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colorazione degli animali


EegaBeeva
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Perché l'affermazione "l'animale si colora a seconda di ciò che si nutre" non riesce mai a convincermi? Ieri guardavo un documentario in tivù sui fenicotteri rosa (flamingo in inglese) e il commentatore ha detto che il loro caratteristico rosa acceso dipende dalla loro dieta esclusivamente basata sui crostacei.

Mettiamo che sia vero: allora se mangiassi esclusivamente prugne o iris, diventerei un Puffo? (so che avrei gravi scompensi, ma la mia è una ipotesi. Davvero diventerei azzurra se mangiassi SOLO cibi azzurri?).

 

Un'altra osservazione: dicono che la carne della trota salmonata sia rosa acceso per via della alimentazione a base di crostacei. Perché, allora, la trota salmonata non diventa TUTTA rosa, come i fenicotteri, ma le si colora solo la carne, restando fuori grigio argento come la collega che non è salmonata?

 

Ricordo che la questione era stata dibattuta in chat una sera di qualche tempo fa. E anche allora non mi ero convinta.

 

Qual è la vostra autorevole opinione? Grazie infinite e buona giornata.

Lidia

 

PS Naturalmente capisco che ho posto la domanda in termini semplicistici e che di certo esiste una chimica complessa e differente fra le varie specie: un fenicottero non è un pesce né un mammifero. Ciò che mi incuriosice è il principio. Può la specializzazione in una dieta influire così pesantemente nella colorazione di un animale, qualunque esso sia?

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Azzardo una risposta, così, "a intuito"...

 

I colori (generalmente) sono dovuti ai pigmenti... ora... un organismo i pigmenti se li può fare completamente da sè, sintetizzando le sostanze necessarie partendo da ciò di cui l'animale si nutre. La sintesi dei vari pigmenti può necessitare di varie sostanze: per alcuni pigmenti le sostanze necessarie si trovano in un gran numero di cibi, mentre per la sintesi di altri pigmenti, come potrebbe essere il rosa del fenicottero, occorrono sostanze che si trovano solo in alcuni cibi, gamberetti in questo caso.

La sintesi dei pigmenti avviene solo in alcune zone dell'organismo, non penso che il rosa dei gamberi si diffonde così com'è indifferentemente in tutto il corpo di tutti i loro predatori... così il sistema digestivo del fenicottero preserva i pigmenti rosa del gambero per le penne, il sistema digestivo della trota preserva i pigmenti e li utilizza nei muscoli (ma non nelle squame)che così prendono il colore, un uomo che mangia gamberetti i pigmenti rosa li distrugge con il suo apparato digerente e riutilizza le sostanze che li componevano per altri scopi, facendogli perdere il potere "colorante", oppure le eliminano, indigerite.

 

Yeah!

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Matteus ha illustrato la questione in maniera esemplare :ph34r: .

Per quanto riguarda l'acquisizione di pigmentazioni non usuali, aggiungerei gli effetti di una ingestione eccessiva di vitamina A anche solo attraverso al consumo eccessivo di carote. La vitamina A rientra tra le vitamine liposoluibili e pertanto la quantità in eccesso che l'organismo non riesce a metabolizzare tende ad accumularsi nel fegato e nel tessuto grasso con conseguenze immaginabili sulla colorazione della cute (a parte gli effetti tossici)

 

Paolo

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Poi ci sono casi particolari in cui effettivamente il colore della preda determina quello del predatore... vedi Scytodes.

 

Il cambiamento di colore non è dovuto ai pigmenti ma al semplice colore dell'emolinfa della preda che si intravede in trasparenza nell'addome del ragno.

Così se Scytodes si nutre di un Tisanuro l'addome diventa grigio chiaro, se si nutre di un Dittero (ad esempio una zanzara piena di sangue) diventa nero.

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PiErGy mi ha fatto ricordare che quando ancora studente allevavo Arctosa per i miei esperimenti sull'orientamento astronomico (solare e lunare) nei Lycosidi nutrivo i miei esemplari con Drosofile attere e grassocce di un ceppo con grandi occhi rossi (non ricordo più che ceppo era ma, oltre ad essere attero, era portatore di un tumore). Il risultato fu che le mie Arctose assunsero tutte una bella colorazione rosacea anziché quella verde-sabbia tipica della specie. Anziché Arctose del litorale toscano sembravano piuttosto delle Arctose sanctaerosae del Golfo del Messico che vivendo su sabbie coralline di colore rosato presentano una colorazione analoga. A. sanctaerosae è una specie molto bella proprio per la sua colorazione.

 

Paolo

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L'intervento di Piergy mi ha rammentato che era stata proprio la sua Scytodes, della quale aveva parlato in chat una sera, a riempirmi di dubbi.

 

Un grazie speciale a Matteus, a tutti.

 

Buon pomeriggio.

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La mia doveva essere la risposta più rapida, poi ho avuto l'insana idea di portare la moglie a fare la spesa... :ph34r:

 

Lento di nuovo, quindi...pazienza

 

La risposta è: "sì & no"

 

Sui ragni non mi pronuncio, essendo nota a tutti la mia sostanziale incompetenza, e poi... ubi major, minor cessat

 

La cosiddetta trota salmonata (Trota iridea - Onchorynchus mykiss) è in realtà una specie di salmone, e la sua carne è sempre tendente al rosa... in presenza di adeguata alimentazione (caroteni dei crostacei o dei mangimi :lol: ) questa colorazione si accentua...

Stessa cosa per il Salmone, il Pink Salmon (Onchorynchus gorbusha :lol: ), etc.

