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EegaBeeva

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  1. EegaBeeva

    Tanti auguri al...

    Aiòòò, Riky, BUON COMPLERAGNO :-))) Evviva la Sardegna! Lidia [] [] [8D] [^] EegaBeeva
  2. Mi dispiace, Diana, davvero tanto. Lidia EegaBeeva
  3. per Matteo G Ti ho scritto in privato. Spero di avere fatto tutto bene (con i tasti sono scarsa) e che il mio messaggio ti arrivi. Ciao. EegaBeeva
  4. Comincio ad avere le idee più chiare, sebbene mi manchi il quadro completo. Penso che, di fondo, vi sia scarsa o nessuna conoscenza del VOSTRO mondo, e nessuna volontà di conoscerlo. Sono a conoscenza delle leggi sull'allevamento di animali, ma ero ferma alla parola "allevamento intensivo" (riferito agli animali da macello e alle galline ovaiole) e, ignorando l'universo degli aracnidi e degli aracnofili, non mi ero spinta oltre. Non esprimo giudizi di merito sulle associazioni animaliste indicate da Matteo, ma una sorta di integralismo (almeno per una delle due indicate) è - purtroppo - abbastanza vero. RTL: sono curiosa di ascoltare la trasmissione. E' scorretto passare UN SOLO messaggio al pubblico degli ascoltatori, lo è tanto di più se è negativo e ansiogeno. Un buon giornalismo mette in campo opinioni diverse, per non cadere nel servilismo dell'ospite potente da una parte e nella riaffermazione di (falsi) luoghi comuni dall'altra. Buon appetito, per il momento :-) EegaBeeva
  5. I piccoli di Hogna radiata quanto tempo stanno con la madre? Lo chiedo, perché il fatidico 12 settembre, giorno dell'incontro-scontro con la Latrodectus, spostando una corteccia ho visto un fuggi fuggi di ragnetti (neanche tanto piccoli ma tutti uguali fra loro) che si disperdevano in ogni direzione dal dorso di un ragno peloso. Erano giovani ma, dalla velocità con cui sono "spariti", mi parevano già... indipendenti. La facile ironia è che forse, anche fra gli aracnidi, i giovani "stanno bene con mammà". Auguri per i tuoi "nipotini", Migdan! Al lago, vicino a mamma ragno con figli a carico, c'erano ben due grandi e popolosi formicai, cortecce d'albero con un tripudio di larve e di insetti di ogni tipo e una nursery di grilli :-) La famiglia Hogna, a occhio e croce, comprendeva una quindicina di piccoli. A te quanti ne sono nati, in cattività? EegaBeeva
  6. per PierGy: sei una enciclopedia e hai tutta la mia invidia ;-) per Matteo G: mamma in gambissima, ops, in "zampissima" :-) Buona notte. EegaBeeva
  7. Capisco. E' da un mese che leggo i vostri vari interventi (e sui vostri pazientissimi tentativi per applicarla) e vi considero degli eroi :-) Buona serata. Lidia EegaBeeva
  8. Hai ragione, sì. Ma, spesso, le cose a cui pensare sono numerosissime e qualche slabbratura c'è... E' vergognoso, come dici tu, che qualche associazione animalista napoletana non abbia alzato un dito in questo caso. Però è QUESTO che fa notizia, vedi Matteo?, e non i numerosi sforzi positivi, che sono tantissimi. Non mi sento di colpevolizzare LAV e WWF (le conoscevo bene entrambe, ma diffido un po' delle GRANDI associazioni, perché finiscono - secondo me - per perdere di vista l'animale che ha bisogno, per rincorrere ideali più vasti e - spesso - TROPPO lontani), sebbene sia dispiaciutissima della situazione a Napoli. Preferisco associazioni animaliste più piccole, meno articolate, più presenti sul territorio, attive e agili. Forse a Napoli ce ne sono meno ed è successo questo disastro. Secondo me non è malafede, ma solo una tragica mancanza di organizzazione. Buon fine settimana. Lidia EegaBeeva
  9. Intendevo dire, l'identità del "morsicatore"... EegaBeeva
  10. Hai ragione, Migdan. E' stata come una iniziazione :-) Se, poi, sono rimasta incollata qui, è colpa vostra ;-) Lidia PS ... però, però, insetti e ragni da sempre mi affascinano, non al punto di volerne scoprire il nome. Ma quando uno si becca un morso, vuoi non scoprire almeno la sua identità? EegaBeeva
