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Ciao a tutti! Conosco il Forum da anni e ne leggo spesso i contenuti, ma solo oggi mi sono iscritta :)

I ragni sono i miei preferiti da sempre, da quando ero bambina.

Studio Biologia ed è giunto il momento di sostenere l'esame di Etologia e, ovviamente, svilupperò una presentazione in power point sui miei animaletti preferiti. Purtroppo però su internet le informazioni scarseggiano e temo sempre che non siano veritiere. L'anno scorso ho acquistato 'I ragni' (Yves Sciama), volevo un vostro parere su questo libro.

E poi ancora un'altra cosa: mi consigliate di sviluppare una presentazione generale sull'etologia dei ragni oppure su una specie? ma farla su una specie non è riduttivo? non so... ditemi tutto :)) GRAZIE

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Secondo me, è difficile generalizzare l'etologia dei ragni, perché fanno tutto e il contrario di tutto.

L'unico comportamento comune, forse, è la costruzione di ragnatele, ma con tecniche diverse e per finalità diverse.

Forse ti conviene concentrarti su una specie, o, quanto meno, su una famiglia; nell'ambito di una famiglia trovi comportamenti abbastanza uniformi.

Oppure, potresti fare un lavoro di comparazione tra comportamenti di diverse famiglie e sottolineare le differenze ....

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Benvenuta!

 

Come detto da Luigi, farla a livello generale sarebbe dispersivo, parleresti di tutto e niente proprio perché il comportamento delle varie specie differisce in modo notevole e non credo che sia fattibile confrontare i tratti biologici ed etologici messi in atto anche solo a livello delle diverse famiglie.

 

In realtà, concentrandoti su una famiglia o su una specie, hai solo l'imbarazzo della scelta. Dal criptismo e il comportamento di attesa dei Thomisidae per catturare le prede sui fiori, alla ragnatela subacquea di Argyroneta aquatica, a ragni che adescano girini pattinando sull'acqua (Dolomedes), ai getti di colla dei ragni del genere Scytodes, ai ragni del genere Argyrodes che si comportano da cleptoparassiti nelle tele di altri ragni, a quelli del genere Ero e Mimetus che sfruttano un mimetismo aggressivo (di base comportamentale, si fingono prede) per nutrirsi di altri ragni. Dipende tutto dalla tipologia di lavoro che vuoi fare, da quante pagine hai a disposizione e, eventualmente, dal canovaccio e dai consigli da seguire che ti ha dato il professore.

 

Purtroppo, cosa da non sottovalutare, nei ragni le capacità di apprendimento sono praticamente nulle, come anche la socialità e le cure parentali. E questi aspetti, spesso, sono preponderanti e al centro dell'etologia, più di comportamenti innati e istintivi che, per quanto complessi in sé, mostrano poca duttilità di fronte a situazioni diverse. Nei ragni gli stimoli esterni vengono affrontati da una medesima specie in modo molto omogeneo, al contrario di quanto potrebbe avvenire in un mammifero o un uccello, dove esemplari della stessa specie mostrano tendenze comportamentali e di risoluzione di un problema spesso assai diverse e vi sono capacità di apprendimento notevoli. Ti consiglio a tal proposito di capire "come la pensa" il tuo professore, se banalizza il comportamento istintivo (in tal caso non ti conviene fare una tesina sugli aracnidi) o se è affascinato per i livelli di complessità che può raggiungere.

 

Il libro che citi non è il massimo, pensa solo che l'autore ha pubblicato lo stesso libro due volte anagrammando il suo nome (Sciama - Masiac) probabilmente perché il suo testo non aveva una grande fama. Mi ricordo che gli ho dato solo un'occhiata veloce, forse per un neofita ci sono informazioni utili ma è anche vero che presenta svariati errori.

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GRAZIE a tutti voi... uhm, sono un pò scoraggiata.. io credo che il prof. ci lasci libera scelta.. lui comunque è un grande appassionato di insetti sociali..

Sono scoraggiata perchè credevo di poter parlare di cure parentali. Scusate ma NON si considerano cure parentali quelle, per esempio, dei Lycosidae? oppure come custodisce le uova Cyrtophora citricola ora mi viene in mente (che tra l'altro avevo nel mio giardino e ogni giorno andavo a porgerle i miei saluti^^).

