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Interesse Veterinario


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Salve a Tutti!

 

Questo è il mio primo messaggio,ma è da un po che sono iscritto e che utilizzo le preziose informazioni in esso contenuto.

Mi voglio innanzitutto scusare se fino ad ora non sono intervenuto,ma le curiosità che avevo le ho sempre risolte tramite il tasto cerca,le letture esterne,e l'esperienza pratica!Per il resto non mi sento in grado di dare consigli al di la di quelli dati da altri utenti molto più esperti di me!Da qui il mio silenzioso scrutare mediatico!

Colgo inoltre l'occasione per ringraziarvi tutti,avete fatto molto per me,facendo crescere a dismisura il mio interesse verso il mondo dell'aracnofilia,al quale spero proprio di riuscire a dare un contributo un giorno!

 

Ma veniamo al nocciolo della questione!

 

Sono uno studente di medicina veterinaria,e fino a poco tempo fa il mio interesse per il mondo degli aracnidi si limitava ad un campo prettamente zoologico,ma adesso sento il bisogno di far incontrare questi due mondi,la veterinaria e l'aracnofilia.

Cercando,non sono riuscito a trovare testi soddisfacenti sulla medicina applicata alla aracnologia,immagino che in fondo sia un campo che in italia è molto poco esplorato.

Vorrei sapere se conoscete e se esistono testi abbastanza esaurienti(non solo in italiano)che trattino dell'argomento!ho gia consultato il Croce,in cui vi è una sezione dedicata,ma non mi ha soddisfatto pienamente!

 

Ancora grazie per l'aiuto che mi date!

 

Alberto!

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Di testi di quel genere non ne esistono... Se non è per qualche "dritta" che trovi sui libri degli allevatori di migali americani (il classico capitoletto "the sick tarantula"...) alle quali si arriva da soli con un po' di esperienza, la veterinaria applicata all'aracnologia è un mondo da creare da zero. Se ci pensi è logico... chi ha mai in passato pensato di curare un ragno (o qualsivoglia altro artropode che non siano le api e i bachi da seta).

 

Io credo che l'unica soluzione per ora sia stabilire per lo meno un punto di partenza. Gli interessati potrebbero partire dallo studiarsi in modo approfondito come "funziona" un ragno - per esempio comprando la bibbia sulla biologia dei ragni: Rainer F. Foelix - Biology of Spiders (330 pagine) con foto, schemi, etc. - e poi trarne le sue conclusioni. Specialmente un veterinario forse potrà aprire e chiudere collegamenti che un utente normale non potrebbe fare (per esempio sull'uso di farmaci).

 

Vuoi uno spunto? :wub: Le classiche terapie antielmintiche (tetramisolo, levomisolo...) che si usano ad ampio raggio per i nematodi in veterinaria possono essere usate anche per gli Aracnidi? Sarebbe già un gran bel passo.

 

Matteo G

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Grazie Matteo per la risposta!hai confermato i sospetti che gia avevo!

Per quanto riguarda la cura di un'artropode,sicuramente sarebbe quantomeno inusuale,però avevo comunque pensato che visto che alcuni esemplari possono essere abbastanza costosi(mi viene in mente la poecilotheria metallica),alcuni magari rari,ci fossero delle patologie individuali e curabili,magari anche solo interventi per limitare danni da cadute,o comunque ritenevo che tramite la conoscenza di alcune patologie,fosse possibile non tanto una cura quanto una prevenzione(non chiaramente tramite vaccini).Detto questo,mi rendo anche conto della difficoltà oggettiva di manipolare i ragni,non solo per un semplice fatto pratico,ma anche per evitare ulteriori stress all'animale.

 

Il libro da te citato è gia nella mia Wish List,e non appena riuscirò ad avere i soldi necessari(dura la vita dello studente fuori sede..)sicuramente lo acquisterò,insieme a quello di Schultz e di Verdez!

 

Per quanto riguarda le terapie antielmintiche posso sicuramente guardare sui libri di patologia e farmacologia,e gia sarebbe un buon inizio!

