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Dysdera e Segestria - allevamento


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Ospite data_morph

Per tornare alla Dysdera crocOta, aggiorno la situazione...

Il mio esemplare si è intelato verso il centro del fauna box con della torba anche, e si dimostra completamente inattivo....starà deponendo?O cosa stà facendo??

 

RAoul

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Ospite L. Mactans

Per rispondere a Migdan (scusa il ritardo, sono stato via) e tornando alle segestrie (tanto ormai sono coprotagoniste del topic, assieme a Dysdera): (1 non conosco le abitudini degli slings di S. senoculata, tuttavia quelli di sua cugina florentina sono abbastanza propensi al cannibalismo e se tenuti assieme in uno stesso contenitore ognuno si trova un suo cantuccio dove si fa una mini-tana tubolare, ma il primo che riesce a guadagnare terreno sugli altri (nel senso che per essersi nutrito di più si accresce prima dei fratelli) inizia a sbranarseli; penso che ciò in natura sia molto più improbabile perchè i piccoli si disperdono anche a notevoli distanze dal nido materno, tuttavia... (2 per quanto riguarda la tana come ha già spiegato Emix ci vuole molta pazienza e c'è molta variabilità da individuo a individuo; un'altra cosa importante che ho notato e che mi sono dimenticato di dire è che questi ragni preferiscono e ricercano per la tana fori con seconda uscita, o comunque lunghi e spaziosi: penso che siano assillati dalla paura di essere presi in trappola e stanati, per esempio dalle vespe (in realtà le vespe predano gli individui giovani... poi avviene il contrario!); questa "uscita di emergenza" rende spesso complicata la cattura di questa specie e non è affatto semplice "cavare un ragno dal buco!!!"

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Allora: acciocché non venga segato il topic per scarsa attinenza all'argomento originale parlo un po' di Dysdera. E' uscita dal suo bozzolo magra e affamata, ma senza muta né cocoon [:(!].

Ha aggredito un onisco più grande di lei quasi togliendomelo dalle mani, quest'ultimo per tutta risposta si è appallottolato e lei lo assedia da tre ore! Sembra proprio che la chiusura a riccio sia una difesa efficace anche contro i cheliceri della Dysdera, resta da vedere quanto durerà. La Segestria ha tessuto una bruttissima tela ad imbuto, scegliendo scientificamente il punto a mio avviso più stupido della costruzione di corteccia che le avevo preparato. L'ho lasciata per 24 ore in compagnia di una grossa Calliphora, che le ha passeggiato sulla tela più di una volta restando indenne. Bah, aspetterò ancora qualche giorno.

Che tipo di terrario allestite per gli slings?

 

Daniele Migliorini

migdan@tiscali.it

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Ospite emix73

terrario x gli sling di segestria?visto le loro dimensioni ti consiglio mini scatolette con altrettanto mini fori x l'aria!!!

x quanto riguarda il fatto ke nn abbia cacciato la preda ke gli hai messo sulla tela è tutto normale...è anke x questo ke a me avendo molti esemplari preferisco quando tessono la tela a lenzuolo,anke se nn è naturale x questi ragni xò è molto + comodo x cibarli.

vai tranquì ke komunque quando avrà fame e si sarà adeguata x bene mangera regolarmente,anke se in alcuni (rari x fortuna) casi se il digiuno dovesse prolungarsi e la vedessi particolarmente magra ti converrebbe stanarla,metterla in 1 scatoletta e darle 1 preda,intanto anke senza tela attaccano qualsiasi cosa capiti sotto 'chelicero'

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Ospite L. Mactans

Dysdera: anche a me capitava che mangiasse, si ritirasse inappetente per un pò e dopo di nuovo magra avesse ancora fame, è per questo che pensavo stesse aspettando il maschio...boh!

Segestria: effettivamente gli adulti non hanno assolutamente doti di architetti; pensa che una femmina che prelevai adulta da una bellissima tana infiltrata in una vecchia sarracinesca, messa in un super contenitore di mia progettacione, con fori e cunicoli, tessendo troppa seta ci si è incastrata dentro (non vi dico che gusto sfasciare tutto per salvarla, la deficiente!). Ad ogni modo una volta che è entrata in sintonia con la struttura (pazientemente ricostruita), se ne è innamorata e adesso vive felice, beata e... assatanata (ha sempre fame, anche quando è gonfia come un salvadanaio). Non escluderei che, se la tua è così inappetente, debba compiere un'altra muta (non si può mai sapere con le segestrie), deporre o attendere il maschio (quando le femmine adulte sono recettive e il maschio non arriva diventano proprio... svagate).

