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Classificazione insetti: in base a cosa?


PiErGy
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Leggevo un libro sugli insetti e nella sezione sugli anopluri dopo una descrizione di abitudini e sistematica è scritto che pediculus capitis e pediculus corporis (si parla di pidocchi..), sono 2 specie (sottospecie per alcuni) differenti perchè sebbene in laboratorio siano interfeconde e con ibridi fertili, in natura non ibridizzano perchè hanno abitudini diverse.

Qual'è la logica di questa classificazione?

 

///QuAnTe PeRsOne Che NoN CoNtANo E InVeCe CoNtAnO e Si StAnNo CoNtAnDo gIà; StAnNo SoLtAnTo AsPeTtAnDo Un SeGno...

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Si, va bene per le abitudini ma morfologicamente? Se un entomologo ha un p. capitis o un p. corporis sotto un vetrino da cosa li distingue?

Inoltre gli ibridi che comportamento hanno?

 

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Guest vesubia

Traduco:

<< Il pidocchio umano, Pediculus humanus Linneo, si trova in due forme, il pidocchio del capo (ssp. capitis) e il pidocchio del corpo (ssp humanus o corporis); entrambe possono essere considerate come instabili sottospecie "ambientali" di un'unica specie. Le differenze morfologiche fra le due forme somo lievi e variabili; infatti molti esemplari (isolati) non possono essere assegnati all'una o all'altra delle due sottospecie. >>

===

Nessuno parla di cosa fanno gli ibridi.

===

Ciao, Claudio

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provocazione impertinente...

 

Noi usiamo le chiavi per la classificazione... che -di fatto- si basano su somiglianze (o differenze) di caratteristiche fisiche che si verificano o meno. In pratica è un'operazione che va dall'universale al particolare. Se lo sguardo d'insieme non basta, si scende, confrontando particolari sempre più minuti (ragno intero-occhi-zampe-palpi ed epigini...)

 

Ci sono però tecniche più sofisticate per determinare le specie... tipo l'analisi del DNA (e forse altre che non conosco). Immagino che non siano praticate per via dell'alto costo di queste operazioni e per il fatto che esse non portano alla definizione di una metodologia classificatoria, ma sono esami sull'esemplare che vanno ripetuti per ogni esemplare ignoto.

 

...siamo proprio e solo in balia del microscopio?

 

Matteo

 

º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°

ARACNOFILIA.ORG -amministratore

º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°

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Qui non basta nemmeno il microscopio, Teo: se le due forme sono interfeconde e danno addirittura prole fertile, dal punto di vista dela composizione cromosomica devono essere per forza compatibili, quindi per distinguerle con certezza bisogna ricorrere ad analisi più fini di quella qualitativa (elettroforesi del DNA, per esempio).

La specie è l'unica categoria sistematica che, a differenza di tutte quelle che la precedono nella scala gerarchica, risponde a criteri oggettivi (interfecondità, fecondità della prole, isolamento riproduttivo), ma la sua definizione è stata oggetto di dibattiti molto animati nel corso dei secoli.

 

"Una specie è una comunità riproduttiva di popolazioni (isolate riproduttivamente da altre) che occupa una nicchia specifica in natura".

 

E' la più completa definizione di specie biologica che è riuscito a dare il grande Ernest Mayr dopo una vita di ricerche in questo senso.

Secondo Mayr, dunque, direi che capitis e corporis andrebbero considerate come due specie differenti.

 

Per chi fosse interessato ad approfondire l'aspetto teoretico della questione segnalo questo link ad un articolo che lo introduce:

http://mondodomani.org/filosofiatorvergata...ontinenza01.htm

 

A chi avesse sotto mano questo "volumone":

Mayr E., (1982), Storia del pensiero biologico, Bollati Boringhieri, Torino, (1990)

 

Rimando alla lettura delle pagg.198-241

 

Basta con la filosofia, che poi Mastro Vesubia mi insulta (con piena ragione!).[:(]

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Grazie dei chiarimenti migdan[:(].

Anche se mi pare strano classificare un insetto per il comportamento senza tener conto di nessun fattore esterno. E resta da capire il comportamento degli ibridi...

 

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OK, però usiamo la testa tua (anche perché la mia è quasi pelata, dove s'appigliano?). [:D]

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Caro Piergy, non è un fenomeno così raro fra gli artropodi.

Se pensi ai post che si sono sprecati su questo sito relativo alla riclassificazione degli scorpioni, te ne fai un'idea.

Solo l'analisi del DNA riesce a far luce(???) sulla sistematica degli Euscorpius italiani....e non credo che per motivi economici, si siano indagati con questi nuovi metodi molte famiglie o generi di artropodi (per non parlare di rettili...).

Ciao!!

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Spiacente migdan... non ci tengo affatto a farmi pascolare tra i capelli quelle simpatiche bestioline[:P][:D][:D].

 

 

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