  11. Citazione: ... le zampe zebrate, il colore grigio-bianco di fondo condito di "ricami" più scuri lo rendono veramente bello e....mimetico!! id="quote">id="quote"> Il reportage lo avevo letto quando era stato "postato" e devo dire che un'antenna mi si era alzata, alle parole di Emanuele che ho copi-incollato qui sopra, ma non avendo alcuna fotografia sotto mano (e spesso poco tempo a disposizione per fare una ricerca in internet), avevo accantonato la cosa. Devo dire che poi, le "zampe zebrate" alle quali alludeva Emanuele mi avevano definitivamente convinto che il bel ragno (all'epoca, per me "bianco-argento ricamato e albino" più che "zebrato") visto più di una volta fra i sassolini della riva del lago NON era lo stesso. Ed ecco che la guida del Jones entra in scena. A pagina 185 la bellissima e scenografica Arctosa cinerea fotografata è la sorella gemella dello splendido ragno che abitava (e, spero, abiti ancora) alla congiunzione di un ruscello con l'acqua del lago che lambisce il (e, talvolta esonda nel) giardino di casa mia. Se si tratta dello stesso ragno, come mi sembra di capire, devo dire che è vero che è quasi "invisibile" fra i sassi e i sassolini, ma è (purtroppo per lui) visibilissimo se per caso finisce su un terreno o una foglia più scura (dove l'ho visto, lo "scantonamento" è facilissimo... è pieno di vegetazione che spunta fuori dai sassolini!). E' ben così che l'ho visto e, ancora nulla sapendo di ragni, l'avevo scambiato per un esemplare di "ragno albino". Ciò susciterà la vostra ilarità e vi capisco. Non vedo l'ora di leggere la scheda e di avere un week end libero per fare ulteriori escursioni "aracnologicamente mirate" nella mia amata casa delle vacanze e di cominciare la mia micro mappa personale. Che diventerà bella densa la primavera e l'estate prossime. Buon fine settimana. Lidia EegaBeeva
  12. L'erba gatta, eh? Adesso capisco perché talvolta vi trovo cavallette in mezzo... Ne ho almeno tre vasi per la mia famiglia felina... mi viene il dubbio che qualche mio gatto si cibi ANCHE a cavallette... Mah! Davvero non si finisce mai di imparare. Grazie, Diana! Questa dell'erba gatta mi era sconosciuta, in tema "cavallette" :-) Buon fine settimana. Lidia EegaBeeva
  13. Nessuno sconto :-( ma non importa, il libro è davvero interessante :-) Solo sfogliandolo, come un libro illustrato, mi sembra che nel mio giardino ci siano TUTTI quei ragni (cosa naturalmente impossibile)... Così, ho scoperto di essere piena di Pholcidae, di Tegenarie... scusate l'entusiasmo. Voi lo sapevate, io no, lo scopro "adesso"; Buona serata. Lidia EegaBeeva
  14. Prionus CORIARIUS, come dici tu. Non corianus, come stupidamente ho scritto. Sorry [:I] EegaBeeva
  15. Se si sa con (discreto) anticipo, si possono raggiungere altri mensili, come Quark e Focus, e si può inserire l'appuntamento in qualche sito fra i più frequentati... Io verrei (vengo!) ad ascoltarvi molto volentieri... anche per dieci ore... avete dato già ampie prove che NON annoiate, anzi. Condivido con Matteo G la necessità di uno spazio per domande e risposte con il pubblico. Da buona "estranea", mi piacerebbe che qualcuno mi parlasse anche dei ragni "sotto casa", i ragni locali, quelli che tutti più o meno incontrano e che uccidono, o che tollerano, o che osservano con curiosità senza null'altro approfondire. Basterebbe un rapido elenco con cenni alle abitudini, dimensioni, tele, pericolosità... Sono convinta che conoscere il "nemico" nostrano, come si muove, come si moltiplica e come si adegua alle case, ai giardini, ai balconi, sarebbe di grande interesse. Okay, almeno per me. Scusate l'egoismo. Di qualsiasi cosa parliate, a me va più che bene. Lidia EegaBeeva
  16. Guide des Araignées et des opilions d'Europe di D. Jones, J.C. Ledoux - M. Emerit casa editrice: Delachaux et Niestlé 54,30 euro (il libro li vale tutti) Lidia EegaBeeva
  17. EegaBeeva

