Matteus Inviato 3 Novembre 2005 Segnala Condividi Inviato 3 Novembre 2005 Io l'esemplare che ho trovato l'ho rinvenuto esattamente in un ambiente come da descrizione di Ema, ovvero un "boschetto" molto aperto, con il terreno piuttosto asciutto... solo che era sulla riva del mare, quindi comunque il clima non era veramente arido... un po' di umidità comunque c'era... Tra l'altro, una curiosità, che non so se è comune a tutti i ragni del genere: io l'ho trovato appeso "a testa in giù" sotto un grosso masso, nella sua tela... e anche nel terrario ha mantenuto questa posizione, senza però avere il grosso masso... cioè... in terrario non ha sfruttato i nascondigli che gli ho messo a disposizione, ma si è fatto una tela orizzontale tra due pareti e un sasso, a circa un cm di distanza dal suolo, e si è appeso sotto, esattamente come l'ho trovato sotto il masso... solo che era allo scoperto... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
migdan Inviato 3 Novembre 2005 Segnala Condividi Inviato 3 Novembre 2005 Da biologo ormai disoccupato aggiungo una noterella alle parola di Ema... in questo caso non si può assolutamente usare l'acool denaturato (quello per pulizie domestiche), che tante volte abbiamo scritto che può essere decolorato con il carbone vegetale. Il problema non risiede nella colorazione, bensì nella presenza degli agenti denaturanti, che danneggiano il DNA. La concentrazione ideale di alcool è 80%, ma in questo caso non bisogna mai scendere al di sotto, concordo con il prof. Rezac (adesso che non ho più nulla da fare sto giocherellando colto volentieri con estrazioni di DNA, PCR e sequenzimenti), al limite è meglio l'alcool assoluto. Ema, se ti potesse interessare la possibilità di revisionare generi complicati da discriminare morfologicamente (Trochosa), o generi con molte specie (Pardosa), abbiamo l'ampia collezione del prof. Tongiorgi (al quale chiederemmo solo qualche zampa), il sequenziatore di Anatomia Comparata qui a Roma e i miei amici Flavia Annesi e Riccardo Castiglia che sarebbero molto interessati a questo tipo di studio. Poi ci sentiamo in privato. Post scriptum: se doveste imbattervi in esemplari giovani di specie particolarmente rare, potrebbe non essere una cattiva idea utilizzare la tecnica che impiegano gli Inglesi con Dolomedes plantarius: mutilare il ragno di una delle due zampe posteriori... con un paio di mute viene rigenerata rigenerarla, e la possibilità di estrarre il DNA è garantita. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
roccolucio Inviato 3 Novembre 2005 Autore Segnala Condividi Inviato 3 Novembre 2005 (modificato) mutilare il ragno di una delle due zampe posteriori... con un paio di mute viene rigenerata rigenerarla, e la possibilità di estrarre il DNA è garantita. proporrei che nel caso di ragni tessitori e cacciatori su tele 2D e 3D forse sarebbe meglio operare su un una del terzo paio in modo da permettergli di catturare meglio le prede visto che usano proprio le zampe posteriori per legarle. A meno che non esista qualche noto problema di rigenerazione delle zampe mediane. Anche il mio ragnetto si è posizonato sulla nuova ragnatela a testa in giù. Ieri sera l'ho sorpreso per un attimo mentre pettinava i nuovi fili con cui stava perfezionando la trappola che ora comincia a somigliare sempre più a quella di un Amaurobius e anche in questo caso come diceva Matteus ... come punti di ancoraggio delle tela sono state usate le pareti del terrario ...CIAO Modificato 3 Novembre 2005 da roccolucio Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Emanuele77 Inviato 3 Novembre 2005 Segnala Condividi Inviato 3 Novembre 2005 Sono stato proprio lo scorso week end, a sud di Grosseto, a cercare di vedere sia Eresus, che Empusa, ma pultroppo nada de nada. saluti EMa Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Fix Inviato 3 Novembre 2005 Segnala Condividi Inviato 3 Novembre 2005 I miei piccoli ed anche le femmine che ormai hanno raggiunto i 4,5cm legspan, mangiano animali molto più grandi di loro,una volta una femmina si è mangiata una lucertola quasi adulta, la loro tecnica di caccia è particolare e gli permette di catturere insetti molto grandi senza essere colpite dallo stesso, la tela è resistente come l'acciaio ed appiccicosa come la colla non lascia scampo,per non parlare dei cheliceri...Gli esemplari posti in nuovi terrari non mangeranno prima della creazione della tana. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
