Ospite grillo Inviato 7 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 7 Novembre 2002 Vedere un topolino che agonizza ok è una cosa non piacevole, guardarlo per curiosita è da bambini con problemi, va bene. Io comunque se sapessi che potrebbe dare anche un minimo beneficio al mio ragno glie lo darei subito. Alessandro 30 anni senza problemi mentali(speriamo[]) Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
tarantonio Inviato 7 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 7 Novembre 2002 il lato oscuro come dice Matteo l'ho provato anche io il negoziante dove comprai la mia prima migale diede un topino bianco ad una femmina adulta di muticus ; lo spettacolo fu intigante ma i versi che fece quel topino tra i denti della predatrice mi fecero capire che se fosse stato indispensabile alimento per le migali allora avrei dato via tutta la mia umile collezione. ciao a tutti e Matteo hai tutto il mio appoggio Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nausea Inviato 7 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 7 Novembre 2002 il lato oscuro... adesso volutamente spingo il discorso alle estreme conseguenze giusto per provare a toccare là dove il nervo è scoperto: quel brivido, probabilmente molto più intenso, lo si prova anche ad ammazzare esseri umani. penso che sia quello che spinge gli assassini seriali. il bene e il male saranno pure concetti relativi, ma uccidere per divertimento, specalmente creature senza via di scampo... beh non mi piace. e non dovrebbe piacere neanche agli altri. a meno che non accetino anche un hannibal lecter come vicino di casa. x haplo: sono contento che anche tu la pensi come me sui topastri:) sì sono contusioni da pugno. e sì la cosa mi va benissimo. sono illuminato. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite Cesce Inviato 7 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 7 Novembre 2002 Io la penso ugualmente come Hapol, Matteo e gli altri grandi,per i primi periodi pure io pensavo che dare un topino rosa a un ragno grande il doppio di lui sia una "Figata" ma avendo avuto l esperienza con il rospo mene sono pentito.Giustamente sostengo Matteo per cio che ha scritto ,che una persona non deve allevare um animale per il gusto di vederlo mangiare e uccidere ma per l amore dell animale stesso.Io personalmente AMO tutto cio che comporta la natura e qualsiasi essere vivente che credo sia interessante e degno di rispetto come qualsiasi altro;ma questo spesso le persone selo dimenticano o non lo sanno proprio:a partire dal ragazzino che uccide la lucertolina per il piacere di vederla soffrire all addestratore di cani da combattimento.Credo non sia necessario dare un topino che grida e scalcia dal dolore e dalla sofferenza alla tua tarantola ! Chiudo qui Saluti Cesce Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite Cesce Inviato 7 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 7 Novembre 2002 Scusa Haplo ho sbagliato dalla fretta.Ho scritto in modo un po contorto ma credo che il messaggio sia chiaro. Ciao a tutti Cesce Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Diego Inviato 7 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 7 Novembre 2002 Salve a tutti. Visto che l'argomento sembra essere interessante, vorrei cercare di rispondere un pò a tutti. Caro Stefano, - Giustissimo,e allora perché non usare topini surgelati o pezzi di carne? I ragni li mangeranno ugualmente e ne riceveranno gli stessi nutrienti,non solo,non correranno alcun tipo di rischio sanitario e/o di attacco da parte della preda. Tu hai ragione nel temere "veleni" o attacchi. Sicuramente nella tua esperienza avrai avuto modo di poter appurare con i fatti la bontà dei cibi morti. Però, c'è da dire una cosa; il topino, prima di essere surgelato, era vivo, come già qualcuno ha detto. Non voglio essere "sofistico", però questo genere di "approccio", mi sembra foriero di numerosi alibi: vedi leggi inglesi. Secondo me si tratta di "nascondersi dietro un dito", alle volte. Ti prego di non considerarmi avventato o "integralista"; sicuramente non lo sono. Però, sin dal primo giorno in cui ho allevato questi animali mi sono reso conto che avevo a che fare con dei predatori, dotati di proprie tecniche predatorie. In virtù di questa considerazione, in quel momento, mi sono preso la responsabilità e mi sono assunto l'impegno, di rispettare in pieno questa prerogativa. Questo mi ha