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chi imita l'altro?


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Torniamo al solito discorso già fatto...

Il 90% delle tecniche mimetiche messe in atto dagli animali sono rivolte a predatori non artropodi, in quanto questi ultimi hanno una percezione del mondo che sostanzialmente non è basata sulla vista, ma su una serie di messaggi chimici e fisici raccolti dai sensilli, vale a dire sofisticati organi sensoriali presenti su tutto il corpo dell'insetto e più frequenti, di solito, nella zona antennale.

Altrimenti non si spiega come, per esempio, una femmina di Imenottero Icneumonide sia in grado di localizzare una larva di coleottero nascosta sotto diversi cm di legno, per poi perforare con assoluta precisione il legno stesso e deporre le uova all'interno del suo corpo... altro che mimetismo...

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Il rospo che inghiotte una preda disgustosa o "pungente" tende ad evitarla , almeno parzialmente, in futuro

Direi di sì. E' noto che i Bufonidi non gradiscono i ragni. Hanno come un sesto senso che gli spinge ad evitarli. Se poi tentano di mangiarne uno, quasi sicuramente lo rimettono subito. Ho verificato questo comportamento varie volte.

 

La femmina della vespa icneumonide mi sembra che capti la presenza delle larve del legno a causa delle vibrazioni che producono mentre scavano le gallerie nella cellulosa.

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Arrivo tardi, ma la discussione è stata davvero utile. Bravi tutti! Ora vado a grufolare e a cercare il lavoro di Tongi. Questa dei mimi dei Theridiidae non la sapevo proprio...

 

Mi risulta che i Salticidi siano gli unici ragni sensibili a inganni visivi. Le percezioni chimiche e tattili non dovrebbero avere alcun ruolo nella scoperta della preda.

Ricordo che, per esempio, non risultavano in grado di catturare una mosca in un terrario al buio, anche se questa entrava in contatto diretto con il ragno.

 

Una genere in particolare Portia, specializzato nella caccia ad altri aracnidi, tiene le zampe in un modo tale da non essere riconosciuto come minaccia dagli altri salticidi e poi balza loro addosso quando questi si avvicinano per investigare. Tra l'altro, sa anche attirare, fingendo di essere una preda in difficoltà, le specie che costruiscono la ragnatela in un angolo della loro trappola per poi balzare su di esse e catturarle. Oppure si avventura con molta prudenza sulla ragnatela del nemico per poi sorprenderlo con un ultimo balzo. Per non farsi individuare limita i suoi movimenti ai momenti in cui un soffio di vento fa muovere la ragnatela! Ma, all’occorrenza, sa anche seguire percorsi complessi, per poi calarsi dall’alto, appeso ad un filo di seta, sulla vittima. Davvero uno spettacolo

 

http://sciencebulletins.amnh.org/biobullet...n/story995.html

 

Francesco

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