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Cyrtophora citricola e specie conviventi


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Nelle scorse settimane ho avuto modo di osservare meglio questi ragni.

Ho notato che nelle loro gigantesche ragnatele, quasi sempre si insediano ragni di altre specie ... sopratutto Pholcidi. Questi a dire il vero tessono delle proprie ragnatele usando solo come punti di appoggio il fili della Cyrtophora mentre in genere catturano solo le prede che cadono nel loro territorio.

Ho appurato che solo se una preda viene a lungo ignorata dalla citricola un Pholidae affamato si azzarda a sconfinare per portasela via. Ora mi chiedo quali sono i vantaggi di questa convivenza tra due specie? La Cyrtophora di certo ci guadagna poco da questa vita di condominio ma forse è l'insieme e l'intrecciarsi di tutte queste ragnatele diverse a far funzionare meglio la supertrappola. Forse un insetto volante toccando un filo qualsiasi finisce per precipitare a casaccio a volte in una tela di una specie a volte in quella dell'altra.

Oppure la padrona di casa sa che non riuscirebbe mai a catturare quel velocissimo ragno dalle zampe lunghe quindi si rassegna ad ospitarlo per tutta la vita.

Se avete un pò di tempo per vedere queste foto(un pò grandi) che ho scattato ... forse riuscirete a riconoscere il secondo ragno convivente di cui non ne conosco il nome e che tesse invece una ragnatela orbicolare tra i fili più resistenti della C.citricola ...CIAO

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I Pholcidae sono molto abili a sfruttare le tele degli altri ragni: nella mia casa di campagna trovo sempre esemplari di Pholcus phalangioides che tessono immediatamente sotto il "lenzuolo" di Tegenaria parietina. Quest'ultima non è un predatore infallibile, e se non è proprio affamatissima i suoi attacchi alle prede sono piuttosto lenti e svogliati, soprattutto se queste sono piccole (Lidia ha osservato recentemente lo stesso comportamento in Agelena labyrinthica). Un qualsiasi Insetto, per sfuggire alla tela dell'Agelenidae, può "scavalcarla" o perforarla: in entrambi i casi il Pholcidae è prontissimo a farlo suo, oltretutto i Ragni di questa famiglia, tessitori eccezionali, non temono pungiglioni di alcun tipo.

Credo che sulla la tela di Cyrtophora, così grande, per loro sia addirittura possibile sfruttare i margini per predare gli Insetti più piccoli, senza che il "padrone" intervenga.

Il ragno più piccolo è un Uloboridae, a naso direi proprio Uloborus walkaenarius. Famiglia veramente particolare: Ragni privi di ghiandole del veleno, cribellati ma tessitori orbicolari.

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C.citricola...ragno che in Puglia, versante sud del Gargano, ho scoperto qualche anno fa e ho osservato a lungo...tessitori straordinari, molto tolleranti.

Ho notato che tolleravano vicino od in continuità con le loro ragnatele conspecifici (mica è così frequente..), A.gracilens (!!), Pholcidi, Linyphiidae....Mai visti (anche se non è possibile escluderli...) atteggiamenti aggressivi verso i vicini di casa...Attaccavano grosse prede....Cespugli interi divenuti trappole tremende per insetti di ogni taglia.

Non avevo mai notato convivenza con Uloboridae...

Il pianeta ragno ha misteri che conserva gelosamente e che rende il mondo a otto zampe estremamente affascinante.

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Ciao da Malta.

 

Qui la C. citricola e abbastanza frequente, ed anche io ho notato che spesso ci sono altre speci in convivenza con loro. Uloboridae non ho mai visto ma Pholcidae si, in particolare Holocnemus pluchei. Un'altra specie che ho trovato insieme all Cyrtophora e l'Argyrodes gibbosus (= A. argyrodes). Questo ragno non ha una tela propria ma vive in quella della C. citricola (ed anche di altri Araneidi ez. Argiope lobata). Questo Theridiidae e specializzato a questo tipo di vita ed in fatti e una "kleptoparassita", che ruba la prede dalla specie che gli ospita.