sempre portato a considerare animali surgelati o carni crude come dei surrogati. Dei palliativi buoni solo per la coscienza. Se debbo dare da mangiare un topolino ad un "Pelinobius" lo faccio, ovviamente, a malincuore; te lo garantisco. Ma ho delle responsabilità da rispettare e voglio rispettarle. - La dieta regolare e principale in natura è fatta di invertebrati,che ricordo essere di dimensioni notevoli nei paesi d'origine(blatte,locuste etc.etc.),quindi con elevato apporto nutritivo. Ritengo l'alimentazione a danno di vertebrati molto più rara,non regolare,spesso casuale. Su questo hai ragione! Infatti ho abusato, nel mio precedente "post" della parola "regolarmente". In realtà, però, penso che una regolarità in natura ci sia. Sicuramente è una regolarità legata alle "probabilità"; per cui è una eventualità probabile, seppur, magari, dilatata nel tempo. Questa è una doverosa precisazione. - Non vorrei dire un castroneria,ma gli invertebrati(insetti),non hanno terminazioni nervose adibite a riconoscere "il dolore" fisico. Semplicemente un invertebrato riconosce stimoli tattili ma non il dolore provocato dal morso in sé o dall'effetto del veleno,quindi in pratica si spegne nella morte. Al contrario dei vertebrati i quali potrebbero addirittura provare anche un "dolore psichico","paura" nei confronti di tale situazione,potrebbero cioè capire di morire. Ma qui si entra in un campo minato,fin troppo etico,preferisco fermarmi. Stefano, probabilmente hai ragione. Però non credo che questo cambi la realtà dei fatti. Sicuramente, il pensare che, la preda con cui il nostro animale si sta cibando, non stia soffrendo, ci fa sentire a posto con la coscienza. Ma la realtà non cambia, noi la stiamo comunque sacrificando per la vita di un altro animale. E' innegabile. La vita della camola è uguale alla vita del topolino, anche se quest'ultimo prova dolore. - Suvvia,mi sembra un po' eccessivo. Ripeto si potrà usare carne "morta" oppure un appropriato numero di invertebrati. Ricordo Francesco mi parlava di come una sua Poecilotheria si cibasse di mosche,che catturava quasi al volo e ne poteva mangiare svariate decine alla volta. Infatti l' ho sottolineato; "...potrebbe essere un mio limite..." - Bene,le condizioni "naturali" di un grosso ragno che vive in una foresta tropicale non sono poi così felici e piene di cibo che passa per la bocca,in realtà i ragni sono adattati a vivere in condizioni di penuria di cibo e sono abituati ad alimentarsi davvero pochissimo e soprattutto in determinati,brevi periodi dell'anno. Quello che dici è assolutamente logico ed appurato. Già ne ho parlato in un precedente "topic" riguardante le "Brachypelma"; se non erro. - Assolutamente non biasimo chi dà da mangiare topini e lucertole,credo però che le ragioni pratiche di una dieta equilibrata,di una condizione il più naturale possibile etc.etc. si possano risolvere in altri modi,come appunto li ho citati or ora. Penso di aver già espresso il mio pensiero alcune righe sù. ************************************************** Caro Matteo, Mi trovi d’accordo quasi su tutto. Tranne che in un paio di passaggi. Il primo riguarda, ovviamente, l'allevamento di "Theraphosa blondi". In più tu dici di: "decidere di NON infliggere sofferenze inutili", però poco prima dici: "Il discorso "dignità di vivere" non credo poi centri nulla. Infatti qui non si parla di soppesare l'importanza delle varie forme di vita, arrogandoci il diritto di scegliere cosa deve perire e cosa no". Scusami, ma ritengo che se tu decidi di evitare di infliggere inutili sofferenze, nello stesso istante in cui prendi atto di ciò, stai operando una distinzione tra chi deve vivere e chi no...stabilendo, in un certo senso, chi sia più degno di vivere. In più, personalmente, non amo la definizione: "iper-feeding". Per il resto, ritengo di aver compreso perfettamente il tuo messaggio. ************************************************** Carissimi Alessandro, Enrico e Marco, Penso che voi abbiate VERAMENTE trovato il bandolo di questa complessa matassa. Ciò con la semplicità e la chiarezza che vi contraddistinguono. Mi trovate d’accordo al 1000%. ************************************************** Riccardo, Personalmente non credo di aver colto il senso della "parte etica" del tuo "post". Spero che tu voglia spiegarmela (anche in privato). Anche tu mi sei simpatico. ************************************************** Brujha, Personalmente