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Andrea

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  1. Ciao ragazzi, scusate se non mi sono più fatto sentire ma ho cambiato lavoro in questi giorni e ho qualche problemino con la connessione... (Volothar non ridere...!). Domenica 22 giugno si terrà la mostra. Ci saranno oltre 60 specie di tarantole e il tutto si svolgerà presso la Fonte di S.Caterina, luogo ameno e molto naturalistico! Fatevi sentire per informarvi della Vs. presenza e per il raduno serale con cena annessa. Se riesco pubblico la locandina che, dietro consenso di Matteo, si fregia del logo di Aracnofilia. Scrivetemi qui o in pvt. Ciao a tutti. Andrea.
  2. Confermo quanto detto sui prezzi, aggiungo solamente che un elemento non indifferente ai fini dell'acquisto è l'origine dell'animale, ovvero se si tratta di ragno di cattura oppure nato in cattività. Spesso i negozianti dispongono di animali sottratti alla natura: direi proprio di non incoraggiare un simile mercato! Della lista che hai postato direi che la Sericopelma appartiene senz'altro alla categoria dei ragni strappati dall'habitat naturale e sebbene ragno assai ambito ne scoraggerei l'acquisto. Ciao, Andrea.
  3. Le condizioni di allevamento sono quelle tipiche per le avicularia (per le quali vi sono delle schede apposite). Il rischio di cannibalismo comincia a sussistere a partire dalla 3° muta; allorchè si ravvisano i primi episodi è importante procedere immediatamente alla separazione. Durante la convivenza è indispensabile fornire una buona quantità di cibo. Io personalmente inserisco un quantitativo di grilli superiore al numero delle avicularia che si trovano nel terrario. A proposito di quest'ultimo, non si tratta di un vero terrario ma di un umilissimo recipiente di plastica, tipo quelli che contengono i grilli quando li si acquista. I ragnetti tendono a stare vicino l'un l'altro, fanno tele e spesso, su di una stessa tela, si trovano più esemplari. Questo mi fa pensare che un vero terrario, o un recipiente comunque più grande di quello che utilizzo, potrebbe annullare gli effetti positivi della coabitazione. Ciao, Andrea.
  4. Tralascio il discorso relativo all'inbreeding su cui si è ampiamente parlato e vorrei soffermarmi sulla mortalità delle avicularia. Sto allevando parecchi sling di metallica, geroldi, versicolor, braunshasheni e bicegoi. Sebbene il tasso di mortalità sia ben più elevato di quello relativo a qualsiasi altro ragno, posso dire che si è comunque notevolmente ridotto. E' infatti importante, almeno fino alla 3° muta, consentire alle avicularia una vita comunitaria. Più esemplari all'interno di uno stesso contenitore sembrano determinare un abbassamento della mortalità. Per ora delle specie che sto allevando, quelle più deboli paiono essere le metallica e le geroldi. Se quanto ho scritto in precedenza corrisponde al dato reale, acquistare solamente uno sling è fattore alquanto rischioso. Ciao, Andrea.
  5. Grazie Ste per l'info. Mi sapresti dire di più sulle ragioni di questo cambiamento? Mi interesserebbe molto. Andrea
  6. Conosco la nidiata a cui appartiene il tuo esemplare di blondi. Non necessariamente un periodo di digiuno di 3 settimane deve destare preoccupazione. Proverò a contattare Antonio per chiedergli i tempi a cui risalgono le ultime mute dei suoi esemplari, nonchè se attualmente sono in digiuno o meno. A presto, Andrea.