 

So che chiedo molto,ma mi potresti indicare i testi americani nei quali sono riportati i capitoletti da precendentemente citati?

 

ti ringrazio ancora tanto,e spero che questo mio interesse possa un giorno portare a qualcosa che possa essere d'aiuto a molti altri!

 

Alberto

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"The sick tarantula" è un capitolo del libro:

 

Samuel D. Marshall - Tarantulas and other arachnids, 1996 (ISBN: 0-8120-9315-1)

 

A proposito di manipolazione proprio la scuola americana parla di proto-anestesie nelle migali, con anidride carbonica o con un rapido abbassamento della temperatura corporea. Ho fatto un test con il secondo metodo, una volta, per tentare di curare un Psalmopoeus profondamente ferito. Oddio... non so se lo rifarei. E' davvero un tiro alla cieca da tentare -per me- solo se il ragno morirebbe comunque.

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Perfetto!

 

Prendo nota anche di questo libro allora!

 

La crioanestesia l'ho usata anche con un mio amico per sedare alcuni rettili a scopo diagnostico(dovevamo fare delle TC in via del tutto sperimentale)e devo dire che abbiamo ottenuto esiti molto soddisfacenti.

Non so quanto effettivamente possa risultare fattibile su un'aracnide,ma sarebbe di sicuro un buon punto di partenza,sapresti darmi qualche informazione in più?come ad esempio temperatura e tempo di esposizione,altrimenti se mi sai reindirizzare è uguale!

Tra l'altro avevo letto qui sul forum(e anche da altre fonti)che per la cura di nematodi(cito la fonte,era un post di Tarantonio)era possibile esporre la migale ad una temperatura di circa 38 gradi per brevi lassi di tempo(circa una settimana).

 

Grazie mille per gli spunti!

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Il problema più grande delle zoonosi dei Ragni è l'enorme affinità metabolica che gli ospiti hanno con i loro parassiti. Difficile trovare un chemical che presenti tossicità selettiva nei confronti di un Nematode rispetto a un Aracnide, praticamente impossibile trovarlo quando parliamo di Acari.

Mi raccontava Melody che un esemplare di Theraphosinae (non ricordo con precisione se Grammostola o Brachypelma) è stato curato con successo da un'infestazione da Nematodi mediante esposizione a una serie di sbalzi termici. La prima considerazione che mi viene in mente è che si parla di generi particolarmente resistenti, e che non sarà facile estendere la pratica a ragni meno tolleranti.

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Ho ripreso in mano il testo di Parassitologia Veterinaria e fatto un piccolo ripassino!

Dire Nematodi è mooolto riduttivo,in quanto si tratta di un Phylum molto ampio di parassiti,quindi provare a fare una ricerca è abbastanza impegnativo!

 

Facendo un riassunto molto molto stretto e funzionale all'argomento,possiamo gia dividere il Phylum in questione in due parti,i nematodi che maturano in un ospite solo e i nematodi che hanno bisogno di un'ospite intermedio per raggiungere la forma adulta,prolifica e quindi infettante!

 

A questo punto,almeno nella mia piccola ricerca,mi sono sentito di escludere i nematodi a "ciclo unico"(per ora chiamiamoli così,visto che non ricordo esattamente come venivano classificati ^_^ )in quanto parassiti piuttosto grandi(almeno quelli presi in considerazione nel mio testo)che infestano animali da compagnia e d'allevamento.

Rimango i nematodi che hanno bisogno di un'ospite intermedio,e spesso l'ospite intermedio si tratta di artropodi e altri animali che fanno da "culla" al piccolo parassita e poi vengono ingeriti dall'ospite definitivo.

Sono su quest'ultimi che vorrei approfondire le mie ricerche per il momento!

 

Tirando le somme,volevo chiedervi se poteste indicarmi qualcuno di questi nematodi(va bene qualsiasi indizio),se ne siete a conoscenza,in questo modo potrei documentarmi più ampliamente,magari anche grazie alla mia professoressa di parassitologia!

