi) Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
giogio80 Inviato 30 Ottobre 2008 Segnala Condividi Inviato 30 Ottobre 2008 Inoltre, nonostante per alcune generazioni in cattività due specie di Canis sp. possano riprodursi dando alla luce figli fertli, credo che dopo non molte generazioni si creino delle gravi anomalie a livello genetico per cui gli esemplari non sopravvivono (ma è solo un'ipotesi) Una cosa delgenere accade nelle tartarughe, che anche di specie diverse riescono a generare figli fertili ma in giro di qualche generazione diventano sterili. Mah...da profano dico che il concetto di specie è stato inventato dall'uomo per suo comodo.....i gruppi che diventano specie li sceglie l'uomo...quindi c'è un gran caos! Sarebbe da riordinare un pò le cose...e forse con le analisi genetiche lo stanno facendo! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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