avevo delle foto, fatte in Kenya, che ritraevano sia un maschio sia una femmina di "Pelinobius muticus", mentre predavano dei piccoli roditori (forse dei "toporagni"?) Se rintraccio la persona che me le aveva mostrate farò in modo di inviartele. ************************************************ Nausea, Per la seconda volta stasera; non credo di aver capito il tuo "post" delle 22:26, ne dove tu volessi arrivare. L'intelligenza dei roditori è risaputa...basta notare il loro "spirito di adattamento". Spero che questo "post" sia chiaro, ma soprattutto scevro di significati capziosi! Anche perchè, come ho detto in precedenza lo sciocco è sempre "dietro l'angolo". Sicuramente questo, purtroppo e me ne scuso, lungo messaggio poteva essere evitato, lo riconosco, ma penso altresì che possa rendere il "quadro" più limpido. Buona giornata. Diego Nannuzzi. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Riccardo Inviato 8 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 8 Novembre 2002 Ciao Diego, ora cercherò di spiegarti la cosidetta "parte etica" del post che ho scritto (a te come a qualcun altro che può averla trovata poco chiara). Sostanzialmente ci tenevo ad evidenziare che le differenze che vi sono tra piccoli mammiferi ed insetti, mi pargono evidenti. La prima di carattere più "tecnico" la hai anche evidenziata tu con la tua frase che riporto qui sotto: - Non vorrei dire un castroneria,ma gli invertebrati(insetti),non hanno terminazioni nervose adibite a riconoscere "il dolore" fisico. Semplicemente un invertebrato riconosce stimoli tattili ma non il dolore provocato dal morso in sé o dall'effetto del veleno,quindi in pratica si spegne nella morte. Al contrario dei vertebrati i quali potrebbero addirittura provare anche un "dolore psichico","paura" nei confronti di tale situazione,potrebbero cioè capire di morire. Poi ve ne sono altre, come ad esempio quelle di tipo "psicologico" o se vuoi "sentimentale". Ho fatto l'esempio esagerato dei gattini (se vuoi esagerato ma nemmeno troppo) proprio per cercare di spiegare coe questi animali (i piccoli mammiferi come anche i topi) siano, a mio avviso, molto più "coscienti" e "intelligenti" di un grillo o una larva, e come possono in un certo senso essere anche più "vicini" a noi esseri umani. Non voglio fare il sentimentale, ma ho sempre avuto animali di vario genere, ti posso assicurare che questi, provano veri e propri sentimenti quali paura, affetto, tristezza, felicità, ecc. Hanno una mentalità, una vita e un "carattere" molto più complesso e apprezzabile di quello di una camola o di un verme, fidati. Sono animali con i quali un rapporto uomo-animale si può instaurare eccome! Bene, utilizzare questi animali come cibovivo per dei theraphosidi, mi sembra, specie se non necessario, davvero un peccato. Tutto qui. So che è presuntuoso dire "questo animale non merita di essere dato in pasto ad un ragno e questo si", ma davvero, una camola è alla stregua di un essere "non pensante", trovo che un mammifero sia qualcosa di più e per questo, lo sento come un qualcosa di più "prezioso" forse anche del ragno stesso. (non linciatemi ora) Oh insomma, non gli daremmo anche il cane di casa a questi bei ragnoni se questo avesse buone qualità nutrizionali no? Spero di non aver fatto la figura del solito buonista di bassa lega, perchè posso assicuravi che non lo sono. Spero di aver chiarito il mio pensiero, se tu Diego o qualcun altro volete approfondire, son qui. Rik. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Diego Inviato 8 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 8 Novembre 2002 Salve Riccardo. Intanto debbo specificare che la frase che tu riporti ed attribuisci a me, è invece di Stefano. Io, se leggi bene il messaggio, l'ho solo utilizzata come "spunto argomentativo". Per il resto, non posso che rispettare la tua opinione. In una certa misura può essere condivisa da molte persone. Sicuramente anche io amo gli animali da "affezione"; infatti ho un gatto. Purtroppo, secondo me "scivoli" sul: "la camola è un essere non pensante". Non credo che ciò basti per fare di lei la "preda di elezione". Ma questa è la mia opinione e mi appartiene totalmente. Il mio pensiero è molto chiaro nel passaggio, del precedente "post", sulle responsabilità di essere un allevatore e i doveri che ciò comporta. Per finire ti chiedo; non pensi di aver trasceso un pò troppo? Grazie per la risposta. Diego Nannuzzi. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