 

Come ha ben detto i-lang il pianeta ragno e pieno di questi affascinanti misteri.

 

Ciao,

 

Davdand

 

PS a Roccolucio: Bellisime foto!

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Per completezza a per chi non ha visto le foto vorrei dire che questo è il ragno di cui si parlava e che trovo spesso ai bordi della ragnatela della Cyrtophora citricola e che ora è stato riconosciuto come Uloborus walckenaerius

3quarti-1.jpg

tela.jpg

 

Vi ringrazio per le conferme e i chiarimenti che mi avete dato con le vostre testimonianze sulle varie convivenze di questi ragni con la C.citricola. Vedo quindi che non sono l'unico ad essere rimasto ammirato dalla imponenza e dalla struttura della ragnatela di questo ragno. Personalmente non conosco altri ragni nostrani che sappiano allestire una ragnatela-trappola così grande e da quello che ho osservato gli basta una notte sola per poterla completare ... incredibile!! ... e quasi come se io da solo mi mettessi a fabbricare una rete spadara per pescare i pesci spada ... mi ci vorrebbero 5 anni per completarla.

Ringrazio migdan che per primo ha riconosciuto l'Uloborus walckenaerius che sfruttando i fili della C.citricola come punti di ancoraggio, costruisce la sua ragnatela ai bordi di quella del suo coinquilino più grande ma senza mai accennare a rubare le prede altrui. Forse un altro vantaggio di questa convivenza di tante specie potrebbe essere dovuto alla protezione che un così intricato sistema di fili riesce ad offrire a tutti i residenti nel condominio che si viene a creare. Difficilmente una vespa cacciatrice riuscirebbe ad infilarsi lì dentro mentre è più facile che una ragnatela isolata possa essere attaccata con successo dal predatore alato.

Ringrazio anche Davland per le conferme maltesi e i complimenti ...CIAO

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Ciao,

anche io ho potuto osservare una cosa del genere, infatti qui in Sardegna è pieno di ragnatele giganti di C. citricola in particolare sui fichi d'India. Nel giardino di casa mia avevano costruito una sorta di "palazzo a più piani" al centro di una Cicca, per ogni "piano" una Cyrtophora!

Invece una pianta rampicante (sempre vicino alle tele di C. citricola) è stata praticamente ricoperta da tele di Uloboridae (che migdan ancora non ha ben identificato :o :D ) vicino ai quali convivevano dei Pholcidi, le loro ragnatele si mischiavano, però avevo avuto l'impressione che questi si nutrissero dei poveri Uloboridae privi di ghiandole velenifere e quindi forse facili da catturare, visto che questi ultimi stavano diminuendo sempre più di numero, cosa ne pensate?

 

Roccolucio complimenti per le foto!

 

Mara

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x Mara:

rigraziandoti per i complimeti vorrei chiederti se puoi confermarmi che anche da te a Cagliari la pianta preferita per creare il super condominio di Cyrthopore è il fico d'India (circa nell'70% dei casi ). Sulla costa ionica in provincia di Taranto subito dopo come posto preferito viene la pianta di Agave (diciamo un 20% degli avvistamenti complessivi di ragnatele) ... seguono poi (entrambi con un 5%) i paracarri delle autostrade (unico caso di scelta non vegetale ... chi lo sa il perchè ... mah!) e le chiome di alberi di agrumi (arance-manderini-cedri) da cui sembra provenire se non erro il nome citricola. In Sicilia mi dicono che invece vengono trovate grande colonie di questo ragno sulle alte siepi di Pitosforo ... cosa che invece non ho notato dalle mie parti forse perchè quella siepe viene sempre tenuta bassa dai giardinieri. Ho cercato con attenzione ma ne su olivi, ne su rovi di more, ne su conifere ho trovato tracce di questi ragni. Un solo caso anomalo su un alto finocchio selvatico ormai secco (come puoi vedere nella foto) ... ma ripeto penso che si sia trattato solo di un caso più unico che raro (diciamo 1 su 1000 avvistamenti)

...CIAO

 

PS: dimenticavo di aggiungere che pur osservandoli spesso ... non ho mai visto un Pholcus predare gli Uloboridae quindi proprio non saprei cosa dirti sul motivo della loro progressiva scomparsa.

