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Procambarus clarkii


EegaBeeva

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Con quella frase intendevo dire che sarei interessato ad allevarli per delle osservazioni e degli studi, non per farci il cenone di capodanno.

Sicuramente non dev'essere male mangiarlo anzi, sarà buono come gli altri Crostacei.

Però non mi fiderei troppo a mangiare gamberi presi nei fossi...

Sappiamo che vivono anche in ambienti molto inquinati quindi è meglio evitare di far finire in pentola proprio quelli!

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Procambarus è commestibilissimo. In Louisiana viene venduto regolarmente al mercato (se ne calcola almeno 4 pouns (libbre) a testa (circa 1 kg) a testa perché c'è veramente pochino da mangiare :o ma il divertimento è tanto :D ). Quelli delle nostre acque, come stato detto, sanno spesso di fango a causa dell'ambiente in cui vivono e anch'io sconsiglierei di mangiarli se non dopo averli tenuti a lungo in acque pulite.

Per quanto concerne il "siluro", se cucinato opportunamente, non è proprio da disprezzarsi :D La pesca del "siluro" in molte regioni (ad esempio in Emilia-Romagna) non è gravata da limitazioni ed anzi è incentivata per tentare di contenere il moltiplicarsi e l'espandersi della specie che ormai si cattura anche nei canali più piccoli (e non solamente in Po o nei grandi fiumi come avveniva fino qualche anno fa)

 

 

tongi

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Procambarus clarkii è decisamente apprezzabile, anche se purtroppo, come diceva il prof. Tongiorgi, la parte commestibile riguarda solo l'addome e la polpa delle chele.

Gli esemplari non enormi di Silur glanis sono abbastanza gradevoli al palato, niente a che vedere però con Ictalurus melas, il buon vecchio Pesce Gatto, che dalle mie parti polesane è apprezzatissimo.

Parlo per esperienza, ho mangiato tutte e tre le specie in questione!

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Sempre a proposito di gamberi

 

Sapete che il lago d'Orta è letteralmente tappezzato (nei primi metri da riva) di bellissimi gamberi che NON sono Procambarus?

La taglia media è sui 3-4 centimetri, il colore di fondo è verdastro con evidenti sfumature rosse o azzurre, mentre gli esemplari più piccoli sono quasi cerulei.

Le chele sono piccole.

Si trovano sotto i sassi, spesso in coabitazione con uno-due individui di cagnetta (piccolo pesce assai caratteristico).

Ho provato a tenerli in acquario, ma muoiono regolarmente dopo qualche giorno...

 

Ne ho trovato qualcuno anche sul Lago Maggiore, dove però sono molto più sporadici...

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Discussione davvero preziosa piena di spunti interessanti!

Pare che il più grande pasticcio con i Procambarus riguardi l'incauta liberazione da un allevamento a Carmagnola (to) alla fine degli anni '80.

 

Ho già ordinato il libro suggerito da Tongi. Però da qualche ricerca fatte questo inverno non mi risultavano così tante specie...

 

Gambero di fiume Austropotamobius pallipes – Nord e centro - autoctono

Gambero di fiume europeo Astacus astacus – Estremo nord est…pare… - autoctono

Gambero turco Astacus leptodactylus – nord, distribuzione limitata

Gambero rosso della Luisiana Procambarus clarkii – nord e centro

Gambero americano Orconectes limosus – nord, distribuzione limitata

 

Questi tre invece mi mancavano davvero. Da dove sbucano??

 

Gambero della California Pacifastacus leniusculus,

Marron Cherax tenuimanus,

Yabby Cherax destructor

 

Secondo alcuni inoltre Astacus astacus non sarebbe da contare in Italia. La sua presenza in Italia riguarderebbe in realtà il territorio delle vicine Slovenia e Croazia.

Quali potrebbero essere i gamberi citati da effeci??

 

Franci

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Vabbuò...

 

La prossima volta che faccio un giro sull'Orta (uno dei prossimi week-end) recupero un paio di campioni, così chiariamo il mistero...

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Francesco!

le tre specie di gamberi non segnalate per la fauna italiana sono

 

Cherax tenuimanus volgarmente MARRON originario del sud ovest dell'Australia e importato in Eutopa e in Italia per attività di acquacoltura sperimentale (il che vuol dire che prima o poi compare anche nei corsi d'acqua)

 

Cherax destructor, YABBY, originario dell'Australia anch'esso esportato in Italia per pratiche di acquacoltura.

 

Pacifastacus leniusculus, o Gambero rosso della California. La specie originaria del nord-America e Canadà è stato introdotto in Europa sin dal 1860 dopodiché si è stabilito in Svezia, Finlandia, Francia, Spagna e Isole Britanniche dove ha sostituito la spacie autoctona Astacus astacus e si va rapidamente diffondendo. In Italia è stato segnalato in acque libere della provincia di Bolzano (Brunico, 1994). Ne è stato tentata l'introduzione in provincia di Alessandria e in Calabria. tollera anche le acque più fresche dei corsi d'acqua di media montagna e quelle a modesta salinità.

 

Per quanto concerne il vecchio Australopotamobius pallipes sembra che in realtà si tratti due diverse specie geneticamente distinte: A. pallipes presente esclusivamente nell'Italia nord-occidentale, e A. italicus (quest'ultimo con quattro diverse sottospecie: italicus italicus, italicus carinthiacus, italicus carsicus, italicus meridionalis) diffuso nel resto della penisola. Le due specie convivono in alcuni corsi d'acqua dell'Appennino ligure

 

 

Questo è tutto quello che so

 

tongi

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