  7. Non si tratta di una specie poco conosciuta. Del genere Tapinauchenius, il gigas è senz'altro il più noto. E' un arboricolo appartenente alla sottofamiglia delle Aviculariinae, originario della Guyana francese. Può raggiungere i 13-14 cm di leg span, è rapidissimo tanto da essere additato da alcuni allevatori americani come la specie più veloce al mondo (ma questo dato è da prendere con beneficio di inventario). Tra le varie specie di Tapinauchenius note sul mercato, il gigas è caratterizzato dalla maggiore velocità di crescita. Sto allevando alcuni giovani esemplari, acquistati quando avevano da poco compiuto la prima muta; il tasso di mortalità di questa specie è piuttosto elevato. Gli esemplari che possono essere presenti sul mercato italiano, sono di sicura derivazione tedesca, pertanto ti consiglierei di rivolgerti direttamente alla fonte. Vorrei darti solo due consigli: evita la carta di credito e cerca di instaurare un rapporto con il possibile "fornitore" così da poter valutare la sua serietà. Sto per acquistare (o scambiare, ancora non lo so) una ventina di T.gigas da un mio amico, allevatore tedesco. Se vuoi unirti contattami in privato. Ciao, Andrea
  8. Grazie a tutti, i vostri consensi mi fanno davvero piacere. Mi spiace Matteo che tu non possa venire, ma sono sicuro che se non fosse un così importante impegno (a proposito auguroni a te e alla consorte!) avresti fatto di tutto pur di esserci. Cercherò di “scannerizzare” una copia della locandina che è in preparazione. Non mancherà quindi il logo di Aracnofilia! L'idea di questa mostra è nata dopo aver constatato quali e quanti preconcetti attorniano il mondo delle "tarantole". Sarebbe un'utopia credere che con una semplice esposizione i pregiudizi cadano e la gente si "ricreda"; ritengo per questo che il risultato a cui si debba tendere sia quello di portare la gente a riflettere, invitarla a valutare questi "terribili" mostri sotto una prospettiva diversa, quella scientifica, naturalistica. A tale scopo sarebbe mia intenzione utilizzare il maxischermo di cui dispone il Comitato per proiettare filmati inerenti agli aspetti più interessanti della vita di un ragno (la predazione, il lento processo della muta, il rituale dell'accoppiamento). Sempre nell'ottica "didattica" mi piacerebbe coinvolgere voi moderatori e altri esperti "aracnofili" nel ruolo forse per alcuni un po' insolito del cicerone; ci saranno bambini incuriositi, adulti forse un po' stizziti, vecchietti diffidenti; vi saranno domande di ogni tipo, dalle più interessate (e interessanti) a quelle del tipo: "ma non vi fanno schifo?...Sarebbe bello che a queste domande potessero rispondere delle persone appassionate, oltre che esperte. FabioDv, Francesco “Giantsquid”, Emanuele Biggi, Ste, Smithi: non vi fischiano le orecchie?? Per rispondere alla proposta di Orion( quella relativa alla possibilità di allestire un padiglione atto allo scambio), sebbene la mostra sia nata con intenti “didattici” nulla vieta che si realizzino transazioni tra appassionati, per cui invito chiunque avesse interesse a cedere le proprie eccedenze a farsi vivo. Ci sarà la possibilità di assegnare grosse tavolate su cui esporre i propri animaletti, con la differenza, rispetto alle tradizionali esposizioni, di essere immersi in un’atmosfera fiabesca, costellata di piante, fiori e aria pulita. E poi, al termine di tutto, daremo il via al terzo aracno-raduno con birra a fiumi, vinello corposo della tradizione piemontese e musica dal vivo. Ciao, Andrea.
  9. Ciao ragazzi, da una dozzina di anni faccio parte di un Comitato (Comitato di S.Caterina) il cui scopo è quello di salvaguardare l'area verde che conduce alla fontana di S.Caterina. Oltre a questo, rientra negli intenti del Comitato, l'organizzazione annuale di una festa (la festa di S.Caterina appunto), all'interno della quale, quest'anno, verrà allestita una mostra-esposizione di theraposidi. Il paese in cui il tutto si svolge è Saluzzo, cittadina della provincia di Cuneo. L'invito è rivolto a tutti voi, e in particolare, per ragioni geografiche, agli amici del Piemonte, Liguria e Lombardia. L'esposizione avverrà nella suggestiva area naturale della fonte. Gli esemplari presenti saranno quelli della mia collezione e di quella di Antonio, il che significa oltre 90 specie diverse. Se qualcuno di voi è interessato ad allargare l'esposizione, portando propri esemplari potrà farlo benissimo (al proposito ho già contattato Volothar che si è detto disponibile!). Matteo (questo è un invito rivolto personalmente a te!): mi piacerebbe moltissimo che tu fossi presente quel giorno in qualità di amministratore del sito, ma ancor più di fondatore del movimento "aracnofilo". Indipendentemente dalla tua disponibilità, sarei lieto di poter svolgere la mostra sotto l'egida formale (loghi, striscioni, quant'altro...) di ARACNOFILIA. Infine, potremmo organizzare un ritrovo serale con cena annessa, sotto i padiglioni della festa. Sarebbe il terzo (se non sbaglio) "raduno" ma il primo che si svolge sotto una cornice tipicamente estiva. La giornata a tutto ciò dedicata sarebbe domenica 22 giugno. Scusate se mi sono dilungato! Ciao, Andrea.