shjva Inviato 8 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 8 Novembre 2002 riccardo per caso sei vegetariano? se si hai tutto il mio appoggio e ti dico: fai bene a difendere ciò in cui credi se no un po' più di coerenza: anche il pollo o il maiale che mangi tu una volta erano animali con sentimenti e coscienza. mi scuso per l'ot e con questo chiudo il discorso per quanto mi riguarda ah,si anchio c'ho un cane, due cocorite, na quindicina tra canarini,cardellini & co. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
FabioDV Inviato 8 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 8 Novembre 2002 Volevo solo esprimere la mia personale opininone... credo sia stato ormai detto tutto a riguardo e non vorrei ripetere concetti già espressi... comunque dico la mia... Secondo me al di la del fatto "etico" se così si può dire vglio esaminare la cosa a livello di allevatore... e su questo credo che nessuno possa replicare sulla mia esperienza in questo campo... Come già hanno detto altri la reperibilità di prede in natura non è minimamente paragonabile a quella di cui dispongono i nostri animali in cattività... questo fattore li induce a nutrirsi di QUALSIASI cosa sia a "portata di caccia"... e quando dico qualsiasi cosa lo dico davvero... ho visto foto di Avicularia e Lasiodora che predano pipistrelli, rane e mammiferi di ogni tipo... Ma a questo punto voglio focalizzare il punto sull'allevamento... In natura i ragni sono messi in condizioni estreme e ciò li porta a comportamento estremi... una grossa Theraphosa blondi affamata in natura attaccherebbe sicuramente anche una ratto di taglia maggiore alla sua, spinta dall'istinto di nutrirsi che sicuramente prevarrebbe su quello della sua incolumità... e allora adesso mi chiedo... se tanto si preme all'estrema naturalizzazione dell'allevamento delle tarantole in cattività oltre a porgli topi come nutrimento bisognerebbe anche nutrirli con lo stessa frequenza con cui si nutrono in natura e con gli stessi rischi visto che come molti hanno già detto i baby topo/ratto non girano per la foresta e tantomeno una tarantola andrebbe a predarli direttamente nella tana in cui la madre li accudisce... quindi un ragno potrebbe perdere una zampa durante la caccia di una grossa preda oppure essere ucciso da un morso su parti vitali.... Sto portando il discorso all'assurdo ma questo solo perchè l'allevamento in cattività di una tarantola è mirato (credo per la mia esperienza) al maggior successo di mantenimento e riproduzione... allora a questo punto il discorso dei topi, che premetto io non uso, si può allacciare al discorso del substrato, delle decorazioni e della temperatura e umidità... mi spiego... Ci sollazziamo tanto sulla sterilità del substrato anche se questo non è naturale visto che ad un metro dalla tana di una tarantola in natura ci potrebbe essere un bue morto in decomposizione semplicemente perchè è morto li... e poi sappiamo benissimo che a prescindere dall'ambiente in cui vive nessun tipo di substrato in natura è sterile... però a questo punto ci chiediamo se ne vale la pena rischiare di perdere una tarantola per infestazione di acari, visto che in natura ci sono ed ho visto anche foto di esemplari appena tolti dalla tana letteralmente ricoperti di parassiti, oppure perdere un cocoon per muffe che si formano naturalmente in terreni non sterili... con le "decorazioni" è la stessa cosa... le piante vive possono tranquillamente essere un tramite per un infestazione di acari che potrebbero annidarsi fra le radici e questo si può ricollegare al discorso del substrato... Umidità e cambi di stagione? In natura molte tarantole muoiono perchè costrette ad attraversare la stagione secca malnutrite e quindi in condizioni precarie... e non ce la fanno... dovremmo dare anche in cattività questa possibilità? Il discorso dei topi per me è solo uno... non è assolutamente indispensabile... per il mio punto di vista e anche per quello di allevatori con molta più esperienza di me una tarantola può essere allevata perfettamente utilizzando solo artropodi come nutrimento. Il punto è semplicemente quello delle convinzioni che questa cosa sia perfettamente naturale quando in realtà nonostante sia naturale è un eccezzione... Volete sapere quando un cocoon si schiude in natura qual'è il cibo principale di uno spiderling? I