    La Guida del Jones. SPLENDIDA!

    Grazie, Ilic, per avermela consigliata. E' esattamente ciò di cui avevo bisogno. Oltre al formato "tascabile", è impaginata con saggezza, con le maggior parte delle foto a destra, rilegatura robusta e piena di informazioni per chi, come me, parte da zero. Peccato sia in francese. Che non è ostrogoto, perciò qualcosa ne caverò fuori. Piccola nota folkloristica: arrivo in libreria e il mio libro non c'è. Eppure mi avevano avvertito telefonicamente che il libro c'era. Attendo con pazienza che lo trovino: telefonate frenetiche in tutti i reparti... alle casse... dopo venti minuti di ricerche, ecco il libro sul banco della cassa. Con le scuse della cassiera: "E' un libro molto bello e interessante... è arrivato ieri... qui se lo sono guardato tutti... però abbiamo fatto attenzione a non sciuparglielo". Sorrido e rispondo che hanno fatto bene a guardarselo (nei loro panni, credo che avrei fatto la stessa cosa). E, adesso, vado a godermelo un poco anch'io. Ancora grazie :-) Lidia EegaBeeva
  18. per Matteus: Mi dai le coordinate del libro che stavi consultando ieri sera? E' sugli scarabei? Sono sempre in attesa della guida francese sugli aracnidi (posso sì scordarmi le due settimane preventivate...). Considerato che ho anche molti scarabei liberi in giardino, non mi dispiacerebbe identificarne qualcuno, come spero mi riesca per i ragni... Buona giornata. Lidia EegaBeeva
  19. Ho guardato la Rosalia alpina: è un insetto bellissimo che però non assomiglia all'inquilino del mio giardino. Diverso è invece l'effetto che mi ha fatto il Prionus corianus. Ingrandendo l'immagine, ho visto che è di colore bronzo scurissimo, mentre il "mio" scarabeo era definitivamente nero, senza macchie o disegni (era alla luce del sole). Inoltre, non ho verificato le dimensioni del corianus. Un'altra cosa che mi aveva fatto cantare vittoria, ieri sera, era una nota che accompagnava la foto del Prionus laticollis, ovvero che è il maschio a volare, mentre non si sono osservate femmine in volo (la "mia" femmina era un "dirigibile" in cammino, priva di ali). Ma il maschio della laticollis è più piccolo della femmina, mentre l'informazione che avevo è che doveva essere più grande di lei di almeno il doppio. Perciò... Le antenne erano disposte larghe, abbastanza massicce ma non così lunghe come nei longicorni che mi ha indicato il prof. Arnò. Zampe corte e tozze (quasi "inadeguate" al resto del corpo). Insisto sul dorso tondeggiante (è ben quello che mi ha colpito: non mi sarebbe sembrata una "roulotte"). Assolutamente impacciata e lentissima nel cammino, del tutto inerme. Me la sono guardata per benino, capirete, prima di raccoglierla e spostarla. Non aveva ali. Quando le ho avvicinato il mio tradizionale pezzo di plastica rigido e verde (quello che adopero per traslocare gli insetti, dopo avere appurato che su altri colori gli insetti, ragni compresi, fanno più fatica ad avventurarsi) vi è salita senza difficoltà, sebbene con una lentezza spasmodica. Proseguo nella ricerca sui numerosi Prionus. Ancora una volta, siete stati illuminanti. Grazie. Lidia EegaBeeva