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per quanto ho potuto osservare io ti confermo che anche qui a Cagliari il fico d'India sembra essere la pianta prescelta dalle Cyrtophora, infatti le ho viste solo su queste piante oppure su certe palme che ho in giardino, una Yucca e una Cicha (o Cica..non so come si scriva)..ancora non mi è capitato invece di vederle sui paracarri, eheheh!

 

ciao!

 

Mara

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Cycas... è una Gimnosperma, non una palma.

Confermo, anche qui a Roma nel giardino del mio amico Leonardo (di nuovo desaparecido, e stavolta senza scusanti cibernetiche) si trova Cyrtophora sulle piante di Cycas.

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.

novità dal pianeta C.citricola.

 

Ieri ho osservato un fenomeno che mi da qualche risposta in più sul motivo per il quale questo ragno ami tanto stabilirsi sui fichi d'india (almeno questo è ciò che accade sulla costa ionica).

Si è già abbondantemente parlato della struttura della pianta grassa e di come questa permette al costruzione del 'grande condominio-trappola" che rende l'intero vegetale spinoso un rete da cattura implacabile contro la maggiorparte degli insetti volanti.

Ma verso la fine di agosto succede una cosa speciale, i bozzoli con le uova si schiudono e su una singola pianta migliaia di ragnetti microscopici vengono alla luce. Sono troppo deboli per catturare mosche e zanzare e da quello che ho visto non cooperano nelle catture delle prede perchè dopo 24-48 ore dall'ulscita dal bozzolo ognuno di loro si cerca un angolino dove fare la propria ragnatela. Naturalmente un folto gruppo dei nuovi nati decide usare il ballooning per volare via verso nuovi territori da colonizzare. Ma in perfetta sicronia con questo evento ... i fichi vanno in maturazione. Diversi si spaccano sotto sole cocente e milioni di insettini vengono attratti dall'odore dolciastro.

Sono alati, di colore aracione e lunghi meno della metà di una drosofila. Non li ho visti bene (sono troppo piccoli ci vuole una lente d'ingrandimento) ma non escluderei che possano essere una sottospecie di drosofile essi stessi. Sono la preda ideale per i piccoli di citricola che ne fanno strage.

In pochi giorni possono così fare la loro prima muta e passare alla cattura di prede più grandi.

Nello stesso periodo i piccoli di citricola che si sono stabiliti sulle siepi di Pitosforo e negli agrumeti vanno a caccia di piccolissimi afidi ma almeno in Puglia ... non riescono ad avere a disposizione lo stesso numero di prede che hanno i loro fratelli sui fichi d'india.

Uno svantaggio però c'è ... questa pianta spinosa non garantisce una valida protezione durante i violenti temporali estivi. Un cespuglio ricco di foglie in questi casi offre più nascondigli in cui riparasi ... secondo me. Ma quest'anno neppure una goccia d'acqua dal cielo negli ultimi 2 mesi quindi non ho potuto verificare cosa succede in questi casi ... studio rimandato al 2005 visto che le vacanze sono ormai finite ...CIAO

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Una considerazione finale, secondo me molto importante, potrebbe essere: l'aracnofilo ha tempo, pazienza, bravura per catturare e allevare una o poche specie, può raccogliere molti dati eco-etologici su quelle poche specie "vive"; l'aracnologo di solito deve lavorare su un gran numero di esemplari "morti" provenienti da campionamenti fatti a vario scopo (impatto insetticidi, pratiche colturali, popolamenti di aree di qualche interesse, ecc.). L'aracnofilo studia approfonditamente poche specie; l'aracnologo ne studia "superficialmente" molte. E' qui che io vedo un possibile punto d'incontro fra le due categorie: la visione generalizzata degli aracnologi che si integra con i "costosi" (in senso d'impegno continuativo) studi degli aracnofili.

 

Queste sono parole (sante) di Claudio Arnò... e non è difficile capire perché stimasse tanto roccolucio!

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  • 2 weeks later...

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