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Alba

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  1. Credo sia un Oonopidae, direi Orchestina sp. dal rigonfiamento dei femori IV.
  2. Propenderei per Liophrurillus flavitarsis, Corinnidae.
  3. Caspita che bravo!! Concordo in pieno, Sagana rutilans!
  4. Esatto. Da quello che ho letto sembra che il film d'acqua sia sempre presente al disopra del 15% di umidità relativa. Lo spessore del film, però, risulta essere dell'ordine di grandezza del nanometro, quindi assolutamente impercettibile alla vista e al tatto. Per chi volesse approfondire questo è il riferimento: 2011 - Jonas O. Wolff and Stanislav N. Gorb - The influence of humidity on the attachment ability of the spider Philodromus dispar (Araneae, Philodromidae).
  5. Ciao Fede, come hai letto nel Foelix, la scopula è formata da numerose setae, ognuna delle quali, ventralmente, si scinde in tantissime appendici cuticolari (setule) che, distalmente, hanno forma triangolare e offrono al ragno la possibilità di avere centinaia di migliaia di micro punti di contatto triangolari con il substrato. ​ ​ Scopula (270x) ​ ​ Setule all'estremità di una singola seta (8750x) Quando ciascuna di queste setule viene in contatto “di piatto” con il sottile strato d'acqua presente sulla parete liscia (pressoché sempre presente, salvo in caso di tassi di umidità bassissimi - inferiori al 15% - o di materiali particolarmente idrofobi), entra in gioco il fenomeno fisico della capillarità: l'acqua presente tra il substrato e il “triangolo” tende a “spalmarsi” lungo le superfici di contatto (quindi lungo la setula stessa e lungo il substrato), e conseguentemente la superficie d'acqua a contatto con l'aria tende a incurvarsi in maniera concava. La tensione superficiale dell'acqua (dovuta alle forze di coesione tra le molecole d'acqua), di contro, tende sempre a ridurre al minimo la superficie tra liquido e aria, e così viene a esercitarsi una forza atta a riportare la superficie alla forma piana. Conseguentemente la pressione interna del liquido tenderà a diminuire e inevitabilmente le due superfici (sempre setula e substrato) verranno fatte aderire dalla pressione atmosferica. Un disegnino potrebbe essere d'aiuto... ​ ​
  6. Si si, proprio bellino, grazie Giacomo!
  7. Buon compleanno a tutti e tre!
  8. Alba

