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Una nuova specie di Euscorpius dall'Italia


giogio80
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Sono lieto di informarvi che una nuova specie dall'Italia è stata descritta, Euscorpius parthenopeius!

E' descritta dalle aree intorno al Golfo di Napoli, comprese le isole e Napoli città.

Con questa descrizione le specie in italia salgono a 12.

 

 

Referenze:

 

Tropea, Parmakelis, Sziszkosz, Balanika and Bouderka. 2014. A new species of Euscorpius Thorell, 1876 from Naples Province, Italy (Scorpiones: Euscorpiidae). Euscorpius, 182: 1-12.

 

L'articolo può essere letto e scaricato quì: http://www.science.m...s/p2014_182.pdf

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Che bella notizia!

 

Abbiamo raggiunto la Grecia come numero di specie di Euscorpius anche se sono sicuro che presto verremo superati (e di brutto!)

 

Avevo letto l'articolo già ieri sera, appena me l'aveva mandato l'editore. Altissima qualità, come sempre!

 

 

Le maggiori curiosità sono:

 

1) c'è un altro autore italiano?

 

2) la questione normativa appare abbastanza intricata. Se Euscorpius carpathicus ilvanus dovesse venire confermato a tutti gli effetti come un sinonimo di un'altra specie (ad esempio E. concinnus), i 3 paratipi delle isole napoletane non rischierebbero di avere la precedenza nomenclaturale?

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Grazie, a tutti ragazzi.

 

Si abbiamo ri-raggiunto la Grecia...come ti ho detto la situazione è in alto mare "ovunque".

 

 

1) Si e l'ultimo.

 

2) Assolutamente no! Io conosco questa forma da un bel pò, secondo te non ho calcolato tutto? ;) Anche nell'articolo è implicitamente spiegato.

Come scritto nell'articolo, in questa sottospecie ci sono dentro almeno tre specie diverse; E. sicanus, E. concinnus ed E. parthenopeius. Qest'ultimo con soli 3 esemplari su 79 degli E. c. ilvanus ed è il più lontano anche geograficamente, a limite si potrebbe obbiettare sul fatto che ilvanus deriva da Ilva= Elba, quindi sarebbe dovuto essere un sinonimo di E. concinnus, ma gli esemplari da questa isola sono di gran lunga minori degli esemplari di E. sicanus di tutte le altre isole da dove è stato descritta questa forma.

E. c. ilvanus ha un lectotipo, quindi si farà riferimento a quello, che non è altro che un E. sicanus complex. Secondo il codice internazionale in questi casi il primo autore che revisione una determinata forma può scegliere un esemplare tipo la dove non fosse stato indicato dall'autore originale, logicamente dovrebbe essere fatto con una certa logica; le opzioni più logiche erano appunto mettere un esemplare tipo da Elba, in modo che riprende il nome, o un esemplare che rispecchia la maggior parte degli esemplari sintipi, come in questo caso. In verità io non so per quale motivo Di Caporiacco ha incluso questi esemplari, lui che ha fatto sottospecie per un niente, lui stesso disse che era perplesso.

Può sembrare una situazione complicata per chi non conosce bene la storia di queste forme ed il codice internazionale della nomenclatura, ma alla fine è abbastanza semplice...l'E. parthenopeius non è in pericolo perche è una specie differente sia dagli esemplari da Elba che delle altre isole dell'Arcipelago Toscano. ;)

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Per quanto riguarda il discorso nomenclaturale, la mia domanda spiegata nel dettaglio era questa:

 

un autore descrive una specie (o sottospecie, nel caso di L. Di Caporiacco) che per comodità chiamiamo (sotto)specie X, basandosi su un grande numero di esemplari tipici (sintipi, immagino che fossero in questo caso) ma dopo anni viene notato che in realtà tutti questi esemplari appartengono a 3 specie diverse: A, B e C.

 

Il nome della sottospecie originale prende il nome da un'isola da cui provengono un buon numero di esemplari, ma non tutti.