La vera trota salmonata è una trota che, trovandosi in acque prevalentemente abitate da crostacei, finisce con l'assumere una colorazione della carne particolare, e un sapore nettamente migliore. Oramai si tratta comunque di una rara avis...io stesso che pesco da più di trent'anni le conto sulle dita di una mano... :(, non si tratta comunque di una specie...

 

Il fenicottero di che colore è? La sua dieta ottimale prevede una ampia percentuale di crostacei (e allora è rosa) o si tratta di un fenomeno che si scatena solo in presenza di un iperdosaggio di caroteni? POi si tratta di piume, vale a dire praticamente di tessuto "morto"...se fosse un sistema per "liberarsi" delle vitamine in eccesso che appunto, come tutti più o meno sanno, sono una minaccia per l'organismo?

E se, come spesso capita in natura, fosse un'interazione tra questi fattori...

Esiste un flamingologo :P qui?

 

Altro caso strano: Lacerta viridis allevato in cattività ha bisogno di cibo "verde", altrimenti finisce col perdere la sua colorazione caratteristica, virando verso il marrone... se poi si provvede in merito il colore pian piano si ripristina...

 

Alcuni animali mimetici ( camaleonti, etc) sono poi in grado di adattare il proprio colore a quello dell'ambiente, o di mutare il proprio colore per se arrabbiati, spaventati, sessualmente eccitati, etc. Ciò è reso possibile da particolari cellule epidermiche chiamate cromatofori, dotate di una struttura chiamata cromidio, in grado di rilasciare o riassorbire rapidamente uno o più pigmenti...

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Avete detto tutto.........torniamo ai fenicotteri un attimo. La loro dieta è tutt'altro che varia....anzi, spesso si cibano di un solo genere, insomma, fanno quello che dietologcamente è fuori di ogni logica. La monodieta comporta sempre (animali "superiori" in primis) effetti metabolici negativi, se non ci sono correzioni. Fenicotteri che si cibano di microcrostacei pigmentati si "intossicano" e l'evoluzione ha provveduto a selezionare individui in grado di "shuntare" i danni metabolici da eccesso di pigmento....Questo viene "confinato" in una parte metabolicamente inerte del tegumento...l'estremità delle penne.

Tolta la monodieta, tolto l'eccesso di pigmento, torna il colore "naturale"......che è PRIVO del tegumento eliminato. Ergo il fenicottero "rosa" non è rosa.....

Ciao!!

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Quindi ho supposto abbastanza correttamente...

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Detto per inciso, i fenicotteri (ma anche gli Ibis scarlatti, begli uccelli sud americani) negli zoo vengono alimentati con mangimi, senzaltro più economici dei gamberetti, ma privi di pigmento. Questo comporta che le penne di questi animali non sarebbero rosa... se non venisse artificialmente aggiunto il pigmento alla dieta. Se poi volete sapere di che pigmento si tratta domani a lavoro lo chiedo al collega che si occupa dei fencotteri.

Ciao Diego

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Qui si potrebbe aggiungere: ma se le penne dei fenicotteri sono rosa perché il loro organismo elimina sostanze in eccesso immagazzinandole in esse, allora questo particolare che ci sembra così bello è in realtà la pattumiera biologica dell'organismo del fenicottero....e si potrebbe filosofeggiare!

Ma bando ai filosofeggiamenti, la spiegazione che ha sentito Lidia è soddisfacente nel caso specifico dei fenicotteri ed in alcuni altri animali, ma generalizzare che siamo del colore di ciò che mangiamo mi pare una grezza semplificazione.

Per esempio le ali delle farfalle, che vediamo meravigliosamente colorate, in effetti non sono generalmente coperte di sostanze colorate, ma di piccole squame che diffrangono la luce con l'effetto del prisma, una cosa simile si vede quando la luce attraversa delle microgoccioline di acqua e noi vediamo l'arcobaleno: non ci sono sostanze rosse, gialle, verdi o blu, ma è la luce che viene scomposta nei colori originali.

Aggiungendo poi tutto quanto è stato scritto sopra, si evince che un animale i colori o li assorbe, o li sintetizza, o sfrutta fenomeni ottici......insomma, la natura è sempre più interessante e meno banale di quanto vorrebbero farci credere!

 

Buonanotte, Andrea.

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Per quanto riguarda la colorazione delle ali delle farfalle, quello che dicer andrea.a è vero solo parzialmente, infatti le colorazioni fisiche, quelle cioè prodotte dalla rifrazione della luce sulle squame, sono solo pochi colori, come il blu o comunque quelli dai riflessi "metallici", come nel caso delle ali blu delle Morpho sud americane o nelle spettacolari iridescenze delle ali di Apatura ilia, se vogliamo citare un esempio dalla fauna locale. Gli altri colori, come il diffusissimo giallo, sono prodotti da pigmenti. Da dove prendono questi pigmenti le farfalle? presumibilmente li assimilano dal cibo allo stadio larvale, o sono comunque in grado di sintetizzarli loro durante il periodo di quiescenza chiamato crisalide. Inoltre ci sono anche altri fattori che influiscono sulla colorazione di questi insetti. Infatti non è raro trovare, in alcune specie di lepidotteri, esemplari melanici o comunque con colorazioni scure diverse da quelle tipiche. Alcuni collezionisti sono in grado di riprodurre queste forme cromatiche anomale semplicemente esponendo la crisalide a periodi di freddo. Anche tra i bruchi di alcune specie è possibile ottenere forme cromatiche anomale, solitamente scure, semplicemente allevando le larve in ambienti con poca luce.

Certo comunque non credo possibile che una farfalla adulta cambi colorazione in base all'alimentazione. Una volta che le squame hanno una colorazione, rimane tale per tutta la vita dell'insetto.

Buona notte Diego

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