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FabioDV

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Tutti i contenuti di FabioDV

  1. Non preoccuparti! Spesso c'è una grossa differenza "caratteriale" tra esemplari della stessa specie. Unica cosa, 55% di umidità per Pterinochilus murinus "Usumbara" è un po' pochino. Fabio De Vita
  2. FabioDV

    curiosità

    Piccola correzione... ora si chiama Theraphosa apophysis. [] Fabio De Vita
  3. Qualsiasi parola risulterebbe troppo piccola per esprimere il mio dolore... Addio Amico... Addio Maestro... Fabio De Vita
  4. Ok tocca a me... [] Allora, diciamo che in Italia c'è una cattiva interpretazione del CITES sui ragni... Il Corpo Forestale dello Stato VUOLE il certificato CITES per ogni esemplare di Brachypelma venduto o ceduto... In realtà la legge parla diversamente... Nell'articolo 9, paragrafo 4, si dice che la circolazione degli esemplari inseriti nell'appendice "B" (quello delle Brachypelma) che circolano all'interno dell'Unione Europea non hanno bisogno del documento che accompagna ogni esemplare e che basta un certficato di nascita in cattività in un paese dell'Unione Europea per la loro cessione o vendita. In Germania per esempio si fa semplicemente un'autocertificazione dell'allevatore, ma spesso non viene fatto nemmeno quello perchè ormai il 99,99% delle Brachypelma che circolano in Europa sono nate in cattività. Il CTES (inteso come documento) è considerato necessario per la legge solo in caso di esportazione o importazione degli esemplari in o da un paese non aderente all'Unione Europea. La materia CITES in Italia oggi, per come è interpretata, (tralasciando per un attimo la legge che vieta gli aracnidi) mette in serissima crisi gli allevatori perchè per gli esemplari in CITES la nascita deve essere denunciata con l'esatto numero dei piccoli e questo numero deve essere aggiornato in caso di decessi... questo è plausibile per una covata di 20/30 serpenti, ma decisamente difficoltoso in caso di una covata di Brachypelma che per la stragrande maggioranza delle volte supera i 500 piccoli... Io personalmente per questo motivo non ho mai riprodotto Brachypelma... Interpretata in questo modo la normativa CITES non fa altro che scoraggiare gli allevatori a riprodurre questo genere di ragni e va ad intaccare lo scopo primario della normativa stessa che è quello di preservare gli animali nel loro ambiente naturale. Dopo il chiarimento della legge sulla detenzione degli aracnidi, l'allineamento dell'Italia alla normativa dell'Unione Europea del CITES sulle Brachypelma sarà un passo che sicuramente cercheremo di affrontare... [] Fabio De Vita
  5. FabioDV

    Auguri a tutte le donne!!!

    Ok vedo di procurarmi una web-cam! [] Aracnofilia dream men rules!!! [][:X][][:X][] Fabio De Vita
  6. FabioDV

    Auguri a tutte le donne!!!

    Tanti auguri a tutte le donne del forum!!! [:10][:10][:10] Fabio De Vita
  7. Ciao, purtroppo avete toppato tutti... [] Sicuramente non è un Reduvius personatus, ne tantomeno un Reduvidae... Credo proprio sia un Leptoglossus occidentalis della famiglia dei Coridae, non è una specie endemica ed è originario dell'America settentrionale. E' chiamato volgarmente cimice delle conifere perchè appunto su nutre succhiando i semi e i germogli di diverse specie di conifere. Questa è la mia teoria ma posso anche sbagliare... [] Fabio De Vita
  8. Nulla di inventato... in realtà quella parte dei tarsi dei ragni non è adesiva, ma i fittissimi e microscopici peli che hanno fanno attrito anche con le microporosità del vetro che ad occhio nudo sembra perfettamente liscio. Fabio De Vita
  9. FabioDV