  20. Comincio con un grazie. Poi, i risultati (o, meglio) il risultato della mia ricerca, sapientemente indirizzata dal prof. Arnò. Non è Ergaster faber, né Cerambyx cerdo. Una somiglianza fortissima l'ho trovata con il Prionus laticollis, la cui fotografia dall'alto è contenuta nel sito dell'università del Vermont. L'esemplare da me avvistato assomiglia alla WideNeckRootBorerFemale (la femmina, perché il maschio dell'immagine accanto è più piccolo e ha antenne assai più lunghe), il cui colore, disposizione delle antenne e le cui dimensioni coincidono: 1,75 inches = 4,44 cm. Ci siamo, mi dico. E, invece, codesto scarabeo vive nei boschi di querce del Canada del sud, che è un ambiente ben diverso da un piccolo lago lombardo! Peccato che la foto sia dall'alto e non di fianco. L'insetto che ho visto era molto panciuto o, dovrei dire, "dorsuto", perché il corpo era tondeggiante, mentre da una foto scattata dall'alto non mi rendo conto dello spessore. Domani proseguo nella ricerca. I cerambicidi sono numerosissimi! Grazie. Buona serata. Lidia EegaBeeva
  21. Sono sempre più ammirata dal vostro sapere e mi domandavo se potete aiutarmi a individuare il nome scientifico con il quale viene classificato il grande scarabeo che ho avvistato questa estate. Di lui avevo accennato nel mio messaggio di esordio in questo forum, poi l'attenzione si era concentrata sulla Latrodectus tredecimguttatus (com'era giusto, d'altra parte) e lo scarabeo, che pure aveva suscitato in me grande curiosità questa estate, è rimasto nel dimenticatoio. Un mio amico (assai meno esperto di voi) mi aveva semplicemente detto che poteva trattarsi di uno scarabeo dell'acero, una femmina per la precisione, visto che il maschio ha dimensioni maggiori. All'epoca mi era bastata questa informazione, ma - adesso - ... Era completamente nero, lungo 5 cm, antenne ricadenti sul corpo molto gonfio e tondeggiante (una "roulotte"), goffo, impacciato, lentissimo e inerme. Ho perso giorni a cercare in internet una immagine che gli assomigliasse (mescolata a tutte le moto e i motorini che si chiamano "scarabeo"...), ma se vi assomigliava non coincidevano le misure e se coincidevano le misure, non vi assomigliava. Ancora l'amico meno esperto di voi (fa il liutaio di mestiere e mi ha detto che questi scarabei grossi e neri li trova fra le tavole di acero con le quali costruisce i violoncelli), mi ha suggerito che poteva trattarsi di una femmina in cerca del maschio (il quale può raggiungere i 10 cm e quando vola sembra un cacciabombardiere). Io di insetti così grossi (10 cm!) nel mio giardino non ne ho avvistati. L'unico scarabeo "fuori misura" è stato questo. Grazie infinite. Lidia EegaBeeva
  22. EegaBeeva

    Sto diventando matto?!

    Un po' di scorza l'ho messa, è ovvio. Il rischio è diventare una pasionaria, anche un po' patetica, poi comunque non ci si può far carico delle brutture del mondo. Perciò, certamente condivido il punto di vista di Diana e di Matteo. Resto però sensibilissima alla "situazione animale" e, nel mio piccolo, cerco di aiutare a migliorarla, pur nel mio centimetro quadrato di autonomia. La grande passione per animali e insetti è rimasta per l'unica costante nel tempo, poiché - nel tempo - altre passioni si sono avvicendate e hanno fatto il loro corso: questa, però, non è mai tramontata. Credo che rmn stia facendo questo percorso. Non lo farà diventare insano di mente, né - ribadisco - sarà mai da ricovero. Una certa razionalità (che non è sinonimo di abitudine) occorre in ogni cosa. Arriva nel tempo, maturando certe esperienze. Se per lui avviene come per me, una spiccata ipersensibilità troverà il modo non di placarsi, ma di spalmarsi in alcune attività rivolte alla salvaguardia del mondo animale. La "pietas" deve sempre esserci, ma non predominare. Così si rimane lucidi, curiosi e privi di rancore. E gli animali ringraziano :-) Buona giornata. EegaBeeva
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