 

vi ringrazio in anticipo!

 

ps:scusate la fretta e il modo approsimativo con cui ho scritto questo post,ma non potendo fruire di internet in questo periodo,le connessioni sono sporadiche e sbrigative!

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ps:scusate la fretta e il modo approsimativo con cui ho scritto questo post,ma non potendo fruire di internet in questo periodo,le connessioni sono sporadiche e sbrigative!

lascia stare...scrivessero tutti "frettolosamente"ed"approssimativamente"come te gli utenti di questo forum.. ^_^ !!!saremmo a cavallo...

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Salve a tutti!

 

Purtroppo il tempo è tiranno,e tra università e sport son finora riuscito a dedicare poco tempo alla causa elmintologica..

 

Tuttavia,mi sono appuntato qualche nome di Nematode,sperando possa rientrare tra quelli che possono parassitari i nostri artropodi.Come precedentemente anticipato,quelli che mi accingo a proporre sono tutti nematodi a ciclo indiretto,quindi l'aracnide diventa ospite intermedio nello stadio di maturazione del nematode in questione.

La forma infestante per gli artropodi è presentato dal primo stadio di sviluppo del parassita(L1),che nasce dalla schiusa delle uova deposte dalla forma matura(L5)all'interno delle feci dell'ospite definitivo.Solitamente L1 viene ingerito,e una volta ingerito si sviluppa passando da L2 fino a L3,forma infestante dell'ospite definitivo(spesso di tratta di animali d'allevamento),che vanno a portarsi nelle parti buccali dell'artropode.Da qui possono infestare l'ospite definitivo per via cutanea(quando l'insetto si posa sull'animale)o addirittura per ingestione dell'insetto stesso.

Questo è un piccolo sunto di come funziona lo sviluppo di alcuni di questi parassiti.

 

Tramite le mie cartacee ricerche,ho potuto fare un piccolo restringimento su un nematode che potrebbero entrare in causa all'argomento,e si tratta di Habronema.Questo parassita segue l'iter di maturazione proposto in precedenza,e tra tutti mi sembrava quello più semplice da prendere in considerazione come esempio di nematode che potrebbe causare la morte degli aracnidi d'allevamento.

 

Ora,premesso ciò,sono portato a dedurre che il problema dell'infestazione sia da imputare a due fattori:

1)terriccio non sterilizzato(oppure mal sterilizzato) come fondo della teca

2)Predazione di artropodi gia infettati da parte dei nostri ragni(probabilmente prede di cattura,come mosche o altre,che seppure lontane da probabili pesticidi possono essere entrate in contatto antecedentemente con il parassita)

 

Detto ciò,terapie specifiche sono solitamente mirate alla forma adulta del parassita,inoltre il dosaggio dei farmaci eventualmente in commercio renderebbe difficoltosa la sua somministrazione agli aracnidi,in quanto si dovrebbe prendere in considerazione dosaggi al limite del ponderabile con strumenti di misurazione comune(per farvi un'esempio,ebbi non poche difficoltà quando dovetti somministrare Flagyl a un pogona adulto),quindi,come gia suggerito da Migdan in precedenza,bisognerebbe procedere per vie alternative.

Ovviamente in questi casi direi che la soluzione migliore sia la prevenzione,senza dubbio!

 

Concludo dicendo che quanto da me scritto magari risulta ovvio per diversi utenti,ma ho pensato di scriverlo ugualmente per coloro che volessero avere uno spunto da cui partire per informarsi maggiormente.Purtroppo non ho potuto usufruire di internet per una ricerca più specifica sull'argomento(penso che sul web si possa trovare tanto a riguardo),ho svolto ricerche nei meandri delle mie(poche)nozioni veterinarie e aracnofile,e sono andato perlopiù a ipotesi e a ragionamenti.Con il tempo spero di poter approfondire meglio l'argomento,magari anche grazie il vostro aiuto.

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