    No comment

    Interessante interpretazione... Selenotypus plumipes è una specie endemica del Queensland quindi il fatto di volerla proteggere è sicuramente dovuto al fatto che gli "aracnofili" australiani li vanno a prendere in natura... Basta un tour "fuori città" per trovarne degli esemplari quindi dubito fortemente che siano minacciati dal commercio... tanto più che dall'Australia è vietata l'esportazione di qualsiasi animale e anche il più infido contrabbandiere di animali non credo proprio rischi la galera per esportare un ragno che difficilmente supererà i 50 Euro nel caso arrivi miracolosamente sui mercati europei... se poi contiamo che ci sono rettili australiani che valgono sul mercato delle "dollarate" con 3 zeri dubito che ci sia qualcuno interessato a rischiare per qualche ragno... La piaga dell'ignoranza è sempre più diffusa... Fabio De Vita
  10. Ciao Yunfea, Non saprei se Attack una volta secco può ancora rilasciare sostanze nocive... Non mi sono mai posto il problema perchè ho sempre usato silicone da acquari che siceramente non è tossico. Fabio De Vita
  11. Non ho molto da aggiungere a quello che già è stato detto... Allevo tarantole da oltre 10 anni e vedere quelli che sono gli animali che accompagnano la mia quotidianità (la vita direi...) trattati in questo modo per il solo "odiens" non può altro che farmi rabbrividire... Poi c'è gente come noi che cerca di sensibilizzare le persone... facendo capire con un duro lavoro e passione che anche gli animali che non hanno gli occhioni o sono carini da coccolare hanno un loro fascino e soprattutto una dignità che oltre ogni cosa va rispettata... L'ignoranza è una piaga... e in questo frangente abbiamo potuto ammirarne una davvero grossa... Fabio De Vita
  12. Hai ragione Teo... ma la mia era solo una premessa visto che cercando sul web viene fuori anche quel sito... Non vorrei che questo topic sfociasse nella polemica riguardo le violazioni di copyright di altri siti... anche se per qualcuno ci vorrebbe una cura particolare... [:64] [:49] Scusate nel frattempo ho corretto delle ripetizioni e lettere rimaste nella tastiera... Ah, la fretta... [] Fabio De Vita
  13. PLATYMERIS BIGUTTATA & PLATYMERIS RHADAMANTHUS(Reduvidi giganti africani o cimici assassine giganti africane) HABITAT: ben distribuiti dal centro al sud Africa, arbusti, bassa vegetazione, anfratti, tronchi caduti in savana arida. DESCRIZIONE: Emitteri della famiglia dei Reduvidae di circa 4 cm. entrambi identici come morfologia e dimensione, differiscono solo per il colore delle zampe e nelle due macchie che si trovano sulle elitre, nel P. biguttata le zampe sono a bande gialle e nere e le macchie sono bianche mentre nel P. radamantus sia le bande delle zampe che le macchie sono rosse, per entrambi il colore di base è nero lucido. Al momento della nascita le ninfe di entrambe le specie hanno testa e torace neri e l'addome rosso, con lo sviluppo il colore muta in quello sopra descritto, le ali compaiono solo con l'ultima muta. TERRARIO: sia le ninfe sia gli adulti, se ben alimentati, possono essere tenuti in comunità con un ridottissimo rischio di cannibalismo, l'unico suggerimento è quello di non tenere insieme individui di dimensioni diverse per evitare spiacevoli sorprese. Esiste un minimo cannibalismo tra le ninfe appena nate, per esperienza personale consiglio di tenere separati uno per uno gli induvidui molto giovani e di metterli insieme solo dopo la seconda muta. I Platymeris sp. non necessitano di molto spazio, un terrario 30x20x20 è più che sufficiente per cinque adulti, a questo scopo i "fauna box" sono perfetti. Il terrario deve avere come substrato della sabbia molto fine e deve essere arredato con diversi nascondigli, i migliori sono sicuramente i pezzi di sughero. CONDIZIONI DI ALLEVAMENTO: i Platymeris sp. necessitano di una temperatura di circa 25/27° C ed essendo animali di savana hanno bisogno di un clima secco. Una leggerissima vaporizzazione con uno spruzzino una volta la settimana è più che sufficiente per soddisfare il loro fabbisogno idrico. A differenza della stragrande maggioranza degli invertebrati allevati in cattività, i Platymeris sp. non soffrono di problemi durante la muta causati della scarsa umidità. NUTRIMENTO: i Platymeris sp. sono eccezionali cacciatori d'agguato, quando avvistano una preda la puntano avvicinandovisi furtivamente e quando sono ad una distanza adeguata con un balzo l'afferrano piantando il loro rostro (apparato boccale) nelle parti