Quelli di questa isola appartengono alla specie A (descritta prima della sottospecie X). A rigor di logica, come giustamente hai detto, il primo autore che ha revisionato questi esemplari doveva (se voleva assegnarlo) designare come lectotipo un esemplare di quell'isola. In modo abbastanza impreciso invece ha designato come lectotipo un esemplare di un'altra isola, che, per complicare ancora di più il quadro, appartiene in realtà alla specie B (descritta prima della sottospecie X).

 

Alla fine quindi succede che tutti gli esemplari tipici (eccetto tre) della (sotto)specie X sono a tutti gli effetti esemplari delle specie A o B.

 

Quindi, si potrebbe dire che X è sinonimo di A. Ma anche che X è sinonimo di B.

Si dovrebbe mettere più precisamente che X è sinonimo di A e B "in part".

 

 

Restano i 3 esemplari della specie C che essendo dei sintipi sono formalmente (già) della (sotto)specie X.

Risultando quei 3 una specie valida a sé stante rispetto ad A e B, appartengono ad una terza specie C, che è sinonimo di X. Ma siccome C, a differenza di A e B che sono state descritte prima di X, è stata invece descritta dopo, come fa la specie C a non chiamarsi X?

 

Detto in altri termini, X è sinonimo di A; X è anche sinonimo di B; ma come fa X ad essere sinonimo di C e non viceversa?

 

 

Quello che mi chiedo è quindi se il nome "ilvanus" (X) non dovrebbe essere ufficialmente soppresso per liberare il posto per un nuovo nome. :)

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Il nome della sottospecie originale prende il nome da un'isola da cui provengono un buon numero di esemplari, ma non tutti.

Quelli di questa isola appartengono alla specie A (descritta prima della sottospecie X). A rigor di logica, come giustamente hai detto, il primo autore che ha revisionato questi esemplari doveva (se voleva assegnarlo) designare come lectotipo un esemplare di quell'isola. In modo abbastanza impreciso invece ha designato come lectotipo un esemplare di un'altra isola, che, per complicare ancora di più il quadro, appartiene in realtà alla specie B (descritta prima della sottospecie X).

 

Allora, in verità gli esemplari X della specie A da cui prende il nome sono solo 9 su 79!

Penso sia questo il motivo per cui chi ha assegnato il lectotipo non lo ha preso da questa isola, oltre al fatto che pochi fanno come me e cercano l'etimologia su dizionari di latino e greco antico (soprattutto gli studiosi stranieri che a quanto ho capito masticano molto poco il latino).

 

 

Alla fine quindi succede che tutti gli esemplari tipici (eccetto tre) della (sotto)specie X sono a tutti gli effetti esemplari delle specie A o B.

 

Quindi, si potrebbe dire che X è sinonimo di A. Ma anche che X è sinonimo di B.

Si dovrebbe mettere più precisamente che X è sinonimo di A e B "in part".

 

 

No, è sinonimo di B e poi di A e C in part a livello informativo, ma ufficialmente X è sinonimo di B; Cioè ti viene detto che in passato è stato chiamato anche in quel modo ma al momento lo stato di X è abolito perche parte della specie B.

 

 

 

Restano i 3 esemplari della specie C che essendo dei sintipi sono formalmente (già) della (sotto)specie X.

Risultando quei 3 una specie valida a sé stante rispetto ad A e B, appartengono ad una terza specie C, che è sinonimo di X.

 

No! C non è sinonimo di X, ma è X che è sinonimo di C in part! Sembra una stupidagine ma cambia molto il concetto!

 

 

 

Ma siccome C, a differenza di A e B che sono state descritte prima di X, è stata invece descritta dopo, come fa la specie C a non chiamarsi X?

 

Perche il lectotipo è stato già assegnato per B!

Se, stupidamente, a suo tempo qualcuno assegnava il lectotipo ad uno di quei tre esemplari di C, allora si essi sarebbero stati chiamati X.

Tuttavia, chi dopo studiando la questione si fosse accorto che era stata una stupidata assurda, avrebbe potuto presentare la questione al giudizio insidacabile dell' ICZN. Perche? Perche il codice internazionale di nomenclatura dice che non si deve per forza mettere un neotipo o un lectotipo, ma solo se ce ne sia il bisogno e soprattutto deve esser fatto secondo alcuni criteri di logica e buon senso.

