MatteoG Inviato 19 Giugno 2003 Autore Segnala Condividi Inviato 19 Giugno 2003 riposto perchè l'ho inavvertitamente cancellato.... PREFAZIONE: Io non sono d'accordo con Alessandro, per ciò che riguarda l'influenza sulle lingue dell'inglese. Se è vero che l'inglese ha "mollato" alcuni vocaboli qua e la (da noi sono circa 10.000) in realtà è l'inglese (lingua effettivamente diffusa in buona parte del globo) che sta subendo contaminazioni sempre più massive dalle altre lingue. L'inglese degli olandesi o degli scandinavi, danimarca compresa (lo so perchè lavoro molto con il nord Europa) è farcito di neologismi e acciaccature derivate dalle complicate lingue locali. Per non parlare di India, S.E.asiatico e Giappone, Oceania, e via dicendo... Gli studiosi di linguistica dicono che l'inglese "vero" sta sparendo ad una velocità incredibile e si sta esaurendo in una lingua "mondiale" molto semplice e composta di pochi vocaboli utili alla comunicazione di massa (mi sembra 25.000 contro i 250.000 esistenti, il 10%). Per il resto è dimostrato che -al contrario- le lingue "locali" europee vanno benone e all'estero questa tendenza è ancora più forte. In India per esempio negli ultimi 50 anni sono ri-comparsi un centinaio di dialetti. Ciò pare sia dovuto al fatto che l'inglese funziona bene come lingua per comunicare tra gruppi differenti, semplice da imparare (almeno a livello di base) e poi ciascuno, al suo interno, usa la lingua che vuole. Se ci pensate non è altro che il modello danese. Danese "rigido" tra Danesi (sono 4 gatti eppure hanno una letteratura florida e una lingua molto sentita) e inglese per tutto il resto. Purtroppo l'inglese ne sta facendo le spese e sta diventando sempre più semplice e povero. Le forme verbali (tutte) e le costruzioni complesse e/o difettive si sono incancrenite non poco e oramai sono consuete forme tipo: Matteo do it.... (al posto di does!) Matteo pens a letter (scrive una lettera). "Pen=penna" - "to pen=scrivere"... limpido, di per se, ma molto debilitante per la lingua di Shakespeare... ***************************************** Per il discorso del TOPIC invece, si è verificato quello che pensavo. Non si sa bene cosa fare... Ed è un problema. Sembrerebbe incredibile che gli aracnologi non si siano mai posti il problema di dare nomi esatti e globalmente riconociuti in italiano... però chiediamoci bene il perchè di ciò! Infatti credo che se questo è vero per spiderling (!), tutto il resto è comprensibile ... Prendete cocoon per esempio. Avete ben visto che appena Vesubia ha parlato di "ovisacco", moltissimi di voi l'hanno adottato perchè è valido come termine e inoltre è frequente nella letteratura italiana, pur mantenendo però "cocoon" in ambiti di allevamento, perhè quello è il termine riconosciuto in Europa per gli ovisacchi.... Collecting o legspan sono ancora diversi! E molto diversi!! Claudio in una sua mail di qualche giorno fa mi faceva notare una cosa interessante (e che ci dovrebbe far riflettere)... agli entomologi il legspan "degli aracnofili" non interessa (ecco perchè non ha nome) cito... "...leg-span che è concettualmente sbagliato (la lunghezza delle zampe si calcola misurando segmento per segmento e paio per paio di zampe; consiste quindi di 4 serie di misure, non di un generico truc-e-branca). Figurati che certi aracnologi non solo non tengono conto della lunghezza approssimativa delle zampe, ma nemmeno di quella dell'opistosoma. Dicono, giustamente, che questa è influenzata dallo stato di sazietà o digiuno del ragno (negli Xysticus questo si vede molto bene). Forse la cosa più saggia sarebbe quella di accontentare un po' tutti dividendo le discussioni in due gruppi: l'uno più aracnologico (con relativa rigorosa terminologia) e l'altro più aracnofilo (con mantenimento della solita terminologia)..." Ecco questa, anche in vista di ciò che è venuto fuori da questa discussione, è un idea sensata. Impariamo a distinguere di cosa stiamo parlando. Credo sia fondamentale per un aracnofilo "evoluto" saper usare due registi diversi se sta parlando di faccende "aracnologiche" o se sta parlando di aspetti da "aracnofilo".... Se scriviamo di scorribande per i prati a cercar aracnidi da allevare e accoppiare collecting è bello... (d'altro canto anche sport è inglese). Se facciamo una scheda in cui descriviamo una tarantola (a fini divulgativi) è però sbagliato dire arrivano a 20cm legspan.... esattamente come va invece benissimo dire una T.blondi di 10cm legspan costa 30 Euro... Se ce la facciamo a imparare ciò potremo dire di aver preso il "meglio" delle due lingue e soprattutto aver imparato qualcosa che, sinceramente, credo sia molto importante... Matteo PS1: Rimane il problema spiderling.... [] Piccoli di ragno = ragnetti sembrerebbe al momento quello più logico e comprensibile per me! . E mi sa che non ne usciremo tanto facilmente... pulli è davvero carino, ma temo sia davvero troppo criptico... e poco diffuso tralatro. PS2: volendo tradurre legspan forse il "diametro" proposto da Fabio è quello più comodo e comprendibile, non credete? E' entomologicamente imprecisetto come lo è legspan tralaltro, ma possiede la stessa forza dell'omologo inglese. E' chiaro come il sole!![]. Ovvio che se fate