molli della preda, una volta paralizzata con la loro saliva, la digeriscono dall'interno fino a succhiarla completamente e lasciando solo l'esoscheletro. Le ninfe appena schiuse vanno nutrite con piccolissime camole del miele (Galleria mellonella) o della farina (Tenebrio molitor), larve di mosca, moscerini della frutta (Drosophila melanogaster o meglio le Drosophila hidei che sono leggermente più grosse e non sono in grado di volare) oppure grilli molto piccoli. La dimensione della preda sarà poi adeguata allo sviluppo delle ninfe fino ad arrivare allo stadio adulto nel quale potrà tranquillamente consumare caimani (Zoophobas sp.), grilli adulti e blatte. E' importante sapere che le ninfe appena nate e quelle fresche di muta non mangiano immediatamente, sarà opportuno aspettare tre o quattro giorni prima di somministrare loro il primo pasto. Si tenga presente che quelli elencati sopra sono animali da pasto comunemente venduti nei negozi di animali o di articoli per la pesca e che nel limite del possibile bisogna evitare di somministrare ai propri Platymeris sp. insetti catturati in natura, a meno che si sia certi che nella zona di raccolta non siano stati usati pesticidi o diserbanti. VITA E RIPRODUZIONE: un Platymeris sp. nell'arco della sua vita passa attraverso cinque stadi da ninfa prima di diventare adulto. Se alimentato bene e tenuto alla giusta temperatura dalla sua nascita impiega cinque mesi (o meno) per diventare adulto, facendo in questo periodo cinque mute con cadenza all'incirca mensile. Arrivato allo stadio adulto la riproduzione può avvenire sia tramite accoppiamento sia per partenogenesi. Non esiste un evidente dimorfismo sessuale, anche se con un po' di pratica, si può notare che il maschio ha il corpo leggermente più affusolato della femmina, inoltre con un analisi più approfondita della parte inferiore si può notare che l'apertura dove sono presenti gli organi riproduttori sono molto diversi, nel maschio è presende una specie di "scudo". E' interessante inoltre notare che il maschio durante il corteggiamento produce dei sibili con il suo rostro. La femmina, nell'arco della sua vita, può deporre diverse decine d'uova che possono essere interrate, inserite nelle fessure del legno o semplicemente fatte cadere a terra. A questo proposito voglio evidenziare l'utilità della sabbia a grana finissima come substrato, infatti, dal momento in cui si cominciano a vedere delle uova è opportuno setacciare la sabbia per toglierle tutte almeno una volta ogni 15 giorni. Le uova sono nere per il P. biguttata e marrone rossastro per il P. radamantus, entrambe con un opercolo bianco attraverso il quale uscirà la ninfa al momento della schiusa. A differenza delle cure per gli individui formati, le uova vanno tenute in una scatola ben aerata con della carta assorbente o sabbia umida sempre ad una temperatura di 25° C. Questo fa presupporre che in natura le uova si schiudono durante la stagione delle piogge. Se tenute a queste condizioni, impiegano dai 20 ai 30 giorni (molto di più se la temperatura è troppo bassa) per schiudersi dando alla luce piccole ninfe di circa 3 mm. Le uova che presentano ammaccature o sembrano schiacciate non sono fecondate e quindi non si schiuderanno. NOTE: i Platymeris sp. non vanno maneggiati perché possono facilmente mordere piantando il loro rostro nella pelle provocando un forte bruciore senza però nessun'altra conseguenza. Inoltre bisogna prestare attenzione a non avvicinargli troppo il viso perché sono in grado di spruzzare la loro saliva ad una certa distanza, che a contatto con gli occhi provoca un forte bruciore. Fabio De Vita
  14. Visto che recentemente si è parlato di questi straordinari insetti, inserisco nel forum un mio vecchio lavoro del 1999, leggermente rivisto, già pubblicato sul sito di un mio amico anni fa e ancora online. Colgo l'occasione di ringraziare il Sig. Mirko Rizzi che cura le guide degli animali esotici di Super Eva che senza chiedere il permesso a nessuno e non mettendo nemmeno crediti sfrutta tutt'oggi questo articolo e altri di Francesco nel suo sito spacciandoli per suoi... è interessante come la gente si spacci per esperta sfruttando il lavoro e lo studio di anni di persone che hanno davvero la passione per la fauna minore... Non voglio essere polemico ma visto che facendo una semplice ricerca con Google su questo argomento viene fuori anche quella pagina volevo solo chiarire nel caso a qualcuno venissero dubbi... Grazie Fabio De Vita
  15. FabioDV