  10. Andrea

    Riproduttori: tenete duro!

    Grazie per l'incoraggiamento! In effetti dopo mesi e mesi trascorsi nell'attesa che il bozzolo venga deposto e poi si schiuda, constatare un "nulla di fatto" è piuttosto deludente...ma stimolante per un nuovo tentativo! Ciao, Andrea
  11. Ho anch'io un esemplare di quelle dimensioni e proprio come il tuo, dopo un periodo post-muta in cui si è nutrito regolarmente, ora da più di un mese non mangia più.Penso che questi periodi di digiuno all'apparenza ingiustificati siano in realtà determinati da una sorta di sovralimentazione in precedenza effettuata. Probabilmente il nostro ragno si è nutrito in misura superiore rispetto a quelle che erano le sue reali necessità. Per quanto rigurda le strane posizioni, non mi è mai capitato di vedere un ragno a penzoloni al modo di una scimmia. Credo però che se la tua chroma continua ad essere rapida, reattiva, estremamente dinamica, allora non vi siano problemi di sorta. Ciao, Andrea
  12. Provo ad inviare le foto del bozzolo. Nel post precedente avevo scritto che aveva forma quasi sferica...dopo averlo pulito della terra che era rimasta attaccata devo ricredermi...come vedrete (spero) dalle foto. Che peccato!
  13. Andrea

    neofiti e ragni da maneggiare

    Chiedo umilmente scusa... Ciao, Andrea.
  14. Ciao, a differenza del bozzolo della lividum, quello della albopilosum pare in perfette condizioni. Intatto, con una forma quasi sferica, bianco (a differenza di quella della lividum che si era scurito). La temperatura è stata di 26° di giorno e 23-24° di notte. L'umidità oscillava tra il 70 e il 75%. Credo che queste condizioni siano corrette. Ad ogni modo Ste seguirò il tuo consiglio. Aprirò il bozzolo e farò un resoconto di quel che vi troverò. Credo che potrebbe essere interessante inviare anche delle foto, cosicchè i più esperti mi possano dare un loro giudizio "a distanza". Il problema è che non ho ancora capito come si fa ad avere delle foto che non superino 1mb (!!) di spazio...(il mondo dei pc mi è per lo più ignoto...). Un'ultima domanda, da novizio della riproduzione qual sono: a seguito dell'apertura le eventuali uova che vi dovessi trovare all'interno non saranno pregiudicate dall'assenza della tela intorno? Grazie mille, Andrea.
  15. Andrea

    neofiti e ragni da maneggiare

    Maneggiare ragni, preventivare una loro caduta (sebbene tu scriva da 10 cm...), pensare alle dimensioni del terrario a prescindere dalla specie...mi pare davvero che la prospettiva da cui parti sia aberrante. Non è necessario che ripeta o corrobori quanto scritto dai moderatori, per cui non faccio altro che condividere quanto hanno detto. Per quanto riguarda le dimensioni del terrario, l'unica cosa vera che ti è stata detta è che le dimensioni non cambiano una volta che il ragno è divenuto adulto. Ma che esista una misura ideale, beh questo non è proprio corretto. Credo che il primo passo sia quello di scegliere un esemplare e poi, in base alle sue dimensioni effettive provvedere ad acquistare o costruire un terrario di adeguate dimensioni. E' cosa ben diversa allevare una Acanthoscurria ferina (ragno americano che raggiunge i 6-7 cm) o una Theraphosa blondi (che come ben saprai supera abbondantemente i 20 cm). Il terrario va adeguato alle dimensioni dell'animale che intendi allevare e non viceversa... Ciao, Andrea.