davdand Inviato 3 Novembre 2005 Segnala Condividi Inviato 3 Novembre 2005 (adesso che non ho più nulla da fare sto giocherellando colto volentieri con estrazioni di DNA, PCR e sequenzimenti) Daniele, Ecco un lavoro che puo essere utile nei tuoi giochetti: http://www.americanarachnology.org/JoA_fre...oA_v26_p397.pdf Ciao David Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
migdan Inviato 3 Novembre 2005 Segnala Condividi Inviato 3 Novembre 2005 Grazie, David! Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Emanuele Inviato 6 Novembre 2005 Segnala Condividi Inviato 6 Novembre 2005 Molto interessante Daniele, penso si possa quantomeno provare! Mi piacerebbe anche eseguire un esame sul DNA mitocondriale di Lycosa, per vedere se ci sia un'attinenza tra il riconoscimento specifico morfologico e genetico. Per quanto riguarda Eresus i piccoli che ho io vivono ancora tutti assieme nella tela della madre ormai trapassata. Ho notato comunque anche io questa propensione a vivere verso il "soffitto" della tana, così come è comune anche nei ragni del genere Stegodyphus. Ciao Ema Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
roccolucio Inviato 19 Novembre 2005 Autore Segnala Condividi Inviato 19 Novembre 2005 (modificato) sono un pò preoccupato ... il piccolo maschio (quello che vi ho presentato nelle foto introduttive) sembra godere di buona salute. Ha fatto le sua tela classica da cribellato in un angolo del piccolo terrario e in queste settimane sta continuando a catturare drosofile. Le immobilizza e ammucchia in un angolo. Ha anche preso due mosche grandi quasi quanto lui e un piccolo grillo della stessa grandezza. Ma il suo opistosoma è sempre delle stesse dimensioni. E' il suo orologio biologico che gli consiglia di non accellerare i tempi e di non fare adesso l'ultima muta? Di solito gli altri cribellati della sua stessa taglia che ho conosciuto (specie Amaurobius) sono dei 'trituratori' di prede mentre lui le assaggia a malapena e le accantona senza averle masticate neanche un pò. Qualcuno sa dirmi se questo comportamento sembra normale? ...CIAO Modificato 19 Novembre 2005 da roccolucio Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Emanuele Inviato 19 Novembre 2005 Segnala Condividi Inviato 19 Novembre 2005 Sì è assolutamente normale, i maschi anche sub-adulti di Eresus nostrani mangiano estremamente poco dalla penultima muta alla morte. Il fatto che l'addome non si allarghi è tipico dei maschi di questo genere. Non confondere i cribellati tipo Amaurobius con gli Eresus, sono molto diversi e non possono essere messi troppo in relazione a parte cribello e calamistro. Io dico che il tuo maschio è invece vicino alla muta comunque, se ha fatto la tela ecc... Dopo essere diventato adulto vedrai che lascerà la tela e diventerà ancora più "proccupante" (cioè non mangerà quasi niente e non farà altro che girare in cerca di una femmina). Ciao Ema Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