    Rebus aritmetico

    Essì... ha un suo perchè... [:216][:216][:216] [] Fabio De Vita
  16. FabioDV

    Rebus aritmetico

    Come la mettiamo ora? Sia G-R-O-T-T-O che M-A-T-T-E-O hanno 6 lettere... Ma valutando la psiche di Migdan avevo subito eliminato la possibilità di un Santo realmente esistito... [}][][}] Daniele ci siamo capiti... [}][][}][][}][][}] Fabio De Vita
  17. FabioDV

    Rebus aritmetico

    Ci ho messo un po' perchè facevo fatica a collegare Teo come una figura sacra... [}][][][}] Fabio De Vita
  18. FabioDV

    Rebus aritmetico

    La vocazione di San Grotto!!! Ho vintooooooooooooooo!!! [][][][][] Fabio De Vita
  19. FabioDV

    Stoccarda e Hamm

    Non molto direi... il target è diverso... Fabio De Vita
  20. Carissima Yunfea, sei stata ripresa un numero esagerato di volte anche da altri moderatori... nessuno come te ha ottenuto un tale numero di ammonizioni nella lunga storia del forum di aracnofilia... quindi, se ho usato un tono un po' brusco è semplicemente perchè per quanto ci risulta stai ignorando quello che diciamo... o almeno in parte... i tuoi post non sembrano più degli alberelli di Natale... [] Fabio De Vita
  21. Marenko ti posso dire come faccio io... Utilizzo solo torba muschiosa irlandese come substrato e un pezzo di sughero come riparo. In 10 anni che allevo non ho mai utilizzato ciotole per l'acqua perchè se mantieni la corretta umidità del terrario il ragno non ne ha bisogno. Per quanto riguarda l'arredamento tutto quello che puoi mettere oltre al pezzo di sughero è superfluo. Una tana in resina di quelle che si vendono nei negozi ve bene... io utilizzo il sughero (dopo averlo sterilizzato)perchè è più naturale e costa anche mooooltoooo meno. Non ho idea che ragno vorrai mettere nel tuo terrario ma tieni presente che se non è un arboricolo dovrà essere basso per evitare rischi in caso di caduta. Ogni oggetto in più che metti oltre al riparo, rami, sassi o cose simili servono solo ad aumentare i rischi nel caso il tuo ragno ci cada sopra. Purtroppo è vero che i terrari migliori e più funzionali per l'allevamento delle tarantole sono anche i meno appariscenti esteticamente... Fabio De Vita
  22. Carissima Yunfea, in questo forum ci sono utenti che allevano ragni da molti anni e altri che pur facendolo da meno tempo si possono comunque definire buoni conoscitori della materia... Se viene detta una castronata stai tranquilla che i moderatori o qualcuno esperto correggerà al più presto l'errore (se di questo si tratta)... Detto questo, visto che ormai è tua abitudine fare uscite del genere, spesso superflue, ti consiglio vivamente di accendere il cervello prima di consumare preziosissimi strati di epidermide sulla tua tastiera... Non voglio essere offensivo ma ti conviene leggere attentamente il forum, il sito e magari qualche libro sull'argomento e documentarti... tanto più che un'uscita come la tua, che a quanto pare non hai MAI avuto un ragno, è oltremodo superflua... Grazie per l'attenzione che sicuramente darai ai miei consigli... [] Fabio De Vita
  23. Ciao Alex, no è troppo bassa perchè intuisco che ti riferisci alla temperatura diurna, quindi quella notturna è ancora più bassa. Io ho avuto diversi Amblipigi ma li ho sempre tenuti nella mia stanza che è riscaldata totalmente a 27/28° C di giorno e 23/24° C di notte. Ho avuto esemplari di tutte le taglie compreso piccoli appena nati e non ho mai avuto problemi a queste condizioni. Io ti consiglierei una piastra o un cavetto riscaldante. Fabio De Vita
  24. Ecco tuti i dati che mi sono arrivati freschi freschi via e-mail: International Theraphosid Meeting in Stuttgart - Kornwestheim WHEN: Saturday 13th March 2004, Beginning: 10 a.m. WHERE: Kulturhaus Kornwestheim, Jakob-Sigle-Platz 1, 70806 Kornwestheim, Germany INFO + TABLERESERVATION: From 1st February 2004 at Michael Lang, Tel.: 0049-7146-880546, 0049-7146-891529 or E-Mail: Nuschel123@aol.com After the Expo there will be a lecture which is FREE OF CHARGE: Dr. Peter Jäger* curator of the Arachnological Section of the Forschungsinstitut und Naturkundemuseum Senckenberg http://www.senckenberg.uni-frankfurt.de/fise.htm in Frankfurt a.M. [one of the biggest arachnological collections in Europe!]: "Riesenkrabbenspinnen: Aus dem Leben der schnellen Achtbeiner ­ Eine Spinnenfamilie im Fokus der Forschung." (= huntsmanspiders: From the life of these fast eight legged critters ­ a spider family in the focus of research.) WHEN: Saturday 13th March 2004, Beginning: 2:30 p.m. WHERE: Kulturhaus Kornwestheim, Jakob-Sigle-Platz 1, 70806 Kornwestheim INFO Volker von Wirth, von-wirth@dearge.de oder www.vogelspinnen-ig.de Fabio De Vita
  25. Ci conoscevamo bene e ci siamo anche sentiti poco tempo fa per delle "cose di animali"... Era una persona con la quale ad ogni fiera ridevo e scherzavo... E' davvero un pugno allo stomaco difficile da incassare... Non trovo parole per quello che è successo... Fabio De Vita
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