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Lycosa tarantula - Parco di San Rossore (PI)


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sto allevando alcuni esemplari di Lycosa tarantula "D.O.C.", prelevati nel Parco di San Rossore, alle porte di Pisa. Sarebbe interessante provare a vedere se si accoppiano con gli esemplari di hogna radiata, magari l'anno prossimo!

Colgo al volo l'occasione del "quote" in questione per descrivere la spedizione avvenuta ieri pomeriggio al Parco Di San Rossore (in provincia di Pisa), e che ha visto come protagonisti lo stesso Migdan, il sottoscritto e la mia "consorte" (per fortuna anche lei interessata all'argomento). Come si può intuire, l'obiettivo era quello di prelevare qualche esemplare di Lycosa tarantula, localizzata in una precisa zona del Parco stesso.

Chiaramente il tutto in accordo col personale del Parco, e con i permessi necessari.

 

Una volta raggiunto il posto esatto (grazie alla buona memoria di MatteoG, precisiamo :rolleyes: ), sono state individuate le tipiche tane di Lycosa, sparse pressapoco ovunque nella zona, spesso e volentieri a poche decine di centimetri di distanza l'una dall'altra.

Oltre alla consueta imboccatura (di circa 2 cm di diametro) dai bordi completamente intelati, la dimora era costituita da una profonda galleria praticamente perpendicolare al terreno stesso, arido e molto sabbioso, e sul quale cresceva della bassa vegetazione.

 

Qui sotto due foto del biotopo in questione:

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C'è da dire che, durante le ore diurne, soprattutto quelle più calde, stanare Lycosa è stata un'impresa alquanto ardua.

Gli abitanti delle gallerie se ne stavano rintanati a dovere, e nell'arco dell'intera mattinata siamo riusciti a catturare un maschio (che errava in bella vista sul terreno) e due grosse femmine (stanate dalle loro tane), tutti adulti; una delle due femmine (probabilmente gravida), ha reagito con violenza e fermezza all'intrusione nella sua tana, mordendo più volte il bastoncino e risalendo fino all'imboccatura del tunnel, e rendendo così più facile la sua cattura.

Oltre al bastoncino classico, spesso era necessario ususfruire dell'aiuto di piccole "inondazioni" di acqua minerale (appositamente comprata ;)) per allarmare il ragno e costringerlo a raggiungere la superficie.

In ogni caso Lycosa si è rivelato tutt'altro che un ragno stupido, non sempre l'acqua sortiva i suoi effetti e bastava il minimo errore (movimenti bruschi, ombre improvvise, vibrazioni sul terreno poco controllate) per vederla scomparire in fondo alla tana, e difficilmente tornare in superficie.

C'è da dire comunque che, una volta che il ragno era stato stanato e si riusciva ad allontanarlo abbastanza dalla tana (o a otturarla prontamente), il più era fatto, visto che l'aracnide appariva alquanto disorientato e impacciato se allontanato dal proprio rifugio.

Nel pomeriggio le cose sono andate decisamente meglio, visto che, con l'avvicinarsi del crepuscolo, i ragni diventavano più attivi e si avvicinavano all'imboccatura delle tane; risultava così molto più facile sia individuarli (grazie ai due "fanali" che brillavano nell'oscurità :blush:), sia farli uscire allo scoperto. In un'oretta sono state stanate altre due femmine adulte, ma il numero sarebbe potuto aumentare a dismisura, se non ci fossimo dati un limite di decenza (inutile e dannoso stressare troppi esemplari) e di orario (presumo che dalle 18 in poi ci sarebbe stato un viavai di Lycosa non indifferente).

Curioso il ritrovamento di un maschio errante in una grossa tana (di roditore?), che mi ha dedicato non pochi atteggiamenti di minaccia mentre lo osservavo!

 

Ma l'esperienza migliore è avvenuta a fine caccia, mentre scattavo appunto qualche foto al paesaggio in questione.

Avevo deciso di immortalare qualche tana, e con mia grande fortuna ne ho beccato una abitata da una femmina di Lycosa alquanto intraprendente.

Lascio parlare le immagini stesse:

E uno...

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E due...

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E tre... (il faccione con i due fanali che spunta dall'ingresso è spettacolare!)

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E quattro!

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Dopodiché la curiosona è tornata in fretta e furia in fondo alla tana :)

 

Ps, mentre ci apprestavamo a lasciare il Parco, due maschi di daino (credo) sono sfrecciati a un centinaio di metri da noi, inutile dire quanto sia stato meraviglioso come spettacolo.

 

Per concludere, innanzitutto un grazie a Daniele che si è fatto ore ed ore di treno pur di essere presente, e devo dire che è stata una guida favolosa.

Altrettanto favoloso è stato poter entrare a contatto con questo splendido ragno che è Lycosa tarantula, forse il più bello e accattivante che abbia mai incrociato in vita mia.

Esperienza indimenticabile, auguro a tutti di poterne vivere una simile, e, per chi l'ha già vissuta, di ripeterla al più presto.

Saluti, ed evviva le Tarantole, quelle "vere" :huh:

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Ringraziamo più che altro la direzione scientifica del Parco, che mi ha permesso eccezionalmente di raccogliere gli esemplari (due femmine, un maschio), i quali mi serviranno di confronto con quelli che ho raccolto in zone del tutto diverse (appennino laziale, sopra i 1000 metri). In effetti auguro anch'io a tutti di vivere una giornata come la nostra di ieri, ma non in riserve naturali! :blush:

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Quoto tutti coloro che mi hanno preceduto, semplicemente fantastico :blush:

Grazie anche per il reportage, come al solito immagini e relative didascalie sono più che di qualità. Una documentazione coi fiocchi :huh:

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quoto quelli che mi hanno preceduto,belle foto,e reportage magnifico.