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Ospite emix73

hai toccato 1 tasto dolente...nn sai quante volte han perso zampe nella loro stessa tela,senza ke niente o nessuno le disturbasse...ma si può?comunque questo ho notato ke succede solo in cattività,a tutti gli esemplari ke seguo nelle mie solite zone nn son mai successe cose simili.ti è mai capitato di trovare in libertà segestrie senza arti?le mie,soprattutto a quelle + anziane a volte succede,senza motivi apparenti.

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Ospite L. Mactans

Effettivamente no, quelle adulte sono sempre in ottimo stato; alle volte trovo qualche maschio adulto tutto disastrato (ma si sa che a fare troppo il Dongiovanni...) oppure esemplari ancora giovani, spersi e sbocconcellati (ma in quel caso penso si tratti dell'attacco di qualche vespaccia).

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La mia Segestria florentina ha mangiato una mosca, anche se non davanti ai miei occhi, la senoculata ha brutalizzato un moscone (una Calliphora vomitoria grossa quasi quanto lei) pochi secondi dopo che l'ho messo nel suo barattolo. Dopo che l'ho separata dalla sua prole non ha più tessuto alcuna tela, sosta sotto un sasso a mo' di Dysdera salvo attaccare qualsiasi cosa le si pari innanzi. Gli slings hanno tessuto una grossa tela in comune, sulla quale si muovono continuamente senza infastidirsi. Attaccano le Drosophile anche in più d'uno e le succhiano dividendole salomonicamente. Questi comportamenti calzano molto poco con quello che mi dite delle vostre esperienze con S. florentina, e sta di fatto che dopo quattro mesi di cattività di una femmina adulta e una ventina di giorni che tengo gli slings devo ancora vedere una tela a imbuto. Mi chiedo dove sia l'inghippo: posso avere sbagliato a classificare il ragno (ma vale quello che ho detto qualche giorno fa a proposito dell'attentissima osservazione allo stereomicroscopio di tutti i particolari diagnostici della specie, o come minimo del genere) oppure Segestria senoculata è una specie poco conosciuta, come dice Guido, e assimilarla troppo a S. florentina, come fanno tutti i testi cartacei e "internetici" che ho trovato, è un errore? Vi rinnovo la proposta di prendere qualche sling, domani comincerò a dividerli in scatolette singole, ma ne ho contati almeno una quarantina e non credo di poterli tenere tutti!

 

Daniele Migliorini

migdan@tiscali.it

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La mia esperienza è limitata all'esemplare che allevo in questo momento: non è una crocota, sembrerebbe decisamente una erythrina, è molto piccola (non più di 1,5 cm legspan), ma devo dire che dopo un paio di settimane di ambientamento ha perso ogni timidezza e attacca gli Onischi appena li introduco del suo barattolo. Posso dirti che cerco di tenere l'umidità molto alta, e la sua attività dipende fortemente dal grado di idratazione. Per distinguere i due sessi valgono le regole note per la Segestria: il maschio ha l'addome più fine, oltre ovviamente ai palpi rigonfi. Per ora è tutto quello che so, ma intendo approfondire la conoscenza di questo ragno.

 

Daniele Migliorini

migdan@tiscali.it

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Ospite L. Mactans

Per quanto riguarda gli slings di Senoculata, sei sicuro che non ti convenga aspettare a dividerli, visto che sono così comunitari? Siamo distantini, ma spero che in futuro capiterà l'occasione di incontrarci. Al momento a parte Segestria non ho altri ragni interessanti, ma potrei sdebitarmi con dei lepidotteri (mia passione principale): Saturnia pavonia, Arpia, baco da seta, Orgyia antiqua,...(ho scritto qualcosina nella sez. insetti)... eppoi sarei proprio curioso di vedere 'sta Segestria senoculata!

Per quanto riguarda Dysdera, come si fa a classificare le varie sottospecie? Io ho presente solo D. crocota...

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Carissimo Guido, ti rispondo tre minuti dopo la mia consueta prova-stereoscopio! Sono un biologo e sto svolgendo una tesi di dottorato sull'anatomia del palato dei Topi domestici, e così sfrutto l'attrezzatura messa a disposizione dall'Università anche per i ragni. Sto aspettando da un giorno all'altro una fotocamera digitale da applicare al mio mitico stereomicroscopio Wild, che mi permetterà di ottenere immagini davvero dettagliatissime. Per ora purtroppo ti devi accontentare di quello che ti riferisco: il mio cacciatore di Onischi è un Disderide, ma non appartenente al genere Dysdera, bensì al genere Harpactea, e alla specie Harpactea rubicunda.