Riguardo alla socialità, ho letto dell'esistenza di ragni SEMi-''sociali'', se così si può dire, che costruiscono grandi tele, ma sicuramente non si può parlare di collaborazione :)

Buh, non so come andrà, ma io questa presentazione di max 15 minuti in power point (che sarebbe dunque il mio argomento di partenza per sostenere poi l'esame) la voglio fare. Ci provo!! Ci penso un pò.. Leggo qualcosa e poi decido quali argomenti trattare.

I miei colleghi che hanno già sostenuto l'esame hanno fatto la presentazione sul gatto, sul cane della prateria, delfino, ape, licaone... Io amo i ragni e, secondo me, potrebbe uscire un bel lavoro, diverso dai soliti sui mammiferi o sulle api .. però ho bisogno anche del vostro aiuto e della vostra preparazione e dei vostri consigli :) grazie grazie grazie :)

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Sì, sono cure parentali ma, rispetto ad altri animali, nei ragni sono molto elementari e spesso si limitano al solo occultare/custodire l'ovisacco o, come nei Lycosidae che hai citato, al trasporto dell'ovisacco e dei piccoli sull'addome. Ci sono casi più peculiari (in alcuni Amaurobius i piccoli appena nati si nutrono della madre dopo la schiusa dell'ovisacco) ma sono piuttosto rari. Anche la subsocialità, come hai scritto anche tu, spesso si limita al condividere una stessa ragnatela, cacciando e nutrendosi assieme di una medesima preda.

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ok, ti ringrazio di cuore. Ma esiste un buon libro sull'etologia dei ragni?

La costruzione della tela è sempre un comportamento complesso, pur se innato.

Tutti i rituali di corteggiamento ai fini della riproduzione per stemperare l'aggressività della femmina. Sono o non sono interessanti dal punto di vista etologico questi comportamenti? :)

 

 

Da qualche parte ho letto che una componente del forum aveva intenzione di inserire una scheda su Lycosa tarentula, con sezione etologica.. ma non la trovo. Il topic risale al 2003 :)

Essendo io tarantina, potrei seriamente prender in considerazione il fatto di sviluppare la mia tesina su Lycosa tarentula, ma non trovo nulla sull'etologia. uf, la vedo dura..

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Se mastichi bene l'inglese, è pieno di articoli validi consultabili sul web... Libri in italiano in merito, scientificamente validi, che io sappia non ce ne sono.

 

Massù, fai una tesina su Rhomphaea, preda altri ragni stuzzicando la tela e fingendosi una preda. E poi puoi dire che il genere Argyrodes, strettamente correlato, vive da commensale e cleptoparassita su tele di altri ragni e si è evoluto da antenati che avevano lo stesso comportamento delle Rhomphaea odierne. Ma sfruttare l'ospite e nutrirsi delle prede sulla tela è più convieniente che nutrirsi dell'ospite stesso e la selezione ha premiato quel comportamento più vantaggioso. Forse però è un po' complicata come cosa...

 

Sui Lycosidae non sono molto pratico, Carlo (00xyz00) e Luigi (elleelle) sono molto più interessati a tale famiglia e magari possono esserti di aiuto.

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L'etologia di Lycosa tarantula (a proposito, è L. tarantula e non L. tarentula. Purtroppo sul web ci sono molti errori in merito alla nomenclatura) non è cosi interessante come quella di altri generi o specie. E' una specie abbastanza statica vivendo in attesa nel suo cunicolo, aggressiva verso le prede una volta riconosciute come tali ma paurosa e timida generalmente. Il corteggiamento è peculiare ma non cosi curioso e le "cure parentali" sono molto passive non prevedendo comportamenti particolari della mamma. Se la presentazione ha una durata limitata (hai detto 15 minuti) io mi concentrerei su un singolo comportamento di una specie o un genere. Inutile fare grosse cose se poi non riesci a spiegarle in breve, 15 min passano velocemente. Ad esempio potresti pensare ai doni di nozze in Pisaura sp. o ai rituali di corteggiamento di qualche Salticidae. O alle tecniche di cattura di Atypus o di Cteniza e Nemesia. Piergy poi ti ha gia fatto molti esempi utili e interessanti.