    Reperire blatte a Bologna

    Ciao Filippo, ottima scelta ! Non essendo allevatrice non ne so molto ma ti ho mandato un mp con un paio di negozi (spero ancora aperti...). Altrimenti ci sono sempre i Giardini Margherita... Ciao, Alba.
  9. Ciao Fred, benvenuto. Anche io sono aracnofoba, da sempre, senza un motivo valido, tipo un trauma infantile o una brutta esperienza, e da sempre impiego gran parte delle mie energie nel tentare di sconfiggerla. Credo che l'aracnofobia in se presenti molte sfaccettature piuttosto personali e che quindi non esista una "ricetta" universale per superarla (ammesso che si possa superare del tutto, cosa di cui dubito). Dal canto mio l'unica cosa che mi aiuta notevolmente a convivere per quanto possibile serenamente con questo disagio è il cercare di circoscrivere il più possibile il problema. Se ti chiedessi se ti spaventano tutti i ragni o solo alcuni generi probabilmente arriveresti alla conclusione che mentre la Tegenaria ti paralizza il Salticus non ti fa né caldo né freddo (è piuttosto comune provare paura per un ragno con zampe molto lunghe rispetto al corpo). Una volta individuati i generi che ti spaventano di più prova a studiarli bene (e qui il forum ti sarà di grande aiuto). Alcuni di essi, purtroppo o per fortuna, li incontrerai di frequente, altri molto meno (sempre ammettendo che a far paura siano le zampe lunghe è più comprensibile temere la Tegenaria che non l'Acantholycosa). Studia le abitudini di quelli che dividono il loro habitat con noi. La Tegenaria femmina tende a farsi i fatti propri ed è piuttosto stazionaria, è difficile vederla fuori dalla sua tela negli angoli ed è ancora più difficile che ti venga addosso. Il maschio invece, in questo periodo dell'anno, è errante e gira in cerca di una femmina. Per questo non è raro trovarlo in giro. Altra domanda: i generi che ti spaventano e che incontri spesso ti spaventano sempre o solamente quando invadono spazi che ritieni intimi e personali? Io, che temo in particolar modo i Pholcidae (piccoli ma con le zampe lunghissime e sottili), ormai ho dei seri problemi solo quando li trovo in camera da letto mentre se rimangono in cucina o in soggiorno la convivenza è piuttosto tranquilla. Allo stesso modo penso che una Tegenaria sotto il portico sia molto meno traumatica di una Tegenaria dentro la doccia. In questo modo potresti passare da una generica aracnofobia molto limitante (soprattutto se vivi in campagna) a una fobia tardo-estiva autunnale per i maschi erranti di Tegenaria che trovi in casa, a mio avviso non è poco. Con le zanzariere e le vie d'accesso per quanto possibile tappate, poi, vedrai che non capiterà così spesso di fare incontri di questo tipo (piuttosto occhio alla porta di casa aperta di sera, è banale ma molti entrano proprio da lì). Qualora dovesse capitare, comunque, prova a sfruttare l'occasione per osservare il ragno, per studiarne la velocità, i movimenti e le dimensioni effettive (è sorprendente quanto la paura li renda più grandi di quello che sono) e magari per fargli due foto. Ripeto, questo è solo il mio modo di vedere la faccenda e con me funziona, di più non posso dire, data la natura personale delle fobie. Spero comunque di essere stata d'aiuto.
  10. Io non riesco a capire bene se le filiere siano divise in tre o in quattro segmenti, ma non potremmo comunque escludere A. affinis per il colore non chiaro del centro dello sterno (nella foto ventrale lo sterno sembra uniformemente scuro...)?
  11. Sono d'accordo con Bomba, i luccichii che si vedono dietro potrebbero essere gli occhietti dei piccoli che riflettono la luce.
  12. Grazie Piergy! Non ho alcuna fretta e in attesa di ordinare questo libro (che dopo Simon e Ausserer mi sembrerà una boccata d'aria fresca) sarò molto lieta di leggere le pagine sulla Nemesia. Ti mando il mio indirizzo mail, grazie ancora, Alba.
  13. Ragazzi, buongiorno a tutti! Per caso sapreste indicarmi dove reperire delle chiavi dicotomiche per l'identificazione delle specie europee di Nemesia? Mi sa che mi sono infilata in un ginepraio... Grazie a tutti, Alba.
  14. Sì, anche secondo me è Araneus quadratus.
  15. Qui si intravede lo stabilimentum dell'esemplare della prima foto:
  16. Buongiorno a tutti e ben trovati! Stavo mettendo a posto le foto delle vacanze e mi sono venuti un paio di dubbi, il primo riguarda questi esemplari di Cyclosa sp.: Data: 28 Luglio 2012, tardo pomeriggio, giornata calda, assolata e ventosa. Luogo: Stintino (SS) - Sardegna - Macchia mediterranea a duecento metri dal mare. Posizione e microhabitat: Al centro della sua tela orbicolare (con tanto di stabilimentum e grumini mimetizzanti), tra i rami di un lentisco. Dimensioni: 6 mm di BL. Io credo si tratti di Cyclosa insulana perchè, tra le tre specie segnalate in Sardegna (C. conica e C. sierrae le altre due), è l'unica con tre protuberanze posteriori sull'opistosoma. Anche quest'altro esemplare, per lo stesso motivo, mi sembra Cyclosa insulana, nonostante abbia dimensioni e colorazione molto differenti. Potrebbe trattarsi di un sub-adulto? Data: 22 Luglio 2012, 19:30, giornata assolata, ventilata e non troppo calda. Luogo: Stintino (SS) - Sardegna - Macchia mediterranea a un paio di kilometri dal mare. Posizione e microhabitat: Anche questo al centro della sua tela caratteristica con stabilimentum e resti di vecchie prede, costruita tra i cespugli. Dimensioni: 3 mm di BL.
  17. Ciao, penso sia una Nigma walckenaeri.
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