Dopo aver detto queste parole........rosiko...rosiko :blush:

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Devo dire che il parco è veramente stupefacente, soprattutto da come lo ha descritto The Reaper e dalle immagini molto maliarde che ci ha fornito.

C'è da dire che, durante le ore diurne, soprattutto quelle più calde, stanare Lycosa è stata un'impresa alquanto ardua.

Gli abitanti delle gallerie se ne stavano rintanati a dovere, e nell'arco dell'intera mattinata siamo riusciti a catturare un maschio (che errava in bella vista sul terreno) e due grosse femmine (stanate dalle loro tane), tutti adulti; una delle due femmine (probabilmente gravida), ha reagito con violenza e fermezza all'intrusione nella sua tana, mordendo più volte il bastoncino e risalendo fino all'imboccatura del tunnel, e rendendo così più facile la sua cattura.

Oltre al bastoncino classico, spesso era necessario ususfruire dell'aiuto di piccole "inondazioni" di acqua minerale (appositamente comprata :huh: ) per allarmare il ragno e costringerlo a raggiungere la superficie.

In ogni caso Lycosa si è rivelato tutt'altro che un ragno stupido, non sempre l'acqua sortiva i suoi effetti e bastava il minimo errore (movimenti bruschi, ombre improvvise, vibrazioni sul terreno poco controllate) per vederla scomparire in fondo alla tana, e difficilmente tornare in superficie.

 

Concordo perfettamente.

La difficoltà è molto accentuata e si nota subito l'intelligenza del ragno che tende ad aggredire, ma non esce fuori dalla sua tana.

Dopo lo stanamento il ragno è disorientato e tende a cercare il primo pertugio per nascondersi, il quel momento riduce notevolmente la sua tenacia ed è semplicissimo prelevarlo.

All'interno della sua tana dispone di notevole aggressività che non stenta a dimostrare e amordere con i suoi non sotto valutabili cheliceri.

Non è facile attirali fuori, ma dopo eeserci riuscit ci si trova con una palpabilee sensazione di contentezza.

 

Per migdan. Sarei felice di effettuare un accoppiamento tra le due specie di Licosidi, anche se tra un anno.

Ho notato che le specie che avete prelevato dal parco sono uguali alle mie per pattern, e che il soggetto della foto è un maschio.

 

Dettagli.

Da ciò che ho potuto osservare questi ragni hanno un appetito insaziabile, sta a dimostrazione il fatto che "mangiano" un grillo adulto a giorn alternati, e che so fanno in particolar modo le femmine. Il maschio è di più difficile nutrimento e volte lascia il pasto a metà, anche se si trova in condizioni non molto performanti.

Prediligono un luogo soleggiato di mattina e in penombra a partire dalle 2 del pomeriggio.

In cattività si espongono al sole e fuggono solo se da me disturbati, a volte mi "snobbano proprio", e mi diverto ad stuzzicarne la tenacità con un bastoncino per registrrne le reazioni.

Il momento più piacevole è quando si dà loro da succhiare, in tal caso afferrando la preda anche sollevandosi sugli arti posteriori.

Il piccolo, ha una famelicità sconcertante, attacca senza problemi blatte e grilli di dimensione doppia.

Fare attenzione al copntenitore, perché anche se non sono dotati di scopule come quelle di altri lycosidi riescono ad arrampicarsi, soprattutto di notte; e occhio che saltano.

Altri particolari sono da cogliere durante l'allevamento, ora non posso dilungarmi troppo, sicuramente mi danno più soddisfazioni di altre specie straniere.

 

Per Henry.

Sfortunatamente non ho notato l'istante della ricarica dei palpi con nuovo sperma, anche perché il periodo di attesa è lungo, come lo è l'accoppiamento e tutte le danze preparatorie che impiegano circa un'ora.

Però aveva una grande voglia di fare l'amore, ne ha rese pregne addirittura cinque. :blush: Congratulazioni!.

 

Per il resto non c'è che da domandare. Grazie ancora a The Reaper, ottimo servizio e buon discorso.

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bravi bravi...neanche una telefonata,un mesaggino per avvisare... ;) !!!questa me la lego al dito :D ..

i complimenti ve li faccio ugualmente però :D ..davvero un esempio da manuale di come si "nerda" :D

ciao a tutti

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  • 2 settimane dopo...

Ma perchè si organizzano queste cose quando io sono lontana da casa?? Grazie pierpa per il racconto della giornata, bellissime anche le immagini!

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  • 1 mese dopo...

Aggiornamento: l'accoppiamento che ho effettuato a fine agosto è andato a buon fine (tra l'altro ho girato un filmato di circa due ore), sebbene purtroppo la femmina abbia predato il maschio. Il cocoon si è schiuso pochi giorni fa, stamattina è avvenuta la prima escursione al sole della mamma con prole al seguito... non ho potuto resistere alla tentazione di immortalare la scena! :ph34r:

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P.S. Quell' "intarsio" di erbe secche altro non è che il rivestimento dell'imboccatura della tana, fonda più di venti centimetri!

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