The_Reaper Inviato 27 Novembre 2007 Segnala Condividi Inviato 27 Novembre 2007 Prendo spunto da queste parole di Zalix per mostrarvi un thread di una ragazza canadese che da due anni tiene una colonia di Holothele Incei in un unico terrario, con grandi risultati. Attualmente vivono al suo interno addirittura tre generazioni di Holothele tra femmine, maschi, juvenili e spiderlings... Holothele Incei Spero vi interessi... Interessantissimo, soprattutto la parte del nutrimento degli slings. One activity that we see time and time again is the females feeding their young. The little ones stay in the mother's nest for weeks and she continues to kill prey and drop it into her burrow for the spiderlings to feed on. One night we dropped 5 crickets to a female, but each time she killed it, dropped it, came up for more. As far as we can tell, she did not keep any food for herself over a 3 week period. Comunque la cosa particolare di questa colonia è l'avvicinarsi sensibilmente, sotto certi aspetti, a uno scenario di selezione naturale, anche se, ovviamente, "pilotato". I ragni vengono lasciati a loro stessi, l'unico aiuto viene dato tramite il nutrimento regolare, per il resto molti sling muiono, il cannibalismo comunque è diffuso; in ogni caso la colonia si autoregola. We do not plan to ever take any of the animals out of the terrarium. After each new eggsac, the population restabalizes. Males die off, and inevitable some of the smaller spiders will be eaten by bigger spiders, so the population seems to stay pretty constant Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ste Inviato 28 Novembre 2007 Segnala Condividi Inviato 28 Novembre 2007 E' noto in quasi tutti i Terafosidi un periodo di cure parentali della madre, durante il quale i piccoli già formati convivono nella tana materna, mangiano da essa e cacciano anche in gruppo all'esterno della tana. Sono documentati casi nei generi Pamphobeteus, Xenesthis, Theraphosa, per dire solo quelli a me preferiti... I piccoli, raggiunta una crescita fino a tre e anche più mute, abbandonano la tana ed è stata osservata in natura anche una carovana in fila indiana (B.vagans). Tipicamente la nuova tana verrà trovata o costruita ex novo nelle immediate vicinanze di quella originaria, infatti per i piccoli è molto rischioso stare a lungo allo scoperto (sia di giorno che di notte), quindi il primo posto adatto disponibile verrà occupato. E' per questo motivo che in natura si possono trovare aree letteralmente colonizzate da una specie di ragno, con tane che si trovano a pochi cm di distanza l'una dall'altra, questo dimostra anche una certa dose di accettazione vicendevole anche nelle specie considerate prettamente solitarie. Vi sono altri generi che allargano il periodo di cure parentali fino agli stadi subadulti, con casi documentati ad esempio in Hysterocrates. Infine ci sono le Poecilotheria in cui è possibile osservare adulti convivere nella stessa tana. Ritengo si debba parlare di convivenza opportunistica e non di vita prettamente sociale. Gli adulti se ne avessero la possibilità credo occuperebbero ognuno una singola tana, ma provate a immaginare un albero, la disponibilità di anfratti e buchi da colonizzare non è grandissima, non è possibile scavare una tana e inoltre le Poecilotheria non costruiscono tane tubulari che prescindono da un buco, come ad esempio le Avicularia. La vita in gruppo concede a questi ragni alcuni indubbi vantaggi che superano "lo svantaggio" di dover condividere con altri lo stesso riparo. Queste colonie comunque si autoregolano e il numero di individui per albero rimane stabile, eventuali eccedenze verranno giocoforza eliminate da selezione naturale, da cannibalismo e da migrazione. L'esperimento di Zalix, se fatto con tutti i crismi e con tutte le annotazioni possibili, farà risaltare alla fine che un determinato biotopo (il terrario come l'albero) può contenere un determinato massimo numero di individui, dopodiché interverrà la selezione in modo da mantenere il numero stabile. L'esperimento presentato dalla ragazza canadese non dimostra che la specie Holothele incei è una specie comunitaria, ma che un determinato numero di individui può occupare un ambiente di determinate dimensioni, dopodiché per selezione (principalmente cannibalismo in questo caso) la popolazione viene mantenuta, inoltre con questi presupposti (cioè un biotopo chiuso, senza possibilità di uscire e "migrare") la popolazione tenderà ad invecchiare (gli individui adulti mangeranno giocoforza tutti i giovani in sovrannumero) salvo poi riprendere smalto con la morte di qualche femmina adulta. Se fosse stato un biotopo aperto allora i piccoli in sovrannumero, superata un certa dose di predazione da conspecifici più grandi, riusciranno a spostarsi ed occupare le aree più esterne della colonia, oppure a occupare la tana lasciata vacante da un maschio adulto o una femmina morta per vecchiaia o predazione. Ste Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Matteus Inviato 28 Novembre 2007 Segnala Condividi Inviato 28 Novembre 2007 E' vero che non si può parlare di vera socialità (eusocialità) in questo tipo di convivenza, ma credo che sia anche sbagliato liquidare tutto con un semplice "si tollerano"... La cosa che più mi stupisce, e che mi piacerebbe chiarire, è se effettivamente si tratta di semplice tolleranza entro un certo territorio (che già prevede comuque che gli esemplari si riconoscano... E che quindi già presenterebbe spunti di riflessione) o un gradino, seppur minimo, in più. Questo gradino è l'interazione tra gli esemplari. Tralasciando le cure parentali, che sono anche in parte "ovvie", l'aspetto da approfonire è come si relazionano tra loro gli esemplari. Semplicemente si giocano lo spazio a suon di botte oppure hanno degli schemi comportamentali che regolano, entro certi limiti, le interazioni? Come si riconoscono tra loro? Hanno preferenze nella tolleranza? Cioè: distinguono i vari esemplari all'interno dl proprio gruppo, che so, magari evitando di attacar bega con qualcuno con cui si son già confrontati? Una cosa che mi incuriosisce dell'esperimento di Zalix è il fatto che tre esemplari abbiano fatto otto tane che utilizzavano più o meno a random... Che spiegazione si può dare? Si davano continuamente fastidio e continuavano a fare tane alla disperata ricerca di "privacy", oppure è normale che questi animali si scambino le tane? E come avviene lo scambio? I ragni si fanno una mappa della posizione di tutte otto le tane? solo di alcune? o le trovano per caso? Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Zalix Inviato 28 Novembre 2007 Autore Segnala Condividi Inviato 28 Novembre 2007 Matteus, alle tue domande potró rispondere solo se si accoppiano, fanno il bozzolo, li lascio schiudere nel terrario ect :-) ma ti terró informato.. magari anche con foto e filmati ciao Z Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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