una scheda scientifica la cosa va riconsiderata attentamente ma, d'altro canto, quanto vi chiedono come è grande il vostro ragno non dite forse "E' grosso così!" e fate il cerchio con gli indici e i pollici!?? Stessa cosa vale per il commercio,le mostre e l'uso comune in cui si vuol dare un'idea di massima delle dimensioni... quando comprate un ragno non ci si può mettere li col righello a misurare i tarsi, fare la somma, etc, etc.... º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`° ARACNOFILIA.ORG -amministratore º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`° Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Orion Inviato 19 Giugno 2003 Segnala Condividi Inviato 19 Giugno 2003 Sono d'accordo, vada per diametro, mi sembra il più intuitivo! Orion andrealorenzo.palotta@pirelli.com Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite NECRON Inviato 19 Giugno 2003 Segnala Condividi Inviato 19 Giugno 2003 Caro Matteo, non ho mai detto che la lingua inglese al contrario delle altre sia incontaminata, anzi, come hai tu sottolineato è proprio il contrario, in quanto più delle altre ha subito le influeze di cui parlavo. Volevo dire che nelle varie lingue sono entrati di prepotenza termini inglesi in quanto utilizzati dai paesi anglofoni, ma che ,se stiamo ad analizzare, hanno provenienze tutt'altro che anglosassoni: un esempio è il termine latino medium, utilizzato nel plurale media, considerato dai più inglese a tutti gli effetti in quanto pronunciato "midia" e non "media", la sua pronuncia naturale. Ma quanto naturale, visto che a sua volta potrebbe essere la storpiatura di qualche altro concetto più antico? Ciao Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite Francesco Inviato 19 Giugno 2003 Segnala Condividi Inviato 19 Giugno 2003 Vorrei fare una piccola considerazione: in ambito musicale (classico e operistico) gli anglofoni hanno adottato "in toto" la terminologia italiana, non si sognerebbero mai di tradurre parole come "moderato", "andante", "preludio" e via dicendo. Allora perché noi dovremmo tradurre termini inglesi che spesso sono intraducibili, se non con neologismi? Non siamo D'Annunzio noi, lui è riuscito a tradurre "garage" con "autorimessa" che era una parola completamente nuova per il vacabolario italiano di allora. Ciao, Francesco Ci sono più cose in cielo e in terra che nella tua filosofia... Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Danilo Inviato 19 Giugno 2003 Segnala Condividi Inviato 19 Giugno 2003 Quello che fanno i Francesi non è la tutela di chi non parla inglese, secondo me scaturisce da un orgoglio senza limiti. Alcune parole tradotte hanno senso in francese quanto le parole inglesi. Anche in Italia qualcuno si è reso ridicolo nella stessa maniera, traducendo, ad esempio, "directory" con "direttorio"! Che senso ha tradurre parole non comprensibili con parole altrettanto non comprensibili? I termini stranieri, in svariati casi rimangono, a mio parere, insostituibili, sia per resa di significato che per necessità di "internazionalizzazione". Ciao Danilo Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Paolo Inviato 19 Giugno 2003 Segnala Condividi Inviato 19 Giugno 2003 Secondo me bisognerebbe considerare il campo di applicazione dei termini in lingua: non si può negare che in campo scientifico la terminologia inglese è molto comoda, mi è capitato di leggere libri trattanti argomenti simili sia in italiano che in inglese e nonostante abbia della lingua solo una infarinatura liceale a volte questi ultimi sono davvero più chiari per la caratteristica di alcuni termini di racchiudere interi concetti. Invece in campo letterario difendiamo e godiamo del nostro bellissimo italiano che sicuramente non ha eguali!!! Ciao, Paolo. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nausea Inviato 19 Giugno 2003 Segnala Condividi Inviato 19 Giugno 2003 secondo me è interessante il discorso sulla linguistica francofona fatto da danilo: non mi venite a dire che non è ridicolmente patetico sentire parlare di logiciel al posto di sofware e di souris al posto di mouse. la terminologia tecnica, il neologismo nasce in un dato contesto socioculturale. voler decontestualizzare tale contesto è una forzatura: se il concetto di software (non intendo il singolo algoritmo intendo il concetto lato) si fosse sviluppato in ambito francofono allora mi starebbe bene ma visto che le cose sono diverse, voler fare le mosche bianche a tutti i costi mi pare poco serio. sia ben chiaro: io adoro la lingua italiana, sono ben contento che sia la mia madre lingua e ho le mie ragioni: ci consente di fare giochetti che in altre lingue risulterebber ben più 'primitivi', ma gente attenzione a non fondare una nuova accademia della crusca: esiste il buon senso per fortuna. ci sarà un motivo se quel bel ragno in cites rosso e nero si chiama brachypelma smithi e non brachypelma rossii, cosa ne pensate? per orionE: ma che ti ha fatto la lingua di messer 'scotilancia'? sì sono contusioni da pugno. e sì la cosa mi va benissimo. sono illuminato. Link al commento Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un membro per lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già registrato? Accedi qui.
Accedi Ora