  16. Per chi, come me, non utilizza beverini all'interno del terrario, è cosa abbastanza frequente vedere il proprio ragno(specie terricoli americani)poggiare il corpo direttamente sul terreno umido. Molto probabilmente la tua grammostola si sta semplicemente abbeverando sfruttando l'umidità del substrato. Ciao, Andrea.
  17. Recepito! So bene che non è opportuno richiamare vecchi post ma la mia idea era quella di includere tutti i post relativi al breeding della mia albopilosa, dal pre-accoppiamento alla schiusa (spero), in un unico topic. Comprendo però le difficoltà che ciò può comportare e per questo ho seguito il tuo consiglio. Ciao a tutti, Andrea.
  18. Ciao ragazzi, dopo un po' di tempo sono ritornato e colgo quindi l'occasione per salutarvi tutti. Il forum mi è davvero mancato! Ora però vorrei esporvi una serie di osservazioni e curiosità in merito alla riproduzione delle specie terricole. Dalla lettura del libro di Verdez emerge che tendenzialmente le specie terricole (con l'eccezione espressamente richiamata dei Pt. murinus) non sarebbero dei "buoni genitori". Del cannibalismo delle madri si è già parlato e credo che sia un elemento oramai per tutti assodato. Ciò su cui mi piacerebbe avere ulteriori informazioni è l'assenza di cure parentali in periodo prenatale, ossia durante la gestazione. Mi pare di capire che vi siano esemplari che dal momento della deposizione sino a quello della schiusa non abbandoneranno mai i propri piccoli. (V. Il murinus per esempio). Per altri esemplari invece si consiglia, trascorso un certo periodo di tempo (mai inferiore ad un mese) di separare la madre dal cocoon e di inserire quest'ultimo in un'incubatrice. Ma perchè procedere a questa separazione? L'unica spiegazione razionale che al momento riesco a darmi è che ad un certo punto la femmina abbandoni il proprio cocoon disinteressandosi delle sue sorti. Ma se invece il bozzolo continua ad essere amorevolmente avvolto tra le spire di mamma-ragno, conviene ugualmente procedere alla separazione? Tra le specie di cui Verdez consiglia l'incubazione artificiale vi è proprio la "mia" albopilosum. Si legge che trascorse 5 settimane dalla deposizione sarebbe opportuno inserire il bozzolo in incubatrice. Oggi sono appunto trascorse 5 settimane e, sorpresa delle sorprese, il bozzolo non si trova più sotto la mamma bensì è stato abbandonato in un angolo del terrario. Ho provveduto allora ad inserirlo in una improvvisata incubatrice. Vi chiedo a questo punto se occorra che apra il bozzolo, oppure lo lasci così com'è. Per quanto riguarda l'incubatrice ho provveduto ad inserire il bozzolo all'interno di un fauna box all'interno del quale ho introdotto un substrato di torba e ho sospeso il cocoon su un'amaca di garza sterile. Avete correzioni o suggerimenti? Grazie ancora per la pazienza e la competenza! Ciao, Andrea. p.s. per Ste: purtroppo il bozzolo delle lividum si è rivelato sterile! Credo che la femmina fosse al suo primo accoppiamento, forse ciò ha contribuito all'insuccesso.