 

Certo, sarebbe preferibile fare anche qualche osservazione personale da cui partire con il lavoro e non basarti solo su quello che può dirti un appassionato o un libro. Non credi? :)

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Mi sembra che potrebbe andare bene la Cyrtophora citricola, dato che la conosci, e esprime un certo grado di socialità. Depone diversi ovisacchi in tempi successivi e i neonati di varie età spesso convivono sulla stessa ragnatela nella "colonna" degli ovisacchi. Poi, molti di loro si fanno una piccola tela personale all'interno della tela monumentale della madre, che li tollera anche quando sono grandi la metà di lei. Se aggiungi il comportamento dell'Argyrodes, del quale la Cyrtophora è uno degli ospiti preferiti, tanto che costruisce addirittura il proprio ovisacco dentro la sua grande tela, il gioco è fatto.

Le megastrutture della Cyrtophora mi fanno pensare a certe ville dove convivono tante persone con ruoli e interessi diversi.

 

Se ti servono delle foto, qualcosa ce l'ho io .... :)

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Forse perchè sono in qualche verso coinvolto, ma un argomento non troppo vasto e con bibliografia non difficile da reperire è quello dell' "orientamento" (eventualmente limitato al solo orientamento bussolare o astronomico) nei Lycoside. Se ti occorre una dritta per la ricerca bibliografica mi puoi contattare. Non per smentire Piergy, ma i Lycosidi sono in grado di "imparare" nuove direzioni di fuga e di memorizzarle. Le generalizzazioni non vanno mai bene.

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Grazie Paolo della correzione. :)

 

In effetti, sebbene non abbia letto documentazione in merito, credo che anche altre famiglie come Salticidae o Ctenidae siano in grado di apprendere. Nella frase di prima generalizzavo troppo ma intendevo solo dire che, rispetto ad altri animali (molti mammiferi o uccelli... Ma anche cefalopodi o insetti come le blatte), le capacità di apprendimento sono più limitate.

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Comportamenti in qualche modo riconducibili alla socialità, si possono riscontrare anche in alcune specie di migali, tanto in cattività quanto in natura.

L'espressione " in qualche modo" non è casuale, dal momento che non si tratta di nulla più che degli atteggiamenti già sommariamente descritti da piergy:

tolleranza più o meno prolungata dei piccoli nati da parte della madre e degli stessi piccoli tra di loro, nonchè, il relativo comune nutrimento per mezzo di prede uccise dall'adulto o dall'adulto insieme agli spiderling; sempre all'interno della famiglia Theraphosidae, vi sarebbe da riportare qualche altro caso "pseudo sociale" più particolare di quelli citati, ma non credo possa interessarti e, oltretutto, penso sia inutile mettere troppa carne al fuoco :)

 

ciao!

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Ragazzi siete fantastici. Mi state davvero aiutando. Intanto io ho girato per quache libreria, ma non c'è nulla. Sarebbe tutto eventualmente da ordinare. Però intanto mi sono procurata il 'Dizionario di Etologia' anche se, purtroppo, è fotocopiato e la collega che me l'ha prestato non ha fatto stampare la prima pagina, quindi non so chi sia l'autore, roba da matti certa gente come faccia le cose resterà per me un mistero :S Ho dato uno sguardo e ci sono specifici riferimenti riguardo all'alimentazione, al corteggiamento, alla 'pre-socialità' , alle cure parentali, alla trofallassi, alla tanatosi. Quindi, direi che sono molto contenta, posso iniziare a pensarci su. Io direi che la miglior cosa è fare una presentazione in generale sui vari comportamenti per cercare di capire e apprezzare i nostri simpatici amici e poi di ciascun comportamento riportare gli esempi più 'bizzarri'.

E' vero che i miei colleghi hanno preso singole specie quali ripeto delfino, polpo, cane della prateria, api, termiti, elefanti, ciclidi, formiche analizzando i vari aspetti etologici, ma è vero anche che prender una sola specie di ragno potrebbe esser riduttivo e mi dispiacerebbe poi tralasciare tutte le particolarità delle altre.

Ma un approccio evolutivo? Posso trovarlo da qualche parte?

 

Grazie di cuore veramente.

Arianna, Aragna :)

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