suoi stessi fratelli... allora visto che questo è naturale bisogna lasciare che in cattività i piccoli si scannino tra di loro? Tanto più che per un ragno, un altro ragno è stato dimostrato essere il cibo migliore in assoluto, visto che c'è pochissimo scarto ed è davvero ipernutriente, ancora di più di un topo perchè le parti grasse, il pelo e le ossa non sono digerite quindi tolte queste lo scarto è davvero alto... Non voglio fare polemica, se volete usare i topi fatelo pure, ma sappiate che variando la dieta con grilli, locuste, camole e blatte otterrete lo stesso risultato... nè più ne meno... se invece vi ataccate alla "naturalizzazione estrema" dell'allevamento allora fatelo anche con il substrato, con le piante e con le condizioni climatiche avverse, ovviamente sapendo di correre dei rischi... Per la parte etica non voglio espormi... un ragno che mangia un topo non è diverso da un serpente... non parlo di reazioni al veleno o altro, parlo solo del gesto. Sono entrambi predatori che si nutrono... Comunque è una cosa che si può evitare... io lo faccio e mi pare di non avere così scarsi risultati facendolo... A voi le conclusioni... Friendly Fabio De Vita Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Riccardo Inviato 8 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 8 Novembre 2002 Allora, via con altre risposte: Intanto, voglio scusarmi con Diego per avergli attribuito una frase non sua, piccola confusione nella lettura, che comunque non cambia il pensiero da me esposto, visto che ho preso spunto da quella frase soltanto per dire che ne condividevo il significato. Per quanto riguarda il fatto che io possa aver "trasceso" un po', sai che ti dico Diego: che probailmente hai ragione, ho trasceso. Mi è stato chiesto come mai sono contrario all'utilizzo dei topolini per i ragni e mi sono lasciato "trasportare" un po' nella spiegazione di un mio precendete post, amen. Per il resto, c'è una bella risposta di Fabio, sulla quale mi trovo d'accordo al 100%, e poi ognuno ha le sue idee tutte da rispettare, certamente a me un topolino che soffre fa pena e ai ragni non voglio darlo. punto. Chi invece vuole offrire anche questo tipo di preda al suo ragno, bhe, ma perchè far star male una povera bestia in più se si può evitarlo e ottenere lo stesso risultato viene da pensare a me. Voi mi direte "ma soffre anche il grillo", non vi sto a ripentere per l'ennesima volta che per me non è la stessa cosa. E credo che le motivazioni siano già state esposte, non solo da me. Continuo credere che i topi si possano evitare, e non vedo perchè dovrei pensare che sia giusto darglieli, per creare condizioni nel terrario uguali a quelle che ci sono in natura? Mah... Rileggetevi il post di Fabio. O tanti altri scritti qui sopra. Strano che i suddeti topi non vi facciano almeno un po di compassione. Non voglio essere ripetitivo più di quanto non lo sia già stato. Rik. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Diego Inviato 8 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 8 Novembre 2002 Salve a tutti. Fabio, Ciò che dici lo condivido in maniera assoluta! Come non potrei. Infatti, in altre situazioni ho già avuto modo di esporre il mio concetto di "approccio naturale" all'allevamento. Sono ben cosciente dei limiti imposti dall'allevamento "domestico" al raggiungimento completo di tale "approccio". Anche se ho spesso provato a rendere tali limiti il più possibile "sottili". Ad esempio, le piante, le ho sempre utilizzate, ovviamente quando mi è stato possibile reperire piante autoctone delle zone di origine del ragno cui sarebbero dovute essere "accoppiate". Purtroppo non sempre mi è stato possibile ciò, e me ne rammarico. Fortunatamente in tali situazioni sono anche riuscito ad ottenere delle riproduzioni; come nel caso delle "Avicularia". Anche quel che dici rigurdante i casi di cannibalismo tra "fratelli" è verissimo. Io l'ho provato. Idem per la frequenza di alimentazione. In quel caso però, tendo a "regolarmi" in base a quella che è la "tendenza" dell'animale. Infatti, se un ragno tende a voler mangiare tutti i giorni, allora lo alimento sempre. In alcuni casi però, non è così. Infatti ricordo una femmina di "Pelinobius muticus", che non mangiava più di tre volte al mese! In quel caso le davo una volta una grossa blatta, successivamente un roditore e in seguito un paio di grilli. Chiaramente, non sempre è possibile ciò, ma quando l'animale si dimostra "consono" all' "approccio "naturale" (di cui sopra), beh, mi "allineo" a tale tendenza. Per il resto rispetto, ovviamente, la tua opinione e ti ringrazio per l'intervento. Buona giornata e buon lavoro. Diego Nannuzzi. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nausea Inviato 8 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 8 Novembre 2002 pienamente daccordo con te fabio. alla fine i nostri ragni vivono in un micromondo protetto. basta pensare alla percentuale di sling che sopravvivono in cattività rispetto a alla loro controparte in natura. i nostri ragni hanno allevatori che gli fanno da veterinari e dietologi, non corrono il rischio di venire predati e la possibilità di morte accidentale sono per loro ridotte al minimo. in una situazione come questa tentare di simulare condizioni 'estreme' come il predare roditori ecc mi puzza un po' di voglia di spettacolo. è un come se integrassi la dieta del mio gatto con topi vivi sostenendo, se vivesse per strada, il mio gatto li caccerebbe. non penso che il mio gatto trarrebbe un qualche giovamento da un comportamento del genere. sì sono contusioni da pugno. e sì la cosa mi va benissimo. sono illuminato. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
rafdln Inviato 8 Novembre 2002 Autore Segnala Condividi Inviato 8 Novembre 2002 Salve, mi è sembrato che la maggior parte delle motivazioni contro l'alimentazione con topi siano prettamente etiche, e per quanto riguarda il discorso etico, da chi dice che dare un vertebrato in pasto a un ragno è una crudeltà inutile a chi addirittura sposta la critica sul livello psicopatologico dell'allevatore, io mi trovo completamente in disaccordo etico con i "buoni".Molti magari vedendo il topolino carino provano tenerezza e pietà, e ciò li spinge in discorsi come questi a sentirsi portavoce di una verità assoluta e cioè quella del "bene" (cosa molto relativa), un discorso prettamente filosofico che non mando giù, e al quale potrei rispondere, sempre filosoficamente parlando, citando la relatività del bene e del male (premetto che non sono cristiano), l'accettazione della natura per quella che è, Nietzche etc. Inoltre l'interesse che si può avere nel vedere un ragno adulto alle prese con un topolino vivo, di certo preda molto più impegnativa di un grillo, dopo aver allevato per anni il ragno con camole e insetti e averlo fatto crescere bene, questo interesse, non penso che sia diverso dallo stesso interesse che, almeno per me, mi spinge ad appassionarmi ogni giorno sempre di più ai ragni. Il loro stile di caccia è solo una delle tante cose che mi lasciano a bocca aperta quando passo le ore in contemplazione davanti al terrario. E sono in tanti che fino adesso si stupiscono quando dico loro che ho comprato un Terafoside, mi inquadrano in un modo particolare, ed è così perché in effetti credo che sia proprio quel gusto dell'ignoto di cui parla anche il sito Aracnofilia a spingerci ad interessarci a questo mondo, di cui la caccia ne fa parte. Inoltre chi di noi non ha visto in tv documentari di leoni e tigri che cacciano e poi smembrano povere gazzelle? (quelle si che soffrono!) Potremmo fare una cosa, catturare tutti i leoni, tigri, ecc. per metterli in una riserva e poi nutrirli a cubetti di carne surgelata in modo da poter soddisfare la nostra voglia di adeguare ai nostri schemi etici una natura nella quale la morte del più debole è indispensabile per la sopravvivenza del più forte. Scusate ma in molti mi sembrate poco a conoscenza del mondo animale e dei suoi meccanismi. con sincerità Rafael Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Diego Inviato 8 Novembre 2002 Segnala Condividi Inviato 8 Novembre 2002 Salve a tutti. Il "post" di "Nausea" delle ore 14:25:38, mi ha suggerito una conclusione; cui sono arrivato più volte. Sicuramente le argomentazioni sul NON somministrare prede vertebrate ai terafosidi, sono validissime, dignitose ed onorevoli. Però, secondo me, partono (come molti altri validi concetti), da un assunto inequivocabilmente errato; ovverosia quello di considerare i ragni alla stregua di "pets" (animali da compagni...cani, gatti etc.). Purtroppo l'idea di ragno=animale da compagnia, penso che sia troppo (e patologicamente...secondo me) diffusa. Vi prego di pensarci su. Ossequi. Diego Nannuzzi. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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