A quel che mi risulta (la mia fonte è il Roberts "Field guide spiders") La famiglia Dysderidae consta, almeno nel Nord-Europa, non so se da noi ci sono delle differenze, di due generi comprendenti due specie ciascuno: Dysdera (crocota ed erythrina) e Harpactea (hombergi e rubicunda).

Ti riassumo le chiavi dicotomiche per procedere al riconoscimento:

 

1. Carapace rosso-marroncino. Lunghezza corporea dell'adulto 7-15 mm ->2

Carapace marrone scuro-nerastro. Lunghezza corporea dell'adulto 5-7 mm ->Harpactea hombergi

 

2. Cheliceri di dimensioni cospicue, proiettati in avanti e divergenti. Il femore del quarto paio di zampe presenta 0-3 spine prossime alla base del femore stesso ->3

Cheliceri di dimensioni più ridotte. Il femore del quarto paio di zampe presenta 8-10 spine -> Harpactea rubicunda

 

3. Il femore del quarto paio di zampe presenta 1-3 spine prossime alla base -> Dysdera crocota

Il femore del quarto paio di zampe non presenta spine -> Dysdera erythrina

 

Dunque temo che tutte le mie affermazioni riguardo al carattere non poi così timido della Dysdera perdano ogni valore, in realtà la mia assassina di porcellini di terra appartiene ad un genere diverso, probabilmente è adulta e non avrà mai i cheliceri mostruosi che in foto mi avevano tanto fatto desiderare questo ragno. [xx(] Peccato.

Per quanto riguarda gli slings di senoculata te li porto entro la fine di maggio, promessa solenne.

 

Daniele Migliorini

migdan@tiscali.it

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Ospite vesubia

Caro Migdan,

a parte alcune specie descritte recentissimamente e non presenti nella checklist delle specie italiane, in Italia abbiamo i seguenti Dysderidae:

Dasumia con 3 specie

Dysdera con 25 specie

Harpactea con 17 specie

Harpactocrates con 2 specie

Harpassa con 1 specie

Parachtes con 7 specie

Rhode con 3 spacie

Stalita con 3 specie.

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Ospite L. Mactans

Daniele ti ringrazio moltissimo della disponibilità e dunque, sebbene non metta in dubbio quanto aggiunto da Vesubia, mi verrebbe da dire che quella che ho trovato l'anno scorso fosse una Dysdera: di circa 1,5cm con cefalotorace e zampe rossicci, opistosoma gonfio e giallo, cheliceri potenti e molto sviluppati (due piccole zanne!)... altro non ricordo.

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Quindi dire che le chiavi dicotomiche del Roberts offrano un contributo riduttivo è tenersi stretti... non immaginavo che fosse così riduttivo! In ogni caso mi sono state preziose per capire che la mia non è una Dysdera, e comunque, visto che presenta tutti i caratteri descritti per H. rubicunda, non penso possa discostarsi di molto da quest'ultima specie.

Per mia informazione, però, volevo chiedere gentilmente a vesubia dove è possibile reperire la checklist del prof. Pesarini di cui gli letto fare menzione a propostito della questione su Dolomedes italicus, ed eventualmente, Claudio, un testo o magari anche una serie di testi che mi permettano di approfondire le mie cognizioni sul panorama dell'aracnofauna nostrana. Basandomi sul Roberts, in effetti, per quanto riguarda i Segestridae mi è andata di lusso: un genere e tre specie in Gran Bretagna e Nord-Europa, medesima situazione da noi, tutt'al più c'è un po' da questionare sulle massime dimensioni riportate per ciascuna specie, che in Italia sono sicuramente maggiori per via del clima, e invece per i Dysderidae guarda che discrepanza! Calcolando che afferisco regolarmente ad un dipartimento di Biologia Animale, potenzialmente avrei accesso agli articoli full-text di parecchie riviste scientifiche online, ma le medline che uso io trattano di tossicologia e di mutagenesi, zoologia praticamente nix. Quali sono le maggiori riviste che pubblicano le questioni di classificazione degli Aracnidi (quelle per cui D. crocata si trasforma all'improvviso in D. crocota, tanto per capirci [:D])?. Un'ultima postilla, sempre per Claudio, mi scuso se va fuori tema: che tecnica usi per maneggiare quei fetentoni dei biacchi? Ogni volta che ci ho provato, sia che fossero neonati (che bella la forma giovanile!), subadulti o pseudoanaconda, sia che appartenessero alla classica forma verdastra che a quella melanica ho ricevuto soffi, minacce e tentativi di morso!

 

Daniele Migliorini

migdan@tiscali.it

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