roccolucio Inviato 19 Novembre 2005 Autore Segnala Condividi Inviato 19 Novembre 2005 (modificato) Sì è assolutamente normale, i maschi anche sub-adulti di Eresus nostrani mangiano estremamente poco dalla penultima muta alla morte. Il fatto che l'addome non si allarghi è tipico dei maschi di questo genere. ti ringrazio per avermi rassicurato.Non confondere i cribellati tipo Amaurobius con gli Eresus, sono molto diversi e non possono essere messi troppo in relazione a parte cribello e calamistro. Le analogie che finora ho costatato riguardano il modo in cui pettinano la tela e la forma più o meno tubolare che le danno. Per quello che riguarda il modo con cui magiano invece la preda non ne so ancora molto. So solo che gli Amaurobius triturano mentre le Filistata lo fanno molto meno ... gli Eresus invece ancora non ho ben capito.Dopo essere diventato adulto vedrai che lascerà la tela e diventerà ancora più "proccupante" (cioè non mangerà quasi niente e non farà altro che girare in cerca di una femmina). ... si questo lo sospettavo ...CIAO Modificato 19 Novembre 2005 da roccolucio Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
roccolucio Inviato 31 Gennaio 2006 Autore Segnala Condividi Inviato 31 Gennaio 2006 ... e dopo tutti questi mesi ... e dopo aver mangiato quasi un centinaio di drosofile ... ha mutato! ... credo nella mattinata di oggi perchè solo ora che sono rincasato ho visto che è diventato rosso con quei famosi 4 puntini neri ... a breve vi mostrerò le foto che gli scatterò ...CIAO Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
migdan Inviato 1 Febbraio 2006 Segnala Condividi Inviato 1 Febbraio 2006 4 o 6 ? Nella descrizione la specie ne ha 6, pensa che "4 o 6 macchie ?" è stato l'oggetto della prima mail che mi mandò il Maestro Claudio Arnò: <<Caro Daniele, nell'ambito dei topic "ragni locali - rispondo alle vostre risposte" mi hai fatto una domanda relativa al numero di macchie nere presenti sulla parte dorsale dell'opistosoma dei maschi di Eresus niger ( o cinnaberinus che dir si voglia). Scusami per l'involontario ritardo con cui ti rispondo. Un topic con quel titolo non attira molto la mia curiosità (= non lo leggo con particolare attenzione, quando addirittura non lo salto a piè pari), quindi è per puro caso che mi sono accorto della tua richiesta. In E. niger ci sono 4 grosse macchie nere e 2 piccoline (vedi D. Jones edizione francese a pg. 51 e Roberts (1995) Plate 1-2a). Quante ce ne siano nell'unico maschio che ho in collezione non lo so, non lo posso ripescare perché è nel mare magnum del materiale da dividere e riordinare. Ad ogni modo sai bene che nella colorazione dei ragni c'è una certa variabilità, io non mi preoccuperei più di tanto per questa piccola differenza. D'altra parte, la tua ipotesi di razze locali è assolutamente plausibile (il ragno è raro e sembra presentare una distribuzione aggregata (abbondante in ristrette aree lontane una dall'altra), quindi un certo isolamento geografico è possibile). Morale: non abbiamo cavato il ragno dal buco ... bella figura di "ragnologi" ci facciamo!! Ciao, Claudio>> E' sempre un colpo al cuore rileggerlo, condivido con tutti voi... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
roccolucio Inviato 2 Febbraio 2006 Autore Segnala Condividi Inviato 2 Febbraio 2006 ... E' sempre un colpo al cuore rileggerlo, condivido con tutti voi... ... e già Daniele ... in questo esemplare, di macchie ne vedo solo quattro, a breve le altre foto. Guardando l'esuvia, prima che il maschio la nascondesse, mi è sembrato di vedere che comprendeva anche la parte superiore dell'opistosoma, proprio nella zona dove è apparso quel rosso. Come se si fosse tolto quel mantello grigiastro che nascondeva i colori vivaci. Ma posso benissimo sbagliarmi. Mi dipiace molto non aver potuto assistere alla muta ...CIAO Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Emanuele Inviato 2 Febbraio 2006 Segnala Condividi Inviato 2 Febbraio 2006 Mi pare che sia simile agli esemplari della Maremma, solo con una bordatura bianca sui lati dell'opistoma più marcata! Moooooolto interessante, appena ce l'avrò in alcool lo spedisco al prof. Rezac. Ciao Ema Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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