 

 

Detto in altri termini, X è sinonimo di A; X è anche sinonimo di B; ma come fa X ad essere sinonimo di C e non viceversa?

 

Allora, come detto prima, solo a scopo informativo X è sinonimo di A ed C, perche a livello specifico è sinonimo solo di B. Perche?

Semplicemente perche, come spiegato in precedenza, il lectotipo (e quindi i paralectotipi) di di X sono stati assegnati dal primo autore alla specie B, quindi A e C sono "libere" e possono essere descritte come specie differenti. E' logico che tre specie differenti non possono avere un solo nome, quindi è normale che se ne deve scegliere una sola specie tra A, B e C (con una certa logica e non con furbizia o incuranza!).

Una volta scelta questa specie (in questo caso B , le altre due possono essere descritte come nuove specie o sinonimizzate con specie già esistenti ( come nel caso di A che al momento è E. concinnus)

 

 

Quello che mi chiedo è quindi se il nome "ilvanus" (X) non dovrebbe essere ufficialmente soppresso per liberare il posto per un nuovo nome.

 

Non si sopprime mai un nome, lo si può sinonimizzare, rendere nome dudio ecc. Perche? Perche come spesso accade quello che uno studioso a fatto o fa oggi potrebbe essere sbagliato e cambiato in fututo, e quindi quel nome magari diventa valido.

Es. la specie da cui è stato scelto il lectotipo è oggi considerata B, ma in realtà potrebbe risultare essere una specie differente e quindi automaticamente si chiamerebbe X, o ancora, magari in futuro decidono che tutte queste specie in verità sono una sola e quindi si chiamerebbe A o B.

 

In realtà la questione torbida non è tra X e C, perche è palese la situazione (anche se ti sono ventuti dubbi che francamente non capisco, in quanto situazione ben chiara), ma tra X e A in quanto porta il nome dell'isola (attenzione però, questo vuol dire poco, ci sono casi di specie che si chiamano in un modo che non centra nulla con la propria diffusione). Es. se A si rivelasse essere una nuova specie come si dovrebbe chiamare? Allo stato attuale delle cose D. Ma il dubbio che fosse giusto abolire il lectotipo (che ricordo ha il valore di un neotipo e quasi di un olotipo) e chiamarlo X potrebbe essere plausibile (per fare questo si deve presentare la proposta al ICZN o ldovrebbe essere ben chiaro che la scelta del lectotipo è stata fatta con incuranza, es. prendere un esemplare a caso di una popolazione a caso che non centra niente con la descrizione originale o sulla gran parte degli esemplari sintipi). Deve esser tenuto presente che il lectotipo dovrebbe essere assegnato scegliendo un esemplare che ha le caratteristiche tipo della maggior parte degli esemplari sintipi, nel caso di X questo è stato fatto, perche solo 9 esemplari vengono dall'isola che da il nome ad X.

Tuttavia con tutto il rispetto di chi ha studiato prima di noi la tassonomia, ma se che descrive una nuova forma fa gravi errori come includere tre specie ben distinte in una sola (X), e non assegnare un esemplare tipo, e dare un nome sinceramente sbagliato (perche la forma è stata descritta da buona parte dell'Arcipelago Toscano non solo da Elba), noi possiamo incasinarci fino ad un certo punto!

 

E' una questiona abbastanza chiara, con delle zone "torbide" tra A, B e X e non tra loro e C.

La situazione può sembrare particolarmente complicata per chi non conosce bene la situazione e le questioni del codice nomenclaturale, ma io in passato ho già avuto a che fare con queste problematiche, mi sono confrontato con diversi studiosi, ed indirettamente anche con un membro del ICZN, oltre al fatto che ho letto diverse volte le parti d'interesse del codice, certo molte volte anche studiosi con esperienza hanno dubbi su certe situazioni a causa dell'incuranza di motli altri autori.

Es. una situazione difficile è stata quella che riguardava E. tergestinus ed E. aquilejensis, perche uno studioso assegnò un neotipo in modo un pò scontato, sbagliando dando diversi problemi di gestione. A causa di questi problemi nomenclaturali, al modo di descrivere e di revisionare molte forme ne ho perso di tempo!

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