  19. Ciao ragazzi, dopo un po' di tempo sono ritornato e colgo quindi l'occasione per salutarvi tutti. Il forum mi è davvero mancato! Ora però vorrei esporvi una serie di osservazioni e curiosità in merito alla riproduzione delle specie terricole. Dalla lettura del libro di Verdez emerge che tendenzialmente le specie terricole (con l'eccezione espressamente richiamata dei Pt. murinus) non sarebbero dei "buoni genitori". Del cannibalismo delle madri si è già parlato e credo che sia un elemento oramai per tutti assodato. Ciò su cui mi piacerebbe avere ulteriori informazioni è l'assenza di cure parentali in periodo prenatale, ossia durante la gestazione. Mi pare di capire che vi siano esemplari che dal momento della deposizione sino a quello della schiusa non abbandoneranno mai i propri piccoli. (V. Il murinus per esempio). Per altri esemplari invece si consiglia, trascorso un certo periodo di tempo (mai inferiore ad un mese) di separare la madre dal cocoon e di inserire quest'ultimo in un'incubatrice. Ma perchè procedere a questa separazione? L'unica spiegazione razionale che al momento riesco a darmi è che ad un certo punto la femmina abbandoni il proprio cocoon disinteressandosi delle sue sorti. Ma se invece il bozzolo continua ad essere amorevolmente avvolto tra le spire di mamma-ragno, conviene ugualmente procedere alla separazione? Tra le specie di cui Verdez consiglia l'incubazione artificiale vi è proprio la "mia" albopilosum. Si legge che trascorse 5 settimane dalla deposizione sarebbe opportuno inserire il bozzolo in incubatrice. Oggi sono appunto trascorse 5 settimane e, sorpresa delle sorprese, il bozzolo non si trova più sotto la mamma bensì è stato abbandonato in un angolo del terrario. Ho provveduto allora ad inserirlo in una improvvisata incubatrice. Vi chiedo a questo punto se occorra che apra il bozzolo, oppure lo lasci così com'è. Per quanto riguarda l'incubatrice ho provveduto ad inserire il bozzolo all'interno di un fauna box all'interno del quale ho introdotto un substrato di torba e ho sospeso il cocoon su un'amaca di garza sterile. Avete correzioni o suggerimenti? Grazie ancora per la pazienza e la competenza! Ciao, Andrea. p.s. per Ste: purtroppo il bozzolo delle lividum si è rivelato sterile! Credo che la femmina fosse al suo primo accoppiamento, forse ciò ha contribuito all'insuccesso.
  20. Il problema degli alloggiamenti vicini è stato già trattato, prova a fare una search col motore di ricerca. Si parlava appunto di teche in batteria. La maggior parte dei miei spiderling sono in terrari da 8. Non ho mai ravvisato alcun problema, e se nn ricordo male, allo stesso modo la pensavano esperti come Fabio. In ogni caso, ciò che mi sembra di poter escludere, è che l'eventuale reciproco disturbo sia determinato dal "vedersi". Credo infatti che siano le vibrazioni semmai a stimolare i ragni posti in terrari adiacenti. Ma ripeto, non credo che ciò comporti problemi di stress o simili. Ogni volta che getto un grillo nel terrario di una theraposa, le tre theraposa vicine scattano, segno che avvertono la presenza di una preda al di là del vetro. Andrea
  21. Riprendo, a distanza di parecchio tempo, un vecchio post per segnalare che la mia femmina, accoppiatasi col maschio di Antonio, oggi ha deposto il cocoon. Sono decorsi 133 giorni dall'accoppiamento. Ora non mi resta che sperare. Un grazie a chi si è prodigato nell'aiutarmi. Andrea.
  22. Grazie Paolo, quanto hai riportato è assai interessante. Andrea.
  23. Ti ringrazio molto, spero davvero di riuscire a portare a termine una riproduzione e coi tuoi consigli credo proprio che sarà tutto più semp...meno arduo. Grazie, Andrea.
  24. E' probabilmente una delle specie più difficili da tenere in cattività. La temperatura eccessiva sembrerebbe la principale causa di morte. Non richiede infatti valori paragonabili a quelli di altre tarantole. In Italia non credo che sia facilmente reperibile, mentre per quanto riguarda l'estero, trattandosi di una specie così delicata, non mi fiderei troppo della spedizione. Andrea
  25. Dimenticavo: Andrea De Carlo: Due di due, per me un libro meraviglioso in cui ritrovo ampi ritagli di esperienze pregresse. Andrea.
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